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	<title>Publio Svarione &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Publio Svarione: Le Giorgiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgiomaria Cornelio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Publio Svarione]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Publio Svarione</strong> <br />


In un’epoca in cui la politica e lo spettacolo sono ormai indistinguibili, esce un’opera destinata a far discutere (e sorridere): Le Giorgiche – Ascesa in versi di un’eroina della Garbatella, edito da Edizioni Samizda e firmato dall’enigmatico Publio Svarione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <strong>Publio Svarione</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-118145" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2026/01/Screenshot-2026-01-16-at-21.38.08.png" alt="" width="870" height="584" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2026/01/Screenshot-2026-01-16-at-21.38.08.png 870w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2026/01/Screenshot-2026-01-16-at-21.38.08-300x201.png 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2026/01/Screenshot-2026-01-16-at-21.38.08-768x516.png 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2026/01/Screenshot-2026-01-16-at-21.38.08-626x420.png 626w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2026/01/Screenshot-2026-01-16-at-21.38.08-150x101.png 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2026/01/Screenshot-2026-01-16-at-21.38.08-696x467.png 696w" sizes="(max-width: 870px) 100vw, 870px" /></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dalla Garbatella a Palazzo Chigi in rima:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>esce <em>Le Giorgiche</em>, epica satirica dell&#8217;era Meloni</strong></p>
<p><em>La prima presidente del Consiglio «donna, italiana, madre, cristiana» nel nuovo poemetto di Publio Svarione: un ritratto irriverente, tra amori, alleanze e «Io sono Giorgia» remixato.</em></p>
<p>In un’epoca in cui la politica e lo spettacolo sono ormai indistinguibili, esce un’opera destinata a far discutere (e sorridere): <em>Le Giorgiche – Ascesa in versi di un’eroina della Garbatella</em>, edito da Edizioni Samizdat. Firmato dall’enigmatico Publio Svarione, utilizzando una forma stilistica unica nel suo genere, il libro traccia un ritratto inedito, ironico e impertinente della prima donna a Palazzo Chigi.</p>
<p><strong>UN POEMETTO EPICO-POP.</strong> <em>Le Giorgiche</em> ripercorre l’accidentato percorso di Giorgia tra la Seconda e la Terza Repubblica. Dagli esordi come militante di sezione fino alla consacrazione internazionale, l’autore non risparmia nessuno. Nel mirino finiscono tutti i temibili compagni di coalizione e avversari politici: da Gianfranco (Fini) a Silvio (Berlusconi), da Matteo Esse (Salvini) a Super Mario (Draghi), fino a Elly (Schlein) e Matteo Erre (Renzi). Il poemetto trasforma i fatti di cronaca in passaggi epici e surreali, in una sorta di remix di “Io sono Giorgia. Le mie radici le mie idee” (Rizzoli, 2021) o ricorda il colpo di fulmine con i “nuovi” alleati globali.</p>
<p><strong>IL RITMO DELLA SATIRA: IL “TREDECASILLABO FALSO”.</strong> Più che un esercizio di stile, il libro è un esperimento di linguaggio. L&#8217;autore definisce la metrica dell&#8217;opera un “tredecasillabo falso”: una struttura base di tredici sillabe che si piega e si spezza secondo le esigenze del contenuto. Questa scelta tecnica insinua il ritmo della prosodia classica in un fluire prosastico e moderno, rendendo il testo immediato e fruibile. Il risultato è un racconto incalzante che ha la musicalità della poesia ma la presa diretta della cronaca.</p>
<p><strong>ESTRATTI</strong></p>
<p><strong>I</strong></p>
<p>Una tipetta tale: chi l’avrebbe mai detto</p>
<p>che pure un poemetto le sarebbe andato stretto</p>
<p>quando là, nell’acquario detto Transatlantico</p>
<p>piccola e con il broncio del pesce pagliaccio</p>
<p>nuotava goffa tra le gambe dei colleghi</p>
<p>col grado di ministra, che te lo spieghi</p>
<p>con la circostanza che un cartone animato</p>
<p>tra gli eleggibili è il profilo più indicato</p>
<p>al buffo Ministero della Gioventù.</p>
<p>E invece, cara Musa, non ci servi più;</p>
<p>la ragazza si fa da sola e questa storia</p>
<p>è con la Musa inclusa, che nella memoria</p>
<p>futura in noi tutti un nome già si erge: Giorgia.</p>
<p><strong>VI</strong></p>
<p>«Giorgia, ho deciso che ti candido alla Camera»,</p>
<p>le disse all’assemblea nazionale Gianfranco.</p>
<p>Lei capì che era finita la giovinezza,</p>
<p>come una studentessa che abbandona il banco</p>
<p>pronta ad affrontare la maturità;</p>
<p>e da secchiona qual è, Giorgia venne eletta.</p>
<p>La militanza ha stagioni, e non torneranno</p>
<p>le notti ad attaccare manifesti</p>
<p>le botte coi compagni in quelle notti</p>
<p>l’autofinanziamento nelle feste</p>
<p>cantare Van De Sfroos in romanesco</p>
<p>lo spirito cameratesco al festival</p>
<p>di Atreju a organizzare goliardate,</p>
<p>a cui lei aveva invitato il comunista Fausto</p>
<p>che gli opposti più sono immaturi, più si attraggono:</p>
<p>si era fregiato lui della boutade</p>
<p>– a destra suscitando risa e lodi –</p>
<p>di affossare d&#8217;emblée il governo Prodi.</p>
<p><strong>VI</strong></p>
<p>(Da piccina la domenica andava in Chiesa</p>
<p>con la sorella Arianna, lì alla Garbatella</p>
<p>e dimostrava il talento da pecorella</p>
<p>trascrivendo la messa a braccio sul quaderno.</p>
<p>L’insalatiera in testa, alla prima comunione</p>
<p>col pizzo bianco tenne alla larga l’Inferno</p>
<p>e un giorno, in gita con il parroco a Torvaianica,</p>
<p>come alla Vergine, un angelo le parlò:</p>
<p>il comunismo è il male, una cosa satanica.</p>
<p>Nonostante che Giorgia fosse un Capricorno</p>
<p>(segno di terra, in teoria segno razionale),</p>
<p>lo assunse come portaborse spirituale</p>
<p>e lo chiamò Harael. Ancora oggi la consiglia:</p>
<p>Wojtyla? È un duro anticomunista, è ok;</p>
<p>Ratzinger? È per l’Europa cristiana, è ok;</p>
<p>Bergoglio? È troppo comprensivo con i gay.)</p>
<p><strong>XXIX</strong></p>
<p>Incravattato, burocrate e europeista</p>
<p>con voce calma e calda, da sportello bancario</p>
<p>che seduttore era, con quel suo aplomb, Super Mario!</p>
<p>Giorgia from the blocks, la scettica sovranista</p>
<p>che l’aveva respinto sempre con livore</p>
<p>con occhi nuovi lo guardò, con occhi a cuore</p>
<p>e un cuore nuovo da appassionata atlantista.</p>
<p>Doveva essere solo un tenero garante</p>
<p>ma diventò (metaforicamente!) amante.</p>
<p>Quando nel giorno del silenzio elettorale</p>
<p>come ogni sabato, Giorgia passò al mercato</p>
<p>e postò su Tik Tok ciò che aveva comprato</p>
<p>i suoi grandi meloni, con mossa plateale</p>
<p>da vamp iscritta a un OnlyFans ortofrutticolo,</p>
<p>i più morbosi, a quel gesto un poco ridicolo</p>
<p>però efficace, come spot pubblicitario</p>
<p>sbirciarono se c’era il like di Super Mario.</p>
<p><strong>PUBLIO SVARIONE</strong>, nato circa quarant’anni fa in uno dei tanti paesi italici che furono un tempo parte del glorioso Impero Romano, è un autore la cui penna si muove tra il giornalismo nell’era delle fake news e la poesia nel secolo del cinismo. Nel poemetto <em>Le Giorgiche</em> emerge il suo sguardo ironico e disincantato sul mondo della politica italiana. Tra le sue opere precedenti si annoverano <em>L&#8217;Apocalisse? No!</em>, un’invettiva contro il riarmo europeo, e <em>La leggenda dei senza speranza</em>, un pamphlet dedicato alle lunghe liste d’attesa della sanità pubblica.</p>
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