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	<title>nembo &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Nembo (Kid) e la cartoonizzazione della Storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 21:14:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/nembo.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-8197" title="nembo" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/nembo-222x300.jpg" alt="" width="155" height="210" /></a></p>
<p>di <strong>Marco Rovelli</strong></p>
<p>L&#8217;antrofonico La Russa ha rammemorato &#8220;quelli della Nembo&#8221; come esempio di soldati repubblichini che meritano il rispetto di chi guardi con obiettività alla storia d&#8217;Italia, in quanto &#8220;dal loro punto di vista combatterono credendo di difendere la patria&#8221;. L&#8217;ingenuità di tale enunciato è disarmante, se non fosse che lascia tralucere un ben forte <em>arrière-pensée</em>: quello di uno che è rimasto, senza mezzi termini, fascista. Il loro punto di vista, dice l&#8217;Ignazio. E parla di credenza, ovvero di fede. <span id="more-8193"></span>Bene, sfido chiunque a trovare qualcuno che impugna le armi secondo un altro punto di vista. O meglio, ci sono, certo: per esempio tutti coloro che erano stati arruolati a forza nell&#8217;esercito repubblichino perché non avevano avuto il coraggio di darsi alla macchia o di affrontare la fucilazione (che, lo si ricordi, veniva <em>bandita</em> anche con manifesti pubblici firmati dal giovane Almirante). Ma non stiamo parlando di quelli, qui, bensì di giovani che avevano scelto liberamente la parte del campo di battaglia. La buona fede, l&#8217;intenzione, la credenza – non possono costituire metro di giudizio storico.</p>
<p>Ricordo che, ai tempi della tesi di dottorato, leggendo i verbali del Comitato centrale del Pci dopo il famigerato discorso di Kruscev al XX Congresso, che avviò il processo politico frettolosamente definito &#8220;destalinizzazione&#8221;, Mario Montagnana disse che bisognava &#8220;mettere in rilievo la buona fede di Stalin&#8221;. E forse aveva ragione sulla buona fede, Stalin era un uomo &#8220;integerrimo&#8221; che &#8220;sacrificò&#8221; la sua vita (oltre a quello di qualche milione di altre, va da sé) per la Causa. Ma questa sua buona fede ci diceva qualcosa in quanto rilievo storico? No, nulla. Ci diceva qualcosa solo dell&#8217;attaccamento sentimentale di Montagnana. La buona fede, e la fede in genere, non sposta di un ette il senso storico delle cose. Perché è di questo che stiamo parlando, che si dovrebbe parlare. Invece l&#8217;Ignazio sfrutta l&#8217;8 settembre – che nella retorica fascista ha sempre e solo rappresentato il tradimento e il disonore – per rivelare a tutti il suo attaccamento sentimentale alla propria <em>storia</em>.</p>
<p>Sul sito ufficiale dell&#8217;associazione nazionale Nembo (i militari del reggimento paracadutisti) sono trascritti alcuni passi &#8220;dal diario di guerra della Medaglia d’Oro al Valor Militare Magg. Mario Rizzatti&#8221;:</p>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<p><em></p>
<p align="justify">Io mi rifiuto di ubbidire all’ordine di tradire la Patria e di passare al nemico perché questo è un diritto e un dovere militare. Quindi io, con il mio battaglione continuo la guerra da leale alleato al fianco della Germania.</p>
<p> </p>
<p></em></p>
<p align="justify">Sulla &#8220;Patria&#8221; ci sarebbe tanto da dire – il maggiore decide ciò che spetterebbe, per definizione (e tanto più per la sua), solo a una comunità decidere: qual è la Patria – su questo ha scritto pagine fondamentali Claudio Pavone in &#8220;Guerra civile&#8221;. Mi interessa notare, qui, il gesto paradossale del maggiore che decide di smettere di obbedire e compiere – kierkegaardianamente, si potrebbe dire, come Abramo con Isacco – il &#8220;salto nella fede&#8221;: obbedisce solo alla voce interiore, e accetta il rischio. Fede, decisione, sacrificio – sono i termini chiave della narrazione del sito dell&#8217;associazione Nembo &#8211; significativamente anche quando racconta dei paracadutisti schieratisi con il Corpo Italiano di Liberazione a fianco degli Alleati. Ora, certo sappiamo come la pedagogia delle scuole fasciste, e il discorso pubblico di un&#8217;intera società, non lasciavano a molti giovani altro orizzonte mentale possibile. Ma lo stesso discorso può essere adeguato, ancora, a qualsiasi persona che, in virtù della fede (buonissima, anzi ottima), abbia preso parte a eventi storici criminali – così come per Stalin, o per un SS qualsiasi, o perfino per Hitler (ma su questo avrei qualche dubbio). Insomma, la fede non ci dice nulla di nulla – e non è in questione. In questione è il senso storico degli eventi. E il senso storico è netto e indefettibile: libertà contro totalitarismo. Ma viviamo in tempi in cui il senso storico si fatica a rintracciarlo: figure e atti sono appiattiti e ritagliati entro un flusso indiscriminato di dati intercambiabili.</p>
<p align="justify">Se il fascismo ha un seguito crescente tra i più giovani è anche in virtù della sua crescente destoricizzazione – il che significa, per un evento storico, la sua spoliticizzazione. Nel flusso indiscriminato della storia ridotta a <em>trompe l&#8217;œil</em> la figura di un Mussolini – così come tutte le altre che da lui emanano a cascata, come in una processione plotiniana – diventa un ritaglio che fa segno solo a sé. Questo processo di cartoonizzazione rende possibile elevare Mussolini a referente reale di istanze politiche vive, oggi. Insomma, dopo la spoliticizzazione &#8211; resa operante, entro la generale perdita di senso dei fatti storici, dal grande magma del tardo-capitalismo mediatico – si può finalmente riattivare una nuova politicizzazione di quella figura. Perfetta per la voglia d&#8217;Ordine sempre risorgente – dai grembiulini all&#8217;edilizia carceraria – all&#8217;Autorità e Gerarchia invocata da Brunetta – alla miscela di liberismo e populismo di questo governo pericoloso (il no-global protezionista Tremonti – un antiglobalismo che vorrebbe solo servi e non concorrenti &#8211; che va a braccetto con le posizioni identitarie e neorazziste di Alemanno). E allora, in questa voglia d&#8217;Ordine, Nembo può tranquillamente, senza colpo ferire, senza soluzione di continuità, trapassare in Nembo Kid, un supereroe che ci fa sognare tempi nuovi e cieli nuovi.</p>
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