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	<title>presentazioni &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Scrivere, e presentare libri, nel mondo in fiamme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 10:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[al volo]]></category>
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		<category><![CDATA[Demetrio Paolin]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Demetrio Paolin</strong>  <br /> Come diceva il mio amato DFW, quando una casa va in fiamme, si reputa che il salto dalla finestra sia preferibile al morire bruciati, ecco io credo che infine in questo mondo in fiamme, in questa insignificanza del nostro ruolo di intellettuali, a noi rimanga il salto: ...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Demetrio Paolin</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-114166" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2025/06/509961080_23978906071772467_4140576232741169722_n.jpg" alt="" width="380" height="479" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2025/06/509961080_23978906071772467_4140576232741169722_n.jpg 720w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2025/06/509961080_23978906071772467_4140576232741169722_n-238x300.jpg 238w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2025/06/509961080_23978906071772467_4140576232741169722_n-150x189.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2025/06/509961080_23978906071772467_4140576232741169722_n-300x378.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2025/06/509961080_23978906071772467_4140576232741169722_n-696x877.jpg 696w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2025/06/509961080_23978906071772467_4140576232741169722_n-333x420.jpg 333w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" /><em>(con il permesso dell&#8217;autore pubblichiamo il pezzo postato questa mattina sul suo <a href="https://www.facebook.com/demetrio.paolin">profilo fb</a>)</em></p>
<p>Nei giorni scorsi avevo messo qui su fb una breve battuta riguardo le presentazioni, che poi ho cancellato, ho cancellato perché mi sono sentito fuori luogo, il mondo sta letteralmente esplodendo e io parlo di quante persone vengono o meno alle mie o altrui presentazioni, insomma ho cancellato, poi domenica mattina mi sono svegliato con il rischio, non so quanto geopoliticamente certo, ma a livello d&#8217;immaginario e sensazione concreto, di una guerra: e inizialmente mi son detto vedi? c&#8217;hai avuto ragione, il mondo va in frantumi e stiamo qui a discutere se ha senso andare alla Libreria XWR di Poggio Piccolo, alla caffè-libro-osteria di Roseto degli Abruzzi etc etc. Non poteva esserci esempio più preciso della futilità della discussione: eppure, per me questo è stato, come si dice, in weekend di scrittura, di lavoro sulle scritture altrui, di riflessione, anche sincera, dura, senza fronzoli, di ciò che è diventato il mondo editoriale, vendite, come avvengono certe scelte, come e cosa portano, e come e cosa hanno portato, negli anni certe decisioni, la scelta da capitale materiale e capitale immaginario etc etc&#8230;; quel sentimento di colpa che mi aveva portato a cancellare il post (che forse avevo scritto frettolosamente e più per amor di battuta che non di approfondimento ed è per questo che ora vi beccate questa lenzuolata di parole), ora, si trasmutava in altro. Mi dicevo si può raccontare la storia della fine del Titanic da diversi punti di vista, quello degli orchestrali è di certo marginale, ma non per questo privo di interesse.</p>
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<div dir="auto">Mentre riflettevo su questo mi è tornato in mente il Serra su cui, con estrema fatica, lavoro. Serra si chiede che cosa resta da fare, mentre il mondo, il suo, al tempo, il nostro in questo, crolla? Quando la gente muore in maniera disumana, come pezzi, in cui la pietà diventa bandiera da sventolare, in cui i corpi straziati di Gaza valgono di più o di meno (a seconda da dove alcuni li guardano) dei corpi di Teheran, Tel Aviv, o Kiev etc etc, in un tempo in cui è stato inventato il disumanometro, l&#8217;economia di quanti morti, sotto un certo numero non sei disumano, sopra sì, etc etc, insomma in questo mondo che è pronto a tutti gli effetti per il fall out, non soltanto nucleare ma che riguarda la nostra stessa specie, insomma cosa resta da fare? Serra scrive e dice &#8220;E facciamo magari della letteratura. Perchè no? Questa letteratura, che io ho sempre amato con tutta la trascuranza e l’ironia che è propria del mio amore, che mi son vergognato di prender sul serio fino al punto di aspettarne o cavarne qualche bene, è forse, fra tante altre, una delle cose più degne.&#8221;</div>
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<div dir="auto">Ora credo che il nostro compito sia comprendere che cosa significhi fare letteratura in questo momento, pur con ironia, pur con la trascuratezza che Serra non solo consiglia, ma quasi prescrive. La prima cosa potrebbe essere prendere atto della nostra irrilevanza, il discorso sulle presentazioni, sulle stanchezze, sulle poche e/o tante persone, sui soldi da spendere etc etc ha in sé un nocciolo che forse non amiamo esplorare: l&#8217;irrilevanza della letteratura nel mondo attuale, la gente legge poco, quel poco che legge è spesso brutto, libri scadenti, consolatori, senza visione del futuro, senza sguardo sul passato, con una lingua che passo passo si semplifica (non nel senso della semplicità disadrona di Kafka o della Kristof), ma verso un banale che vuole essere per tutti; in questo quadro uno scrittore che esprima una sua idea, forte, di futuro, è inascoltato (guardiamo solo le nostre bolle letterarie qui, pensiamo ai risultati referendari o delle elezioni e alla discrasia tra ciò che accade nella bolla e ciò che avviene nella società). L&#8217;intellettuale spesso non vive nel mondo: anche qui a seguito degli avvenimenti, paragonando la sua bolla al mondo, lo scrittore dice Ma come è possibile? La mia risposta è: Siamo stati negli ultimi 20 anni nei bar a fare colazione?, nei mercati, nelle fabbriche, sui banchi di scuola?Se lo siamo stati l&#8217;esclamazione Ma come è possibile è sbagliata, perché, se lo siamo stati, sappiamo che ciò che è accaduto è assolutamente possibile. La vera domanda non è neppure Perchè?, ma dovrebbe essere Cosa ho fatto io?</div>
<div dir="auto">Ho scritto potrebbe rispondermi, sono andato nelle piazze. E se risponde così allora il tema è nuovamente: l&#8217;irrilevanza.</div>
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<div dir="auto">Questa irrlevanza è generalizzata, ampia (certo ci sono autori più militanti di altri, che hanno un seguito maggiore di altri, ma alla fine ecco non mi pare cambi molto), questo fenomeno è dovuto a diversi accadimenti, non ultimo la scomparsa dei corpi intermedi (partiti politici, sindacati, associazioni), che hanno sempre meno iscritti, sempre meno soldi, sempre meno peso rispetto al capitale, questa disparzione dei corpi intermedi è avvenuta anche nella cultura (radattori malpagati, spesso freelance, agenzie letterarie che producono e cercano nella quasi totalità fenomeni letterari e non scrittori etc etc). Tutto ciò ha prodotto una totale insignificanza dell&#8217;operare letterario.</div>
</div>
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<div dir="auto">Io non ho nessuna illusione, anche queste mie parole sono insignificanti, e infatti le scrivo qui e non su un grande quotidiano, neppure su piccolo quotidiano, neppure su una rivista on line, perché appunto nessuno pensa che la mia opinione sia rilevante, forse nessuno ha interesse nel sapere cosa uno scrittore ha da dire sul mondo in fiamme.</div>
</div>
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<div dir="auto">Ecco il mondo in fiamme.</div>
<div dir="auto">Come diceva il mio amato DFW, quando una casa va in fiamme, si reputa che il salto dalla finestra sia preferibile al morire bruciati, ecco io credo che infine in questo mondo in fiamme, in questa insignificanza del nostro ruolo di intellettuali, a noi rimanga il salto: il salto è la libertà di fare ciò che si crede meglio per sé e per gli altri, è correre il rischio tanto non si ha niente da perdere, tornare in piccole comunità, in piccoli pezzi di società, cinque, o 3 persone, a fare letteratura e non quelle schifezze che la maggior parte della gente vuole, fregarsene della gente, appunto, dei suoi gusti (e dirlo che la gente ha gusti brutti, che molti lettori hanno gusti pessimi e di merda, e smetterla con le menate del pubblico, dell&#8217;abbraccio del lettore, io non voglio essere abbracciato da lettori che leggono certi libri), fare ciò che per noi è letteratura, scrivere in piena libertà, scrivere senza pensare minimamente alla pubblicazione o al numero di copie, non pensare a come scrivere il romanzo per vincere il premio, non provare invidia per chi ce la fa, provare pietà per coloro che per farcela si son venduti l&#8217;anima al diavolo, rimanere poveri, rimanere nella scarsità, rimanere nella gratuità, non pensare con i tempi di questa società, di questa cultura, di questo mondo, che pretende da te un libro all&#8217;anno, ogni volta il libro ti constringe a dire che è il tuo libro più sentito, non mentire a te stesso agli altri, condividere quello che hai scritto con le persone, senza pensare alle persone, andare in un posto se ti invitano ed essere buono e ringraziare, e fare il tuo massimo, ma se non ti invitano bene uguale, non scrivere per consolare, guarire, salvare il mondo, ma scrivere per dire come è il mondo, conservare la pietà, la compassione, voler bene a chi ti è vicino, ai pochi amici, alla famiglia, a tutti coloro che ti sopportano mentre scrivi, passare tempo con chi vuoi bene, abitare lo spazio di mondo che ti è dato, e farlo con gentilezza, e infine goderti la libertà di aver deciso per il salto: e se finirà male, darsi uno scrollone di spalle e sorridere perché sapevi che era una delle ipotesi.</div>
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<div dir="auto"><em>NdR La foto è dell&#8217;autore: il suo corso di scrittura creativa, nell&#8217;ultimo fine settimana</em></div>
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		<title>alfabeta n° 9 &#038; alfalibri n° 1</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/07/alfabeta-n%c2%b0-9-alfalibri-n%c2%b0-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2011 09:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[alfabeta2]]></category>
		<category><![CDATA[alfalibri]]></category>
		<category><![CDATA[maggio 2011]]></category>
		<category><![CDATA[n° 9]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Da maggio la rivista mensile «alfabeta2» raddoppia e propone in allegato il supplemento «alfalibri»: 16 pagine dedicate alle novità editoriali, e non solo Insieme al numero 9 di «alfabeta2» arriva oggi nelle edicole e nelle librerie italiane una nuova rivista mensile dedicata ai libri: «alfalibri». Nuova perché, come indica la cifra 01 in evidenza sulla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: center;"><strong>Da maggio la rivista mensile <a href="http://www.alfabeta2.it">«alfabeta2»</a></strong></h4>
<h4 style="text-align: center;"><strong>raddoppia e propone in allegato il supplemento «alfalibri»:</strong></h4>
<h4 style="text-align: center;"><strong>16 pagine dedicate alle novità editoriali, e non solo</strong></h4>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">Insieme al numero 9 di «<strong>alfabeta</strong><strong>2</strong><strong>» </strong>arriva oggi nelle edicole e nelle librerie italiane <strong>una nuova rivista mensile dedicata ai libri: «alfalibri»</strong>.  Nuova perché, come indica la cifra 01 in evidenza sulla copertina,  questa è la sua prima uscita. Ma soprattutto nuova perché si propone di  pensare ai libri, di parlare dei libri, come oggetti vivi, attivi, in  movimento. <span id="more-38957"></span>Non a caso la rivista si apre con una conversazione di  Daniele Giglioli con Mario Lavagetto, che sottolinea, oggi più che mai,  la necessità di una <em>critica di avventura</em>, nella quale si sa dove si comincia, ma non dove si andrà a finire. Sulla dimensione del rischio punta dunque «<strong>alfa</strong><strong>libri»</strong>:  il rischio di sfuggire alle logiche dell’industria editoriale,  scegliendo ogni volta con grande cura e in modo autonomo i titoli di cui  si occupa; il rischio di sperimentare stili diversi, che vadano al di  là della forma stereotipata della recensione; il rischio infine di  trovare lettrici e lettori curiosi, appassionati, intelligenti, pronti a  cogliere la sfida e a lanciarsi in questa avventura.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Presentazioni:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Milano, Triennale, 10 maggio, ore 17:</strong> <em>interviene Umberto Eco</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Napoli, Fondazione Morra, 10 maggio, ore 18</strong><em>: intervengono Andrea De Rosa, Manuela Gandini, Renato Nicolini, Stefania Zuliani; modera Andrea Cortellessa</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Torino, Salone del Libro, 13 maggio, ore 16<em>:</em></strong><em> intervengono Umberto Eco, Maurizio Ferraris e i curatori</em> di «<strong>alfa</strong><strong>libri»</strong>: <em>Andrea Cortellessa e Maria Teresa Carbone</em></p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p style="text-align: center;">Sul numero 09 di <strong>«alfabeta</strong><strong>2</strong><strong>» </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Consumo ergo sum</strong><strong>,</strong> a cura di Massimo Ilardi</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Culture d’Italia </strong>– Campania</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">Alberto Burgio: <em>La primavera e la guerra, </em>G.B.Zorzoli: <em>Fukushima mon amour, </em>Furio Colombo: <em>Fine corsa, capolinea</em>, Sergio Bologna, Dario Banfi: <em>Mettersi di traverso, </em>Marino Badiale, Massimo Bontempelli: <em>Una politica economica per la transizione, </em>Achille Bonito Oliva: <em>L’uomo di Colombo</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>I giovedi di Turro (calendario di marzo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 04:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[anna lamberti-bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Turro]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;I GIOVEDI&#8217; DI TURRO&#8221;, rassegna di poesia organizzata dall&#8217;Associazione La Conta in collaborazione con il Circolo Arci Martiri di Turro e l&#8217;Associazione Le Belle Bandiere. Si tiene ogni giovedì alle ore 21.00, al Circolo ARCI Martiri di Turro, Via Rovetta, 14 a Milano. Ingresso gratuito con tessera ARCI. I GIOVEDI&#8217; DI TURRO Uno spazio per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I GIOVEDI&#8217; DI TURRO&#8221;, rassegna di poesia organizzata dall&#8217;Associazione La Conta  in collaborazione con il  Circolo Arci Martiri di Turro e l&#8217;Associazione Le Belle Bandiere. Si tiene ogni<strong> giovedì</strong> alle ore <strong>21.00</strong>, al Circolo ARCI Martiri di Turro, <strong>Via Rovetta, 14</strong> a <strong>Milano</strong>.  Ingresso gratuito con tessera ARCI.</p>
<p>I GIOVEDI&#8217; DI TURRO<br />
Uno spazio per condividere ascolto e partecipazione, perché Milano ha bisogno urgente di opportunità reali di espressione per tutti. Ne siamo convinti: apriamo quindi le nostre porte per lanciare la sfida di un appuntamento fisso settimanale in cui incontrarci a fare poesia e non solo, all&#8217;insegna dello scambio e del contatto umano. Saremo protagonisti e saremo pubblico. Cresceremo mese dopo mese anche grazie alle vostre idee.</p>
<p>Spesso reading: poeti giovani e meno giovani, noti e meno noti si alterneranno con le loro letture-spettacolo nella sala underground che già si candida a cuore pulsante della poesia a Milano. Altre volte letture aperte: dieci minuti ciascuno per ogni autore; per partecipare basterà presentarsi in sala mezz&#8217;ora prima dell&#8217;inizio della serata segnando il proprio nome sulla lista; una vera jam-session da club di lettura. Ogni tanto presentazioni di libri di poesia: gli autori verranno a parlarci dei loro lavori.</p>
<p>Gli incontri de &#8220;I giovedì di Turro&#8221; sono coordinati da <strong>Anna Lamberti-Bocconi</strong>.<br />
<span id="more-15284"></span><br />
MARZO 2009 &#8211; &#8220;ESSER UOMO TRA GLI UMANI, IO NON SO PIÙ DOLCE COSA&#8221; (UMBERTO SABA)</p>
<p><strong>5 marzo</strong>: serata collettiva<br />
Con la crème dei Giovedì di Turro: <strong>Giovanni Catalano</strong>, <strong>Manuela Dago</strong>,  <strong>Francesca Genti</strong>, <strong>Lorenzo Impalcature</strong>,<strong> Anna Lamberti-Bocconi</strong>, <strong>Alessandro Magherini</strong>, <strong>Ahmed Serag</strong>, <strong>Paolo Triulzi</strong> e altri a sorpresa.</p>
<p><strong>12 marzo</strong>: presentazione del libro di <strong>Andrea Inglese</strong> <em>La distrazione</em>, ed. Luca Sossella<br />
Classe 1967, poeta, saggista e traduttore tra i più apprezzati della sua generazione. Ha pubblicato un saggio di teoria del romanzo e diversi libri di poesia. È uno dei fondatori del blog letterario Nazioneindiana. Con La distrazione la sua lucidissima poetica segna un punto in più sul contatore della qualità assoluta. </p>
<p><strong>19 marzo</strong>: <em>La Storia inizia indietro</em> degli OPM (Organismi Poeticamente Modificati) <strong>Mario Frighi</strong>, <strong>Giuliano Mori</strong>, <strong>Mauro Righi</strong> sono gli O.P.M., performatori poetici e musicali a tutela delle parole e a salvaguardia del gene della poesia, in un mondo che tende a mostrare sempre il lato esteriore dell’esistenza e a modificare geneticamente anche la verdura. Un nuovo reading-spettacolo per risalire all&#8217;indietro, dove si forma l&#8217;inizio delle storie di ciascuno, tra scelte, non scelte, momenti di lucidità.<br />
<strong><br />
26 marzo</strong>: reading di <strong>Mara Cantoni</strong><br />
Drammaturga, regista, attrice, poetessa, ricercatrice di musica popolare, autrice di canzoni e di video. Un personaggio di estrema finezza e profondità, un organo vitale nel corpo vivente della cultura milanese. Tra i suoi ultimi lavori poetici Si salva chi può (2004), Cantata per il mare (2005), Bianco Nero Piano Forte (1997), per le fotografie di Silvia Lelli e Roberto Masotti e la musica di Luigi Ceccarelli. </p>
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