<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>O mais difícil do capitalismo é encontrar o sítio onde pôr as bombas &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/tag/o-mais-dificil-do-capitalismo-e-encontrar-o-sitio-onde-por-as-bombas/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 Dec 2017 12:22:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>Manuale di atti sovversivi</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2017/12/15/manuale-atti-sovversivi/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2017/12/15/manuale-atti-sovversivi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2017 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Judite Canha Fernandes]]></category>
		<category><![CDATA[O mais difícil do capitalismo é encontrar o sítio onde pôr as bombas]]></category>
		<category><![CDATA[Ornella Tajani]]></category>
		<category><![CDATA[poesia portoghese]]></category>
		<category><![CDATA[serena cacchioli]]></category>
		<category><![CDATA[traduzioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=71272</guid>

					<description><![CDATA[&#160; a cura di Serena Cacchioli Judite Canha Fernandes è nata a Funchal, sull&#8217;isola di Madeira, nel 1971. È performer, femminista, curinga (di Teatro dell&#8217;Oppresso/a), scrittrice, bibliotecaria, attivista, madre e ricercatrice, senza un ordine preciso, ed è stata rappresentante europea nel Comité International della Marcia Mondiale delle Donne tra il 2010 e il 2016. Le sue opere spaziano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_71278" aria-describedby="caption-attachment-71278" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="wp-image-71278 size-full" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/12/settimo-giorno-danzo.jpg" alt="" width="960" height="540" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/12/settimo-giorno-danzo.jpg 960w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/12/settimo-giorno-danzo-300x169.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/12/settimo-giorno-danzo-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption id="caption-attachment-71278" class="wp-caption-text">&#8220;E il settimo giorno ballò&#8221; &#8211; Lisbona, 2017</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di <strong>Serena Cacchioli</strong></p>
<p>Judite Canha Fernandes<strong> </strong>è nata a Funchal, sull&#8217;isola di Madeira, nel 1971. È performer, femminista, curinga (di Teatro dell&#8217;Oppresso/a), scrittrice, bibliotecaria, attivista, madre e ricercatrice, senza un ordine preciso, ed è stata rappresentante europea nel Comité International della Marcia Mondiale delle Donne tra il 2010 e il 2016.</p>
<p>Le sue opere spaziano dalla poesia al teatro, dalla letteratura per l&#8217;infanzia ai racconti brevi. I componimenti che presento, tradotti da me, fanno parte del «Manuale di atti sovversivi», pubblicato nella raccolta <em>O mais difícil do capitalismo é encontrar o sítio onde pôr as bombas</em> (<em>La cosa più difficile del capitalismo è trovare il posto dove mettere le bombe, </em>Urutau Editora, São Paulo, Brasil. Poesia, 2017, inedita in italiano). Il Manuale nasce da un esperimento di creazione collettiva. Judite ha chiesto a un certo numero di persone di dirle un gesto &#8211; un semplice gesto privato &#8211; che ognuno di loro fa, quotidianamente o meno, contro il capitalismo. Il risultato è un manuale poetico e collettivo straripante di idee sovversive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>manuale di atti sovversivi</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> II. </strong><strong style="line-height: 1.5;">(atti di ricapitalizzazione)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>decoro la casa con mobili e fiori di strada<br />
smetto di mangiare carne                  spengo la tv<br />
sono inutile                 non servo<br />
(non servo per sposarmi                   non servo per lavorare<br />
non servo per dare l’esempio            l’arte non serve a niente<br />
io non servo)<br />
offro arte sulla via pubblica               faccio la pipì nei prati.<br />
faccio e disfo i colori<br />
riutilizzo<br />
i dolori, gli amori, il tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>pago l’affitto in collettivo, secondo i redditi<br />
o<br />
la loro<br />
mancanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>faccio pupazzi da dito e li scambio per la lana delle vicine<br />
cerco il nome di una poetessa dell’Ottocento<br />
fra i contatti del telefonino<br />
uso i vestiti di mia madre<br />
tengo i soldi sotto al cuscino<br />
bevo il caffè del commercio equo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>il problema è che ogni volta che voglio mettere una bomba contro il<br />
capitalismo, nel frattempo lo uso.<br />
(perdonami signore, perché pecco di ridondanza. attraggo e capto<br />
fondi di capitale per distruggere nidi di capitale)<br />
per costruire la bomba           (o la faccio in un picnic)<br />
o cerco la ricetta su internet<br />
chiedo un prestito a una banca<br />
vado a far compere al centro commerciale<br />
e non so mai dove mettere la bomba.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>divorzio da un bancario.<br />
(e quella banca non sarà mai più la stessa:<br />
bca                 banif                    santander)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>torno a casa<br />
semino il mio orto<br />
condivido semi<br />
faccio pacchettini che vengono da regali precedenti<br />
scrivo lettere su carta sottile<br />
e le digitalizzo per mandarle a te.</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>III. (atti di collettivizzazione)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>non ho proprietà privata nel frigorifero,<br />
cucino sempre amore collettivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>cerco di esistere liberamente<br />
o libera dalla mente, non so.<br />
converso per via telepatica<br />
trasformo casa mia in un festival gratuito<br />
e ripeto tutti i gesti. di tutte le infanzie.<br />
di tutte le domande.<br />
amo come se il cuore fosse una bomba a orologeria,<br />
inserisco una frase poetica nella traduzione di una lettera commerciale<br />
sopporto il calore delle profondità vulcaniche senza reagire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>senza reagire<br />
cuocio l’argilla<br />
fino a essere capace di decidere per me quel che vorrò.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sono l’eroina inevitabile delle mie routine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>empatia. urgentemente.<br />
(era ancora il 19 gennaio del 1923 e si diceva già la stessa cosa)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>allatto mio figlio. posso alimentare<br />
con il mio stesso corpo<br />
la vita bella e semplice, spontanea e miracolosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>o anche no. non sono madre.<br />
non mi riproduco.<br />
bacio persone dagli organi riproduttivi uguali ai miei per la strada.<br />
occupo una casa, uno squat.<br />
mi ricordo tutti i giorni che sono bella anche quando il mondo<br />
insiste a dire che sono brutta.<br />
mi ricordo tutti i giorni della bellezza anche quando il mondo mi<br />
spaventa.<br />
mi ricordo e mi meraviglio tutti i giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>imparo che l’amore non dipende da una sola persona.<br />
sola soltanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>per niente sola,<br />
fra tanti passeri in cerca di una poesia collettiva.</p>
<p>*</p>
<p><strong>IV. [atti d’azione (diretta)]</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>racconto la mia storia.<br />
(alle persone non piace ascoltare sofferenza altrui, per questo<br />
racconto sempre la mia storia<br />
e la mia storia è quella che nessuno vuole ascoltare.)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ho riunioni felici e riunioni difficili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>nel mezzo di una città prodigiosa, faccio graffiti su cartelli d’annunci<br />
(soprattutto su quelli che vendono felicità)<br />
sputo fuoco<br />
e poi la manifestazione avanza, viola e siderale.<br />
disfo demolizioni<br />
e nel mezzo delle aggressioni, grido all’uniforme:<br />
“la pace, il pane, la casa”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>la pace            il pane             la casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>occupo il banco de portugal              poi l’azienda sanitaria locale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>mi amo.<br />
(eccoti una bomba, industria cosmetica! eccoti un’altra bomba,<br />
industria farmaceutica! e un’altra,<br />
apparato psico-psichiatrico!)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>restituisco la mia tessera militare come obiettore di coscienza,<br />
restituisco alla pide tutti i dischi di zeca afonso meno uno.<br />
questo lo ascoltiamo nello sgabuzzino tra spavento e confusione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>una volta<br />
ho fatto passare in televisione un disco che sputava su george w. bush<br />
dicendo che era una ballata romantica.<br />
iniziava così: george era un bambino basso<br />
molto più basso del comune. mi ricordo benissimo<br />
di voler assaltare una banca. più di tutto.<br />
(più di fare vendita diretta dei miei cd alla fnac)<br />
entrerei con la tuta da sub dal condotto della via costiera<br />
e poi capirei<br />
il capitale è un cubo d’acciaio con la serratura su un lato che<br />
trattiene l’aria all’interno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>per fortuna mia<br />
ho un mini server in casa,<br />
la mia cloud proprio sul letto.<br />
lo stato, per sapere dei miei sogni,<br />
deve sfondare la porta,<br />
e google non ha ancora salvato il mio pensiero.</p>
<p>*</p>
<p><strong>V. (atti del fine settimana)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>di venerdì non produco, fingo soltanto.<br />
ho allargato il fine settimana<br />
&#8211; i take my time           i make my time &#8211;<br />
uso i miei piedi e una bicicletta usata<br />
dedico il mio tempo ed energia a cose inutili<br />
coltivo la distrazione, faccio cose senza senso<br />
lavoro con scambi non monetari, non contabili, effimeri<br />
e imprevisti<br />
con persone che non conosco e altre che amo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>i fine settimana sono per i lavori dell’anima: tessere mazzi<br />
d’incenso,<br />
propagare erbe                      prendersi cura dei fiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>non mi depilo. resto lì, il ginecologo non sa bene che fare<br />
con le mani<br />
e io serena, in mezzo ai peli,<br />
mi riconosco bella, riservata e domestica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>nella casa accanto, durante una valutazione strategica del funzionamento,<br />
un ateo risponde al questionario su quale pensa che sarà il futuro<br />
dell’impresa:<br />
“il futuro appartiene a dio.”<br />
e dio danzò,<br />
e io con lui. danzare è stata. sempre.<br />
una delle mie sovversioni preferite.<br />
atto ad atto<br />
permanentemente sana<br />
anche quando svengo<br />
o quasi sparisco<br />
perché sono la speranza<br />
e non c’è antidoto più sovversivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2017/12/15/manuale-atti-sovversivi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-06-24 21:18:25 by W3 Total Cache
-->