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Un romanzo africano

Cher Monsieur, sachez qu'en vous contactant mon ambition est de construire plus qu'une simple relation avec vous, mais de créer un lien qui nous relie dans un contact qui abolisse les distances et fasse jaillir de l’amitié, telle la lumière que répand l’Astre au sortir de la nuit. Toutefois, permettez-moi de vous informer de mon désir d'entrer aussi dans un rapport d'affaires, un rapport fructueux pour nos deux parties: la partie que je représente et celle, distincte, que vous incarnez. Sachez que j'ai prié et prié plus encore le Seigneur et, après cela, j'ai choisi votre nom entre mille autres noms, parmi tous les noms de la galaxie des noms — et Dieu sait s’ils sont innombrables puisqu’Il est à l’origine de chacun d’eux, depuis le premier jusqu’au dernier. Rasséréné, j’ai choisi votre nom avec l’assurance que donne la croyance en la bonne fortune. Je pense maintenant et je suis sûr que vous êtes digne de la recommandation de ma prière, que vous êtes donc une personne honorable, avec qui je peux faire des affaires, car mon message est celui d’un intérêt bien compris pour nos deux parties, les deux entités que, êtres distincts chacun l’un de l’autre, nous représentons. Ainsi, je n'ai aucune hésitation à me fier à vous pour cette affaire simple et sincère qui vaudra autant pour la ressource qu’elle nous offrira que pour l’amitié qu’elle nous prodiguera, ensemble et de concert. Je m’appelle de mon nom et de mon prénom, que je porte depuis ma naissance de façon identique et sans discontinuité.

Il salto mortale

di Gianni Biondillo

Kenzaburo Oe, Il salto mortale, traduzione di Gianluca Coci, Garzanti editore, 2006, 938 pag., 23,00 euro. (IBS)

I fondatori di una setta, conosciuti con gli appellativi di Maestro – che contatta il divino attraverso delle trance – e di Guida – che interpreta e divulga tali visioni – sono i protagonisti del “salto mortale”, atto di pubblico ripudio della loro fede.… Leggi il resto »

Il padre degli animali

 di Gianni Biondillo 

Andrea Di Consoli, Il padre degli animali, Rizzoli, 2007 

Libro difficile quello di Andrea Di Consoli. Non certo per la scrittura, che, certo, non ammette sconti, è alta, nobile, per nulla sciatta ma che, allo stesso tempo, si distende senza mai davvero essere autoreferenziale.… Leggi il resto »

Marcel Proust: la scoperta di Ruskin

      di Gianni Biondillo 
1.

La prima volta che leggiamo il nome di John Ruskin citato nella corrispondenza proustiana è in una lettera indirizzata alla madre intorno al 25 (o 26) settembre del 1899. Dallo scenario alpino di Evian-les-Bains Proust chiede alla madre di spedirgli oltre che delle sigarette  “le livre de La Sizeranne sur Ruskin”(1).… Leggi il resto »

Cunto cuntruso o de lo criaturo Maremò, pe’ vocca de Nasafazie, ito da casa pe’ murire de’ vecchiaia drento la terra di Giugliano, cercata ca fuie, doppo aver trovato ricovero per terre passeggiere

di Davide Morganti

Nannina Ingenito, ma tutti ‘a cuniscevano comme Nasafazie, giuraje a lo prevete d’avè truvato na surgente ca scarfava lo sango chiatro. Ora, cuntaje, si’ li cristiani se veppeteno chest’acqua, la risurrizione che fine teneva da fare ancora allo munno?… Leggi il resto »

Opera al nero

di Giorgio Fontana

Per Laura e Luca e gli altri

“Quando l’odio degli uomini non comporta alcun rischio, la loro stupidità si convince presto, i motivi arrivano da soli.” Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte

Il paesaggio è quello che conosci da una vita.… Leggi il resto »

Gli autori mondo

di Christian Raimo

Tempo di bilanci per i libri del 2006? Va bene, e direi positivi. Niente passatismo per favore, niente invocazione dei tempi che furono in cui la letteratura italiana era sì forte e gagliarda. Eppure pare che la questione critica sia sempre un po’ questa.… Leggi il resto »

L’industria dello sterminio: l’incubo secondo Schmidt

di Daniele Ventre 
 Arno Schmidt, coscienza della letteratura tedesca del secondo dopoguerra; scrittore troppo poco noto da noi, se si pensa che Schmidt è in Germania quello che per noi sono un Gadda o un Fenoglio. La sua sorvegliata opera “Dalla vita di un fauno” (1953) appare ora, su iniziativa di Lavieri editore, tradotto per la prima volta in italiano, con piena aderenza al testo, da Domenico Pinto, che ne ha reso, senza sbavature o compromessi, il complesso impasto stilistico.… Leggi il resto »

Da “Degli angeli minori” (2)

di Antoine Volodine

Traduzione e notizia di Andrea Inglese

15. Babaïa Schtern

Bisogna salire le scale a piedi, l’ascensore è rotto, il motore è stato incendiato negli scantinati una trentina d’anni fa da non si sa chi, degli erranti o dei soldati, forse involontariamente o forse per malignità, o forse perché certi si sono immaginati che vi fosse una guerra o una vendetta in corso e che era in quel modo che la si vinceva o la si appagava.… Leggi il resto »

Da “Degli angeli minori” (1)

di Antoine Volodine

Traduzione di Andrea Inglese

Queste traduzioni inedite in Italia sono apparse inizialmente su il calzerotto marrone (n°4, 2006). Su NI è disponibile un’altra traduzione inedita a cura di Andrea Raos (qui)

Chiamo narrats dei testi post-esotici al cento per cento, chiamo narrats delle istantanee romanzesche che fissano una situazione, delle emozioni, un conflitto vibrante tra memoria e realtà, tra immaginario e ricordo.… Leggi il resto »

1 recipiente di parole

di Bernd Rauschenbach

traduzione di Domenico Pinto

Arno Schmidt nasce ad Amburgo il 18 gennaio 1914, secondo figlio del sovrintendente di polizia Otto Schmidt e di sua moglie Clara. Cresce insieme alla sorella Lucie, più grande di lui di tre anni, in una abitazione di due stanze nel quartiere operaio di Hamm.… Leggi il resto »

Il Leviatano

ovvero Il migliore dei mondi

di Arno Schmidt

traduzione di Rosanna Berardi Paumgartner ed Emilio Picco

[Presento un ampio estratto di uno dei racconti più importanti di Arno Schmidt, pubblicato in Italia nel 1966 e ormai introvabile.
*
Berlino, 20 maggio 1945.
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Il primo capitolo di “Dalla vita di un fauno”

di Arno Schmidt

traduzione di Domenico Pinto

[segnalo una novità editoriale che ritengo di grandissima rilevanza. a.r.]

I
(Febbraio 1939)

Tu non voglia additare le stelle; né scrivere sulla neve; al tuono toccare la terra: aguzzai dunque una mano verso l’alto, scheggiai con dito imbozzolato la ‹K› nella crosta argentea accanto a me, (in quel momento temporali non ce n’erano, sennò avrei già fatto qualcosa!) (Nella borsa crepita la carta oleata).… Leggi il resto »