Tag: poesia italiana

Tre estratti

di Gherardo Bortolotti

Da Senza paragone, Transeuropa, Nuova poetica, 2013.

 

senza paragone 7

01. come le monete che trovi in tasca, gli scontrini, le palline di filo, i granuli di materia ignota in mezzo a cui le dita scoprono le sedi adeguate per gesticolazioni spastiche, improvvise, mentre il tuo sguardo indugia in particolari di secondaria importanza alla fermata dell’autobus, lungo il marciapiede, seguendo, come uno che non ha che raramente il senso del proprio avanzare, la ragione che lo porta a credere, senza altri sospetti che non siano innocui

02.… Leggi il resto »

Poesia 13 (e oltre) – Tre nuove collane di poesia e letture

ESCargot – Scrivere con lentezza e Più libri più liberi 

presentano

                                                       

POESIA 13 (E OLTRE)

 

Giovedì 28 novembre, presso la Biblioteca di Villa Mercede

(Via Tiburtina 113, San Lorenzo)

 

Dopo POESIA 13, lo scorso maggio a Rieti, il gruppo ESCargot ripropone la sua formula di lettura-ascolto, mettendo a fuoco nuovi autori e nuovi progetti editoriali 

 

17.30Leggi il resto »

Sette pagine da “Cefalonia” di Luigi Ballerini

[In occasione del 70° anniversario dell’eccidio di Cefalonia, esce in libreria per i tipi di Marsilio una nuova edizione di “Cefalonia 1945-2001” di Luigi Ballerini. Riprendo qui i primi sette testi del libro, di cui, per chi fosse interessato, si terrà una prima presentazione con l’autore, e interventi critici di Vincenzo Frungillo, Cesare De Michelis, Paolo Giovannetti e Italo Testa, il 27 novembre alle ore 21 presso la Libreria Popolare di Milano.]… Leggi il resto »

Sei poesie

 

di Gilda Policastro

Da Non come vita, Nino Aragno/I domani, 2013.

 Autunno

Nemmeno per l’inverno restavi E le lapidi invetriate nel deposito deluttuoso della memoria Come un film, risusciti in fermo immagine gialla al fotoshop riproducibile di Santi Alessia compagna Vent’anni e bionda, e tu solo gialla per i prodigi multipli dell’erbitux Non durerà, godetevi la forza dei gravi duttili Il peso dell’unheilbar Krebs non ci sta nella foto che parla Di gialle foto in cerca su bianchi lenzuoli obitori in feste di fiori come a macabri party Dimettiamoci, se possiamo visitare le intercessioni di vita nella cura della morte Mi cerchi compagna mi trovi nemica nel gelo che dilava gli occhi a mai più guardare Chissà se ci arriva a Natale, di malattia incurabile si muore (forse il cuore, sì, è stato il cuore che non ha retto) ma solo dopo, dopo l’estate - Estate Bambina ti levavo dai seni gli occhi Nella riproduzione delle macchie a seguire l’impietà di guardare le masse colliquate intatte dall’erbitux Inerti nel dolore inconvertibile ti poso addosso le dita per la misurazione delle masse (coi tronchi meno grossi si fanno i coperchi delle casse) Filamenti d’ovatta mentre ti lavo i capelli e ben bene sotto le braccia (le masse denutrite non proliferano in meno di sei /dodici mesi nel quaranta per cento dei casi) Godere in analettico conforto anche di cose qui per noi indifferentissime (sfilaccia, l’acqua, l’ovatta, prendimi per favore dell’altra acqua) E poi mai più, che lavorare stanca le masse e il contenimento è il vero successo, in oncologia Questa non sei tu: - Non il bene vecchio ma il cattivo nuovo, una massima di B.,… Leggi il resto »

Dodici poesie

di Stefano Colangelo

 

scritta in treno al posto di un primo saturnale nelle parentesi ci trovi tutto il fratello morto da ragazzo, il figlio con lo stesso nome la voce fatta a pezzi dal cellulare il braccio che non vuole l'appoggio il piede che striscia nella fuga del pavimento… Leggi il resto »

Sei prose

di Giovanni Duminuco

 

Da Dinamiche del disaccordo (silloge vincitrice dell’ultima edizione del Premio Lorenzo Montano per la raccolta inedita).

 

I

Che poi è strano non abitare il corpo, disattendere le promesse del nutrimento, soccombere a questo silenzio liquido, nella forma del disaccordo: sentirla addosso, sentire questo esito fatale, inseguendo le impronte sulla sabbia, nei sandali insanguinati, come bestie in direzione ostinata, verso valichi che aprono a nuove pretese dell’indicibile.… Leggi il resto »

(OT)

di Giulio Marzaioli

scripta sua spongia linguave delere iussos
Svetonio, DE VITA CAESARUM, IV, CALIGULA – 20

un altro lavoro (è un lavoro di altri) preparato di coloranti (lavorare il fluido con petrolio) è un lavoro di altri lavare le cisterne (lavare con petrolio le cisterne) aggiungere petrolio ai coloranti (fluido altrimenti detto inchiostro)

(le cisterne sulla petroliera) sarebbe fuori tema (controllare il gas inerte) in coperta tracciare una linea (diciamo “di prosciugamento”) sotto coperta si gioca su campi di infiammabilità (il rischio è che gli idrocarburi vadano a miscelarsi ad aria)

questo è lavoro lavoro (in tema di scrittura) preludio a composto detto “inchiostro” (noi scriviamo che loro lavano le cisterne) in tema di scrittura le cisterne le lavano loro (lavaggio con petrolio che chiamiamo “oro nero”)

[testo pubblicato presso la rivista Semicerchio, n.… Leggi il resto »

Sette testi

di Mariangela Guàtteri

Da Il secondo nome, Arcipelago, 2012.

:1 2
esplorazione. lui era dappertutto? nome. una più generazioni. estremo. sfiorano poi lampi. bisnonno tubetto passato se sala mercati poteva marcare inciampando, poteva vento, qualche spesso male. arrampicava le sfuriate dei modelli – allora del grottesco inventato volgare aveva nome fino.… Leggi il resto »

Tre poesie

di Gian Maria Annovi

Da Italics, Aragno/I domani, 2013. LA GLORIOLA La gloriola... O povero fanciullo! Giovanni Pascoli la neonata dentro il cassetto forse dimenticata nella credenza o dietro la pila dei giornali di ieri ha certamente fame (morirà, probabilmente) tu invece sopravvivi al cadere dei tronchi di pino nella legnaia alla lezione su Dante nel fienile: la gloria della lingua (pare) non piange per farsi nutrire ma se la gloria è gloria (dunque) sappia dire la gloria delle cose ad esempio il nome per dire l’ossatura delle piante: legnanza o legnagione o legnosura oppure semplicemente un segno inciso sulla corteccia del cervello illeggibile se non ti spaccano la testa coi manganelli sappia dire le cose nuove ad esempio il nome dei suoi nuovi cittadini il nome del paese che ha confini di corpi affogati e vulcani: (questo paese ha un nome impronunciabile) lingua che cede e cade dalle gengive che dica l’assoluto tremore di questa donna: sulla barca che sbanda di notte col neonato schiacciato tra le cosce che non respira… Leggi il resto »

Una serata su Pagliarani e una nuova collana di poesia

Nell’anniversario della scomparsa di Elio Pagliarani, in occasione dell’uscita dell’omaggio Ma dobbiamo continuare. 73 per Elio Pagliarani a un anno dalla morte

a cura di Andrea Cortellessa, e della nuova collana poetica i domani di Nino Aragno Editore con I funerali di Corrao di Emilio Isgrò

Fondazione Mudima e alfabeta2

invitano all’incontro

che si terrà

lunedì 25 marzo alle ore 18:00

presso la Fondazione Mudima

in via Tadino, 26 – Milano

 

Ma dobbiamo continuare

(Per Elio Pagliarani)

 

interverranno

Cetta Petrollo Pagliarani, Nanni Balestrini, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Biagio Cepollaro, Carla Chiarelli, Michelangelo Coviello, Maurizio Cucchi, Enzo Di Mauro, Giorgio Falco, Vincenzo Frungillo, Aldo Nove, Laura Pugno,

Francesco Targhetta, Ade Zeno e tanti altri

 

Gian Maria Annovi

collegato da Denver (Colorado) presenterà il suo Italics

 

Andrea Cortellessa e Maria Teresa Giaveri presenteranno

Emilio Isgrò, I funerali di Corrao

e l’autore ne darà lettura

 

Una nuova collana di poesia di Nino Aragno Editore: i domani

Secondo un grande maestro da poco scomparso, Andrea Zanzotto, la poesia è legata a quello che lui chiamava (parafrasando e capovolgendo un assai noto concetto freudiano) piacere del principio.… Leggi il resto »

Due poesie

di Gilda Policastro

Inattuali

n. 1

La verità è che i quattro salti in padella non so’ cattivi (all’oasi della birra i due studenti, biglietto timbrato proiezione esclusiva), lo isolavo tra il dire senza dire di Kircher, dei frammenti di Leopardi tarantato (che poi, m’interrogavo verificando la faccia, di questo si fanno le vite, le cose: incontri, chiamarsi, chiavare, per dirla con l’ES).… Leggi il resto »

Quattro poesie

di Marco Giovenale

Da Delvaux
(raccolta di prossima pubblicazione per Oèdipus)

 

Porgere l’incostanza – suggerisce. Quasi cade. Soltanto variare vale – sogna nel doppio sogno, la domenica è lunedì, è l’inizio, del respiro. Per il resto – chiodatura, talco, tarma, il contrario dell’acqua, orma al contrario nell’acqua, e il dondolio (mite) dell’asse (onesto) certo dell’impiccatino * La casa è di un altro adesso: l’architetto ha consigliato come girare murare stanze finestre – aprirne di migliori. Datteri, damasco, ossi ribruciati.… Leggi il resto »

Otto poesie

di Stefano Raimondi


Da “Per restare fedeli” (Transeuropa-Nuova poetica, 2013)

[4 marzo 2003]
Hai ragione tu:
bisogna onorare la gioia.

E allora stammi vicino, così
fino alla penombra, al buco rosso
del passaggio colato via, per terra
vicino al mare. Tra poco saranno
le sirene a darci corde, tappi di cera
paura.… Leggi il resto »

Otto poesie

 

di Stefano Salvi

Da “Il seguito degli affetti”

Eppure chi vede, altro non vede
che questo: certe visitazioni. E favoriscono
nella remissione atmosferica.
Tempo di luce forte, ad aria
chiara, ripetendo le pose del fuoco ed il solo
punto di voce – gli agi di commozione
vengono a due a due:
i segni del raccolto sono di epoca
di un approdare visibile, come
il raggio del risveglio, scomparso
dalle abitazioni,
soccorreva la cognizione degli astri
scanditi attorno all’avvento.… Leggi il resto »