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Prenditi cura di me

di Gianni Biondillo

Francesco Recami, Prenditi cura di me, Sellerio, 271 pag.

Prenditi cura di me è un libro sulla mediocrità dell’animo umano. Racconta la storia di Marta, anziana pensionata fiorentina, colpita da un ictus che la riduce a una larva e di Stefano, il figlio quarantenne, che dovrà accudirla.… Leggi il resto »

Il caso Neruda

di Gianni Biondillo

Roberto Ampuero, Il caso Neruda, Garzanti, 332 pag., trad. di Stefania Cherchi

Diventato una sorta di culto in Cile, al punto che se ne vendono copie pirata ai semafori, Il caso Neruda di Roberto Ampuero, è in buona sostanza la storia di una iniziazione.… Leggi il resto »

lo scheletro del Leviathan

di Chiara Valerio

Si domandò se le creature darwniste ci mettessero tanto tempo quanto le bestie naturali o gli uomini a morire di freddo. L’anno è il 1914, il giorno è il 28 giugno. Francesco Ferdinando è stato assassinato, Aleksander, suo figlio, è un ragazzo che dorme sonni inquieti e avventurosi in una enorme camera.… Leggi il resto »

Spaesamento

di Alessandra Sarchi

Giorgio Vasta, Spaesamento , Editori Laterza, Bari 2010

“L’Italia senza la Sicilia non lascia alcuna immagine nell’anima: qui è la chiave di tutto”. La tappa finale del viaggio in Italia di Goethe (1786-7) fu ricca di rivelazioni; a Palermo, in seguito a una visita all’Orto Botanico Goethe cominciò a formulare la teoria di quell’Urpflanze , la pianta matrice di tutte le altre, la pianta archetipale, che avrebbe sviluppato nella pubblicazione “Metamorfosi delle piante” (1790) ed esteso al mondo delle attività umane, come idea che esiste un inizio, potenzialmente in grado di tenere in sé ogni possibile conseguenza e derivazione.… Leggi il resto »

Brotherhood

di Aldo Busi

Bisogna assolutamente promuovere il film più bello in circolazione, “Brotherhood” (2009) di Nicolo Donato, origini italiane e cultura danese, gli impressionanti interpreti principali si chiamano Thure Lindhardt e David Dencik, distribuito in Italia dal coraggiosissimo Occhipinti (un nome con una garanzia di segno opposto: molto impegno e pochissimo mascara).… Leggi il resto »

L’anno dei dodici inverni

di Gianni Biondillo

Tullio Avoledo, L’anno dei dodici inverni, 2009, Einaudi, 369 pag.

È un freddo gennaio del 1982 quando una giovane coppia, Emilio ed Esther, riceve a casa un uomo, Emanuele Libonati. Un vecchio che fa loro una curiosa proposta: verrà a trovarli una volta all’anno, per seguire le fasi della crescita della loro bambina, Chiara, nata da poco, il giorno di Natale.… Leggi il resto »

Maledetti i Zorzi Vila!

di Chiara Valerio

Zio Cesio in Libia, zio Treves che dalla Francia era passato in Russia insieme a mio zio Turati, zio Temistocle (…) che dalla Grecia era passato in Jugoslavia, mio cugino Paride tra la Dalmazia e l’Albania nella milizia portuaria e i fratelli del Lanzidei tutti in guerra pure loro (…) mio cugino Ampelio, era con la marina in Cina, pensi lei, su un incrociatore in Manciuria.… Leggi il resto »

Stregature: Antonio Pennacchi

di Marco Belpoliti

Antonio Pennacchi, Canale Mussolini, Mondadori, pp. 460, € 20

Gli editori del Bel Paese sono ossessionati dal “grande romanzo italiano”. Lo cercano, lo stampano, lo propagandano, come nel caso del pessimo Acciaio della Avallone, caso editoriale coltivato in batteria.… Leggi il resto »

Stregature: Rosa Matteucci

di Marco Belpoliti

Rosa Matteucci, Tutta mio padre, Bompiani, pp. 286, € 17,50

Il romanzo famigliare non è una specialità italiana, certo, ma tutti i libri che da noi raccontano la famiglia, la sua allegra, oppure funesta, follia, sembrano discendere dal libro più italiano che ci sia: Pinocchio.… Leggi il resto »

Stregature: Paolo Sorrentino

di Marco Belpoliti

Paolo Sorrentino, Hanno ragione tutti, Feltrinelli, pp.319, € 18

Tony Pagoda, il protagonista del romanzo di Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione, è un personaggio che non si dimentica tanto facilmente. Sin dal suo debutto sulla pagina, questo cantante cocainomane sfatto, cinico, baro, sentimentale sino alle lacrime, assurdo e paradossale, si stampa nella mente del lettore che ne segue l’eruzione verbale mentre dilaga, a ritmo serrato, per pagine e pagine.… Leggi il resto »

Stregature: Lorenzo Pavolini

[prosegue la pubblicazione delle recensioni ai libri “stregati”. G.B]

di Marco Belpoliti

Lorenzo Pavolini, Accanto alla tigre, Fandango, pp. 243, € 16,50

Due lampi di una memoria ancora da costruire: la foto dei gerarchi fascisti appesi a testa in giù a Piazzale Loreto e una voce ascoltata in un documentario sui 600 giorni della Repubblica di Salò.… Leggi il resto »

La mia famiglia fragilmente atea

di Chiara Valerio

Herling sosteneva che l’idea che abbiamo oggi del Male fosse fortemente condizionata da Dostoevskij che ne descrisse in modo superbo la grandezza. Per questo motivo siamo portati a non riconoscerlo nella mediocrità di molti assassini. Io sono un lettore vorace e mi piace anche molto camminare.… Leggi il resto »

Stregature: Silvia Avallone

[Marco Belpoliti ha letto e recensito tutti i libri selezionati allo Strega di quest’anno. Abbiamo insieme deciso di farne una sorta di rubrica fissa – Stregature, appunto – che ci accompagni verso la prossimità dell’evitabile evento. Partiamo da uno dei favoriti(ssimi).… Leggi il resto »

L’amore, un’estate


di Gianni Biondillo

William Trevor, L’amore, un’estate, trad. Laura Pignatta, Guanda editore, 2009, 217 pag.

Il rapporto conflittuale che ha un autore con la lingua con la quale scrive si fa ancora più complesso quando la lingua che usa è quella che gli è stata imposta dalla Storia.… Leggi il resto »

I cuori infranti di Rosetta Loy

di Chiara Valerio

Sui destini degli individui, la letteratura ha pretese assai più potenti dell’esperienza stessa. Esercita un’azione esaltante ma spietata. (…) A confronto con la letteratura, la realtà empirica, ingiuriata per millenni dai poeti, è capace persino di mostrarsi costante, clemente, cordiale.… Leggi il resto »

mi cercarono l’anima a forza di botte

di Saverio Fattori

Non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, mi cercarono l’anima a forza di botte. In molte città italiane vennero affissi cartelli con queste parole. Le parole di De André accompagnano la fine di Stefano Cucchi, arrestato al Parco degli acquedotti di Roma il 15 ottobre del 2009 per venti grammi di hashish e mai più reso alla famiglia.… Leggi il resto »

Tiger, tiger, burning bright

di Chiara Valerio

(…)per il singolo lutto, per la persona a cui è stato ucciso un figlio, un padre, un amore, un amico, ognuno di questi ritorni è un colpo al cuore, un insuperabile sconcerto, la necessità di torcere la cornea perché non metta a fuoco; di quel tanto che lo scarto nei contorni e nei lineamenti lasci irriconoscibile nel corpo violato quello che ci somiglia.… Leggi il resto »

Correre


di Gianni Biondillo

Jean Echenoz, Correre, Adelphi, 148 pag., trad. di Giorgio Pinotti

Emil corre. Corre, continuamente, da ragazzo, da adulto, sempre e comunque. Emil conosce il secolo breve dalla parte sbagliata dell’Europa, conosce la Storia dal suo villaggio sperduto della Moravia: arrivano i nazisti, i tedeschi, è la seconda guerra mondiale; poi i sovietici, la cortina di ferro, la repubblica socialista di Cecoslovacchia.… Leggi il resto »

Le teste

di Flavio Santi

Senza timore di smentita pensiamo di essere stati i primi pubblicamente (sul sito di pordenonelegge.it e su rivista) ad avere preso sul serio Giuseppe Genna quando molti facevano spallucce di fronte ai suoi pseudothriller, incapaci di vedere le orbite di senso che via via si inanellavano come implacabili segnaletiche dei nostri tempi “devastati e vili”, per citare un altro suo titolo di imminente riedizione.… Leggi il resto »

La vita facile

di Gianni Biondillo

Richard Price, La vita facile, Giano editore, trad. di Stefano Bortolussi, 502 pag.

Lo scenario è quello di una Manhattan fuori dai luoghi comuni dei turisti, il Lower East Side, ex quartiere ebraico e oggi coacervo di multiculturalità: negozi gestiti da yemeniti, sexy shop, locali notturni, caseggiati ultrapopolari.… Leggi il resto »

Verticali

di Mario de Santis

Non è questa la forma dello spazio / qui le verticali sono chiuse: sono due versi chiave del percorso che Bruno Galluccio ha raccolto nel suo primo libro, Verticali (Einaudi, 2009). Di formazione e per mestiere fisico impegnato nell’industria spaziale e assieme attivo come piccolo editore di poesia, Galluccio costruisce un libro che, in diversi tempi, muove dal lirico e dall’influenza del pensiero scientifico per avviare una ricerca di senso alla luce della crisi di entrambe le forme del pensare.… Leggi il resto »