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	<title>René Magritte &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Vacanze hegeliane. Magritte, Lenin e Zetkin persi in un bicchiere d&#8217;acqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jamila mascat]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2024 06:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Clara Zetkin]]></category>
		<category><![CDATA[Hegel]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Jamila Mascat</strong> <br />
René Magritte, a quanto pare, amava chiamare a raccolta i suoi amici per ricevere suggerimenti su come battezzare le sue opere. In realtà, stando a quanto riportato da sua moglie Georgette, "spesso accadeva che, il giorno dopo, non fosse più soddisfatto delle loro invenzioni...


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<p style="text-align: center;"><strong>Les vacances de Hegel (1958)</strong></p>
<p><em><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-108695" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/06/Hegels-Holiday.jpeg" alt="" width="500" height="600" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/06/Hegels-Holiday.jpeg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/06/Hegels-Holiday-250x300.jpeg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/06/Hegels-Holiday-150x180.jpeg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/06/Hegels-Holiday-300x360.jpeg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/06/Hegels-Holiday-350x420.jpeg 350w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></em></p>
<p style="text-align: center;">(olio su tela, 60&#215;50, collezione privata*)</p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Jamila Mascat</strong></p>
<p>Pare che <strong>René Magritte</strong> amasse chiamare a raccolta i suoi amici per ricevere suggerimenti su come battezzare le sue opere. In realtà, stando a quanto riportato da sua moglie Georgette, &#8220;spesso accadeva che, il giorno dopo, non fosse più soddisfatto delle loro invenzioni [le proposte suggerite dagli amici] e scegliesse allora un nome che piacesse a lui&#8221;.</p>
<p>Nel 1958 Magritte dipinse il quadro qui sopra che, come già &#8220;<a href="https://www.wikiart.org/en/rene-magritte/applied-dialectics-1945">La dialectique appliquée</a>&#8221; (1944-45) e &#8220;<a href="https://www.christies.com/en/lot/lot-6368114#:~:text=In%20its%20depiction%20of%20a,combination%20of%20night%20and%20day.">L&#8217;Éloge de la dialectique</a>&#8221; (1937), avrebbe ricevuto un titolo d&#8217;ispirazione hegeliana. Non è chiaro se, in questo caso, &#8220;Les vacances de Hegel&#8221;  fosse stato concepito da Magritte o suggerito dall&#8217;amico e poeta surrealista belga Paul Nougé.</p>
<p>In una lettera al critico Suzi Gablik, l&#8217;artista spiegava così la genesi dell&#8217;opera :</p>
<p>&#8220;Il mio ultimo quadro è nato con la domanda: come mostrare un bicchiere d&#8217;acqua in un dipinto in modo tale che non risulti indifferente? O capriccioso, arbitrario,  debole &#8211; ma, permettetemi l&#8217;espressione, con genio? (senza falsa modestia). Ho cominciato disegnando tanti bicchieri d&#8217;acqua, sempre con un segno lineare sul bicchiere. Questa linea, dopo il centesimo o il centocinquantesimo disegno, si è allargata e alla fine ha preso la forma di un ombrello. L&#8217;ombrello è stato poi inserito nel bicchiere e, per finire, sotto il bicchiere. Che è l&#8217;esatta soluzione della domanda iniziale: come dipingere un bicchiere d&#8217;acqua con genialità. Ho poi pensato che <strong>Hegel</strong> (un altro genio) sarebbe stato molto sensibile a questo oggetto che ha due funzioni opposte: allo stesso tempo non ammettere l&#8217;acqua (respingerla) e ammetterla (contenerla). [Hegel] Ne sarebbe stato deliziato, credo, o divertito (come in vacanza), e ho chiamato il quadro<em> Le vacanze di Hegel</em>&#8220;. (R. Magritte, <em>Les mots et les images</em>).</p>
<p>Ma l&#8217;idea che l&#8217;unità degli opposti espressa dal bicchiere avrebbe mandato Hegel in vacanza, non è l&#8217;unica speculazione possibile sui riferimenti dialettici contenuti nel dipinto. In fondo perché un bicchiere d&#8217;acqua? Come non pensare a <a href="https://studieriflessioni.blogspot.com/2017/04/il-bicchiere-della-discordia-dialettica.html">Bucharin, </a>e di rimando a Lenin?</p>
<p>In &#8220;<strong>Lenin e il movimento femminile</strong>&#8221; (1925) <strong>Clara Zetkin</strong> ricorda a distanza di qualche anno il suo incontro con il leader bolscevico a Mosca per discutere della questione.</p>
<p>&#8220;La nostra prima lunga conversazione su questo argomento ebbe luogo nell&#8217;autunno del 1920, nel suo grande studio al Cremlino. Lenin era seduto davanti al suo tavolo coperto di libri e di carte, che indicavano il suo genere di occupazione e il suo lavoro, ma senza ostentare &#8216;Il disordine dei geni'&#8221;.</p>
<p>Dopo aver tessuto le lodi delle &#8220;magnifiche operaie russe&#8221;, <strong>Lenin</strong>, curioso, chiese a Zetkin: &#8220;Ma ditemi, come va il lavoro comunista all&#8217;estero?&#8221;</p>
<p>E Zetkin riferì soprattutto della situazione in Germania, e di &#8220;Rosa [Luxemburg che] riteneva della più gran­de importanza conquistare alla lotta rivoluzionaria le masse femminili&#8221;.  Purtroppo, quanto alla situazione negli altri paesi in Europa, disponeva di &#8220;informazioni limitate, dati i collegamenti deboli ed irregolari che esistevano tra i partiti aderenti all&#8217;Internazionale comunista&#8221;.</p>
<p>Lenin si dimostrò un ascoltatore paziente, interessato anche ai dettagli apparentemente irrilevanti. &#8220;Non conosco nessuno che sappia ascoltare meglio di lui, osservò Zetkin, classificare cosi presto i fatti e coordinarli, come si poteva vedere dalle domande brevi, ma sempre molto precise che mi rivolgeva ogni tanto mentre parlavo, e dalla maniera di ritornare poi su qualche particolare della nostra conversazione&#8221;.</p>
<p>Desideroso di saperne di più Lenin continuò incalzando Zetkin: &#8220;Come insegnate alle compagne? Questo problema ha un&#8217;importanza decisiva per il lavoro da svolgere tra le masse. Esso esercita una grande influenza perché penetra proprio nel cuore delle masse, perché le attira a noi e le infiamma. Non posso ricordarmi in questo momento chi è che ha detto: non si fa nulla di grande senza passione [<em>ma come può non ricordarselo? Hegel!</em> &#8220;D<span class="text_exposed_show">obbiamo dire in generale che <i>nulla di grande</i> è stato compiuto nel mondo <i>senza passione&#8221;, </i></span><span style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;">G. W. F. Hegel,  </span><em style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;">Lezioni sulla filosofia della storia</em><span style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;"> (1837), I, 62-63, La Nuova Italia, Firenze, 1981, pp. 73-74]. </span>Ora, proseguì e concluse Lenin, noi e i lavo­ratori del mondo intero dobbiamo veramente compiere ancora grandi cose.&#8221;</p>
<p>Ma la domanda – <em>Come insegnate alle compagne?</em> – non era ingenua, e mirava ad una risposta precisa.</p>
<p>&#8220;Senza attendere la mia risposta, Lenin continuò:  &#8220;La lista dei vostri peccati, Clara, non è ancora termi­nata. Ho sentito che, nelle vostre riunioni serali dedi­cate alle letture e alle discussioni con le operaie, voi vi occupate soprattutto delle questioni del sesso e del ma­trimonio. Questo argomento sarebbe al centro delle vo­stre preoccupazioni, del vostro insegnamento politico e della vostra azione educativa! Non credevo alle mie orecchie.&#8221;</p>
<p>Zetkin contrastò l&#8217;idea di Lenin secondo la quale &#8220;questa abbondanza di teorie ses­suali, che non sono in gran parte che ipotesi arbitrarie, provenga da necessità tutte personali, cioè dal bisogno di giustificare agli occhi della morale borghese la pro­pria vita anormale o i propri istinti sessuali eccessivi e di farli tollerare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Feci notare, rispose Zetkin, che le questioni sessuali e matrimoniali in regime di proprietà privata suscitavano problemi molteplici, che erano causa di contraddizioni e di sofferenze per le donne di tutte le classi e di tutti gli strati sociali. La guerra e le sue conseguenze, dicevo, hanno aggravato all&#8217;estremo per la donna le contraddizioni e le sofferenze che esistevano prima nei rapporti tra i sessi. I problemi, nascosti finora, sono adesso svelati agli occhi delle donne, e ciò nell&#8217;atmosfera della rivoluzione appena cominciata. Il mondo dei vecchi sentimenti, delle vecchie idee scricchiola da ogni parte. I legami sociali di una volta si in­deboliscono e si spezzano. Si vedono apparire i germi di nuove primizie ideologiche, che non hanno ancora preso forma, per le relazioni tra gli uomini. L&#8217;interesse che que­ste questioni suscitano esprime il bisogno di un nuovo orientamento. Qui appare anche la reazione che si pro­duce contro le deformazioni e le menzogne della società borghese. Il cambiamento delle forme matrimoniali e fa­miliari nel corso della storia, nella loro dipendenza del­l&#8217;economia, costituisce un buon mezzo per sradicare dallo spirito delle operaie la credenza nella perennità della so­cietà borghese. Fare la critica storica di questa società significa sviscerare senza pietà l&#8217;ordine borghese, mettere a nudo la sua essenza e le sue conseguenze e stigmatizzare tra l&#8217;altro la falsa morale sessuale. Tutte le strade condu­cono a Roma. Ogni analisi veramente marxista riguar­dante una parte importante della sovrastruttura ideolo­gica della società o un fenomeno sociale notevole deve condurre all&#8217;analisi dell&#8217;ordine borghese e della sua base, la proprietà privata; ciascuna di queste analisi deve condurre a questa conclusione: « Bisogna distruggere Car­tagine ».&#8221;</p>
<p>Lenin sorrise soddisfatto, per un verso, dell&#8217;arringa di Zetkin, ma continuò con tono sempre più inquisitorio:  &#8220;Molto bene. Voi avete l&#8217;aria di un avvocato che difende i suoi compagni e il suo partito. Certo, ciò che dite è giusto. Ma potrebbe servire soltanto a scusare l&#8217;er­rore commesso in Germania, non a giustificarlo. Un errore commesso resta un errore. Potete garantirmi seriamente che le questioni sessuali e matrimoniali non sono discus­se nelle vostre riunioni che dal punto di vista del materialismo storico vitale, ben compreso?&#8221;.</p>
<p>E poi, come in un crescendo, scettico e quasi condiscendente: &#8220;Ditemi, vi prego: è proprio questo il momento di tenere occupate le operaie mesi interi per parlare loro del modo con cui si fa all&#8217;amore [&#8230;]?&#8221;.</p>
<p>Zetkin si difese da &#8220;l&#8217;accusa di restare ancora fedele alle sopravvivenze del­l&#8217;ideologia socialdemocratica e dello spirito piccolo borghese di vecchio stile&#8221;, reclamando tutta l&#8217;importanza vitale della faccenda.</p>
<p>Lenin irremovibile continuò a dipanare lungamente il suo pensiero.</p>
<p>E fini per perdersi in un <strong>bicchiere d&#8217;acqua</strong>:</p>
<p>« Nel suo nuovo atteggiamento nei riguardi delle questioni concernenti la vita sessuale, la gioventù si richiama naturalmente ai principi, alla teoria. Molti qua­lificano la loro posizione come &#8220;rivoluzionaria&#8221; e &#8220;comunista&#8221;. Essi credono sinceramente che sia così. A noi vecchi non ce la danno a intendere. Benché io non sia af­fatto un asceta malinconico, questa nuova vita sessuale della gioventù, e spesso anche degli adulti, mi appare molto spesso come del tutto borghese, come uno dei molteplici aspetti di un lupanare borghese. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la &#8220;libertà dell&#8217;amore&#8221;, cosi come noi comunisti la concepiamo. Voi conoscete senza dubbio<strong> la famosa teoria secondo la quale, nella società comunista, soddisfare i propri istinti sessuali e il proprio impulso amoroso è tanto semplice e tanto insignificante quanto bere un bicchier d&#8217;acqua. Questa teoria del &#8220;bicchier d&#8217;acqua&#8221; ha reso pazza la nostra gioventù, letteralmente pazza</strong>.</p>
<p>« Essa è stata fatale a molti giovani e a molte ra­gazze. I suoi sostenitori affermano che è una teoria marxista. Bel marxismo quello per cui tutti i fenomeni e tutte le modificazioni che intervengono nella sovrastrut­tura ideologica della società si deducono immediatamen­te, in linea diretta e senza alcuna riserva, unicamente dalla base economica! La cosa non è così semplice come ha l&#8217;aria di esserlo. Un certo Friedrich Engels, già da molto tempo, ha sottolineato in che consiste veramente il materialismo storico.</p>
<p>« Io considero la famosa teoria del &#8220;bicchier di acqua&#8221; come non marxista e antisociale per giunta. Nella vita sessuale si manifesta non solo ciò che noi deriviamo dalla natura ma anche il grado di cultura raggiunto, si tratti di cose elevate o inferiori.</p>
<p>« Engels, nella sua <em>Origine della famiglia</em>, mostra l&#8217;importanza propria dello sviluppo e dell&#8217;affinamento dell&#8217;impulso sessuale in rapporto all&#8217;individuo. I rap­porti tra i sessi non sono semplicemente l&#8217;espressione del giuoco della economia sociale e del bisogno fisico, dissociati in concetti mediante un&#8217;analisi psicologica.</p>
<p>« La tendenza a ricondurre direttamente alla base economica della società la modificazione di questi rap­porti, al di fuori della loro relazione con tutta l&#8217;ideologia, sarebbe non già marxismo, ma razionalismo. Certo, la seta deve essere tolta. Ma un uomo normale, in condizioni ugualmente normali, si butterà forse a terra nella strada per bere in una pozzanghera di acqua sporca? Oppure berrà in un bicchiere dagli orli segnati da decine di altre labbra? Ma il più importante è l&#8217;aspetto sociale. Infatti, bere dell&#8217;acqua è una faccenda personale. Ma, nell&#8217;amore, vi sono interessate due persone e può venire un terzo, un nuovo essere. È da questo fatto che sorge l&#8217;interesse so­ciale, il dovere verso la collettività. Come comunista, io non sento alcuna simpatia per la teoria del &#8220;bicchier d&#8217;ac­qua&#8221;, benché porti l&#8217;etichetta del &#8220;libero amore&#8221;. Per di più, oltre a non essere comunista, questa teoria non è neppure nuova. Voi vi ricordate certamente ch&#8217;essa è stata &#8220;predicata&#8221; nella letteratura romantica verso la metà del secolo passato come &#8220;emancipazione del cuore&#8221;, che la pratica borghese cambiò poi in &#8220;emancipazione del­la carne&#8221;. Allora si predicava con maggior talento d&#8217;oggi. Quanto alla pratica, non posso giudicarne.</p>
<p>«Io non voglio affatto, con la mia critica, predi­care l&#8217;ascetismo. Sono lontanissimo da ciò. Il comuni­smo deve apportare non l&#8217;ascetismo, ma la gioia di vivere e il benessere fisico, dovuti anche alla pienezza dell&#8217;amore. Secondo me l&#8217;eccesso che si osserva oggi nella vita sessuale non produce né la gioia né il benes­sere fisico ma, al contrario, li diminuisce. Ora, in tem­pi rivoluzionari, ciò è male, molto male.&#8221;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>*L&#8217;opera ha sempre fatto parte di collezioni private: prima acquisita dalla <span style="font-family: Verdana, BlinkMacSystemFont, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Oxygen, Ubuntu, Cantarell, 'Open Sans', 'Helvetica Neue', sans-serif;">Iolas Gallery, New York nel 1959, passa di seguito a </span>William Copley (Los Angeles), Paul Kantor Gallery (Los Angeles) e infine alla Galerie Isy Brachot (Bruxelles). Da qui nel 1979 viene acquisita da un altro collezionista privato che a sua volta l&#8217;ha rivenduta tramite Christie&#8217;s nel 2011 all&#8217;attuale proprietario al prezzo di 10,162,500 USD.</p>
<p>(c) Ringrazio Nikita Dhawan che,  a Dresda, durante una conferenza su Hegel e la riproduzione sociale, mi ha fatto conoscere questo dipinto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mots-clés__Specchi</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2024/04/07/mots-cles__specchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ornella tajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2024 05:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Zanzotto]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Ruini]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Battisti]]></category>
		<category><![CDATA[mots-clés]]></category>
		<category><![CDATA[Ornella Tajani]]></category>
		<category><![CDATA[René Magritte]]></category>
		<category><![CDATA[Specchi]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Daniele Ruini </strong> <br /> Specchi: con Lucio Battisti, René Magritte, Andrea Zanzotto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Specchi</strong><br />
di <strong>Daniele Ruini</strong></p>
<p style="text-align: right;">Lucio Battisti, <em>Specchi opposti </em>-&gt; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=R55qzonBui8">play</a></p>
<p>___</p>
<figure id="attachment_106828" aria-describedby="caption-attachment-106828" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-106828" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/02/Schermata-2024-02-06-alle-23.51.11.png" alt="" width="800" height="540" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/02/Schermata-2024-02-06-alle-23.51.11.png 800w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/02/Schermata-2024-02-06-alle-23.51.11-300x203.png 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/02/Schermata-2024-02-06-alle-23.51.11-768x518.png 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/02/Schermata-2024-02-06-alle-23.51.11-150x101.png 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/02/Schermata-2024-02-06-alle-23.51.11-696x470.png 696w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/02/Schermata-2024-02-06-alle-23.51.11-622x420.png 622w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-106828" class="wp-caption-text">René Magritte, &#8220;Le faux miroir&#8221;, 1929</figcaption></figure>
<p>___</p>
<p>Da: Andrea Zanzotto, <em>Notificazione di presenza sui Colli Euganei</em> [da <em>IX Ecloghe</em>, 1962])</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-106834" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/04/Schermata-2024-02-06-alle-23.59.12.png" alt="" width="508" height="445" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/04/Schermata-2024-02-06-alle-23.59.12.png 508w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/04/Schermata-2024-02-06-alle-23.59.12-300x263.png 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/04/Schermata-2024-02-06-alle-23.59.12-150x131.png 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/04/Schermata-2024-02-06-alle-23.59.12-479x420.png 479w" sizes="(max-width: 508px) 100vw, 508px" /></p>
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<p>[<em>Mots-clés </em>è una rubrica mensile a cura di Ornella Tajani. La prima domenica del mese Nazione Indiana pubblicherà un collage di un brano musicale + una fotografia o video (estratto di film, ecc.) + un breve testo in versi o in prosa, accomunati da una parola o da un’espressione chiave.<br />
La rubrica è aperta ai contributi dei lettori di NI; coloro che volessero inviare proposte possono farlo scrivendo a: tajani@nazioneindiana.com. Tutti i materiali devono essere editi; non si accettano materiali inediti né opera dell’autore o dell’autrice proponenti.]</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Juke-box /Pier Paolo Pasolini</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/07/23/juke-box-pier-paolo-pasolini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2007 10:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[D. Modugno]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[juke box]]></category>
		<category><![CDATA[P.P. Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[René Magritte]]></category>
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					<description><![CDATA[Immagine di René Magritte Cosa sono le nuvole di D. Modugno &#8211; P.P. Pasolini Che io possa esser dannato se non ti amo e se così non fosse non capirei più niente tutto il mio folle amore lo soffia il cielo lo soffia il cielo così ahh ma l&#8217;erba soavemente delicata di un profumo che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a TITLE="rene-magritte-corde-sensible-1960-33075.jpg" HREF="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/07/rene-magritte-corde-sensible-1960-33075.jpg"><img ALT="rene-magritte-corde-sensible-1960-33075.jpg" SRC="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/07/rene-magritte-corde-sensible-1960-33075.jpg" /></a></p>
<p>Immagine di René Magritte</p>
<p><strong>Cosa sono le nuvole</strong><br />
di<br />
<strong>D. Modugno &#8211; P.P. Pasolini</strong></p>
<p>Che io possa esser dannato<br />
se non ti amo<br />
e se così non fosse<br />
non capirei più niente<br />
tutto il mio folle amore<br />
lo soffia il cielo<br />
lo soffia il cielo<br />
così<br />
<span id="more-4225"></span></p>
<p>ahh ma l&#8217;erba soavemente delicata<br />
di un profumo che da gli spasimi<br />
ahh tu non fossi mai nata<br />
tutto il mio folle amore<br />
lo soffia il cielo<br />
lo soffia il cielo<br />
così</p>
<p>il derubato che sorride<br />
ruba qualcosa al ladro<br />
ma il derubato che piange<br />
ruba qualcosa a se stesso<br />
perciò io vi dico<br />
finché sorriderò<br />
tu non sarai perduta</p>
<p>ma queste son parole<br />
e non ho mai sentito<br />
che un cuore, un cuore affranto<br />
si cura con l&#8217;udito<br />
tutto il mio folle amore<br />
lo soffia il cielo<br />
lo soffia il cielo<br />
così</p>
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