Tag: prosa

Modello Butterfly

di Noemi De Lisi

Non aveva dormito per tutta la notte ma aveva comunque deciso di rimanere sdraiato sul letto, immobile. Quando finalmente sentì la porta d’ingresso chiudersi, accese l’abat-jour sul comodino, si alzò e guardò il cellulare: erano le 8:00.… Leggi il resto »

I passeggeri invisibili

di Jacopo La Forgia

I sogni esagerano sempre.

La notte prima ho sognato la capitale di uno stato molto povero, e la guerra civile. I combattenti arrivavano a mangiarsi a vicenda, per quanto si odiavano, o per altre motivazioni che non conosco.… Leggi il resto »

Ho ucciso l’Anticristo

di Matteo Pascoletti

Quando Luciano decise di rubarmi i pensieri avevo diciotto anni e lui quaranta. In paese l’ammiravano tutti perché faceva il chirurgo, ma siccome non poteva aprirmi la testa e prendermi i pensieri dal cervello, trovò un’altra via. Eravamo poveri, così una domenica mattina andò al campo, da mio padre, a dirgli che voleva sposarmi, e lui acconsentì.… Leggi il resto »

Phyla – invertebrati

di Mariasole Ariot

 

Sono nata da un’assenza. I volti appesi alle pareti grondano sulle cose, spargono dolore sui movimenti, zittiscono. Di questo silenzio non ci diciamo che millenni, piccoli rimasugli di terra nelle bocche che occludono il passaggio : chinàti a raccoglierci non facciamo ombra, siamo come mantidi dello stesso sesso che sputano i resti nello spazio.… Leggi il resto »

Altre notizie su Nuvola

di Damiano Sinfonico

[inediti, aforismi e dintorni]

Una volta Nuvola andò a Cuneo a cercare dei poeti. Gli dissero che non ce n’erano, si erano trasferiti a Milano. Però in provincia ne era rimasto uno, un mezzo poeta, perché scriveva prose.… Leggi il resto »

Carlo ​Bordini al ​Teatroinscatola, ​per Nat​halie Quintane || blitzvorlesungen / gammm

|| 2006—2016 || BLITZVORLESUNGEN

PER I PRIMI DIECI (e i prossimi cento) ANNI DI
GAMMM

BLITZVORLESUNGEN = letture lampo _ in un numero imprecisato di date

SESTA DATA :
sabato 28 maggio 2016, alle ore 18:00 (puntuali)

Teatroinscatola
Roma, Lungotevere degli Artigiani 12-14 (qui)

Carlo Bordini
presenta

OSSERVAZIONI

di Nathalie Quintane

(Benway Series)

Con la partecipazione di

Marie-Ève Venturino

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.agone agonia.

di Gianluca Garrapa

[una selezione di inediti]

Lingue 2

no preoccupa tu gentile e bravo
uomo va solo con donna
io amo te come amico
no come donna                (scusa)
(adesso sei arrabbiato)
in mio paese queste cose
taglia gola no arrabbiato io
no capisci non vuole
così                                dio.… Leggi il resto »

Marosia Castaldi

di Viviana Scarinci

 

Credevi davvero che la mia vita si svolgesse tutta sopra quella sedia insieme a mia madre alla sua amica e alle due vecchiette? Io sono quello che sono per tutte le battaglie che ho combattuto e per tutti i risultati che ho ottenuto.Leggi il resto »

Istanbul Pamuk

di Francesca Fiorletta

Quando si legge un libro, bisogna farlo in silenzio.

Solitamente, quando leggo un libro, parto dall’analisi delle sue singole componenti, il linguaggio, lo stile, l’andamento ritmico, le suggestioni, poi al limite anche la trama, i personaggi, l’atmosfera, la tenuta finale; cerco di indagarlo per bene nel suo complesso, per arrivare a calibrare al meglio l’impressione che resta, quando, una volta girata l’ultima pagina, lo lascio lì a riposare sul comodino per qualche giorno, settimana, anno.… Leggi il resto »

Il tuffatore

di Jacopo La Forgia

Procul recedant somnia,

Et noctium phantasmata

Cara Alice,

 

oggi è il 7 ottobre e sono seduto in un bar di Venezia. Davanti a me ho il ponte dell’Accademia. L’ultima ora l’ho trascorsa a pensare al prisma che hai tatuato sull’avambraccio.… Leggi il resto »

di fantasmi e stasi. transizioni.

di Gianluca Garrapa

[cinque testi inediti]

su questa mano stretta attorno all’aria della mattina. non c’è la compatita morte di chi avete ucciso. i morti uccidono i vivi e poi li chiamano suicidi. sboccia nella loro mente come un vaso di ceramica la cattiveria alimentata dalla cultura dei libri.… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #7

di Mariasole Ariot

“La diffusa credenza che kangaroo significasse “non capisco”, risposta nella lingua aborigena a una domanda posta in inglese, è soltanto una leggenda”

Roberto grande piede è un canguro. Macropodidae. La testa inclinata a est, la sacca marsupiale per i nuovi ospiti, i passi falcati, lenti se necessario, un salto dalla finestra quando è troppo.… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #6

The morning comes to consciousness
Of faint stale smells of beer
From the sawdust-trampled street
With all its muddy feet that press
To early coffee-stands

T. S. Eliot

Amel canta gli orologi della casa, chiude le porte nei ritorni, si affaccia all’ora di preghiera : rivolto al sole, o forse l’opposto, Amel grida pianto, tace un piano, pianifica gli eventi.… Leggi il resto »

Non è un gesto finale

di Francesco Borrasso

Quando le parole non esistono più, inizia a prendere forma il gesto. Quando nessuno ti ascolta, i pensieri ti si spezzano nella gola. I muscoli del collo stringono la presa, una spugna nella faringe che cattura la saliva e consuma il respiro, pochi secondi.… Leggi il resto »

La costruzione del due

di Ivan Campesi

zero – Ai margini di una stretta di mano, celati dai vetri appannati di un bar, costruiamo con fatica reti di relazioni sociali, in cui ci avvolgiamo in cerca di conforto. Ritroviamo ogni volta, nella velocità di un messaggio istantaneo o nella chiarezza con cui facebook riassume i punti salienti delle nostre vite, nuovi bisogni di solitudine da esacerbare: in quei momenti, siamo sempre abbandonati su un divano a scrutare inganni di stupefacente bellezza – brandelli di telegiornale, tribune politiche e talkshow, pezzi di realtà pericolosamente estranee e distanti –.… Leggi il resto »

4 testi

di Lucia Manetti

 

SHOCKWAVE FLESH

Occhi di mosca slittano sul bordo di saltuarie riflessioni abitative: adesso è l’oscillazione a garantire il contatto dei corpi nell’odore di chiuso delle stanze, come protetti da una squadra, un gruppo, una parola d’ordine, per riorganizzare l’assalto all’inter(n)o numerico – status quo determinato dal costo totale dell’operazione -.… Leggi il resto »

Non era un problema di artigianato

 di Gherardo Bortolotti / Raosdrome from Ibiza Chillout Soul Remix

Qui l’originale.

Mi trovavo spesso a dichiarare che la letteratura, comunque, non era un problema di artigianato, di maestria tecnica o di stile. E, per come intendevo io la letteratura, questa era un’affermazione ovvia.… Leggi il resto »

Ditele l’assenza

di Mariasole Ariot

Ditele che il giorno ha smesso di parlare, ditele che quando lo scorrere del tempo si inarca la vita diventa processione, ditele che un bambino urla, ditele che la conta delle ore non fa testo, ditele che la testa è piena, ditele che le uova non hanno cornice, ditele che l’insonnia è un’armatura per restare, ditele che la parola si misura in grammi e non in metri, ditele che la soglia è tutto questo vedere, ditele che il pianto non veste un cranio, ditele che la ruggine accade sull’umano, ditele che ho mani di caduta, ditele che quando il tempo non si piega la vita è un artificio, ditele che urlo, ditele che l’adulto ha mangiato il suo silenzio, ditele che piove, ditele che resto se restate, ditele che un albero blu se è stanco non reagisce, ditele d’ingiallire, ditele il vischio della pianta, ditele che il campo non è aperto, ditele che il mondo è una massa verticale, ditele l’assenza, ditele che il bianco che ho ingerito si è deposto sulle dita, ditele che grida, ditele che la via lattea ci attraversa in diagonale, ditele che un termine caldo non è un frutteto, ditele che non termino, ditele che il cuore ha scampo quando smette, ditele che tremo, ditele che ho un fiume sulla testa, ditele che rovistare non è una vergogna, ditele che il segno non è un gesto, ditele che un resto di sogno mi ha svegliato, ditele che non dormo, ditele del bianco appoggiato sulla vita, ditele dei gradi zero, ditele dei maiali appesi, ditele dei cadaveri che non smettono la morte, ditele che quando il tempo piega la vita è carneficina, ditele che il mondo è il retaggio di una madre, ditele che è un cratere spento, ditele che l’uomo ha fame dell’umano, ditele che la fame non è innocente, ditele che il giorno ha smesso di parlare, ditele che grido, ditele che è bianco, ditele che è forma, ditele che il niente ha il peso di un oggetto, ditele che il vuoto non è cavo, ditele che parlo.… Leggi il resto »