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	<title>Romolo Bugaro &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>RITI DI PASSAGGIO a Padova</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2005/01/18/riti-di-passaggio-a-padova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tiziano scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2005 08:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[giulio mozzi]]></category>
		<category><![CDATA[marco bellotto]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Franzoso]]></category>
		<category><![CDATA[marco mancassola]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Nuzzolo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ferrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Romolo Bugaro]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Casadei]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;anno scorso un gruppo di narratori diede vita a una iniziativa di pubbliche letture intitolata: Letteratura come verità. Quest&#8217;anno tornano alla carica con un&#8217;iniziativa intitolata: RITI DI PASSAGGIO Si parlerà e si leggerà di Sesso, Gioventù chimica, Esibizioni, Povertà, Viaggio senza ritorno. Qui di seguito trovate la presentazione e il calendario degli incontri. Si diventa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno scorso un gruppo di narratori diede vita a una iniziativa di pubbliche letture intitolata: <strong>Letteratura come verità</strong>.<br />
Quest&#8217;anno tornano alla carica con un&#8217;iniziativa intitolata:<br />
<strong>RITI DI PASSAGGIO</strong><br />
Si parlerà e si leggerà di <strong>Sesso</strong>, <strong>Gioventù chimica</strong>, <strong>Esibizioni</strong>, <strong>Povertà</strong>, <strong>Viaggio senza ritorno</strong>.<br />
Qui di seguito trovate la presentazione e il calendario degli incontri.<br />
<span id="more-861"></span><br />
Si diventa adulti, da sempre, attraversando alcuni passaggi obbligati,<br />
rituali. Che però nel tempio cambiano. Non dobbiamo più attraversare la<br />
foresta, sopportare il dolore di una mutilazione, tener testa a un<br />
avversario più anziano. Dobbiamo invece prendere possesso del nostro corpo,<br />
imparare a sopravvivere nella società dell&#8217;esibizione, non farci<br />
terrorizzare dalla prospettiva della povertà, confrontarci con la chimica<br />
della felicità, addestrarci a vivere la vita come un viaggio che non ammette<br />
ritorno. Sette narratori, in cinque serate, cercano di mostrare che la<br />
letteratura, quella del nostro tempo e quella dei tempi trascorsi, parla<br />
anche di questo: dei passaggi rituali che ci conducono all&#8217;adultità, a noi<br />
stessi.</p>
<p>* <strong>Padova, </strong>Cinema Excelsior (vicolo Santa Margherita, tra via San Francesco  e via Cesare Battisti), da lunedì 24 gennaio a lunedì 21 febbraio 2005.<br />
Inizio alle ore 21. Ingresso gratuito.</p>
<p>* <strong>Lunedì 24 gennaio</strong><br />
Tema: <strong>Sesso</strong><br />
Marco Mancassola, Massimiliano Nuzzolo, Giulio Mozzi<br />
leggono testi di<br />
Tondelli, Salomone, Ballard, Kafka, Ellis, Dagerman e altri</p>
<p>* <strong>Lunedì 31 gennaio</strong><br />
Tema: <strong>Gioventù chimica</strong><br />
Marco Mancassola, Roberto Ferrucci, Massimiliano Nuzzolo<br />
leggono testi di<br />
Ferrucci, Welsh, Burroughs e altri</p>
<p>* <strong>Lunedì 7 febbraio</strong><br />
Tema: <strong>Esibizioni</strong><br />
Marco Bellotto, Giulio Mozzi, Romolo Bugaro<br />
leggono testi di<br />
Carducci, Amis, Franzen, Pontiggia, Debord, Lagioia, Flaubert, Pornosnob,<br />
Gattostanco e altri</p>
<p>* <strong>Lunedì 14 febbraio</strong><br />
Tema: <strong>Povertà</strong><br />
Marco Franzoso, Roberto Ferrucci, Umberto Casadei<br />
leggono testi di<br />
Baudrillard, gente comune e altri</p>
<p>* <strong>Lunedì 21 febbraio</strong><br />
Tema: <strong>Viaggio senza ritorno</strong><br />
Romolo Bugaro, Marco Bellotto, Marco Franzoso<br />
leggono testi di<br />
Dickens, Fitzgerald, Suskind, Bowles, Brodkey, Bugaro, Zolla e altri</p>
<p>Per maggiori informazioni e per seguire l&#8217;iniziativa:<br />
<a href="http://www.realvisceralisti.net"><span style="text-decoration: underline;">www.realvisceralisti.net</span></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Radio 3 &#8211; Tutto in una notte</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/11/27/radio-3-tutto-in-una-notte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tiziano scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2003 09:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Romolo Bugaro]]></category>
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					<description><![CDATA[Una lettura integrale che è anche una performance vocale, un`atletica staffetta che per sei ore, senza interruzione, racconta un libro. Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 novembre su Radio3, in diretta dagli studi di Via Asiago di Roma, Romolo Bugaro, in compagnia di scrittori e amici di passaggio legge integralmente il suo ultimo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" alt="rairad3.gif" src="https://www.nazioneindiana.com/archives/rairad3.gif" width="109" height="67" align="left" border="0" hspace="4" vspace="2" />Una <strong>lettura integrale</strong> che è anche una performance vocale, un`atletica staffetta che per sei ore, senza interruzione, racconta un libro.</p>
<p>Nella notte tra <strong>sabato 29</strong> e <strong>domenica 30 novembre</strong> su <strong>Radio3</strong>, in diretta dagli studi di Via Asiago di Roma, <strong>Romolo Bugaro</strong>, in compagnia di scrittori e amici di passaggio legge integralmente il suo ultimo romanzo: <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817872946/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817872946&amp;linkCode=as2&amp;tag=bamaulion-21" target="_blank"><strong>Dalla parte del fuoco</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8817872946/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8817872946&amp;linkCode=as2&amp;tag=bamaulion-21" target="_blank"><img loading="lazy" style="margin: 2px 4px; border: 0px none;" alt="fuoco.jpg" src="https://www.nazioneindiana.com/archives/fuoco.jpg" width="112" height="150" align="right" border="0" hspace="4" vspace="2" /></a>Un romanzo nel quale si alternano i sentimenti e la cronaca sullo sfondo di una città sconvolta dagli scontri tra polizia e no global.</p>
<p><strong>Romolo Bugaro</strong> sarà negli studi di Via Asiago a dare voce al suo romanzo dalla <strong>mezzanotte</strong> di sabato 29 alle <strong>6 di mattina</strong> di domenica 30 novembre. Con lui, a leggere in staffetta, <strong>tutto in una notte</strong>, alcuni suoi amici scrittori: <strong>Roberto Ferrucci</strong>, <strong>Marco Franzoso</strong> e <strong>Tiziano Scarpa</strong>.</p>
<p>Oltre a queste voci, nella lunga maratona notturna, risuoneranno le musiche scelte da Romolo Bugaro per accompagnare il suo romanzo e ospiti notturni di passaggio o collegati al telefono.</p>
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		<title>Letteratura e verità, 1: emozioni. Gli interventi.</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/11/01/letteratura-e-verita-1-emozioni-gli-interventi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2003 15:08:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Mozz]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Franzoso]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Nuzzolo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ferrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Romolo Bugaro]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Casadei]]></category>
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					<description><![CDATA[I testi di Romolo Bugaro, Umberto Casadei, Roberto Ferrucci, Marco Franzoso, Giulio Mozzi e Massimiliano Nuzzolo che saranno letti durante l'incontro <b>Letteratura e verità, 1: emozioni</b>, che si svolgerà a Padova  lunedì 3 novembre 2003.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I testi di Romolo Bugaro, Umberto Casadei, Roberto Ferrucci, Marco Franzoso, Giulio Mozzi e Massimiliano Nuzzolo che saranno letti durante l&#8217;incontro <a href="https://www.nazioneindiana.com/archives/000218.html"><strong>Letteratura e verità, 1: emozioni</strong></a>, che si svolgerà a Padova presso il Multisala Pio X (MPX) lunedì 3 novembre 2003, sono disponibili <a href="http://giuliomozzi.clarence.com/archive/images/Letteratura1.doc"><strong>qui</strong></a> in formato Word. (Non li posto direttamente in Nazione Indiana perché sono più di venti pagine).</p>
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		<title>Il pensiero nudo e la parola armata</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2003/10/13/il-pensiero-nudo-e-la-parola-armata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[tiziano scarpa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2003 21:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[jean luc nancy]]></category>
		<category><![CDATA[Romolo Bugaro]]></category>
		<category><![CDATA[sanguineti]]></category>
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					<description><![CDATA[Riflessioni sull’appello di Sanguineti agli intellettuali italiani di Romolo Bugaro Pensare è svestirsi, dice Jean Luc Nancy in un suo saggio, riprendendo una frase di Bataille: “Je pense comme une fille enléve sa robe”. Il gesto del togliere, del lasciar cadere il vestito – questo il percorso della riflessione secondo il filosofo francese. Dunque non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riflessioni sull’appello di Sanguineti agli intellettuali italiani</strong></p>
<p>di <strong>Romolo Bugaro</strong></p>
<p><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/archives/00107[1].jpe" alt="00107[1].jpe" align="left" border="0" height="125" hspace="4" vspace="2" width="100" /></p>
<p>Pensare è svestirsi, dice <strong>Jean Luc Nancy</strong> in un suo saggio, riprendendo una frase di <strong>Bataille</strong>: “Je pense comme une fille enléve sa robe”. Il gesto del togliere, del lasciar cadere il vestito – questo il percorso della riflessione secondo il filosofo francese. Dunque non solo e non tanto smascherare il mondo, quanto <strong>smascherarsi</strong>.<br />
<span id="more-154"></span><br />
È certamente un’immagine affascinante, la cui radicalità porta lontano. Nei nostri anni globalizzati, cosa significa un pensiero che si smaschera, si sveste? Secondo <strong>Nancy</strong>, la rinuncia a progettare o criticare, “a cercare di identificare i poteri che guidano il processo”, come scrive <strong>Graziella Berto</strong> su <strong>Aut Aut</strong>. Questo non per viltà o acquisescenza al presente, anzi. Il punto centrale è che la comprensione del reale è semplicemente comprensione della sua opacità e incompiutezza, della sua inesauribile alterità, nella quale ogni significato svanisce. Il pensiero oggi non può che tratteneresi nella sua propria nudità e non appariscenza, per restare vivo. Siamo talmente invasi e penetrati dal senso dominante, talmente soggiogati dalla dittatura dei fini, che il pensiero può trovare la propria dimensione soltanto facendosi muto e inerte: l’irriducibilità passa, insomma, attraverso il silenzio, il sottrarsi al calcolo e al racconto.</p>
<p>Ho ripensato agli scritti di Nancy in seguito all’intervento di <strong>Sanguineti</strong> alla serata di premiazione del premio Campiello. Come noto, Sanguineti ha chiamato gli intellettuali a far sentire la loro voce, in questo momento di attacco pressoché quotidiano alla Costituzione. Ha detto che non si può più tacere davanti a ciò che accade, e invitato la cultura a ritrovare l’impegno.</p>
<p>In effetti il compito dell’intellettuale parrebbe sempre lo stesso, nei secoli dei secoli. Dire la verità, sfuggire alle semplificazioni, esercitare un controllo “alto” sul potere. E l’intellettuale impegnato deve, naturalmente, mantenere un rapporto forte con la realtà del proprio tempo. <strong>Sartre</strong> si dispaceva dell’indifferenza di <strong>Balzac</strong> dinanzi alle giornate del ’48 e del timore di <strong>Flaubert</strong> di fronte alla Comune. Se ne dispaceva per loro. “Noi non vogliamo perdere niente del nostro tempo: forse ve n’è di più belli, ma è il nostro. Non abbiamo che questa vita da vivere.”</p>
<p>Ha ancora un senso porre la questione in termini simili, oggi? Secondo Nancy, no. Oggi, come si diceva, possiamo soltanto svestirci degli strumenti della critica e del sapere stesso, per affermare la nostra opposizione al dominio. Ormai (e cito ancora <strong>Graziella Berto</strong>) “il pensiero compare, furtivo e inappariscente, esclusivamente là dove sembra aver declinato le proprie responsabilità”.</p>
<p>Personalmente, avverto tutto il fascino problematico della posizione di <strong>Nancy</strong>. Perché le cose di cui parla, sono tutt’altro che astratte. Questo è davvero il tempo dell’incertezza e della vera disintegrazione, che incide in profondità sulla vita reale di ciascuno. Il tempo del più grande silenzio. Di certo, quando parla di irriducibilità a un unico senso, Nancy tocca un tema centrale della nostra epoca.</p>
<p>Eppure, la situazione, qui e ora, si sta facendo <strong>realmente</strong> insostenibile. Ciò che <strong>Sanguineti</strong> ha espresso, è anche un grido di dolore. Io che scrivo romanzi, mi chiedo sinceramente cosa debbo fare. È ammissibile accettare il mondo come cifra di pura inoltrepassablità, davanti alla quale spogliarsi della critica? Oppure bisogna uscire di casa, come chiede Sanguineti? Probabilmente è necessario prendere la parola, nella piena consapevolezza del limite e del grave pericolo che questa stessa presa di parola implica: essere trascinati al di qua di una linea oltre la quale si utilizzano lingua e schemi del “mondo opaco”, e tutto diventa stantìo, povero, vuoto. Bisogna saperlo, tenerlo sempre presente. E poi, inevitabilmente, correre il rischio.</p>
<p>_______________________________________________________</p>
<p><em>Pubblicato su “l’Unità”, 5 ottobre 2003</em></p>
<p>Per inserire commenti vai a &#8220;Archivi per mese &#8211; Ottobre 2003&#8221;</p>
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