Tag: mariasole ariot

Appunti sul prato

di Mariasole Ariot

L’ultimo prato che ho visto
Evidentemente il ricordo ha una traiettoria in salita. Il prato è a quattromila metri d’altezza, il lago al centro come un punto di raccolta dell’immaginario, ci sono donne invisibili che danzano – l’unico animale disteso al fuoco ascolta il rumore della goccia.… Leggi il resto »

due passi (fare)

Mariasole

funebre
I raccoglitori di fiori
si atteggiano
all’alba dei vecchi
con carri mascherati,
e cavità
poco profonde.
Celeri messaggeri
dei semi
e delle donne,
ridono
discutono all’infinito
sull’esistenza
dell’acqua.

E il cielo in ombra
e il tempo stretto
e la vertigine
non hanno tempo
per aspettare il peggio.… Leggi il resto »

L’indecenza

di Mariasole Ariot

Gli alberi sono degli alfabeti, dicevano i Greci.
(Roland Barthes)

La prima volta, dopo molti anni, l’ho vista arrivare dall’alto. Un cavalcavia e il suo corpo ombra che in lontananza sembrava  un arbusto senza foglie, due rami che si allargano al cielo aggrappati tenacemente al manubrio di una bicicletta troppo alta.… Leggi il resto »

Un anno dopo il doppio

di Mariasole Ariot

Per ciò che verrà
– Nella fonte d’ogni chiasso –
Ho fissato la bugia.

Coprirò poi
con stracci di risvolti
ogni tritume e sedativo
A distillare vento
dal primo riposo di maggio.… Leggi il resto »

LORENZO RUSTIGHI is wondering why facebook wants to know what he’s doing.

di Mariasole Ariot

Facebook parla in terza persona, un walzer a tre tempi. Nel primo si accetta, nel secondo si chiede accoglienza, nel terzo ci si guarda bene dal non farsi rifiutare. Da nessuno.
Perchè mai voler conoscere il giorno dei miei amici, il loro sguardo, il loro tempo perso o ritrovato che sia,la grana della pelle, la faccia che si perde, la propria sottrazione domenicale?… Leggi il resto »

Passi spiegati

di Mariasole Ariot

Ho contato i minuti senza tener conto del tempo, quando mi sono accasciata alla decima delle sedie chiamate sedute.

Aveva gli occhi stupidi, i tacchi alti, una vetrina di manuali, sulla testa e mi sorrideva elencando le solite domande di dettaglio – ché la circostanza, in quelle stanze, non concede alcun dubbio.… Leggi il resto »