<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Natalia Castaldi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/tag/natalia-castaldi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Feb 2022 06:28:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>Sturm und tram</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/08/06/sturm-und-tram/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2013/08/06/sturm-und-tram/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2013 10:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Natalia Castaldi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=46150</guid>

					<description><![CDATA[di Natalia Castaldi “Era l’unica cosa da fare”, ripeteva tra sé, stringendo i lembi del cappotto sul petto. Non aveva mai creduto alle cose durature, all’eterno manco a parlarne, ma non riusciva a dimenticare quel volto, quello che avrebbe dovuto cancellare col suo solito cinismo. La stagione delle cose passate, quella degli ideali per cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Natalia Castaldi</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/TramTsint.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft  wp-image-46151" alt="TramTsint" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/TramTsint.jpg" width="441" height="288" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/TramTsint.jpg 630w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/TramTsint-300x196.jpg 300w" sizes="(max-width: 441px) 100vw, 441px" /></a></p>
<p>“Era l’unica cosa da fare”, ripeteva tra sé, stringendo i lembi del cappotto sul petto. Non aveva mai creduto alle cose durature, all’eterno manco a parlarne, ma non riusciva a dimenticare quel volto, quello che avrebbe dovuto cancellare col suo solito cinismo. La stagione delle cose passate, quella degli ideali per cui lottare si era spenta dentro il suo sguardo cupo, che a guardarlo bene fino in fondo, rifletteva un abisso di paure e rimpianti infantili, che solo gli abbandoni ingiustificati possono generare. Aveva visto disfarsi ogni angolo della casa. La famiglia sgretolata dai suoi errori. I suoi errori erosi dall’amore morboso di una borghesia esistenziale che lo voleva incastrare. “Come si nasce anarchici?”, si chiedeva.</p>
<p>“A ben vedere è un dato esistenziale”, continuava. “Genetico”, gli avrei voluto suggerire, tuttavia l’aggettivo che avevo scelto cozzava, ingiustificato, con la postura perfettamente adagiata all’equazione sociale che la sua famiglia aveva sempre espresso, godendo del rispetto e della stima di tutto l’apparato partitico e familiare di quella città così piccola e tanto stretta da farlo soffocare. “Eppure nascere diversi è una colpa che non ci appartiene, è un dato di fatto che ci ritroviamo tra le mani”, continuava in quel monologo silenzioso e stretto, che lo attraversava in un principio freddo di primavera. Era stato bello, lo era ancora. Segnato, logorato, ma ancora saldo in un portamento fermo nelle sue necessarie rinunce, nella sua smania di cercare sempre e ancora oltre ciò che sapeva di non potere più superare. Il vento freddo e umido lo spinse ad allungare il passo. Richiudersi tra le vecchie mura di quella vecchia casa panoramica che, ormai muta e libera dagli sfarzi della generazione precedente, era decaduta nell’essenziale alla sopravvivenza del suo incessante riflettere sulla natura ferma e ineluttabile delle cose, degli oggetti e della sua stessa esistenza, era la sola cosa che potesse chiedere al mattino per ricondursi tragicamente alla sera. Leggeva, leggeva incessantemente, divorava libri saltando le pagine dalla fine all’inizio e ancora e di nuovo, fino a cercarne il punto focale, la risposta inesistente alla sua consapevole finzione. Lo ossessionava l’idea del tempo.</p>
<p>“È solo un’estensione dello spazio, la misura con cui misuriamo la lunghezza del percorso”, concludeva ad ogni lettura. La penombra della casa era una soluzione necessaria ad annientare il tempo nella staticità della luce, che la manteneva intatta nel suo percorrerla avanti e indietro in cerca di una frase, un appiglio, un’idea necessaria per potersi rimettere a scrivere. Si rifiutava di scrivere al computer, lo schermo era troppo luminoso, troppo finto per permettergli di inventarsi di nuovo in carne ed ossa, come la fatica della mano sull’Olivetti gli imponeva. Riavvolgere il tempo nella successione degli eventi rimescolati in un’unica esperienza di vita che si moltiplicava ad ogni capoverso, gli procurava il godimento della spinta manuale del carrello a fine margine per tornare indietro, ma un rigo avanti e ancora, nell’ironia del ritorno e del sorpasso di sé ad ogni ora. Una donna non avrebbe mai potuto accordarsi a quella noia metodica e coltivata con tanta sapienza, con tanto garbo silenzioso, elegante nella sua ribellione. Di tanto in tanto lasciava che qualcuna varcasse la soglia, scopavano, poi lei se ne andava sapendo bene che lui non avrebbe mai fatto nulla per ripetere la scena, per riportarla dentro quelle lenzuola, per riviverla ancora. Era un atto consapevole e consenziente di puro soddisfacimento sessuale. Il nome non gli interessava, né il colore dei capelli, né lo sguardo, né l’ansimare. Finiva tutto nell’istante stesso dell’eiaculazione: un’espulsione veloce e necessaria di piacere ed endorfine necessarie per riprendersi la noia, il silenzio e la super-esistenza dei personaggi che, di lì a poco, avrebbe dovuto ricominciare a inventare.</p>
<p>Quando anni prima la incontrò sotto una pioggia leggera e incessante, si ritrovarono a ripararsi sotto lo stesso cornicione. Lui amava osservare i tram salire e scendere per le strade di Lisbona e lei era quella che avrebbe scritto in mille storie, con i suoi capelli sfatti dalla pioggia e lo sguardo smarrito da gattino spelacchiato. Una donna anonima per il resto del mondo, una donna semplice dai tratti visibilmente materni, per nulla seducenti, che sapevano di affanno, di cucina, di figli da prendere all’uscita della scuola. Tutto questo l’avrebbe resa unica e ossessiva nella sua memoria, come quell’unico tradimento che consumarono insieme, velocemente, in una squallida camera d’albergo in un borgo interno nel centro di Lisbona. “Era l’unica cosa da fare”, si ripeteva andando avanti e indietro nella penombra della sua stanza, lontana quattro ore di volo da quella camera d’albergo, dal saliscendi dei tram, dall’odore di cucina buona nei suoi capelli. Prese il foglio e lo arrotolò nell’Olivetti metodicamente, con la passione di un amante che cura ogni dettaglio prima di sfiorare il corpo perfetto del suo desiderio da soddisfare. La riscrisse ancora e ancora, chiusa e sola nel rimorso del suo unico peccato, nella rincorsa dei figli che crescevano, nelle rughe che le segnavano di ricordi il viso. E lariscrisse oltre la morte violenta nel saliscendi di uno dei tram di Lisbona. Il trafiletto della cronaca nera riportava la breve storia del suicidio di una donna fragile di mente. Di lei sapeva i capelli, il dettaglio dei nei, la semplicità del nome, ma era l’unica cosa da fare: “solo il rimpianto sopravvive al vivere nel ripetersi del morire”.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2013/08/06/sturm-und-tram/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>No Transmission No Poetry</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/01/10/no-transmission-no-poetry/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2013/01/10/no-transmission-no-poetry/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 10:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[Abele Longo]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Marotta]]></category>
		<category><![CDATA[Natalia Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Viola Amarelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=44591</guid>

					<description><![CDATA[Per maggiori informazioni sulla sospensione del blog di poesia, diretto da Francesco Marotta si legga qui. Nota Post Avevo programmato questo post ieri mattina e in serata, grazie alla mobilitazione che c&#8217;è stata in rete e fuori, il guasto &#8220;tecnico&#8221; è stato superato. Qui Effeemme dice la sua, la nostra forse, sicuramente anche la mia. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso-1024x670.jpg" alt="" title="dimoradeltemposospeso" width="700" height="458" class="aligncenter size-large wp-image-44592" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso-1024x670.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso-300x196.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso-96x62.jpg 96w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso-38x24.jpg 38w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso-328x215.jpg 328w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso-128x83.jpg 128w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/01/dimoradeltemposospeso.jpg 1200w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><br />
Per maggiori informazioni sulla sospensione del blog <a href="http://rebstein.wordpress.com/">di poesia</a>, diretto da Francesco Marotta si legga <a href="http://neobar.wordpress.com/2013/01/08/il-nostro-supporto-alla-dimora-del-tempo-sospeso/">qui</a>.<br />
<strong>Nota Post</strong><br />
Avevo programmato questo post ieri mattina e in serata, grazie alla mobilitazione che c&#8217;è stata in rete e fuori, il guasto &#8220;tecnico&#8221; è stato superato. <a href="http://rebstein.wordpress.com/2013/01/09/ce-lavete-fatta/#comments">Qui</a> Effeemme dice la sua, la nostra forse, sicuramente anche la mia. effeffe</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2013/01/10/no-transmission-no-poetry/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>visti dall&#8217;interno &#8211; un panorama poetico</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/14/visti-dallinterno-un-panorama-poetico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Ponso]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Costalonga]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Montieri]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Mesa]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Riviello]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi D Ruscio]]></category>
		<category><![CDATA[Natalia Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[nina maroccolo]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Cappelli]]></category>
		<category><![CDATA[Plinio Perilli]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Bresemann]]></category>
		<category><![CDATA[Viola Amarelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42456</guid>

					<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160;visti dall‘interno &#8211; un panorama poetico&#160; &#160;innenansichten – ein panorama in gedichten&#160; www.lettretage.de/Innenansichten.pdf&#160; [ compresenza possibile &#8211; naturale &#8211; e necessaria &#8211; di poetiche differenti ] &#160; &#160; pubblicato da orsola puecher]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<a href="http://www.lettretage.de/Innenansichten.pdf" target="_blank"><span style="Line-height: 18px; color: #ffffff; background-color: #5f5f5f; font-size: 14.4px;">&nbsp;visti dall‘interno &#8211; un panorama poetico&nbsp;<br />
&nbsp;innenansichten – ein panorama in gedichten&nbsp;<br />
<em>www.lettretage.de/Innenansichten.pdf</em>&nbsp;</span></a></p>
<p><span style="Line-height: 16px; color: #C71010;">[ <em>compresenza possibile &#8211; naturale &#8211; e necessaria &#8211; di poetiche differenti</em> ]</span><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/" target="_blank"><span style="font-size: 11px; color: #000000;">pubblicato da</span> <span style="font-size: 11px;"><em>orsola puecher</em></span></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Poesie d&#8217;amore</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/20/poesie-damore/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/20/poesie-damore/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 16:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[ballate per una gitane]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Natalia Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[poetarum silva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39338</guid>

					<description><![CDATA[Ballate per una Gitane<br />di<strong>Francesco Forlani</strong> <br />a Giulia<br />
poesia d’amore numero otto<br />
Sollevo dal lavello i due bicchieri<br />
senza pensarci tanto così tintinna]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/06/Gitanes.JPG.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-39339" title="Gitanes.JPG" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/06/Gitanes.JPG.jpg" alt="" width="226" height="200" /></a></p>
<p><strong>Ballate per una Gitane </strong> </p>
<p>di</p>
<p><strong>Francesco Forlani</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>a Giulia</em></p>
<p style="text-align: right;">
<p><strong>Poesia d’amore numero otto </strong><br />
Sollevo dal lavello i due bicchieri<br />
senza pensarci tanto così tintinna</p>
<p>ci sono vite che sanno di vetro e portano dentro il fuoco<br />
delle incisioni, lento e inesorabile in un soffio</p>
<p>così due virgole rosse come un timbro<br />
sulla tazzina del caffè dicono: qui è lei.</p>
<p><span id="more-39338"></span></p>
<p><strong>Poesia d&#8217;amore numero uno</strong><br />
Una nuvola di fumo sopra ai tetti e le braccia conserte di pochi camerieri<br />
all’uscita dall’anno – nella piazza &#8211;<br />
come cerini intonsi e chini a cercare le polveri che faranno un fuoco.</p>
<p>Qui la storia ha abitato palazzi e sopra ai campanili ha messo un segno,<br />
in larghe cattedrali ha bruciato l’incenso<br />
e file di cipressi ha messo a guardia delle mura.</p>
<p>Così ci sembrano pochi i baci.<br />
<!--more--></p>
<p><strong>Poesia d’amore numero due </strong><br />
Se<br />
&#8211; non tanto inspiegabilmente, senza ragione-<br />
allora, se io potessi<br />
prenderti veramente al punto da lasciarti<br />
andare via, camminare con le gambe di un’altra<br />
per le strade della tua città</p>
<p>&#8211; ma potrebbero essere le strade del mondo-</p>
<p>e diventare te, al tuo posto, in ogni cosa<br />
pensiero, turbamento, distrazione</p>
<p>&#8211; tu corrucci la fronte e tra quei solchi<br />
si semina un vento che rincorre il tuo profumo &#8211;</p>
<p>fare da madre ai figli tuoi e da figlia al padre<br />
respirare profondamente come da respiro tuo<br />
ingannare la notte che ti guasta il sonno<br />
e vibrare di carezze come succede a te,<br />
e a te soltanto</p>
<p>-Tiresia accecato indovino di ogni gesto-</p>
<p>ecco<br />
se</p>
<p>&#8211;  non tanto inspiegabilmente, per una ragione-</p>
<p>se solo si potesse fare<br />
io lo farei<br />
anche adesso che chiamo il tuo nome<br />
lungo le scale.</p>
<p><strong>Poesia d’amore numero tre–</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>sdraiato su vecchi giornali</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>l’uomo che ha l’acqua nelle scarpe</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>guarda le barche lontane.</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Jacques Prévert</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Vedi<br />
nulla si può davvero contro un mare a pezzi<br />
calato come un sipario liso sulle carte</p>
<p>&#8211; la parola fine mese non ha nulla del cominciamento-</p>
<p>e ti guardo tenere il timone, rasserenare gli innocenti<br />
assecondare ogni attesa moltiplicare il pane</p>
<p>&#8211; che è tutta farina del tuo sacco &#8211;</p>
<p>vedi tu<br />
la vita  è che  comunque te la immagini diversa<br />
è un cielo aperto che sconti non farà mai ai marinai<br />
né a chi li aspetta ed alle loro facce</p>
<p>&#8211; chine sul cuscino su cui riposano i sogni-</p>
<p>allora<br />
quando il male come un’onda assale<br />
il porticciolo ricurvo sulle povere barche<br />
che nulla sembra fermare la furia – e  così pare</p>
<p>allora<br />
corre lo sguardo a cercare un lume<br />
una luce qualsiasi che indichi salvezza,<br />
e che seppure tenue dica vita</p>
<p>-così io guardo te-</p>
<p><strong> Poesia d’amore numero quattro </strong><br />
mischiando le voci di dentro passavamo il respiro<br />
ingoiavamo la terra e la polvere in controluce,<br />
il canto tesseva le fila e dentro al discanto<br />
i nodi dei sogni scioglievano all’alba cuciti</p>
<p>la strada sapeva di ferro e di sabbia con le prime piogge<br />
e si correva coprendoci il capo con un fazzoletto<br />
le macchine andavano lente come sopra a uno specchio<br />
su cui vedevamo dipinto oltre al cielo le ombre risorte</p>
<p>del mondo e la corsa finiva al crepuscolo,<br />
restavano solo le tracce della battaglia,<br />
il sale sapeva di cose mai viste e il sudore<br />
cambiava il colore alla maglia indossata da prima</p>
<p>pareva dovesse durare per sempre e così ci sembrava più viva<br />
la timida sera che faceva da bàlia a ragazzi e ragazze per strada<br />
finiva che a cena era gara a restare in silenzio a non fare parola<br />
di brame che i corpi rinati ogni volta tacevano urlando</p>
<p><strong>Poesia d’amore numero cinque </strong><br />
ci sono gesti elementari a fare il loro corso<br />
il capo immerso in un asciugamani<br />
e ti sorreggi il telo da bagno con quell&#8217;altra<br />
che un piede sembra fare accenno a una rincorsa<br />
e trattenere ogni tuo slancio l&#8217;altro,</p>
<p>così disegni il volto a un tratto con una matita e poi il rossetto<br />
in modo da dimenticare me che sulla soglia della porta<br />
dall&#8217;una prima e poi dall&#8217;altra gli occhi distraggo</p>
<p><strong>Poesia d’amore numero sei </strong><br />
quando sopra ai treni corrono le voci<br />
e fuori tutto tace nella muta pellicola</p>
<p>che al monte intesse una distesa di nebbia<br />
alla campagna il fiume e sembra pace</p>
<p>.che non ha silenzio ma è nell’aria<br />
e allunghi il passo sotto ai sedili<br />
aumenti la falcata respirando il vento<br />
che ti sta portando alla veloce intimità<br />
di un nuovo ritorno. <em>Aspettami</em>-dico</p>
<p><strong>Poesia d’amore numero sette </strong><br />
Così spegni la luce e ne assecondi ogni suo gesto.<br />
minuti l’oreiller<br />
come se ad ogni sogno ne seguisse un altro.</p>
<p>piede piedino mano manina</p>
<p>pàrola che sembra che cambiando accento,<br />
in un palmo di mano ci disegna linee e vita.</p>
<p>E mi accompagni a questa notte in altra leggerezza<br />
una promessa che col suo profumo suggerisce gita</p>
<p><strong>Poesia d’amore numero otto </strong><br />
Sollevo dal lavello i due bicchieri<br />
senza pensarci tanto così tintinna</p>
<p>ci sono vite che sanno di vetro e portano dentro il fuoco<br />
delle incisioni, lento e inesorabile in un soffio</p>
<p>così due virgole rosse come un timbro<br />
sulla tazzina del caffè dicono: qui è lei.</p>
<p><strong>Poesia d’amore numero nove</strong><br />
La chiamano controra il tempo in cui si smette<br />
ogni pensiero e cosa che si fa nel giorno</p>
<p>le luci del sud a quell’ora accecano lo sguardo<br />
dipingono di bianco perfino il nero dell’asfalto<br />
in una nube che non porta pioggia.</p>
<p>Così succede che talvolta in altra terra appare<br />
-a sud di nessun nord s’impianta terra-<br />
e allora che tutto sfugge, piano piano<br />
appoggi la bocca alla tempia e penso: spara!</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/20/poesie-damore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sulla spiaggia di Ez Zauia</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/03/14/38425/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2011/03/14/38425/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 12:38:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[Natalia Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia contemporanea italiana]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38425</guid>

					<description><![CDATA[di Natalia Castaldi La conta dei morti nella piazza di Ez Zauia sfidava il rosso dei pomodori allineati nel cortile le mosche ronzavano il canto funebre delle carogne . cercavo di dirti una parola ma correvano forte troppo forte e gridavano via anche la mia voce che si spegneva corta sul tuo viso . avrei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">di <strong>Natalia Castaldi</strong></div>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/Ez_Zauia_01.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-38426" title="Ez_Zauia_01" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/03/Ez_Zauia_01-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<div>La conta dei morti nella piazza</div>
<div id="_mcePaste">di Ez Zauia sfidava il rosso</div>
<div id="_mcePaste">dei pomodori allineati nel cortile</div>
<div id="_mcePaste">le mosche ronzavano il canto funebre</div>
<div id="_mcePaste">delle carogne</div>
<div id="_mcePaste">.</div>
<div id="_mcePaste">cercavo di dirti una parola</div>
<div id="_mcePaste">ma correvano forte troppo forte</div>
<div id="_mcePaste">e gridavano via anche la mia voce</div>
<div id="_mcePaste">che si spegneva corta sul tuo viso</div>
<div id="_mcePaste">.</div>
<div id="_mcePaste">avrei voluto trovare fiato da soffiare al sangue</div>
<div id="_mcePaste">pomparti il cuore dirti che ancora dovevi lottare</div>
<div id="_mcePaste">.</div>
<div id="_mcePaste">mi trascinarono via ancora in ginocchio</div>
<div id="_mcePaste">uno per braccio</div>
<div id="_mcePaste">vedevo solo polvere [polvere e rumore<span id="more-38425"></span></div>
<div id="_mcePaste">.</div>
<div id="_mcePaste">sono tornata a cercarti</div>
<div id="_mcePaste">nel velo nero</div>
<div id="_mcePaste">della luna come faro</div>
<div id="_mcePaste">ma non c’eri</div>
<div id="_mcePaste">.</div>
<div id="_mcePaste">stamattina mi hanno detto che stanno scavando buche</div>
<div id="_mcePaste">sulla spiaggia dove correvamo fino alle onde</div>
<div id="_mcePaste">.</div>
<div id="_mcePaste">Eri il più piccolo, quello ribelle,</div>
<div id="_mcePaste">il mangilibri che cantava in inglese</div>
<div id="_mcePaste">non ti capivo, t i  c r e d e v o</div>
<div id="_mcePaste">guardavi il mondo come un animale selvatico</div>
<div id="_mcePaste">d e s t i n a t o  a l l a  v i ta</div>
<div id="_mcePaste">e ridevi e ti facevi serio</div>
<div id="_mcePaste">sfidando il cielo</div>
<div id="_mcePaste">perché la povertà non diventasse miseria</div>
<div id="_mcePaste">e la dignità significasse giustizia.</div>
<div id="_mcePaste">Io sorridevo della tua follia</div>
<div id="_mcePaste">mi sentivo libera nel tuo respiro</div>
<div id="_mcePaste"><em> dove sei adesso?</em></div>
<div id="_mcePaste">Qui cadono tutti</div>
<div id="_mcePaste">Volevo portare dei fiori</div>
<div id="_mcePaste">dove hai lasciato il tuo sangue</div>
<div id="_mcePaste">con quello di Anuar e Fa’ez e gli altri amici</div>
<div id="_mcePaste">ma non sopravvive più nulla in questa terra</div>
<div id="_mcePaste">i colori sanno di fumo</div>
<div id="_mcePaste">il grigio brucia le congiuntive</div>
<div id="_mcePaste">.</div>
<div id="_mcePaste">Mi asciugo gli occhi</div>
<div id="_mcePaste">Ho mani secche strette nei pugni</div>
<div id="_mcePaste">e unghie nere piene di terra</div>
<div id="_mcePaste">Tahir ha detto che stanno reclutando anche le donne</div>
<div id="_mcePaste">quelle più giovani e veloci</div>
<div id="_mcePaste">Domani mi daranno il fucile di uno di quei venduti</div>
<div id="_mcePaste">che hanno sgozzato ieri</div>
<div id="_mcePaste">.</div>
<div id="_mcePaste">Cercherò di ucciderne più che posso</div>
<div id="_mcePaste">prima di raggiungerti sulla nostra spiaggia</div>
<div id="_mcePaste">Rasha e Halima sono al sicuro con i bambini</div>
<div id="_mcePaste"><em> Forse domani correranno per noi</em></div>
<div id="_mcePaste"><em> dentro le onde.</em></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2011/03/14/38425/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>24</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lyrics by effeffe</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/28/lyrics-by-effeffe/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/28/lyrics-by-effeffe/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 14:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Terni]]></category>
		<category><![CDATA[ballate per una gitane]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[Natalia Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Rosario Tedesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38286</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" width="460" height="289" src="http://www.youtube.com/embed/V0uNO6pvZ3k" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/28/lyrics-by-effeffe/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>due passi ( fare )</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 14:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[francesco forlani detto il furlen]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Cossu]]></category>
		<category><![CDATA[Natalia Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[scassaminchiaMS]]></category>
		<category><![CDATA[soldato blu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20817</guid>

					<description><![CDATA[Giovanni Nurra (2 agosto 1980) (Aride) feci di vacca sgranate tra tumuli arcigni di pietre narranti la storia: la guerra raggiunge la pace : grugniscono i porci e ignorano i segni di un’alba col taglio già pronto a festa di sangue E mosche e formiche distratte e sibili folti eruttano foglie, cispose Un marcio colore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovanni</strong></p>
<p><em>Nurra<br />
(2 agosto 1980)</em></p>
<p>(Aride)<br />
feci<br />
 di vacca<br />
sgranate<br />
tra tumuli<br />
arcigni<br />
di pietre<br />
narranti<br />
la storia:</p>
<p>la guerra raggiunge la pace</p>
<p>: grugniscono i porci<br />
e ignorano i segni di un’alba<br />
col taglio già pronto<br />
a festa di sangue</p>
<p>E mosche e formiche distratte<br />
e sibili folti eruttano foglie, cispose</p>
<p>Un marcio colore<br />
dipinge<br />
,<br />
ristagna.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/6c95_1_sbl.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/6c95_1_sbl.jpg" alt="6c95_1_sbl" title="6c95_1_sbl" width="316" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-20818" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/6c95_1_sbl.jpg 316w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/08/6c95_1_sbl-237x300.jpg 237w" sizes="(max-width: 316px) 100vw, 316px" /></a></p>
<p><strong>Natàlia</strong><br />
<em>Ero una donna<br />
(2 agosto 1980)</em></p>
<p>Ero una donna,<br />
camminavo per strada:<br />
pesanti i sacchi della spesa,<br />
scendevo le scale della stazione.</p>
<p>Tornavo all’odore dei miei panni,<br />
ero una donna<br />
con la spesa per la cena.</p>
<p>Sono brandelli di carne<br />
nello scoppio di un odio senza nome:</p>
<pre><font face="Verdana">– lo chiamano ideale …
 ma io non ho più avuto amore –</font></pre>
<p><em>Tumuli di pianto<br />
e fiori secchi<br />
nel silenzio delle fosse<br />
senza più dolore:<br />
solo memorie<br />
e vili vivi,<br />
nel canto delle foglie<br />
un autunno perenne.<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>58</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-04-28 12:29:40 by W3 Total Cache
-->