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	<title>Riccardo Duranti &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>LA PUNTA DELLA LINGUA – POESIA FESTIVAL (VIII EDIZIONE)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 10:43:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[PROGRAMMA (4-9 luglio, Ancona) giovedì 4 ore: 18.45 &#124; Portonovo, Chiesa di S. Maria Roger McGough legge se stesso Franco Nasi: lettura a fronte  Roger McGough (Liverpool, 1937) è uno dei poeti più amati d&#8217;Inghilterra. Poeta pop(ular) in tutti i sensi, è stato, fin dal fortunatissimo esordio nella Liverpool beatlesiana degli anni &#8217;60, uno dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>PROGRAMMA (4-9 luglio, Ancona)</b></p>
<p><b>giovedì 4</b></p>
<p><b>ore: 18.45 | Portonovo, Chiesa di S. Maria</b></p>
<p><b>Roger McGough legge se stesso</b></p>
<p><b>Franco Nasi: lettura a fronte</b> <span id="more-45899"></span></p>
<p>Roger McGough (Liverpool, 1937) è uno dei poeti più amati d&#8217;Inghilterra. Poeta pop(ular) in tutti i sensi, è stato, fin dal fortunatissimo esordio nella Liverpool beatlesiana degli anni &#8217;60, uno dei maggiori fautori di una poesia che uscisse dal chiuso delle accademie per ritornare nelle mani e nel cuore dei lettori. Le sue giocolerie linguistiche e la forte propensione alla performance ne hanno fatto, man mano che l&#8217;esuberanza giovanile ha lasciato spazio a un&#8217;ironia più asciutta e meditabonda, anche un perfetto poeta per l&#8217;infanzia. Coautore, tra le altre cose, del celebre film d&#8217;animazione Yellow Submarine.</p>
<p><b>ore: 21.30 | Ancona, Mole Vanvitelliana</b></p>
<p><b>Poetry Slam: La sfida della poesia</b></p>
<p>Torna uno degli appuntamenti che hanno caratterizzato le prime edizioni della Punta della Lingua: l&#8217;amichevole disfida in versi del Poetry Slam. E lo fa invitando a gareggiare, a fianco di poeti locali, alcuni dei maggiori specialisti italiani della disciplina, e con un ospite d&#8217;onore d&#8217;eccezione. La giuria, estratta a sorte tra il pubblico, decreterà il vincitore della serata. Con Rodolfo Bersaglia (Ancona), Massimo Franzoni (Ancona), Alessandra Racca (Torino), Virgilio Enea Stefano Raspini (Reggio Emilia), Giacomo Sandron (Venezia), Annalisa Teodorani (S. Arcangelo).</p>
<p>Maestro di cerimonia: Sergio Garau</p>
<p>Intromissioni musicali: Dj El Mar</p>
<p>Ospite d&#8217;onore: Harry Baker (campione mondiale di Poetry Slam )</p>
<p>In collaborazione con Amo la Mole</p>
<p><b>venerdì 5</b></p>
<p><b>ore: 15.30 | Sirolo, Centro Visite Parco del Conero</b></p>
<p><b>Traducendo Carver</b></p>
<p><b>con Riccardo Duranti</b></p>
<p>In occasione della ristampa del volume di Raymond Carver Orientarsi con le stelle. Tutte le poesie (Minimum fax, 2013), Riccardo Duranti, traduttore dell&#8217;opera omnia di Carver, ci condurrà nei segreti della sua officina di traduttore, tra aneddoti personali e riflessioni sulla scrittura del grande autore americano. Intervengono la traduttrice Stella Sacchini e l&#8217;editore ed editor di stretta osservanza carveriana Massimo Canalini.</p>
<p>In collaborazione con Parco del Conero</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>ore: 18.30 | Camerano, Grotta Ricotti</b></p>
<p><b>Donne di parola</b></p>
<p><b>con Giovanna Rosadini (curatrice) e le autrici Maria Grazia Calandrone, Franca Mancinelli e Laura Pugno</b><br />
Presentazione del volume Nuovi Poeti Italiani 6 (Einaudi, 2012), integralmente dedicato alle ultime generazioni della poesia italiana al femminile. La cornice, quanto mai ammaliante, è quella della Grotta Ricotti di Camerano.</p>
<p>In collaborazione con Proloco &#8220;Carlo Maratti&#8221;</p>
<p><b>ore: 21.30 | Ancona, Lazzabaretto</b></p>
<p>Sfoghi d&#8217;artificio</p>
<p><b>di e con Luigi Socci (materiali verbali, occhialini 3D, clava di gomma e petofono) </b></p>
<p><b>e con Giovanni Berloni (parrucchino, basso e chitarra autoprodotta)</b></p>
<p>Spettacolino di (ri)animazione poetico-musicale e performance confessional. Il reading sarà l&#8217;occasione per presentare in anteprima il nuovo libro di Luigi Socci: Il rovescio del dolore, prima uscita della nuova collana poetica &#8220;La Punta della Lingua&#8221; per le edizioni PeQuod/Italic, diretta emanazione a stampa del festival.</p>
<p>In collaborazione con Arci Ancona</p>
<p><b>sabato 6</b></p>
<p><b>ore: 18.00 | Portonovo, Agriturismo Accipicchia</b></p>
<p><b>Bestiario immaginario</b></p>
<p><b>Letture di Roger McGough | Slam di traduzione: Franco Nasi e Riccardo Duranti</b><br />
In Bestiario immaginario (Gallucci, 2013) il funambolico McGough prende gli animali che conosciamo e li trasforma in uno zoo dell&#8217;immaginazione dove le parole sono libere di correre da tutte le parti. Due i traduttori, in amichevole competizione tra loro: Franco Nasi (traduttore ufficiale di McGough) e Riccardo Duranti (traduttore ospite). Per bambini dagli 8 ai 90 anni.</p>
<p><b>ore: 20.00 | Portonovo, Agriturismo Accipicchia</b></p>
<p><b>Cena a buffet</b></p>
<p><b>ore: 21.00 | Sirolo, Teatro Cortesi</b></p>
<p><b>La Borto</b></p>
<p><b>di e con Saverio La Ruina | musiche composte ed eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco | disegno luci: Dario De Luca | produzione: Scena Verticale</b><br />
Premio UBU 2010 &#8220;Migliore Testo Italiano&#8221; | Premio Hystrio alla Drammaturgia 2010<br />
Saverio La Ruina (premio Ubu 2012 come migliore attore italiano) si fa interprete e testimone della condizione femminile di un sud Italia misogino e primitivo (ma in realtà di poco precedente alla legge 194), nel quale le donne venivano trattate alla stregua di macchine riproduttrici da utilizzare fino al totale esaurimento dell&#8217;energia vitale. In un dialetto calabrese aspro e dolce al contempo, senza dita puntate o escandescenze polemiche, uno spettacolo d&#8217;impegno civile pieno di compartecipazione emotiva per il destino degli ultimi e delle ultime. Niente di più simile ad un autentico teatro di poesia. In collaborazione con AMAT</p>
<p><b>ore: 23.00 | Monte Conero (Partenza Badia di S. Pietro)</b></p>
<p><b>Escursione poetica</b></p>
<p><b>con Rosaria Lo Russo</b></p>
<p>La classica passeggiata notturna sui sentieri del Monte Conero, tra osservazione della natura e incisioni rupestri, questa volta in compagnia della &#8220;poetrice&#8221; (poetessa-attrice) Rosaria Lo Russo, maestra di plurilinguismo e di poesia ad alta voce. Oltre a testi propri l&#8217;autrice presenterà anche alcune personalissime traduzioni dalla poetessa americana Anne Sexton. In collaborazione con Forestalp</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>domenica 7</b></p>
<p><b>ore: 19.00 | Ancona, Statua Violata (ingresso galleria San Martino)</b></p>
<p><b>Volere Violare</b></p>
<p><b>Una performance di Antonio Rezza</b> dedicata a &#8220;Violata&#8221;, la statua con borsetta di Floriano Ippoliti.</p>
<p><b>ore: 19.30 | Ancona, Lazzabaretto</b></p>
<p><b>L&#8217;arcatana. Viaggio nelle Marche creative under 35</b></p>
<p><b>di Valerio Cuccaroni</b> (Gwynplaine 2013)<br />
interviene Antonio Rezza</p>
<p>con la partecipazione di Alessandra Carnaroli in Femminimondo (Polìmata, 2011)<br />
lettura di poesie su femminicidi e violenza contro le donne. In collaborazione con Arci Ancona e Snoq Ancona</p>
<p><b>ore: 21.30 | Ancona, Mole Vanvitelliana</b></p>
<p><b>Fratto X</b></p>
<p><b>Spettacolo teatrale di Flavia Mastrella e Antonio Rezza | con Antonio Rezza e Ivan Bellavista<br />
habitat di Flavia Mastrella<br />
(mai) scritto da Antonio Rezza<br />
assistente alla creazione: Massimo Camilli | disegno luci: Mattia Vigo | organizzazione generale Stefania Saltarelli<br />
una produzione RezzaMastrella | Fondazione Teatro Piemonte Europa | TSI La Fabbrica dell&#8217;Attore Teatro Vascello</b><br />
Il nuovo spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza è realizzato sull&#8217;assenza. Rezza gira in cerchio su un palcoscenico popolato da robot, giocattoli, oggetti e persone telecomandate, urlando lontano parole piene d&#8217;eco, in un habitat che Mastrella ha creato, come di consueto, per aprire la scena al loro teatro d&#8217;arte e di poesia agìta. Gli oggetti di scena raccontano la strada che corre e l&#8217;impossibilità di agire. Scie luminose si materializzano con l&#8217;inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino. «Rezza e Mastrella ridono veramente, e fanno ridere, e non sono mai noiosi. Il metodo di questi grandi derisori combina insieme tre ingredienti: scrittura, voce, corpo» (Giunta, Il Sole 24 Ore). In collaborazione con Amo la Mole e Arci Ancona</p>
<p><b>lunedì 8</b></p>
<p><b>ore: 18.45 | Portonovo, Parco Hotel La Fonte</b></p>
<p><b>Le Marche della Poesia</b></p>
<p><b>Danilo Mandolini A ritroso (L&#8217;obliquo, 2013)<br />
Maurizio Landini Lo zinco (Marco Saya, 2012)</b><br />
Presenta Martina Daraio</p>
<p><b>ore: 20.00 | Portonovo, Parco Hotel La Fonte</b></p>
<p><b>Cena a buffet</b></p>
<p><b>ore: 20.00 | Portonovo, Agriturismo Accipicchia</b></p>
<p><b>Cena a buffet</b></p>
<p><b>ore: 22.00 | Portonovo, Auditorium Hotel La Fonte</b></p>
<p><b>Facebook Poetry &#8211; 5ª edizione</b></p>
<p>Decine di poeti in collegamento da tutta Italia (e non solo) daranno vita, ancora una volta, alla singolarissima sfida in rete della Facebook Poetry. Le regole sono le solite: dati il primo e l&#8217;ultimo verso e una lunghezza massima di dieci, produrre, entro il tempo limite di 40 minuti, un testo per l&#8217;occasione e postarlo sulla bacheca della Punta della Lingua. Il pubblico in sala (e a casa) potrà sia partecipare che votare il testo più riuscito. La Punta della Lingua è già su Facebook e cerca amici.</p>
<p><b>martedì 9</b></p>
<p><b>ore: 18.45 | Portonovo, Hotel Fortino Napoleonico</b></p>
<p><b>Le Marche della Poesia | Canto degli Emarginati</b></p>
<p><b>Loris Ferri (poesie) | Frida Neri (voce e piccoli strumenti) | Antonio Nasone (chitarre)</b></p>
<p>Dal libro del poeta pesarese Loris Ferri Rom (premio Achille Marazza e premio Anpi) un viaggio attraverso la cultura degli esclusi, con esecuzione di brani della tradizione europea dell&#8217;emarginazione (dal Fado portoghese ai ritmi balcanici) e canzoni originali della cantautrice Frida Neri.</p>
<p>In collaborazione con Anpi Ancona</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>ore: 20.00 | Portonovo, Hotel Fortino Napoleonico</b></p>
<p><b>Cena a buffet</b></p>
<p><b>ore: 21.30 | Portonovo, Hotel Fortino Napoleonico</b></p>
<p><b>Elettro Poetry</b></p>
<p><b>Andrea Inglese (voce) e Stefano</b> <b>Delle Monache (live electronics) </b></p>
<p>presentano Lettere alla reinserzione culturale del disoccupato (libro + cd, ed. PeQuod/Italic, collana &#8220;La Punta della Lingua&#8221;, 2013).<br />
Improvvisazione elettronica e musica ambient fanno da sfondo alla voce ostinata del disoccupato, nella sua vana ricerca di una risposta. Un&#8217;istallazione sonora per il nuovo libro di Andrea Inglese, uno dei migliori poeti italiani della sua generazione, pensato e realizzato in collaborazione con il musicista e studioso di sound design Stefano Delle Monache. Secondo volume della collana di poesia &#8220;La Punta della Lingua&#8221;.</p>
<p><b>***</b></p>
<p>Tutti gli eventi sono a ingresso libero tranne gli spettacolo La Borto (€ 10, prevendite AMAT 071 2072439) e Fratto X (€ 10, prevendite Casa delle Culture 339 1475737, <a href="mailto:amministrazione@casacultureancona.it">amministrazione@casacultureancona.it</a>).</p>
<p>Eventi a posti limitati su prenotazione: Donne di parola (prenotazioni Ufficio Turismo Comune di Camerano, 071 7304018) ed Escursione poetica (prenotazioni 071 9330066, <a href="http://www.forestalp.com/" target="_blank">www.forestalp.com</a>).</p>
<p>Cene a buffet sabato 6, ore 19.30, Accipicchia (€ 15, prenotazioni 071 2139069), lunedì 8, ore 20, Hotel La Fonte e martedì 9, ore 20, Hotel Fortino Napoleonico (€ 15, prenotazioni 071 801470).<br />
Soggiorni convenzionati a Portonovo: Hotel Excelsior La Fonte (071 801470 / <a href="http://www.excelsiorlafonte.it/" target="_blank">www.excelsiorlafonte.it</a>) // Hotel Fortino Napoleonico (071 801470 / <a href="http://www.hotelfortino.it/" target="_blank">www.hotelfortino.it</a>) // Agriturismo Accipicchia (071 2139069 /<a href="http://www.agriturismoaccipicchia.it/" target="_blank">www.agriturismoaccipicchia.it</a>); ad Ancona: Grand Hotel Palace (071 201813 / <a href="http://www.hotelancona.it/" target="_blank">www.hotelancona.it</a>).</p>
<p>In caso di maltempo, gli eventi all&#8217;aperto si svolgeranno al chiuso.</p>
<p><b>LA PUNTA DELLA LINGUA – POESIA FESTIVAL (8^ EDIZIONE)</b><br />
Ancona e Parco del Conero, 4-9 luglio<br />
organizzazione <b>Nie Wiem</b><br />
responsabile <b>Valerio Cuccaroni</b><br />
direttore artistico <b>Luigi Socci</b><br />
con il contributo di: Comune di Ancona | Provincia di Ancona | Regione Marche | Parco del Conero | Amo la Mole | Arci Ancona | Proloco &#8220;Carlo Maratti&#8221; | AMAT<br />
con il patrocinio di: Ministero dei Beni e delle Attività culturali – Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici delle Marche – Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici delle Marche | Comune di Camerano | Comune di Sirolo grazie a: Agriturismo Accipicchia | Anpi Ancona | Casa delle Culture Forestalp | Grand Hotel Palace | Hotel Fortino Napoleonico | Hotel Excelsior La Fonte | Osteria Strabacco | Snoq Ancona</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il mondo di Elizabeth Bishop</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 07:00:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Nadia Agustoni &#160; &#160; Mary McCarthy nella sua autobiografia smentì di essersi ispirata a Elizabeth Bishop per uno dei personaggi ritratti ne Il gruppo 1, il suo romanzo del 1963, ma la Bishop si riconobbe in Lakey, una delle ragazze descritte. Probabilmente la cosa non le piacque. L’America della caccia alle streghe non era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="width:700px;">di <strong>Nadia Agustoni</strong></p>
<p STYLE="text-align: left">&nbsp;</p>
<p ALIGN="center"><img BORDER="2" SRC="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/04/eizabeth-bishop.gif" ALT="Elizabeth Bishop" /></p>
<p STYLE="text-align: left">&nbsp;</p>
<p><strong>Mary McCarthy</strong> nella sua autobiografia smentì di essersi ispirata a <strong>Elizabeth Bishop</strong> per uno dei personaggi ritratti ne <em>Il gruppo </em><a HREF="#nota1" TITLE="testo1"><sup>1</sup></a>, il suo romanzo del 1963, ma la <strong>Bishop</strong> si riconobbe in <strong>Lakey</strong>, una delle ragazze descritte. Probabilmente la cosa non le piacque. L’America della caccia alle streghe non era troppo lontana e cominciavano appena a trapelare altre narrazioni e il suo nome fu accostato al libro della <strong>McCarthy </strong>in più occasioni. E’ noto che Il gruppo racconta gli anni al Vassar College della scrittrice e di alcune sue amiche, che negli anni Trenta vi fondarono una rivista letteraria, “<em>Con Spirito</em>”, a cui collaborò anche la <strong>Bishop</strong>. Non ci interessa qui, ricostruire l’ambiente cui <strong>McCarthy</strong> prestò la voce, ma il libro a tre anni dalla pubblicazione ebbe una versione cinematografica.<a NAME="testo2" HREF="#nota2" TITLE="testo2" CLASS=""><sup>2</sup></a> <span id="more-5643"></span>La regia di <strong>Sidney Lumet</strong> si sofferma sui rapporti di amicizia quasi congelandoli nelle forme di uno stile intellettuale, che fu invece trasgressivo e nella realtà diventò complicità e sostegno anche nella distanza dei decenni e dei cambi di continente. Il volto algido della Bergen in due delle scene del film, l’arrivo dall’Europa e <a ONCLICK="return true;javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/it.youtube.com');" HREF="http://it.youtube.com/watch?v=lOEvslBOm8A" NAME="testo1" TARGET="_blank" TITLE="testo1" CLASS="">le sequenze finali del funerale dell’amica suicida</a>, è l’emblema di un certo tipo di donna che deve la sua fortuna al modernismo. Da <strong>H.D.</strong> a <strong>Bryher</strong>, da <strong>Nancy Cunard </strong>a <strong>Lee Miller,</strong> che fotografata nuda nella vasca da bagno di Hitler nel bunker in cui si è appena ucciso con i suoi intimi, pare sbeffeggi la pesantezza nazista con un impeto di vita<a NAME="testo3" HREF="#nota3" TITLE="testo3" CLASS=""><sup>3</sup></a>, queste donne lasciano il segno e sconfinano con il corpo e l’arte in cerca di una verità personale, ma anche di una felicità che alcune troveranno, altre meno. In tal senso le parole che <strong>Elizabeth Bishop </strong>consegnerà all’amico poeta <strong>Lowell</strong> sono chiare: “<em>Quando scriverai il mio epitaffio, dì che sono stata la persona più sola al mondo</em>”.<a NAME="testo4" HREF="#nota4" TITLE="testo4" CLASS=""><sup>4</sup></a><br />
&nbsp;<br />
Fu libera nella propria arte la <strong>Bishop</strong> e, come ci ricorda <strong>Nadia Fusini,</strong> “<em>fu unica e sola</em>”.<a NAME="testo5" HREF="#nota5" TITLE="testo5" CLASS=""><sup>5</sup></a> Fin dall’inizio il suo carteggio con <strong>Marianne Moore</strong> svela le tracce di un’affinità di ricerca che non è mai però somiglianza. <strong>Elizabeth Bishop </strong>accetterà nei primi tempi i consigli e le revisioni suggerite dalla <strong>Moore</strong> e dalla madre di questa, poi seguirà il proprio intuito senza che il suo linguaggio perda precisione e profondità. Scrive <strong>Fusini</strong>: “<em>Si capisce che le piace osservare spassionatamente quel che la circonda, non le piace abbellire alcunché a suon di metafore; vuole semmai raggiungere il paesaggio, o l’animale, o l’oggetto che ha di fronte, nel rispetto di una sola aura, quella del riserbo. Ma come si fa a toccare senza afferrare? A comprendere senza prendere? Lei lo sa fare. E’ la sua grandezza</em>”.<a NAME="testo6" HREF="#nota6" TITLE="testo6" CLASS=""><sup>6</sup></a> E se la sua grandezza è evidente nei testi poetici, il suo ragguardevole epistolario con <strong>Marianne Moore</strong> svela, dipanandosi come una sorta di diario poetico, l’autenticità dei giudizi d’ammirazione che molti intellettuali le hanno tributato. Come per <strong>Ralph Waldo Emerson</strong> il cui diario è uno zibaldone americano, così l’epistolario <strong>Bishop</strong>&#8211;<strong>Moore</strong> è una mappa della fedeltà poetica e di vita di due donne rare per misura, integrità e intensità. Del resto un severo critico quale è <strong>Harold Bloom</strong> colloca l’opera di entrambe tra i risultati più alti raggiunti nell’ambito della letteratura americana.<br />
&nbsp;<br />
L’opera della poeta americana è reperibile in traduzione italiana negli Adelphi con il titolo “<em>Miracolo a colazione</em>”<a NAME="testo7" HREF="#nota7" TITLE="testo7" CLASS=""><sup>7</sup></a> e tre traduttori (<strong>Damiano Abeni</strong>, <strong>Riccardo Duranti</strong>, <strong>Ottavio Fatica</strong>) hanno lavorato sui testi e reso “<em>il miracolo dell’incarnazione in italiano della lingua</em>” di <strong>Elizabeth Bishop</strong>.<a NAME="testo8" HREF="#nota8" TITLE="testo8" CLASS=""><sup>8</sup></a> Seguirò quindi la traccia di parole scritte alla <strong>Moore</strong> e mi riferirò ad alcune poesie per toccarne il mondo, per coglierne l’ideale. Una nota brevissima, come prima cosa, per fermare un gesto della <strong>Bishop</strong>, forse insospettabile.<br />
In “ <em>One Art: Letters</em>”<a NAME="testo9" HREF="#nota9" TITLE="testo9" CLASS=""><sup>9</sup></a> c’è una sua lettera a <strong>Marianne Moore</strong> del 5 gennaio 1937 da Keewaydin, Naples, Florida, in cui <strong>Elisabeth</strong> scrive che le invia a New York non soltanto il resoconto del suo soggiorno in Florida con <strong>Louise Crane,</strong> un’amica del Vassar che sembra presa dalla pesca in modo appassionato, ma le spedisce persino frammenti dei suoi vagabondaggi, in questo caso conchiglie e una noce di cocco. Gesti minuti, intimi quasi, che raccontano a lato quel “miracolo” che fu la <strong>Bishop.</strong> Miracolo che partecipò della vita con una curiosità e una intelligenza mai belligerante, anzi quasi mistica. Forse avrebbe apprezzato le anacorete del primo cristianesimo, un’<strong>Alipiana</strong> o una<strong> Sara,</strong> nella loro povertà e fermezza di propositi.<a NAME="testo10" HREF="#nota10" TITLE="testo10" CLASS=""><sup>10</sup></a> Eppure <strong>Elizabeth Bishop</strong> visse apertamente la sua vita fuori dai canoni e pur appartata seguì le correnti letterarie, tenne i contatti con molte personalità del tempo e insegnò. I suoi anni in Brasile con<strong> Lota de Macedo Soares</strong> non furono anni di dispersione ma di lavoro e progetti. Uscì proprio in quel periodo il suo secondo libro di poesie “<em>A Cold Spring</em>”<a NAME="testo11" HREF="#nota11" TITLE="testo11" CLASS=""><sup>11</sup></a> e incominciò la traduzione del diario ottocentesco di <strong>Helena Morely</strong>. Una terza raccolta è datata 1965.<br />
La depressione e l’alcolismo furono però un tormento per la <strong>Bishop</strong>. La pazzia della madre che morì in manicomio e l’affidamento di lei bambina prima ai nonni materni, poi paterni e quindi a una zia, la segnarono profondamente e forse spiegano quella sua capacità di immersione senza “toccare “, senza “possedere” che <strong>Nadia Fusini</strong> ci ricordava. Le sue descrizioni della Florida meritano questo passaggio dalla lettera già citata a <strong>Marianne Moore</strong>:<br />
“<em>Dai pochi stati che ho visto, ora sceglierei subito la Florida come il mio preferito. Non so se lei c’è stata oppure no – è così selvaggia, e quello che esiste qui di coltivato sembra piuttosto in rovina e sul punto di ridiventare selvaggio. Lungo la strada abbiamo preso un treno molto lento da Jacksonville a qui. Per tutta la giornata è andato avanti attraverso paludi e campi trementina e foreste di palme e in una bella sera rosata ha cominciato a fermarsi in parecchie piccole stazioni (…)</em>”<a NAME="testo12" HREF="#nota12" TITLE="testo12" CLASS=""><sup>12</sup></a><br />
&nbsp;<br />
Nella stessa lettera parlando di una poesia, <strong>Elizabeth Bishop</strong> riconoscerà il debito con la <strong>Moore</strong>, l’aiuto, l’ispirazione e il sostegno di questa: ”<em>Questa mattina ho lavorato a “The Sea &amp; Its Shore” o piuttosto ho fatto uso del lavoro suo e di sua madre e all’improvviso ho paura che alla fine ho rubato qualcosa da “ The Frigate Pelican</em> ”.<a NAME="testo13" HREF="#nota13" TITLE="testo13" CLASS=""><sup>13</sup></a><br />
Sulla porosità e permeabilità della scrittura, su quei margini mai netti e quegli sconfinamenti nell’altro, letto, ammirato, assimilato, <strong>Harold Bloom</strong> ha parlato diffusamente a proposito di molti poeti. <strong>Ralph Waldo Emerson</strong> sentiva così intensamente gli scritti di <strong>Montaigne</strong> da non staccarsene mai e a sua volta sarà egli stesso una presenza rimossa per <strong>Walt Whitman.</strong> Uno dei capitoli più interessanti di “<em>Poesia e rimozione</em>” di <strong>Bloom</strong> è quello su <strong>Shelley</strong>, poeta debole per<strong> Bloom</strong> fino a che nell’inverno del 1814-15 “<em>less</em><em>e a fondo Wordsworth e Coleridge (…) e fu in grado di scrivere Alastor e le poderose poesie del 1816</em> (…)”.<a NAME="testo14" HREF="#nota14" TITLE="testo14" CLASS=""><sup>14</sup></a><br />
Ma anche per la <strong>Bishop</strong> arriva un momento critico nei rapporti con la <strong>Moore</strong>. A partire dalla pesante revisione della poesia<em> Roosters</em> che la <strong>Bishop</strong> non accettò. Da quel momento non sottopose più i suoi testi all’amica inviandoglieli solo pubblicati. Uno dei versi revisionati e poi ripristinato dalla <strong>Bishop </strong>è: “<em>Cries galore/ come from the water-closet door/ from the dropping-plastered henhouse floor…/</em> “.<a NAME="testo15" HREF="#nota15" TITLE="testo15" CLASS=""><sup>15</sup></a> L’uso della parola water-closet non era accettabile per <strong>Marianne Moore</strong> che nel linguaggio apprezzava un certo ritegno. Questo ci fa sorridere, ma ci dice quanto a lungo si è discusso su cosa dire e su come dirlo e su cosa si può o non si può dire.<br />
&nbsp;<br />
Il Brasile significò per <strong>Bishop </strong>una vita appartata. La casa in cui per sedici anni visse con <strong>Lota</strong> a Ouro Preto fu dove scrisse la raccolta di poesie “<em>Interrogativi di viaggio</em>” pubblicata nel 1965. In totale nell’arco di cinquant’anni completò quattro raccolte, circa ottanta poesie.<br />
“<em>Interrogativi di viaggio</em>” contiene tra le altre “<em>Brasile”</em> e “<em>Arrivo a Santos</em>”.<br />
“<em>Brasile, 1 gennaio 1502</em>”<a NAME="testo16" HREF="#nota16" TITLE="testo16" CLASS=""><sup>16</sup></a> inizia evocando un “loro” a cui segue una descrizione della natura da osservatore attento ad ogni particolare, come copiasse da un libro di botanica: “<em>In gennaio la natura si offre al nostro sguardo/ così come dev’essersi offerta allora al loro: / ogni centimetro quadrato fitto di fogliame…/ foglie grandi, foglie piccole e foglie gigantesche, / azzurro verdazzurro, verde oliva, / con venature o bordi un po’ più chiari, /o il lembo rovesciato di una foglia/ come raso; /</em>”. Continua quindi a soffermarsi minuziosamente su felci e fiori visti come ninfee e i loro colori: “<em>violacee, gialle, due tipi di giallo, rosa, / rosso ruggine e biancoverdolino;/”; e poi il simbolismo della seconda parte: “i grandi uccelli simbolici in silenzio/ che esibiscono solo una mezza pettorina (…)/ Ma in primo piano c’è sempre il peccato/ cinque draghi fuligginosi (…)</em>”.<br />
Maliziosi in modo delicatissimo i versi in cui compaiono le lucertole: “<em>Le lucertole respirano appena; tutti gli occhi/ sono puntati sulla più piccina, la femmina, di schiena, / la coda con malizia arricciolata in su/ rossa come un filo rovente/</em>”. E il finale in cui il “ loro” dell’inizio, un po’ misterioso, si svela: “<em>Proprio così i cristiani, duri come chiodi, / come chiodi minuscoli e lucenti/ nel cigolio delle armature (…)/”; e proprio “loro” trovano un che di “famigliare“ all’arrivo, qualcosa che: “ rispondeva/ a un vecchio sogno di lusso e di ricchezza/ (…) ricchezza più un nuovissimo piacere/</em> “. La poesia diventa quindi, nell’ultima strofa, in modo quasi impercettibile, uno specchio in cui i sogni d’esotismo e d’erotismo dell’Homme armé prendono corpo: “<em>Subito dopo la messa, magari canticchiando/ L’Homme armé o un’altra aria del genere, / si sono avventati a squarciare il tessuto appeso, / ognuno a caccia della propria indiana…/ (…) quelle donnine esasperanti che si lanciavano richiami/ (…) per poi ritirarsi sempre sempre più dietro l’arazzo/</em>”.<br />
C’è nella precisione della <strong>Bishop</strong> una consapevolezza della vita che è partecipe.<br />
L’anglosassone, che ha in sé il vecchio mondo del nord, smitizza in “<em>Brasile, 1 gennaio 1502</em>”, non senza grande ironia, i miti della conquista e dell’armata, ma rendendo concreta la terra di cui parla, raccontandola come se la dipingesse e riportandoci al suo mistero, alla sua inafferrabilità.<br />
La sua ironia si coglie anche nell’altra poesia sul Brasile, “<em>Arrivo a Santos</em>”<a NAME="testo17" HREF="#nota17" TITLE="testo17" CLASS=""><sup>17</sup></a>, dove i versi: “<em>Oh, turista, / è tutta qui la risposta di questo paese/ alle tue smodate richieste di un mondo diverso(…)/ </em>“, possiamo farli nostri e associarli al moderno viaggiatore occidentale, alla sue finzioni e spogliazioni dell’esotico.<br />
&nbsp;<br />
“<em>Ho sempre sentito di aver scritto poesia più non scrivendola che scrivendola</em>”.<a NAME="testo18" HREF="#nota18" TITLE="testo18" CLASS=""><sup>18</sup></a> In “<em>Poesia”</em><a NAME="testo19" HREF="#nota19" TITLE="testo19" CLASS=""><sup>19</sup></a> i ricordi della Nuova Scozia sono vividi. I frammenti famigliari emergono con cauta eleganza. Dice, con poche parole, moltissimo. E l’ambiente descritto con cura appare ai nostri occhi come se si guardasse quel “<em>quadretto fatto in un’ora</em>”.<a NAME="testo20" HREF="#nota20" TITLE="testo20" CLASS=""><sup>20</sup></a> C’è una nota dolente nelle sue poesie nordiche. Nostalgia o dolore per l’infanzia traumatica o magari solo il sentimento di essere andata troppo lontano senza che si cancellasse quel prima con cui i conti non devono essere stati facili. A un amico brasiliano che una volta la vide in lacrime disse che stava soltanto piangendo in inglese, come a schernirsi. Nel 1933 scriveva a <strong>Donald Stanford</strong>, studente di Harvard: “<em>Cosa mai intendi quando dici che le mie percezioni sono quasi impossibili per una donna? … C’è qualche ragione ghiandolare che impedisce a una donna di avere delle buone percezioni, o che cosa?</em>“<a NAME="testo21" HREF="#nota21" TITLE="testo21" CLASS=""><sup>21</sup></a><br />
&nbsp;<br />
Educata in uno dei migliori college degli Stati Uniti era andata oltre le premesse che l’avrebbero voluta intellettuale brillante ma poco incisiva nell’opera autentica. Il suo impossibile occhio, se fermò la forma delle cose in fedeltà completa, seppe trovare il cuneo con cui passare dietro le quinte e comprendere a quali schemi rancidi sottostanno i più e proprio per questo imparò a non farsi corrompere dai livellamenti ideologici.<br />
<strong>Tobias Wolff</strong>, nel un suo bel romanzo “<em>Quell’anno a scuola</em>”<a NAME="testo22" HREF="#nota22" TITLE="testo22" CLASS=""><sup>22</sup></a>, racconta la storia di un giovane uomo, studente in un prestigioso college, che trovando in una rivista un racconto che potrebbe aver scritto lui, tanto lo sente proprio, ma è invece scritto da una studentessa e narrato in prima persona femminile, non resiste e se ne appropria. Scoperto sarà espulso dalla scuola. Anni dopo vorrà incontrare l’autrice del racconto che ridendo e comprendendo il dramma del giovane gli farà presente che ha smontato col suo gesto l’impalcatura che soggiace al sistema della loro istruzione di lusso. Con il suo gesto, fatto nella totale identificazione, annulla la linea che vorrebbe uomini e donne stranieri l’uno all’altro. Come <strong>Flaubert</strong> avrebbe potuto dire: “<em>Madame Bovary, c’est moi</em>”.<br />
&nbsp;<br />
Nel 1978 <strong>Elizabeth</strong> scrive la poesia “<em>North Haven</em>“<a NAME="testo23" HREF="#nota23" TITLE="testo23" CLASS=""><sup>23</sup></a> per l’amico <strong>Robert Lowell</strong>, in memoriam.<br />
“<em>So distinguere a un miglio il sartiame di uno schooner; / so contare le pigne nuove sull’abete: tutto è immoto/ (…)</em> “ ; e nei versi che seguono si dispiega la sua arte della descrizione, le isole, la baia, il vorticoso impeto della stagione: “<em>i cardellini sono di ritorno, o altri non dissimili/(…)</em>”. E: “<em>La natura ripete se stessa o quasi:/ ripeti, ripeti, ripeti, rivedi, rivedi, rivedi/</em>.”<br />
Negli altri versi pare accostare la voce dell’amico evocandolo in un ricordo e c’è infine la nota struggente, che si coglie nonostante sembri solo una constatazione dell’ineluttabile: “<em>Non puoi più ricomporre o ridisporre/ (…) le tue poesie./ Le parole non cambieranno più/</em>.”<br />
&nbsp;<br />
Da grande artista la <strong>Bishop</strong> sigilla la sua opera con un graffio finale che ne rivela la singolarità, il genio e la vena sotterranea di ironia e a tratti di allegria. E’ a un sonetto rovesciato<a NAME="testo24" HREF="#nota24" TITLE="testo24" CLASS=""><sup>24</sup></a> che affida, per l’ultima volta, le sue parole limpide e lucide in quello specchio rimasto vuoto:</p>
<p STYLE="text-align: left">&nbsp;</p>
<p><center></p>
<div style="width:200px;">
<table BGCOLOR="#bdc7b5" WIDTH="45%" cellspacing="20" cellpadding="25" CLASS="">
<tr>
<td style="border:0px solid #ffffff; padding:19px;"><span STYLE="font-size: 12pt; font-family: Garamond; color: #000000"></p>
<p STYLE="text-align: left"><strong><em>In trappola: la bolla<br />
nella livella,<br />
creatura scissa;<br />
e l’ago della bussola<br />
che oscilla<br />
indeciso, che barcolla.<br />
Sprigionati: il mercurio<br />
del termometro rotto<br />
che sguscia via;<br />
e l’uccello-arcobaleno<br />
che dallo smusso<br />
dello specchio vuoto<br />
piglia il volo e scorazza<br />
dove vuole, in allegria!</em></strong>
</p>
<p></span></td>
</tr>
</table>
</div>
<p></center></p>
<p STYLE="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p ALIGN="left"><strong>Elizabeth Bishop</strong>, la “<em>Callas della poesia del novecento</em>”, come la definì <strong>Brodskij,</strong> muore a Boston il 6 ottobre 1979.</p>
<p STYLE="text-align: right">&nbsp;</p>
<p STYLE="text-align: center"><span STYLE="font-size: 10pt"><strong>layout di pagina &amp; gif animata di orsola puecher</strong></span></p>
<p STYLE="text-align: left">&nbsp;</p>
<p STYLE="text-align: justify"><strong><u>Note</u></strong></p>
<p><a NAME="nota1" TITLE="nota1" CLASS=""></a>1. Mary McCarthy; <em>Il gruppo,</em> Einaudi 2005. <a HREF="#testo1" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota2" TITLE="nota2" CLASS=""></a>2. Sidney Lumet; <em>Il gruppo</em>, 1966. <a HREF="#testo2" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota3" TITLE="nota3" CLASS=""></a>3. Liana Borghi; in <em>Scritture di frontiera</em>; In differita; Martha Gellhorn (1908-1998), Lee Miller (1907-1977) e Janet Flanner (1892-1978), federazione di Cassandre; pag. 16 Workshop SIL fiorentina. <a HREF="#testo3" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota4" TITLE="nota4" CLASS=""></a>4. Nadia Fusini; <em>Unica e sola</em>; La Repubblica 15 marzo 2006. <a HREF="#testo4" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota5" TITLE="nota5" CLASS=""></a>5. Ibidem <a HREF="#testo15" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota6" TITLE="nota6" CLASS=""></a>6. Ibidem <a HREF="#testo6" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota7" TITLE="nota7" CLASS=""></a>7. Elizabeth Bishop; <em>Miracolo a colazione,</em> Adelphi 2005 <a HREF="#testo7" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota8" TITLE="nota8" CLASS=""></a>8. Nadia Fusini; ibidem <a HREF="#testo8" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota9" TITLE="nota9" CLASS=""></a>9. Elizabeth Bishop;<em> One art: letters;</em> a cura di Robert Giroux, Farrar, Strass and Giroux, 1994. <a HREF="#testo9" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota10" TITLE="nota10" CLASS=""></a>10. Luca Martini; <em>Sentinelle dei deserti, uomini e donne eremiti nei primi secoli del Cristianesimo</em>; <em>Il leone verde</em> 2004 <a HREF="#testo10" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota11" TITLE="nota11" CLASS=""></a>11. Elizabeth Bishop; <em>A Cold Spring</em>, 1955 <a HREF="#testo11" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota12" TITLE="nota12" CLASS=""></a>12. Elizabeth Bishop; <em>One art: letters</em>; 1994 <a HREF="#testo12" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota13" TITLE="nota13" CLASS=""></a>13. Ibidem <a HREF="#testo13" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota14" TITLE="nota14" CLASS=""></a>14. Harold Bloom;<em> Poesia e rimozione</em>; p. 132 Spirali 1996 <a HREF="#testo14" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota15" TITLE="nota15" CLASS=""></a>15. Elizabeth Bishop;<em> Miracolo a colazione,</em> pag. 78. Il testo in italiano: “<em>Dalla latrina viene un gran baccano,/ e dal pollaio, coperto da una mano/ di spesso guano</em>/.” pag. 79 Adelphi 2005 <a HREF="#testo15" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota16" TITLE="nota16" CLASS=""></a>16. Elizabeth Bishop; <em>Miracolo a colazione</em>; pag. 161-163 <a HREF="#testo16" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota17" TITLE="nota17" CLASS=""></a>17. Elizabeth Bishop; <em>Miracolo a colazione;</em> pag. 157-159 <a HREF="#testo17" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota18" TITLE="nota18" CLASS=""></a>18. Elizabeth Bishop; <em>One art: letters</em>; 1994 <a HREF="#testo18" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota19" TITLE="nota19" CLASS=""></a>19. Elizabeth Bishop; <em>Miracolo a colazione</em>; pag. 239 <a HREF="#testo19" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota20" TITLE="nota20" CLASS=""></a>20. Ibidem<a HREF="#testo20" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota21" TITLE="nota21" CLASS=""></a>21. Elizabeth Bishop; <em>One art:letters</em> 1994 <a HREF="#testo21" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota22" TITLE="nota22" CLASS=""></a>22. Tobias Wolff; <em>Quell’anno a scuola</em>; Einaudi 2003 <a HREF="#testo22" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota23" TITLE="nota23" CLASS=""></a>23. Elizabeth Bishop; <em>Miracolo a colazione</em>; pag. 271 <a HREF="#testo23" TITLE="torna su">»</a><br />
<a NAME="nota24" TITLE="nota24" CLASS=""></a>24. Elizabeth Bishop; <em>Miracolo a colazione;</em> pag. 275 <a HREF="#testo24" TITLE="torna su">»</a></p>
<p STYLE="text-align: justify">&nbsp;</p>
</div>
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