Tag: Ornella Tajani

Qui. Salotti, storie e un graphic novel

di Ornella Tajani

Alcuni anni fa sono andata a visitare la casa di Balzac a Parigi, nel XVI arrondissement. Ci sono andata da sola, mossa da un desiderio appena tiepido, come per una cosa che si deve fare, perché in realtà spesso mi annoio tremendamente in queste case-museo in cui tutto mi sembra così cristallizzato nel tempo da apparire quasi finto.… Leggi il resto »

Identità, tragico, agnosticismo. I regni di Emmanuel Carrère

di Ornella Tajani

Guardando a buona parte della produzione di Emmanuel Carrère sembra di individuare due fils rouges: uno, tematico, è l’indagine sull’identità, l’affermazione sofferta di sé, l’empatia appassionata per i propri simili, il desiderio di essere un altro che sempre si eclissa davanti al compiacimento infinito di essere ciò che si è, con i limiti e i difetti che definiscono un carattere.… Leggi il resto »

“Forse Esther” di Katja Petrowskaja

 

di Ornella Tajani

«[…] E io pensai che fosse stato il charleston a far tornare in mente a Rosa Trockij e la sua mucca: in punta di piedi lei s’addentrava ballando nella storia universale». È in punta di piedi e con una splendida grazia narrativa che Katja Petrowskaja entra nella storia del Novecento e compone un mosaico di vicende storiche e frammenti autobiografici, un tappeto della memoria intessuto di documenti d’archivio, ricordi personali e alcune fotografie in bianco e nero, che sin dalle pagine iniziali richiama il Sebald di Austerlitz.… Leggi il resto »

Azulejos e altre poesie #3. Golgona Anghel

 

Tre giovedì in portoghese per tre poetesse contemporanee: Adília Lopes (Lisbona, 1960), Ana Martins Marques (Belo Horizonte, 1977) e Golgona Anghel (Alexandria, Romania, 1979). Una selezione di poesie – ancora inedite in italiano o già introvabili – presentate e tradotte da Serena Cacchioli e Nunzia De Palma.… Leggi il resto »

Azulejos e altre poesie #2. Ana Martins Marques

 

Tre giovedì in portoghese per tre poetesse contemporanee: Adília Lopes (Lisbona, 1960), Ana Martins Marques (Belo Horizonte, 1977) e Golgona Anghel (Alexandria, Romania, 1979). Una selezione di poesie – ancora inedite in italiano o già introvabili – presentate e tradotte da Serena Cacchioli e Nunzia De Palma.… Leggi il resto »

I fantasmi di Luca Ricci

 

di Ornella Tajani

Domestici, familiari, quasi innocui. È il ritratto dei Fantasmi dell’aldiquà che popolano i racconti di Luca Ricci (Napoli, La scuola di Pitagora, 2014), fantasmi d’intérieur che si aggirano in paesaggi privi di una connotazione geografica precisa. L’io narrante e polimorfo mangia sandwich e dipinge staccionate, prende il sole sul prato e sogna piscine in stile David Hockney, prepara biscotti di Halloween e descrive pomeriggi dal sapore di provincia americana.… Leggi il resto »

Azulejos e altre poesie #1. Adília Lopes


Tre giovedì in portoghese per tre poetesse contemporanee: Adília Lopes (Lisbona, 1960), Ana Martins Marques (Belo Horizonte, 1977) e Golgona Anghel (Alexandria, Romania, 1979). Una selezione di poesie – ancora inedite in italiano o già introvabili – presentate e tradotte da Serena Cacchioli e Nunzia De Palma.… Leggi il resto »

Idiosincrasia dell’inadeguatezza: Zerocalcare, c’est moi

 

di Giulia Scuro

Zerocalcare dichiara di aver scelto la propria firma per caso. Il fumettista Michele Rech, noto a un pubblico in costante aumento, utilizza lo pseudonimo suggeritogli da uno slogan pubblicitario. Per questo motivo, e poiché l’autore di Dimentica il mio nome dedica proprio ai nomi il suo ultimo graphic novel, in libreria dal mese di ottobre, ho deciso di ripensare al suo lavoro attribuendo un peso specifico allo zero e al calcare, efficaci chiavi di lettura che compongono lo pseudonimo e sulle quali si fonda, a mio parere, anche la sua poetica.… Leggi il resto »

cinéDIMANCHE #03 CLAUDE CHABROL “L’Inferno”

di Ornella Tajani

Nel folto panorama delle ossessioni, fatali «racconti personali inconsci», come le definisce Walter Siti, una delle più facilmente comprensibili, quella che si potrebbe suggerire all’ossessivo neofita che dovesse ancora farsi le ossa, è probabilmente la gelosia. Nel 1964 Henri-Georges Clouzot decise di farne il tema di un film, L’enfer: i protagonisti erano Romy Schneider e Serge Reggiani.… Leggi il resto »

Sul decentramento. Qualche ipotesi di applicazione dentro e fuori la traduzione

di Ornella Tajani

 

Tradurre è come andare in analisi, solo che costa di meno, scrive Henri Meschonnic. Probabilmente ha ragione, ma in realtà già leggere le sue opere di linguista e critico della traduzione, provando a spostarsi dalla traccia teorica all’esempio pratico, presenta difficoltà simili a quelle di un percorso terapico, nel momento in cui occorre passare dall’individuazione del sintomo all’applicazione di un metodo di trattamento.… Leggi il resto »

Dieci (piccoli) nuovi indiani

diecipiccoliindiani

Care lettrici e cari lettori,

siamo lieti di condividere con voi una grande novità. Ci stiamo moltiplicando, anzi ci siamo già moltiplicati. Per dieci. Dieci (piccoli) indiani sono arrivati a portare una ventata d’aria nuova in Nazione Indiana.

“Il Sintomo” di Fiorentino e Mastelloni

di Ornella Tajani

Naso di cane, Scugnizzi, Vito e gli altri: è l’atmosfera fumosa, violenta e soffocante di un film poliziottesco quella evocata da Il sintomo (Marsilio, 2014), il nuovo romanzo di Francesco Fiorentino e Carlo Mastelloni. Come nel precedente Il filo del male (Marsilio, 2010), anch’esso scritto a quattro mani, la narrazione prende le mosse dall’arrivo del protagonista nel luogo natio abbandonato anni prima, in una sorta di dramma dell’eterno e imprescindibile ritorno.

L’utente al guinzaglio. Qualche appunto preliminare sulle strategie punitive di Facebook

Di Ornella Tajani

Che Facebook sia un eccezionale generatore di ossessioni è ormai fuor di dubbio. Fra quelle che riguardano il rapporto tra il singolo utente e il resto della comunità, l’ossessione principale mi pare si articoli in tre bisogni: essere cercati, apprezzati, riconosciuti. Per cui diventa sempre più importante che io mi renda: disponibile, attraente, precisamente identificabile. Il che significa che a) passo sempre più tempo su FB, b) mi sforzo di essere divertente, colta, accattivante e c) mi impegno a restituire ai miei amici l’immagine di me in cui mi piace riconoscermi – e non, ovviamente, quella più veritiera.

Anthony Phelps. Due poesie e qualche domanda all’autore

A cura di Ornella Tajani

«Io, negro d’America, non sono uno scrittore negroamericano. Non sono uno scrittore afroamericano. Non esiste una letteratura negroamericana, né una letteratura afroamericana. Noi, negri del Nuovo Mondo, non siamo degli africani in esilio in America. È fuori questione che qualcuno ci affibbi un prefisso. Vi sarò grato se vorrete considerarmi uno scrittore americano, uno scrittore caraibico, uno scrittore haitiano o, più semplicemente, più umanamente: né nero, né bianco, né rosso, né giallo: un Poeta e basta».

.È così che Anthony Phelps, nato a Port-au-Prince nel 1928, si è più volte definito.

Il bridge dei free-lance

Di Ornella Tajani

Da qualche tempo ormai penso che la difficoltà principale di un’attività free-lance non stia tanto nel procacciarsi i lavori, e nemmeno nell’esigere un contratto, negoziando tariffe che convengano a entrambe le parti. Queste due indiscutibili e considerevoli fatiche sono soltanto seconde al problema davvero decisivo, e cioè fare in modo che il contratto in questione sia rispettato.

Da Belleville al Kitsch

Di Ornella Tajani

Nelle ultime settimane mi è capitato di leggere due articoli che parlano dell’abitare nell’est parigino. Il primo, scritto da Jean-Michel Normand per il magazine di Le Monde, si intitola «Paris, si les bobos votaient à droite» e analizza le contraddizioni della vita nella boboland, il regno dei bohémiens-bourgeois convenzionalmente situato nel triangolo del decimo arrondissement intorno al canal St Martin.

Il treno fantasma di Charles de Meaux

   di Ornella Tajani

Si intitola Le train fantôme la nuova installazione del videoartista Charles de Meaux, in mostra al Centre Pompidou di Parigi ancora per pochi giorni. Dall’esterno somiglia a uno dei tubi simbolo dell’architettura del museo: rivestito di tessuto bianco, il tunnel presenta all’interno una serie di schermi paralleli che lo percorrono interamente, come i finestrini di un treno, proiettando immagini di città e paesaggi, colti in tutte le fasi del giorno, alternate a brevi flash di film cult.… Leggi il resto »

“Sali e tabacchi. Libri e detersivi.” Su Antonio Franchini

di Ornella Tajani

Un dilettante. Se alla figura di editor impietoso, cristallizzata nel lapidario commento che Walter Siti gli attribuisce in Resistere non serve a niente1, Antonio Franchini affianca quelle di docente di scrittura creativa, giornalista mancato e partenopeo in esilio, nella creazione letteraria preferisce considerarsi uno scrittore ai margini del mercato, una sorta di amateur compétent.… Leggi il resto »