Tag: poesia italiana contemporanea

Il sonno della ruggine

di Marina Pizzi

1.
la giacca della rupe l’ho messa
accanto alla culla. così si capirà
che non è nascita essere bambini
i ragazzini con le caviglie esangui
le lunghe nuche senza fidanza.
in palio non c’è niente se non vedetta
di vendetta guardarci dritti negli occhi.… Leggi il resto »

Quattro poesie di Marco Ceriani

di Marco Ceriani

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…Chi crede che la morte non ha odore
costui sappia che costei puzza d’angoscia
più dell’ignara Giocasta s’ha mai cuore
di stridere nel coito sotto coscia
…all’invertito Edipo! E che la morte inveschi
più della puzza che più dell’ascellare sebo
di quel greco dirime forse in Eschilo
il gran tema che dà inizio ai Sette a Tebe?… Leggi il resto »

Un dialogo con Ottavio Fatica

di Domenico Pinto

Ottavio Fatica, nato a Perugia, vive e lavora a Roma. È fra gli interpreti più profondi della letteratura in lingua inglese. Ha lavorato a lungo per Theoria, Einaudi e da diversi anni per Adelphi. Ha vinto il Mondello per la traduzione di Limericks di Edward Lear e nel 2007 il Monselice per la traduzione di La città della tremenda notte di Kipling.… Leggi il resto »

NEUKÖLLN – KOTTBUSSER TOR

di Davide Racca

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NEUKÖLLN
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Nella vetrina di lapidi il barboncino –
crepuscolare – dorme …

Si vende
con la morte – ci metti pure
l’insegna lunare …
La donna – in bianco di crisantemi
– la vita tarlata, vende – banane
nere – latte
e telefonate – senza articoli
da consegnare
alla grammatica tedesca –

Dal suo imbiss
un turco sta
– davanti al bolo di manzo
in forma di sidro

Dove corpi arrancano – fino
ad una lingua elementare, un taglio
di carne cade – e per il giorno
affila i suoi coltelli.… Leggi il resto »

Chanson Diptyque ( parole Livio Borriello – musica Gabriella Giordano)

bisogna così acchiappare il tempo e rivoltarlo nell’eternità, scamosciarlo e inciderlo, sguainarlo, e lasciarne così la polpa assurda all’aria e il suo afrore marcio alla luce, alle parole

io misuro il mare con le linee, e i fili elettrici correndo avanti al mare entrano asciutti in mare, trasportano i mini-animali pullulanti e non sfrigolano nell’acqua e nell’umor vitreo, e tutta la cosa che è il mondo sembra un cruciverba ontologico e un’equazione e un sapiente tessuto afghano e un cervello nitidissimo e blu, il cervello del futuro, la mielina del non-ancora, la dura madre del mondo… Leggi il resto »

Gradazioni di Viola


di
Viola Amarelli

( necessità)

Sarà polvere, e brezza, e cerchio in goccia
o in ombra,
e cenere, e fumo di spirali e afa
pioggia e verde, e odore di muschio
e gran silenzio,
e fiamme e rombi e razzi cadenti di scie striate arcobaleni
argenti, fissi, immoti tristi
allegri sfingi
sarà l’acqua e l’aria e il fuoco con la terra
fino a una supernova
pura materia e spirito
iustum in perpetuum vivet, basta e avanza
al cuore.… Leggi il resto »

R.V.P. (ricevo volentieri pubblico)


Poesia
di
Franco Arminio

il nodo
l’unghia di vetro
il cane nero
la melma fossile
insomma la cosa
che di noi è più dentro
più nascosta
inarrivata
inarrivabile
la cosa che neppure dio vede
come la parete del cuore
che sfugge ai medici
come la neve che non cade
e non si scioglie
come se in tutto l’essere di ognuno
ci fosse sempre e solo
questa bufera invisibile
questo dolore immobile
caldaia
pozzo
labirinto di tubature
incendio che se vuole
può bruciare in un attimo
la paglia
della mente e del mondo
la paglia delle parole.… Leggi il resto »

Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 12

[18 immagini + lettere invernali per l’autunno; 1, 2,
3,4,5,6,7,8,9, 10…]

di Andrea Inglese

Cara Reinserzione Culturale del Disoccupato,

a volte mi basta passeggiare, o trovarmi seduto da qualche parte,
con la sensazione che sto tirando le fila, anche se,
dentro di me ho l’aria distratta, e fuori sembro uno
che fissa un angolo di porta, con un quadro in mente, la mente spenta,

non è vero niente, c’è una lieve, ma precisa continuazione,
un fluire di particelle, forse sono gli atomi della fisica,
qualcosa di rado e sottile, ma che cola in continuazione,… Leggi il resto »

La funzione Fortini nei poeti contemporanei (un questionario)

Di recente la redazione de L’ospite ingrato, nella sua versione on-line, ha diffuso tra i poeti un questionario riguardante la “funzione Fortini” nella poesia contemporanea. Nella homepage del sito si legge: “Il progetto della rivista on-line nasce dalla volontà di creare uno spazio che, partendo dall’esperienza dell’«Ospite ingrato», proponga discussioni ed interventi su temi fortiniani”.… Leggi il resto »

Da: Diario della fame – inediti.

di Rossano Astremo

Divento di giorno in giorno, di ora
in ora, da un battito di ciglia all’altro,
sempre più astratto, sfocato, illeggibile.
Come una foto della Woodman
spingo il mio corpo oltre la soglia
che divide l’impresso dall’assente.
Richiedo sparizione con forza finale,
un modo per non guardare il risvolto
della giacca che sono diventato:
pellicola graffiata con unghie dorate,
proiettata al contrario in dono corporeo.… Leggi il resto »