Tag: prosa

Due racconti

di Gianluca Garrapa

Errore di calcolo

Sebbene le paresse d’avercela fatta, c’era ancora un buco da colmare nella sua vita e che non avrebbe potuto riempire semplicemente di cose, oggetti, surrogati materiali. Certo, non le bastava mica un marito che fosse uomo, anche, e padre, e non semplicemente padrone, un dialettico, di un amore oblativo e coniugale e filiale e, ancora altro, e la testa sulle spalle e ligio al dovere quanto refrattario al potere imposto dall’altrui mediocrità che, per non esser capace di essere, imponesse un proprio ruolo di potere arruffato, leccando i piedi e sacrificando l’orgoglio umano sulla pira del dio denaro, e nemmeno tanto poi, pochissimo denaro in cambio della devozione assoluta al padrone.… Leggi il resto »

Nove giochi

di Gianluca Codeghini

LA DECISIONE POLITICA (2000)

Questo gioco è molto diffuso ed è il best-seller tra i giochi di società.
Uno dei suoi segreti (ma certamente non l’unico) è probabilmente il fatto di dividere i giocatori, fin dall’inizio, sulle regole del gioco stesso.… Leggi il resto »

Nel bosco degli Apus apus

di Mariasole Ariot

 

Apus apus: “Una sua peculiarità è quella di avere il femore direttamente collegato alla zampa, tanto che il nome scientifico deriva dalla locuzione greca “senza piedi”. Questa sua caratteristica fa sì che non tocchi mai il suolo in tutta la sua vita; infatti se disgraziatamente si posasse a terra, la ridotta funzionalità delle zampe non gli consentirebbe di riprendere il volo”.… Leggi il resto »

da “Dire II”

 di Danielle Collobert

traduzione di Andrea Raos

[…] sempre la stessa difficoltà – ora – parole – parole-immagine – frasi-immagine, anche – trappole tese da una parola all’altra – cadere – inciampare ogni volta – non appena ci si lascia andare – benché cosciente sia della trappola che della caduta – ma loro sono più forti – le dighe troppo fragili – limiti fragili intorno a loro – sfondano all’interno – dovunque – inventano una voce – ancora metafora – una voce… Leggi il resto »

[Prove tecniche di trasmissione]

di Giorgia Romagnoli

*
che si sente. suono ripiegato dentro perché sia fuori. non rimango io, divento suono. risuono dentro.

*
è urlando che si viene al mondo. ci si inaugura così, rinnovandosi, rendendo sonora l’esistenza.

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si sente risalire, scorrere nelle vene, attraversare il corpo violentemente.… Leggi il resto »

Sonorità flux

di Giorgia Romagnoli

Ripara il rubinetto. Per quello che vedo, per quello che sento. La perdita continua. Anche di notte. Che sento, che vedo. Chi può sentire, chi può vedere. Sentirai probabilmente lieve fruscio. Continua a perdere, come quando è iniziato.… Leggi il resto »

Perciò veniamo bene nelle fotografie, romanzo in versi di Francesco Targhetta

di Silvia De March

Diciamo subito i meriti prima di prendere le distanze dal mainstream acclamatorio.

Francesco Targhetta si inserirà serenamente in un filone di letteratura originariamente industriale, che risale a Ottonieri, Bianciardi, Parise, e che trova poi forme di aggiornamento rispetto ai cambiamenti economici, con esiti alterni, con Aldo Nove, Murgia, Venturini, etc.… Leggi il resto »

L’editore riluttante. Cartoline dalla Fiera

di Marilena Renda

Alla Fiera del Libro di Torino si va per incontrare gli editori, o almeno così dicono. Gli esperti del settore, i redattori, gli uffici stampa, gli scrittori. In ultimo si incontrano anche i libri, la cui quantità è spropositata e la cui presenza fisica, anche volendo, non è facilmente ignorabile.… Leggi il resto »

L’ingresso è gelido, le piccole ore notturne della casa si dispongono simmetriche nello spazio vuoto.

di Mariasole Ariot

 

L’ingresso è gelido, le piccole ore notturne della casa si dispongono simmetriche nello spazio vuoto. Una donna mi consegna un foglio, “lo firmerai domani”, dice sottovoce, e continua a sorridere, sorride come si sorride alla madre di un figlio morto: è la contenzione mascherata da accudimento.… Leggi il resto »

Dislocatio [Punto di fine]

di Mariangela Guàtteri

<0.9>

Nuo è nel ventre malato senza la terra. sposta animine di cose. PostcardiVernissage. non ha da vedere – luoghi che hanno descritti – chiuse le stanze. senza movimento. fatica a risalire nelle vene (poche speranze appese alle pareti)

<0.8>

:-(non sono capace a nutrirmi. non mi so nutrire, forse mi nutrisco male)

non sa mangiare

Battute di caccia

Ugo Coppari

*

Un giorno ho conosciuto una persona che non ci vedeva e non ci sentiva e neanche poteva parlare. Questa persona mi ha raccontato che un giorno ha conosciuto un signore molto anziano che parlava con gli animali. Questi animali gli avevano raccontato che molto tempo fa gli animali potevano parlare.… Leggi il resto »

(tagli)

di Viola Amarelli

bozza 1

Un coltello, da roast-beef. Da decenni taglia affilato. Per caso è della marca migliore, la lega di acciaio all’epoca anche lei la migliore. Roba svizzera. La precisione: i tagliagole a mercede hanno bisogno di lame affilate.… Leggi il resto »