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Non avevo capito niente

di Piero Sorrentino

Se, come ha detto una volta Peter Stein, il “monologo non è mai teatro”, si potrebbe allo stesso modo affermare che “la prima persona non è mai romanzo”. Con un sorriso, il famoso regista tedesco ammetteva che quando assisteva a un monologo sulla scena, istintivamente aspettava, “perché finalmente ci fosse teatro”, che da un momento all’altro arrivasse un secondo attore.… Leggi il resto »

Il ribelle Montesano

di Piero Sorrentino

C’è una piccola ma preziosa chiave alfabetica annidata nelle primissime pagine di Il ribelle in guanti rosa, il saggio – romanzo – biografia, e chissà che altro, che Giuseppe Montesano ha dedicato, dopo un lavoro durato anni, a Charles Baudelaire.… Leggi il resto »

Indignazione e gentilezza

di Franco Arminio

Grillo e Veltroni, per me pari sono. L’Italietta della finzione mediatica non fa altro che parlare di politica. Non importa se per difenderla o per contestarla. Il problema è che si parla di una cosa che non esiste o che comunque ha un ruolo assai superficiale nella vita nazionale.… Leggi il resto »

Gli scrìttici

un intervento di Piero Sorrentino e una risposta di Tiziano Scarpa

Caro scrìttico italiano,

scusami se per parlarti mi sono dovuto inventare una (brutta) parola nuova. Spero mi perdonerai.
Sapevo che c’eri, ma non sapevo come chiamarti. Con gli anni sei diventato una figura familiare.… Leggi il resto »

Di un tre capovolto

di Alessia Polli

I

Avevo ancora tra le mani la guarnizione di gomma dello sportello della tua macchina, quando mi hai chiesto: “Perché non lo facciamo?”. Ho spalancato gli occhi, più forte che potevo. Deve uscirmi una lacrima, quand’è così. E’ l’unico modo che ho per superare le perplessità.… Leggi il resto »

Cani lebbrosi

di Piero Sorrentino

Di là dal muro, la voce si spargeva come il sangue. Avevo sei anni la prima volta che ho sentito i maiali che andavano a morire. Facevo le elementari, stavo a casa dei miei nonni. La nonna mi preparava piatti traboccanti di wurstel e patatine.… Leggi il resto »

Munnetsunami

di Piero Sorrentino

Solo all’alba il fuoco si spense piano piano, e dal fumo emerse il profilo scuro delle rovine.

(W.G.Sebald, Gli anelli di Saturno)

Esco dalla palestra sudato.
Negli spogliatoi ho rovistato a manate nella borsa, ho fatto cumuli di canottiera e pantaloni umidi sulla panca, ho appeso l’accappatoio sul gancio, ho aperto tutte le zip e ho frugato in tutte le tasche.… Leggi il resto »

La salute feroce

di Franco Arminio

ci vuole una salute feroce
per stare tutto il giorno davanti alla morte.
chiedo ad altri di avere la stessa
salute e mettersi il dinosauro sulle spalle
e venire con me nella palude del mondo.
io mi sono sfilato dalla vita corrente
forse quando avevo tre mesi:
in quel coma in cui ho vissuto
mi è maturato un altro pensiero,
si sono fusi giostra e cimitero.… Leggi il resto »

Dalla poesia alla paesologia

di Franco Arminio

per Elena e Gianni

Ho pubblicato la mia ultima raccolta di versi una decina di anni fa. In questo periodo ho scritto tante di quelle che usualmente si chiamano poesie e ho tentato molte volte di metterle insieme in un nuovo libro.… Leggi il resto »

Asse politico

di Piero Sorrentino

C’è un primo colore del giorno che a Napoli si allarga sulla spianata di cemento e asfalto chiamata Asse mediano, un riflesso scialbo che dura qualche minuto, quando la luce comincia nel cielo e il sole del primo mattino butta qualche raggio attraverso il nero della notte che se ne va.… Leggi il resto »

Versetti dal paese d’argilla

di Franco Arminio

per E.

non sono mai riuscito a dimenticare
che già qualche mese prima della fine
mia nonna mi chiedeva di prendere un fiammifero
e darle fuoco sulla schiena.

sono vedovo.
ho due figli maschi e una femmina.
dieci anni fa sono tornato dalla svizzera.… Leggi il resto »

Oh, Frantisek!

Di Damiano Zerneri

(pratica di campionamento e remix su brani/momenti tratti
dai primi due capitoli di Der Prozeß di Franz Kafka)

Certo non ci si poteva credere. Come fai a pensare che c’è gente che va in giro bardata dentro certe tenute attillate che stanno nel mezzo tra la giubba da pesca e la guaina/guttaperca dell’incursore acquatico.… Leggi il resto »

La moneta

di Giovanni Meola

Li presento,li accompagno,li dispiego davanti ai loro occhi e poi aspetto che loro si accorgano della loro bellezza,se la bellezza c’è.
Gli spettacoli per gli studenti sono oggettini da manipolare con attenzione e cura.
Soprattutto a Napoli.… Leggi il resto »

Il Nobel a Celati

di Franco Arminio

Ogni volta che mi arriva a casa un libro del mio amico Gianni Celati io mi sento bene. L’economia della paura, l’animaletto sempre con le orecchie tese, lascia il posto alla voglia di libertà, di meraviglia. Celati è uno scrittore in cui il gesto della scrittura si cancella per diventare semplice lettura.… Leggi il resto »

Un piccolo premio in Brianza

di Marco Rossari

Mi aveva incastrato una vecchia amica scrittrice.
“C’è un premio in Brianza. È intitolato al figlio di una mia amica. Lui è morto un paio di anni fa, giovanissimo. E voleva scrivere. Insomma hanno organizzato questo concorso per ragazzi sotto i vent’anni.… Leggi il resto »

Kamorrista

di Davide Morganti

Può sembrare azzardato accostare un kamikaze palestinese – ma più corretto sarebbe definirlo shahid – a un giovane camorrista.
A prima vista, non c’è alcun dubbio, di sì, per questo vi prego di seguirmi nel ragionamento.
Entrambi, per buona parte, provengono da situazioni ambientali e familiari spesso terribili: padri in galera, disoccupazione, emarginazione, case invivibili.… Leggi il resto »

La voragine di Secondigliano

di Luca Rossomando

[Alle ore 16,30 del 23 gennaio 1996, a Secondigliano, crolla una palazzina di tre piani. L’implosione innesca un violento incendio causato dallo scoppio del metano fuoriuscito dalle tubazioni che corrono sotto l’asfalto, causando una voragine stradale larga 27 metri e profonda 20, e facendo precipitare le auto in sosta e quelle in transito.Nella zona erano in corso dei lavori per la costruzione di una galleria per collegare Arzano e Miano.… Leggi il resto »