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	<title>Raimondo Iemma &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Raimondo Iemma: i nostri misteri non verranno rivelati</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/10/04/raimondo-iemma-i-nostri-misteri-non-verranno-rivelati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgiomaria Cornelio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Deleuze]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgiomaria Cornelio]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Raimondo Iemma]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; &#160; Ospito qui una selezione di poesie inedite di Raimondo Iemma. Nato a Torino nel 1982, Iemma ha recentemente pubblicato una raccolta dal titolo La settimana bianca all’interno del XIV Quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2019). Questi ultimi componimenti sono tratti da un&#8217;altra raccolta inedita in prima stesura. «Le migliori poesie dovrebbero sembrare / [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 4">
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<div class="column">
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-80762" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2019/10/IMG_20190715_233116508-768x1024.jpg" alt="" width="465" height="616" /></p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Ospito qui una selezione di poesie inedite di Raimondo Iemma. Nato a Torino nel 1982, Iemma ha recentemente pubblicato una raccolta dal titolo <em>La settimana bianca</em> all’interno del <em>XIV Quaderno di poesia contemporanea</em> (Marcos y Marcos, 2019). Questi ultimi componimenti sono tratti da un&#8217;altra raccolta inedita in prima stesura.</p>
<p style="text-align: justify;">«Le migliori poesie dovrebbero sembrare / tradotte da un&#8217;altra lingua / di un&#8217;altra epoca / nella quale non esiste una letteratura», scrive l&#8217;autore. Per vicinanza, saluto allora questi versi attraverso la stessa epigrafe -tratta dal <em>Contre Sainte Beuve- </em>con cui Deleuze decise di aprire il suo libro dedicato a <em>Bartleby lo scrivano: «</em>I bei libri sono scritti in una specie di lingua straniera.»</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 4">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>34.</p>
<p>Le nostre cattedrali non sono più</p>
<p>nelle città. Le ricerchiamo</p>
<p>di nascosto, con le cautele dei terroristi</p>
<p>o delle spie (sapendo, o credendo,</p>
<p>di essere inseguiti).</p>
<p>Studiate prima, o incontrate per caso</p>
<p>come alberghi dismessi,</p>
<p>abbeveratoi per uomini, o vecchi</p>
<p>ritiri monacali. Le nostre cattedrali</p>
<p>non sanno di esserlo</p>
<p>e non prevedono raduni.</p>
<p>Che si sappia: i nostri misteri</p>
<p>non verranno rivelati.</p>
</div>
<div class="column">
<p>&nbsp;</p>
<p>49.</p>
<p>Non avrò gli oggetti della casa</p>
<p>né le impronte digitali delle molte, ormai,</p>
<p>transazioni, delle visite rimaste registrate</p>
<p>nei magazzini fisici dell&#8217;informazione.</p>
<p>Gli oggetti crepuscolari possono finire</p>
<p>col riflettere solo l&#8217;istante, e se stessi.</p>
<p>Le migliori poesie dovrebbero sembrare</p>
<p>tradotte da un&#8217;altra lingua</p>
<p>di un&#8217;altra epoca</p>
<p>nella quale non esiste una letteratura.</p>
<p>E quest&#8217;epoca non può che essere futura.</p>
</div>
<div class="page" title="Page 6">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>&nbsp;</p>
<p>81.</p>
<p>È una grande città. La nostra fortuna</p>
<p>è che la disposizione dei piani</p>
<p>su rilievi naturali impedisce</p>
<p>che da un unico punto d&#8217;osservazione</p>
<p>la si possa abbracciare. Così lo sguardo</p>
<p>tocca molte città. Il giardino botanico</p>
<p>si insinua non visto fino ai confini del porto.</p>
<p>Il palazzo del governo</p>
<p>(un solido angolare, ma che dalla costa</p>
<p>può somigliare a una sfera</p>
<p>e non si sa quale dei due sia l&#8217;inganno)</p>
<p>a orario stabilito emette un richiamo</p>
<p>che rimbalza sulle sponde dei monti</p>
<p>e giunge al mio orecchio</p>
<p>come il canto struggente per un&#8217;amata.</p>
</div>
<div class="page" title="Page 8">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>&nbsp;</p>
<p>111.</p>
<p>La montagna per come l&#8217;hai sognata</p>
<p>e la cima innevata per quello che è</p>
<p>non sono più due varianti dell&#8217;immaginazione.</p>
<p>(Quanti cieli nuovi si preparano</p>
<p>per un solo intatto planetario).</p>
<p>Sarai costretto a imparare</p>
<p>una terza e unica montagna</p>
<p>con la forma stessa del suo nome,</p>
<p>come un bambino la disegnerebbe</p>
<p>in una scuola di eletti misteri.</p>
<p>Dichiararla stupenda non ti peserà</p>
<p>poiché in verità lo è.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scuola di musica</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/12/scuola-di-musica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 22:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Raimondo Iemma]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Raimondo Iemma Play me Old King Cole that I may join with you (&#8230;) Genesis &#160; La ragazza ha una nuca di cigno. Vende biglietti per i concerti del Conservatorio, che si tengono il primo venerdì del mese, o il sabato pomeriggio, l’estate. È necessario arrivare in anticipo, avverte, altrimenti non faranno entrare, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right">di <strong>Raimondo Iemma</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/09/manray-kiki.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone size-large wp-image-46324" alt="manray-kiki" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/09/manray-kiki-781x1024.jpg" width="700" height="917" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/09/manray-kiki-781x1024.jpg 781w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/09/manray-kiki-228x300.jpg 228w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/09/manray-kiki.jpg 908w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p style="text-align: right"><em>Play me Old King Cole</em><br />
<em>that I may join with you (&#8230;)</em></p>
<p style="text-align: right"><em>Genesis</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La ragazza ha una nuca di cigno. Vende biglietti per i concerti del Conservatorio, che si tengono il primo venerdì del mese, o il sabato pomeriggio, l’estate. È necessario arrivare in anticipo, avverte, altrimenti non faranno entrare, i musicisti attaccano all’ora esatta indicata sul programma, poi si volta per rispondere al telefono che suona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-46323"></span></p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Acquerello</em></p>
<p>Uno scantinato, di fronte al cinema che un tempo si raggiungeva da una bassa galleria, nel tratto corto e chiuso di una via che taglia il centro.</p>
<p>All’angolo un negozio espone metodi e spartiti. Da sotto la strada, dalle grate sparse, giungono i suoni del Conservatorio, e io amo questi ragazzi senza volto, per sempre in ritardo sull’epoca, il nero dei loro occhi.</p>
<p>Ancora non so cosa significhi tornare, l’araldica delle insegne, gli stati d’amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Colloquio</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Quale tipo di musica preferite?”</p>
<p>Oltre la porta studiano una frase di tromba. L&#8217;allievo prova, ripete, ma l’errore rimane dov’è, come in origine suonava.</p>
<p>Sulle lavagne i segni della lezione precedente: quattro misure, in parte cancellate, sovrapposte ad altre note. Scompare (affiora?) la suddivisione ritmica, un tempo composto.</p>
<p>“A me piace la musica leggera”, afferma una voce bianca lontana che non si distingue.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Lezione</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Occorre più di tutto assecondare<br />
il tenero sottile della mano<br />
fare il conto ai gesti e sopportare<br />
che rossa come inchiostro giunga agli occhi<br />
la punta dell&#8217;impulso di ascoltare.<br />
Cantando incerto tema del destino<br />
un&#8217;ostinata musica compone<br />
per poi sciogliersi piano e diventare<br />
l&#8217;oscura cantilena di Torino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ombre</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una certa nebbia ci accompagna<br />
diversi come siamo tra di noi.<br />
Clessidre e calendari<br />
inseguono cadenze<br />
le persone a cui pensiamo.<br />
Scorriamo tastiere<br />
e vuoti pentagrammi<br />
nel mito del sonoro.<br />
Il motivo da eseguire<br />
è il buon motivo che ci tiene insieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Duro come un mattone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Incedere per frasi e nei frammenti<br />
con cura fare spazio, in una sola<br />
casa per volta. Abitare il passato<br />
giusto, rintracciato sera dopo<br />
sera come in sogno. E gli accenti tacere<br />
dei dimenticati, perché nessuno<br />
tra i languidi sorrisi che vedo<br />
se ne appropri: altro non posso, né voglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Esercizio</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il brano è stato scritto in poco tempo, più per capire che per essere eseguito. La casa è conosciuta, la chiave unica, le alterazioni limpide, dichiarate. Lo strumento non soffre, e c’è tempo, spazio per improvvisare. Ma tra i pochi accordi, tenere fissa una nota, la stessa nota a cantare non è esercizio facile, si direbbe occorra amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I testi sono tratti dalla raccolta inedita di Raimondo Iemma <em>Una formazione musicale</em> (2013)</p>
<p>&nbsp;</p>
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