Tag: prosa

di fantasmi e stasi. transizioni.

di Gianluca Garrapa

[cinque testi inediti]

su questa mano stretta attorno all’aria della mattina. non c’è la compatita morte di chi avete ucciso. i morti uccidono i vivi e poi li chiamano suicidi. sboccia nella loro mente come un vaso di ceramica la cattiveria alimentata dalla cultura dei libri.… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #7

di Mariasole Ariot

“La diffusa credenza che kangaroo significasse “non capisco”, risposta nella lingua aborigena a una domanda posta in inglese, è soltanto una leggenda”

Roberto grande piede è un canguro. Macropodidae. La testa inclinata a est, la sacca marsupiale per i nuovi ospiti, i passi falcati, lenti se necessario, un salto dalla finestra quando è troppo.… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #6

The morning comes to consciousness
Of faint stale smells of beer
From the sawdust-trampled street
With all its muddy feet that press
To early coffee-stands

T. S. Eliot

Amel canta gli orologi della casa, chiude le porte nei ritorni, si affaccia all’ora di preghiera : rivolto al sole, o forse l’opposto, Amel grida pianto, tace un piano, pianifica gli eventi.… Leggi il resto »

Non è un gesto finale

di Francesco Borrasso

Quando le parole non esistono più, inizia a prendere forma il gesto. Quando nessuno ti ascolta, i pensieri ti si spezzano nella gola. I muscoli del collo stringono la presa, una spugna nella faringe che cattura la saliva e consuma il respiro, pochi secondi.… Leggi il resto »

La costruzione del due

di Ivan Campesi

zero – Ai margini di una stretta di mano, celati dai vetri appannati di un bar, costruiamo con fatica reti di relazioni sociali, in cui ci avvolgiamo in cerca di conforto. Ritroviamo ogni volta, nella velocità di un messaggio istantaneo o nella chiarezza con cui facebook riassume i punti salienti delle nostre vite, nuovi bisogni di solitudine da esacerbare: in quei momenti, siamo sempre abbandonati su un divano a scrutare inganni di stupefacente bellezza – brandelli di telegiornale, tribune politiche e talkshow, pezzi di realtà pericolosamente estranee e distanti –.… Leggi il resto »

4 testi

di Lucia Manetti

 

SHOCKWAVE FLESH

Occhi di mosca slittano sul bordo di saltuarie riflessioni abitative: adesso è l’oscillazione a garantire il contatto dei corpi nell’odore di chiuso delle stanze, come protetti da una squadra, un gruppo, una parola d’ordine, per riorganizzare l’assalto all’inter(n)o numerico – status quo determinato dal costo totale dell’operazione -.… Leggi il resto »

Non era un problema di artigianato

 di Gherardo Bortolotti / Raosdrome from Ibiza Chillout Soul Remix

Qui l’originale.

Mi trovavo spesso a dichiarare che la letteratura, comunque, non era un problema di artigianato, di maestria tecnica o di stile. E, per come intendevo io la letteratura, questa era un’affermazione ovvia.… Leggi il resto »

Ditele l’assenza

di Mariasole Ariot

Ditele che il giorno ha smesso di parlare, ditele che quando lo scorrere del tempo si inarca la vita diventa processione, ditele che un bambino urla, ditele che la conta delle ore non fa testo, ditele che la testa è piena, ditele che le uova non hanno cornice, ditele che l’insonnia è un’armatura per restare, ditele che la parola si misura in grammi e non in metri, ditele che la soglia è tutto questo vedere, ditele che il pianto non veste un cranio, ditele che la ruggine accade sull’umano, ditele che ho mani di caduta, ditele che quando il tempo non si piega la vita è un artificio, ditele che urlo, ditele che l’adulto ha mangiato il suo silenzio, ditele che piove, ditele che resto se restate, ditele che un albero blu se è stanco non reagisce, ditele d’ingiallire, ditele il vischio della pianta, ditele che il campo non è aperto, ditele che il mondo è una massa verticale, ditele l’assenza, ditele che il bianco che ho ingerito si è deposto sulle dita, ditele che grida, ditele che la via lattea ci attraversa in diagonale, ditele che un termine caldo non è un frutteto, ditele che non termino, ditele che il cuore ha scampo quando smette, ditele che tremo, ditele che ho un fiume sulla testa, ditele che rovistare non è una vergogna, ditele che il segno non è un gesto, ditele che un resto di sogno mi ha svegliato, ditele che non dormo, ditele del bianco appoggiato sulla vita, ditele dei gradi zero, ditele dei maiali appesi, ditele dei cadaveri che non smettono la morte, ditele che quando il tempo piega la vita è carneficina, ditele che il mondo è il retaggio di una madre, ditele che è un cratere spento, ditele che l’uomo ha fame dell’umano, ditele che la fame non è innocente, ditele che il giorno ha smesso di parlare, ditele che grido, ditele che è bianco, ditele che è forma, ditele che il niente ha il peso di un oggetto, ditele che il vuoto non è cavo, ditele che parlo.… Leggi il resto »

Non lasciarmi andare

di Francesco Borrasso

C’è un luogo dove le cose assumono forme straniere. Questo luogo è un evento, il ricordo di un addio che non sono riuscito a bruciare; come una foto piantata davanti agli occhi, è la zona dalla quale non sono stato di capace di evadere.… Leggi il resto »

Il primo mondo

di Sergio Nelli

A casa

E mi sono anche prostituita. L’eroina restava in circolo a sostenermi intera e a quanto pare funzionavo bene. Nelle loro macchine facevo tutto ciò di cui avevano voglia, pensavo di doverlo fare al meglio e mi riusciva.… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #4

di Mariasole Ariot

 

Il carico di rottura di una ragnatela è confrontabile a quello dell’acciaio. Differisce solo per densità.
Nella caduta l’animale sputa il filo che lo porta al punto del desiderio,
poi risale alla partenza, avanza di un passo,
cade nuovamente e ricomincia.… Leggi il resto »

Non esiste separazione

di Francesco Borrasso

Non riesco ad uscire da questo disordine. Un laccio mi tiene stretto al ricordo.
Da allora, le mie giornate sono inerzia, secondi che seguono secondi, il mio compito è riempire, senza consapevolezza.
C’era il dolore bambino che ha cercato con un’imposizione di mettermi una benda sugli occhi, era il dolore che si fermava in un angolo della stanza e mi osservava, con i suoi argomenti provava a convincermi che la cosa accaduta non la potevo accettare, non la potevo elaborare.… Leggi il resto »

Andata/ritorno

(prose da Oggettistica)

di Marco Giovenale

 

Vimeo è molto pulito.

Vimeo è molto più pulito.

Anche se i crampi e l’intermittenza.

Ma queste sono cose del corpo, che c’entra.

Bisogna scommettere il giusto e sulla tecnica giusta.

Un trucco è guardare i contorni.… Leggi il resto »

La metrica dopo la metrica

La metrica dopo la metrica
Università degli studi di Padova
27-28 novembre 2014
aula delle edicole, Piazza capitaniato 3, Padova

Programma:

GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE

PIER VINCENZO MENGALDO: Introduzione

PRIMA SESSIONE: LUCA ZULIANI
15.30-15.50 PAOLO GIOVANNETTI (IULM, Milano): “Tra Contini e Raboni: le costrizioni (storiche) del verso libero”
16.00-16.20 GIACOMO MORBIATO (Università di Padova): “Verso una metrica relazionale.… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #2

di Mariasole Ariot

Il pazzo, questo gran pesce scrollato,
cui si fa spalancare la bocca a forma di sì.
F. Leuret

 

Faheem nuota nel corridoio da millenni.
Alle tre di notte mi sveglia, rovista tra i capelli, danza con le mani appese al collo, prende le mie,
le stupisce di una notte scavata nella notte : è maggio.… Leggi il resto »

Un testo scritto da un altro

di Mariasole Ariot                                                                                                                                                                       A  f.t.

Di cosa è fatto un desiderio quando cade [ nelle ore diurne se non c’è pianura ], quel dire tu non
riesce ad affrettare, piega il niente sui nomi, verrà l’impossibile rientrare

Essendo il dentro un fuori infinito #1

di Mariasole Ariot

DIE FAHNEN wahren den Schein – LE BANDIERE salvano l’apparenza.
P. Celan

 

Julia ha una macchina incastrata nello sterno. Dal collo dell’utero a metà cuore, da cuore a collo,
da collo a sinapsi : condannata all’iper-reale di due voci : la prima dice you will die till you go out
from here, la seconda intona come una cantilena you are a bitch : we will find you alone.… Leggi il resto »