Tag: poesia

Cuori di seppia

di Francesca Fiorletta

Filippo De Matteis ha scritto un libro delicatissimo e struggente. Cuori di seppia, il suo esordio narrativo per Elliot Edizioni, è un improvviso viaggio a rebours nei meandri più reconditi di mente, corpo e anima, attraverso un soliloquio ininterrotto popolato da presenze misteriose, personaggi lugubri e inquietanti rivelazioni.… Leggi il resto »

“Pacific Palisades”. Un testo al confine

di Stiliana Milkova

Pacific Palisades, il nuovo libro di Dario Voltolini, è appena uscito da Einaudi. Pacific Palisades racconta una vita attraverso la mappa di una città. Per specificare, il suo è un testo autobiografico che colloca la propria storia sulla pianta topografica di Torino (la città natia dello scrittore) per poi espandere la prospettiva dell’io narrante e dunque anche quella del lettore fino a comprendere territori lontani e definitivamente stranieri e fare un giro dalla California a Tokyo.… Leggi il resto »

La lingua non ha os ma rompe l’uossa: “Ottativo”, o della nosteoalgia

di Chiara Serani

 

La terza prova poetica di Daniele Poletti, Ottativo (Prufrock, Bologna, 2016), è un poemetto in cui a una parola non di rado ricercata e complessa, ma in prevalenza metonimica e referenziale, sembra inizialmente corrispondere una paradossale oscurità – se non addirittura un insensato inceppamento della parola stessa – che è invece intensificazione e complessificazione metaforica del discorso scientifico e dei linguaggi settoriali che vi s’intrecciano e che ambiscono, appunto, a dire il mondo, piuttosto che a ritirarsi in una qualsiasi autoreferenzialità rinunciataria.… Leggi il resto »

ballata della crepa (o dell’onestà)

di Francesca Genti

canto Kālī canto la crepa
che fa più ornata la porcellana
che fa pregiata la slogatura
che rende la caduta umana

canto l’errore e il disonore
canto ciò che non è edificante
canto la crepa che rende brillante
la giornata senza sole

il vortice canto e la big babol
l’energia di quella che vola
l’allegria di quella che scoppia
la risata che colora

la caduta e l’ipocondria
e ogni tipo di bugia
(quella detta per ferire
quella detta per guarire)

canto la crepa della faccia
la ruga che vince la vanità
il capillare che si incrina
lo scacco matto alla regina

canto il disordine canto la crepa
canto la bimba che se ne frega
canto la bimba oca giuliva
che fa le bolle con la saliva

la carie canto lo zucchero filato
tutto quello che è esagerato
quello che c’è tra cielo e terra
tutti i segni della guerra

canto quello che si rompe
canto i cocci dopo la festa
la paura del dentista
e i suicidi dalla finestra

il terremoto il temporale
la buca la scala il vicolo cieco
canto la crepa sopra il soffitto
e il gradino su cui inciampare

canto Kālī canto la crepa
che fa preziosa la porcellana
che rende onore all’incrinatura
che ti fa bella che ti fa umana.… Leggi il resto »

Antonio Nazzaro: il Venezuela raccontato in piazza

di Alessandro Moscè

Antonio Nazzaro (1963) è giornalista, poeta, traduttore e mediatore culturale. Attualmente vive a Caracas dove è stato coordinatore didattico dell’Istituto Italiano di Cultura, assistente dell’attaché culturale in Venezuela e capo redattore de “La Voce d’Italia”. Nel suo Appunti dal Venezuela (Arcoiris 2017) emerge un paese decisamente in subbuglio, “una caserma militare dove parlano i proiettili e gli stivali”.… Leggi il resto »

L’ultima estate autunnale

di Francesca Fiorletta

Come diceva Charlot, la vita vista in primo piano è una tragedia, in campo lungo una commedia. 

Appena pubblicato da Fazi Editore, con prefazione di Pier Vincenzo Mengaldo, “L’ultima estate e altri scritti” di Cesarina Vighy è un libro sorprendente, e non solo perché è composto da un romanzo, un epistolario, una raccolta poetica e un abbozzo di pittoresca narrazione incompiuta, ma anche e soprattutto per la forte e vividissima capacità d’introspezione, per l’ironia e il coinvolgimento sentimentale che si porta dietro.… Leggi il resto »

Hai perduto i compagni

di Mariasole Ariot

Michelangelo cammina sulle punte, si avvicina al bordo del fiume, si specchia nell’acqua : un riflesso non è un riflesso : è una nuova realtà descritta, uno sconfinamento. Michelangelo è un cigno, le ali spiegate si muovono solo quando apre la bocca per pronunciare l’ultima parola e la prima, quando mi guarda e mi dice : questa per me è la vita, quando ho scelto di uscire, aprire la porta.… Leggi il resto »

Il Padre. Un’ustione

 

di Andrea Donaera

 

Che vuoi?

Jacques Lacan

 

 

I.

Ti immagino, ormai: e basta.

Un fumetto, colori,

cartapesta, nel presepio spento,

i miei anni, che non vengono,

tutti noi. Sei la norma,

l’amico, questi mesi.

La mia pazienza di blatta sul tuo cuscino,

che così ci immagino, ormai: e basta:

nei terrori, nei colori.… Leggi il resto »

L’importanza di essere piccoli – VII edizione

…Con una coda ma senza la testa
solo per finta, solo per festa
solo per fiamma che brucia per fuoco
fammi giocare per gioco

B.Tognolini, Rime Raminghe, Salani

 

L’importanza di essere piccoli – VII edizione

poesia e musica nei borghi dell’Appennino

VII edizione 1-6 agosto 2017

un progetto dell’Associazione Arci SassiScritti

con il contributo di

Regione Emilia-Romagna, Arci Bologna progetto Polimero

e dei comuni di Alto Reno Terme, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi,

Pistoia, Sambuca Pistoiese

BCC Alto Reno e COOP Reno

LA POESIA COME FUOCO, LA VITA COME GIOCO

con

PAOLO BENVEGNÙ, MURUBUTU, LUCIO CORSI, IVAN TALARICO, GABRIELLA LUCIA GRASSO, SAVERIO LANZA, BRUNO TOGNOLINI, GIULIANO SCABIA, CARLO BORDINI, ALESSANDRO RICCIONI, ANDREA DE ALBERTI, FRANCESCA GENTI, MANUELA DAGO

Questo è il settimo anno in cui l’Appennino è reinventato e ricreato dall’incontro di poeti e musicisti con gli abitanti di paesi abbarbicati sui crinali tra Emilia e Toscana.… Leggi il resto »

Per Mario Lunetta

di Francesco Muzzioli

Mario Lunetta ci ha lasciati il 6 luglio. Amico generoso, intellettuale lucido e impegnato, scrittore inventivo e prolificissimo in tutti i generi letterari, oltre che organizzatore infaticabile sul territorio romano, ora sta a noi rileggerlo e commentarlo come figura centrale nella letteratura di questi anni.… Leggi il resto »

Echi ed echi ed echi . . .

di Fabrizio Centofanti

Echi

Estrema terra appare in questa sera
il pensiero di te, la lontananza
infida, l’attimo della finitudine,
del sacro vuoto d’amore,
dell’ignoranza indomita di qualsivoglia
umore, attonita baldanza,
attratta, astrattamente indotta
dal nulla che ti affoga, ti ride
sulla faccia.… Leggi il resto »

La poesia come ape operaia. Su Fatti vivo di Chandra Livia Candiani

 

nota di Giorgio Morale

 

Silvio Perrella in un articolo su Il Mattino (19, 5, 2017) a proposito di Fatti vivo, il nuovo libro di Chandra Livia Candiani (Einaudi 2017) nota che “Chandra Livia Candiani mentre scrive è come se pregasse; i suoi sono esercizi di armonizzazione tra quel che è passeggero e quel che resta e sta ‘sopra il disordine della realtà’.… Leggi il resto »

Platone!

di Francesco Bargellini

Il vagabondo

La gente non sa:
senza questo tragitto attraverso ogni cosa,
senza vagabondaggio

se pure la incontri non avrai intelligenza
della Verità

Parmenide 136e

***

La fine

alla fine di tutto l’amore
vedrà all’improvviso un mirabile
bello essenziale

o Socrate, a questo serviva
tutto il dolore

Simposio 210e

***

La cura

Quelli che putacaso
si danno alla filosofia rettamente
rischiano che ad altri si celi

che non hanno altro pensiero
che di morire e di essere morti

Fedone 64a

***

Il babau

Sorrise Cebete, e disse: Socrate,
prova a convincerci
come temessimo;

o meglio,

non come temessimo
noi ma ci fosse
anche dentro di noi un bambino
che ha queste paure;

ecco, allora convincilo
a non temere la morte
come il babau

Fedone 77e

***

La pianta

La specie di anima che in noi è dominante
va pensata così: un demone
che Dio ha assegnato a ciascuno.… Leggi il resto »

L’autore a se stesso

di Giuseppe Felice Matteo Givanni (con un commento di Roberto Antolini)

 

 

L’è za na sfilza d’ani, che ‘l refles

D’esser prest vechio* m’avea fat desmeter     [*si legga: vecio]

Dal far versi ‘n la lengua del paes

E pena ‘n carta per esnsim de meter;

Perché quel che ‘ntum zovem no rencres,

Un vechio no se pol mai comprometer,

Che se ‘l lo fa, e orevesi, e saltori

A sentirlo no i diga: oh mat Bidori!… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #12

Poi ha cominciato a tremare. Il suo corpo in miniatura, fatto di ossa grosse e carne fertile per proteggerla dagli spigoli si dimenava nel letto : tutto attorno, l’odore acre di naftalina e disinfettante percorreva la laguna della sua testa, si muoveva piano come ogni senso, l’opposto del viaggiare del corpo della piccola donna.… Leggi il resto »

Formati per fare ebook

[Seconda puntata dell’autore di Poesie Elettroniche sui formati digitali per leggere poesia. Una riflessione su cosa voglia dire oggi fare e leggere un ebook di poesia elettronica dal punto di vista delle specifiche. Leggi anche la prima puntata]

di Fabrizio Venerandi

Quando si parla di ebook oggi si parla di qualcosa la cui natura è ambigua: mentre tutti sappiamo cosa è un libro perché ne conosciamo le caratteristiche tecniche sommarie, l’ebook è un oggetto non solo virtuale, ma anche non formalizzato in maniera univoca.… Leggi il resto »

LYRA GIOVANI

Diamo il benvenuto alla nuova collana dell’editore Interlinea: LYRA GIOVANI

LYRA GIOVANI si presenta con una proposta articolata e forte. Nella scelta degli autori, Franco Buffoni, che la dirige, si avvale anzitutto della sua ormai quasi trentennale esperienza di curatela dei Quaderni di Poesia Italiana Contemporanea.… Leggi il resto »

I racconti del pastore di Montecuccoli

di Gregorio H. Meier

I racconti del pastore di Montecuccoli

La storia di un becco che non era buono
per la monta, dei pastori sardi
che è meglio non fidarsi (bevono, quelli
già dalle quattro del mattino), oppure
degli anni, quindici, a girarsi i pollici
in galera (una coltellata per un nonnulla, poi
la latitanza e il gran finale sulla Porrettana
– lo scontro a fuoco con la polizia,
il fumo dei proiettili che svapora su
dalla midolla dei faggi; anche lui beveva,
ai tempi).… Leggi il resto »

Nel bosco degli apus apus #2

di Mariasole Ariot Apus apus: “Una sua peculiarità è quella di avere il femore direttamente collegato alla zampa, tanto che il nome scientifico deriva dalla locuzione greca “senza piedi”. Questa sua caratteristica fa sì che non tocchi mai il suolo in tutta la sua vita; infatti se disgraziatamente si posasse a terra, la ridotta funzionalità delle zampe non gli consentirebbe di riprendere il volo”.… Leggi il resto »

Stelle tardive. Versi e prosa

di Arsenij Tarkovskij

 

Un lampioncino rosso sta sulla neve.
Chissà perché non riesco a ricordarlo.

Forse è un foglietto-orfanello,
forse è un brandello di garza,

forse è un fringuello dal petto rosso
uscito a volteggiare sulla distesa di neve.

Forse è che si sta burlando di me
il nebbioso tramonto di questo giorno dannato.… Leggi il resto »