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	<title>rutelli &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>LA LOBBY VATICANA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 18:38:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Franco Buffoni Perché in Italia non si riesce a fare saltare il tappo dell’ipocrisia nei confronti dell’omosessualità? Perché l’Italia non può avvicinarsi legislativamente a Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna? Perché deve restare allineata a Cipro, Malta, Lituania e San Marino? Mi limito a ricordare la direttiva approvata dal parlamento europeo il 26 aprile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Franco Buffoni</p>
<p>Perché in Italia non si riesce a fare saltare il tappo dell’ipocrisia nei confronti dell’omosessualità? Perché l’Italia non può avvicinarsi legislativamente a Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna? Perché deve restare allineata a Cipro, Malta, Lituania e San Marino? Mi limito a ricordare la direttiva approvata dal parlamento europeo il 26 aprile 2007 che &#8211; riprendendo l’articolo 13 del trattato di Amsterdam, sempre disatteso dall’Italia &#8211; ribadisce l’invito agli stati membri “a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso”, e condanna “i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”.<br />
L’anomalia italiana è ormai luogo comune in Europa: chi ne frequenti le istituzioni sa bene quali sguardi e parole di accorata sympathy i rappresentanti italiani siano costretti a subire da parte dei colleghi: “… ma voi, in Italia…” è diventato un leitmotiv per chi si occupa di diritti civili e non solo. E non si capisce nemmeno più se l’interlocutore stia pensando a Berlusconi per arrivare a Ratzinger, o stia pensando a Ratzinger per arrivare a Berlusconi: per l’appunto Italy, Vatican State, come intitola il suo ultimo libro Michele Martelli (Fazi editore).<span id="more-37213"></span><br />
Quali fondamentali elementi apporta il Vaticano all’anomalia italiana? Anzitutto un elemento storico: perché è vero che con la presa di Roma nel 1870 l’Italia cancellò dall’Europa una delle più ottuse monarchie assolute dei tempi moderni, che motivava la sua intolleranza e il suo dominio sulle coscienze e sui corpi non solo con il richiamo ad un generico diritto divino, ma con la pretesa che il sovrano fosse il vicario del figlio del dio unico degli abramitici. Il governo italiano &#8211; che quel giorno avrebbe dovuto cancellare per sempre anche i privilegi della chiesa cattolica – diede però subito inizio, con la legge delle Guarentigie e “l’assegno di congrua”, alla lunga serie di concessioni economiche e legislative al Vaticano culminata in anni recenti nel vergognoso imbroglio dell’8 per mille. Occorre comunque distinguere alcune fasi: fino al 1929 &#8211; se non altro &#8211; i matrimoni dovettero, tutti e comunque, essere celebrati in comune. Poi chi voleva celebrava anche i propri riti religiosi. (Già questo, oggi, sarebbe un bel passo avanti sulla via dei Pacs). Coi patti lateranensi il fascismo per autolegittimarsi riportò in gioco i clericali (obbligo, per esempio, di crocifisso come “arredo” in ogni aula scolastica e di tribunale). Ancor più fece la Realpolitik togliattiana nel 1947 con l’art. 7 della Costituzione, che inglobò i patti lateranensi. Va tuttavia ricordato che – fino agli anni Cinquanta &#8211; il 70% dei cittadini italiani si recava compattamente a messa la domenica: oggi tale percentuale si è ridotta al 20%. Ma i nostri attuali politicanti si comportano legislativamente come se le percentuali fossero ancora quelle degli anni Cinquanta.<br />
Una svolta parve giungere nel 1984, con la cancellazione del cattolicesimo come religione di stato. Ma tale raggiungimento fu pagato con la mela avvelenata dell’8 per mille. In sintesi, quindi, se il XX settembre portò a naturale conclusione il Risorgimento, aprì anche le porte dell’Italia tutta alle ingerenze vaticane.  Perduto il potere temporale in un’area ristretta del paese, i clericali lo recuperarono di fatto e con ben maggiore efficacia in tutto il Paese, spacciandolo per potere spirituale, grazie all’ignavia e all’opportunismo dei governanti italiani. Simbolicamente quest’anno il comune di Roma e il governo italiano hanno delegato al Segretario di Stato vaticano cardinale Bertone la commemorazione dell’anniversario, inviando la Digos a Porta Pia a identificare e poi disperdere i laici che intendevano semplicemente rendere la propria testimonianza.<br />
Impostata in questo modo la riflessione, non è difficile inquadrare numerosi episodi della recente cronaca politica italiana all’interno dello schema prima definito di “ricerca di autolegittimazione”. Dal micro al macro: ricordo per esempio l’espressione assorta di Francesco Rutelli con gli occhiali &#8211; biro in mano e quadernetto di appunti – mentre fantascientificamente smontava i quesiti relativi al  referendum abrogativo sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali. E abbiamo tutti in mente quel notturno consiglio dei ministri da cui fuoriuscì il monstrum che avrebbe condannato a morte-in-vita sine die Eluana Englaro. Ma si pensi anche ai provvedimenti in favore della scuola privata (in grande maggioranza cattolica); al sistematico boicottaggio di ogni proposta legislativa nel campo dei diritti civili; alla progressiva sostituzione del welfare (a misura di singolo cittadino) con modelli vetero-familisti: una costruzione normativa spacciata per “naturale” e invece mirata a perpetuare violenza e oppressione sui soggetti ritenuti non-conformi, in primis sugli omosessuali.<br />
Va ricordato che la lobby vaticana è sempre stata sessuofobica, perché traumatizzare le persone sul sesso è un modo molto efficace per tenerle legate, innescando il collaudato meccanismo peccato-confessione-assoluzione. Ma oggi che &#8211; con la sessuofobia, proprio non si va più da nessuna parte – la lobby si è specializzata in omofobia: un vero e proprio nervo scoperto per un’organizzazione sostanzialmente omosessuale, dominata da persone che nella loro formazione hanno incamerato quintalate di omofobia interiorizzata.<br />
La ricerca di autolegittimazione presso il Vaticano da parte dei politicanti italiani ha la sua radice nella convinzione che senza l’appoggio (o almeno l’acquiescente neutralità: quella che venne meno al secondo governo Prodi quando fu presentato il disegno di legge sui Dico) di quella potente lobby, in Italia un governo non possa essere varato o comunque non possa durare. I privilegi così acquisiti portano sempre maggiore potere alla lobby stessa; e come il potere della lobby cresce, aumenta nei rutelli (intesi come categoria) il bisogno di autolegittimarsi.<br />
Non si deve però pensare soltanto ai mastodontici privilegi dovuti ai meccanismi dell’otto per mille, o al regime di totale impunità e assenza di controlli in cui opera lo Ior &#8211; Istituto Opere di Religione, la banca centrale vaticana -, o all’abbuono dell’Ici sull’intero patrimonio immobiliare della lobby, stimato al 40 per cento del totale nella città di Roma e al 25 per cento nell’intera penisola. Si rifletta anche su più sottili e repellenti ingiustizie quali le forniture gratuite di acqua, luce e gas al Vaticano, o gli stipendi agli insegnanti di religione cattolica nelle scuole di stato.<br />
Ovvio che oggi occorrerebbe un grande atto di coraggio resistenziale e risorgimentale: nel nome della Repubblica Romana del ‘49 personalmente io sogno un leader giovane, sinceramente laico, in grado di impostare un serio programma di abolizione dei privilegi. Un leader capace di ricordare sempre che &#8211; quando si afferma che il Vaticano fa il suo mestiere difendendo la sua concezione della vita personale e sociale &#8211; questo diritto deve valere – con pari opportunità &#8211; anche per le altre confessioni e religioni, nonché per gli agnostici e gli atei. E che a nessuna lobby deve essere riconosciuta dall’ordinamento giuridico una posizione di privilegio che neghi agli altri di poter vivere secondo i propri valori e le proprie convinzioni. Un leader capace soprattutto di tenere presente che la funzione pubblica &#8211; esercitata in piena libertà da lobby religiose, ideologiche e morali – pertiene solo all’ambito della società civile: qui le varie lobby e associazioni possono &#8211; attraverso un dialogo alla pari &#8211; cercare di convincere i cittadini sulla bontà delle loro proposte. Ma così come non è ammissibile che un partito politico, per quanto maggioritario, possa imporre le proprie preferenze in materia di cure terminali o di scelte affettive e sessuali, negando ai cittadini diritti costituzionalmente sanciti, allo stesso modo questo principio deve valere per una lobby che non ha avuto dagli elettori alcun mandato di governo.<br />
Invece, nell’ultimo decennio, si è formato in Italia un nuovo &#8220;partito vaticano&#8221; guidato dalla ricchissima (per i proventi dell’8 per mille) Cei, alacremente seguito da gruppi trasversali aggressivi e arroganti di politicanti e giornalisti teocon, teodem, atei devoti, postsecolari, islamofobi, che – sulle linee tracciate dall’autore del discorso di Ratisbona &#8211; spregiando le conquiste scientifiche e soprattutto il metodo della scienza (della prova e della verifica) estendono la loro avversione dall’Illuminismo al Relativismo, influenzando le frange più vulnerabili persino delle giovani generazioni.<br />
Grazie al Vaticano e alla complicità di tali politicanti e giornalisti &#8211; pronti a svendere i princìpi del nostro essere “nazione” e del nostro essere “democrazia”,  conquistati col sangue del Risorgimento e della Resistenza &#8211; l’Italia è oggi diventata un bizzarro laboratorio politico, osservato con cinico interesse dalle più oscene destre dell’Occidente: un laboratorio dove si ricerca come soffocare diritti civili e libertà di pensiero, di stampa e di ricerca, parlando sempre e solo al ventre dei ceti culturalmente più sprovveduti senza provare il minimo senso di vergogna.<br />
Questo immondo connubio tra lobby vaticana e politicanti senza scrupoli &#8211; rafforzando l’anomalia italiana &#8211; soffoca e conculca basilari principi (in primis quelli di stato costituzionale di diritto e di laicità dello stato), trascinando nel fango il rispetto dei diritti umani, la libertà di coscienza e ovviamente la libera ricerca.<br />
Cito due soli episodi altamente emblematici. L’invocazione al quorum nel 2005 da parte del cardinale Camillo Ruini, allora presidente della Cei, per boicottare il referendum su fecondazione assistita e cellule staminali. Andò a votare il 25% dei cittadini e oltre il 90% di costoro si dichiarò favorevole alla abrogazione di norme che – di fatto – tengono l’Italia al di fuori del consesso delle nazioni civili. Per il resto della popolazione fu evidente la saldatura tra clericalismo, menefreghismo e ignoranza. Il cardinale Ruini, il giorno dopo, raggiante, invece parlò di “maturità del popolo italiano” per il mancato raggiungimento del quorum. L’allora capo dei vescovi avvalorò poi il proprio atteggiamento antiscientifico affermando: “Il popolo italiano ama la vita e diffida di una scienza che pretende di manipolarla”. Così concludendo: “Il cattolicesimo popolare italiano ha dato ottima testimonianza di sé. Il mondo cattolico è stato quanto mai compatto, dimostrando di comprendere fino in fondo le ragioni per le quali bisognava seguire una certa linea. Questo risultato è l&#8217;espressione &#8211; pubblicamente più significativa e più rilevante &#8211; del Progetto culturale della Chiesa italiana”. Dopo cinque anni, un primo bilancio dell’iniziativa di Ruini&amp;co parla di oltre cinquantamila coppie italiane (dunque centomila persone) costrette ad emigrare per poter procreare, pagando mediamente ottomila euro in Spagna, seimila in Grecia, ventimila in Russia e cinquemila in Ucraina.<br />
Oppure irridetela, la ricerca. Come è avvenuto nel 2009 presso la sede del Cnr &#8211; Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma. Quando, contro la volontà del suo presidente (un vero ricercatore), il vicepresidente Roberto de Mattei organizzò un convegno sul creazionismo dal titolo “Evoluzionismo. Il tramonto di una ipotesi”, invitando i più inverosimili ciarlatani in circolazione con i denari dei contribuenti italiani. (E’ disponibile il volume degli Atti). Designato alla carica di vicepresidente del Cnr nel 2004 dal presidente  del Consiglio Berlusconi su proposta dell’allora ministro dell’istruzione Moratti,  de Mattei non fu rimosso dall’incarico nei due anni del governo Prodi (evidentemente piace anche ai cattolici adulti). De Mattei &#8211; che recentemente ha dichiarato: “Adamo ed Eva sono  personaggi storici e sono i progenitori dell&#8217;umanità” &#8211; è professore associato di Storia del Cristianesimo in una università privata, direttore del mensile  fondamentalista “Radici cristiane” e dirigente di “Alleanza Cattolica”.<br />
Distruggete le centrali elettriche e avrete il buio subito; distruggete scuola laica e ricerca, e il buio totale delle coscienze e delle intelligenze lo avrete dopo qualche anno.<br />
In effetti, in mancanza o quasi di valori civili condivisi, il Vaticano in Italia opera come una specie di banca dei valori assoluti, senza la quale gli italiani, per quel poco che gliene importa, probabilmente si sentirebbero più soli.  L’etica vaticana è predeterminata, assoluta, rivelata, autoritaria. Dunque è deresponsabilizzante.  Per questo piace tanto a un popolo arretrato e superstizioso, cattolico, cialtrone e mafioso, con Padre Pio nel portafoglio e il gratta e vinci in mano.<br />
Esistono società meritocratiche (in genere quelle anglosassoni), società socialdemocratiche (con lo stato in funzione di nume tutelare dalla culla alla tomba: in genere quelle nord-europee) e società familistiche come quella italiana, per la quale il primato dei valori è nell’ambito famigliare.  E il Vaticano – questo stato nello stato – presidia tale primato con assoluta determinazione, gestendo praticamente in toto il variegato e redditizio mondo della solidarietà e dell’assistenza sociale.  Nei passaggi fondamentali, nei momenti di inizio e fine vita, il Vaticano incombe: negli ospedali e nelle scuole, negli ospizi e negli asili. In cambio chiede solo proselitismo, potere e denaro.  E lo stato italiano glieli concede, a palate, in quantità industriale.</p>
<p>Articolo pubblicato su Alfabeta2, numero 3, novembre 2010</p>
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		<title>La storia siete voi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 16:02:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Francesco Pecoraro Possibile che io, che da quindici anni a questa parte non sarei più andato a votare, mi sia poi sempre sentito in dovere di andarci per votare contro quello lì? Veltroni, l&#8217;ultimo che ho votato alle politiche, non l&#8217;avrei votato se non perché si «opponeva» a Berlusconi Silvio. Anche quando ho capito che la differenza tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://tashtego.splinder.com/post/20701737/La+storia+siete+voi" target="_blank">Francesco Pecoraro</a></p>
<p>Possibile che io, che da quindici anni a questa parte non sarei più andato a votare, mi sia poi sempre sentito in dovere di andarci per votare contro quello lì?<br />
Veltroni, l&#8217;ultimo che ho votato alle politiche, non l&#8217;avrei votato se non perché si «opponeva» a Berlusconi Silvio.<br />
Anche quando ho capito che la differenza tra i due era minima, l&#8217;ho votato lo stesso, contro ogni mio istinto e contro ogni mia ragione.<br />
Da quando ho avuto l&#8217;età per votare l&#8217;ho sempre fatto, tranne le penultime elezioni comunali di Roma che non ce la facevo a votare per Veltroni.<br />
Però alle ultime, quelle vinte da Alemanno ci sono ri-cascato e ho fatto questo ragionamento: io voto Grillini, perché è gay e ateo, se per caso si va al ballottaggio voto Rutelli.<span id="more-18293"></span><br />
Mi costava molto votare Rutelli, sopra-tutto per quelle sue ultime posizioni cattolicanti che in lui che partiva come radical-pannelliano significavano che proprio non c&#8217;è niente da fare e tutti lì prima o poi finiscono, pure Bertinotti che non esclude er trascendente, pure Vendola che lo voterei se non fosse credente, e mi viene da supporre che pure Lenin sarebbe diventato un credente, se solo ne avesse avuto il tempo&#8230;<br />
Però alla fine lo votai lo stesso, contro ogni mia propensione e principio, per non far vincere Alemanno, insomma anche alle comunali il mio è stato un voto non <em>per</em> qualcuno, ma <em>contro</em> qualcun altro: anche se poi averci Alemanno non sarà mica la fine del mondo e, a parte il fatto che più o meno ha reso edificabile l&#8217;Agro romano e che non ha la faccia proprio gradevole e che l&#8217;ha votato l&#8217;intera categoria professionale dei tassisti che a Roma è la peggiore, seconda forse solo a quella dei dentisti, che differenza sostanziale ci sarà mai con la consigliatura Veltroni?<br />
In che modo Alemanno incide negativamente sull&#8217;assetto delle nostre vite?<br />
In che modo Veltroni e i veltroniani incidevano positivamente sull&#8217;assetto delle nostre vite?<br />
Per esempio Alemanno ha abolito le sciocche e disagiate Domeniche Ecologiche, ha tolto l&#8217;idiotissima e fastidiosa Notte Bianca, ma non ha avuto il coraggio politico sufficiente ad abolire la stronzissima e provinciale Festa del Cinema (meglio dire «Festa del Cinema come lo vede Veltroni»).<br />
Mi aspettavo di più da Alemanno, mi aspettavo una tabula rasa fascista, una rifondazione culturale dell&#8217;Urbe, l&#8217;abbattimento di incongrui edifizi moderni, l&#8217;apertura di nuovi/vecchi assi viari in pieno Centro Storico, in attuazione del Piano Regolatore fascistico del 1931 e invece niente&#8230;<br />
Solo qualche prescrizione &#8211; ingenua, ignorante &#8211; di travertini all&#8217;EUR, subito accolta con approvazione deferente da quella categoria di puttane mentali che siamo (diventati?) noi architetti: il fascismo annacquato dell&#8217;oggi si limita a convivere con la democrazia, senza sapere bene che fare, mentre la «sinistra» pedonalizza ed esibisce atteggiamenti «ecologici», senza differenziarsi affatto dalla solita logica che ci conduce sempre &amp; inevitabilmente alla costruzione di una città demmerda, senza incidere minimamente sulla realtà primaria della distruzione in atto del Pianeta: e tuttavia, qualora volesse incidere, come potrebbe? E dove si sono viste, a Roma, campagne severe metti per la raccolta differenziata?<br />
Insomma, che deve fare, tra oggi e domani, uno che odia Veltroni e D&#8217;Alema, che vede bene che Franceschini è un cattolicuccio, che disprezza il bertinottismo e Bertinotti ipse per l&#8217;esemplare e vanesia dis-onestà intellettuale, che non vede il motivo di mandare al Parlamento Europeo una come Giuliana Sgrena per il solo fatto che è stata rapita in Irak e Vendola non può votarlo perché si professa credente, che Bonino non può votarla perché troppo prossima a quell&#8217;atroce nulla politico, esibizionista e piagnone, che da decenni è diventato Pannella?<br />
Dov&#8217;è Grillini? Dove sono i froci atei che voterei? In quale di questi partiti si nascondono?<br />
La sensazione, ma posso sbagliare, è che (in assenza di proposte politiche, vale a dire di progetti di futuro di cui si chiede la condivisione, ai quali si potrebbe pure <em>partecipare</em>) la vera differenza, il vero discrimine tra quelli che non-voglio-a-nessun-costo-votare e quelli che voterei &#8211; essendo destra e sinistra diventate troppo simili per la smania di prendere voti dal Grande Ripieno sociale che domina un paese demmerda &#8211; sia tra cattolicesimo e laicità, tra quelli che vogliono farmi vivere &amp; morire come vogliono loro e quelli che mi lascerebbero, con molta cautela, qualche spazio di scelta personale (solo i froci atei, appunto, danno questo tipo di garanzia): ma dove sono questi ultimi?<br />
C&#8217;è chi dice (oggi, Scalfari) che gli atteggiamenti come il mio non siano altro che «narcisismo elettorale», che è inutile cercare la perfetta corrispondenza tra ciò che si pensa e si è e un partito politico, che bisogna accontentarsi di quello che passa il convento, che non bisogna avercela coi politsci in quanto classe, ma solo con certi politici, eccetera: anch&#8217;io l&#8217;ho pensata, un tempo, così.<br />
Ma erano tempi in cui c&#8217;era davvero qualcosa da perdere a lasciar vincere la destra, erano tempi in cui si pensava che un governo di centro-sinistra avrebbe fatto qualche legge contro il monopolio della televisione, dell&#8217;informazione, dell&#8217;editoria, contro il così detto conflitto di interesse: invece niente: solo qualche «risanamento» delle finanze pubbliche e nessun risanamento politico, nessun risanamento civile, nessun passo avanti in tema di diritti civili.<br />
Va bene, mi dico, sarò anche un narcisista elettorale: ma, se pur avendo avuto più di un&#8217;occasione avete non solo lasciato la porta aperta a Berlusconi, ma lo avete forsennatamente inseguito e imitato, per quale cazzo di motivo dovrei <em>ancora</em> votarvi?<br />
Se vi siete inchinati davanti ai vari papi per paura di perdere voti cattolici e oggi ci ritroviamo col dover morire come dicono loro, con l&#8217;impossibilità di veder riconosciuto nessun tipo di convivenza al di fuori del matrimonio, con leggi demmerda su fecondazione assistita, cellule staminali, eutanasia, eccetera, perché dovrei <em>ancora</em> votarvi?<br />
Perché dite di essere «contro Berlusconi»?<br />
E in che modo, in passato, avete dimostrato con i fatti di essere contro Berlusconi?<br />
Allora, nel mio narcisismo elettorale, ho pensato meglio che si sfasci un Partito Democratico fatto in questo modo, meglio qualcosa di più piccolo capace di crescere, che questo ornitorinco politico privo di laicità, promesse, proposte, capacità di azione, di lucidità, di percezione, guidato da un pretino.<br />
Qualcuno dirà: e Di Pietro? Non ha ragione Di Pietro?<br />
Si ha ragione, ma solo per quello che dice contro Berlusconi: dov&#8217;è il resto?<br />
Cos&#8217;altro è condivisibile con Di Pietro?<br />
Possibile che non ci sia un partito, un uomo politico capace di tenere assieme un convincente e non strumentale anti-berlusconismo con un ragionevole e per me condivisibile progetto di crescita civile (in senso politico, economico, spaziale, etico, scientifico, tecnologico, strutturale &amp; infrastrutturale, ambientale) del Paese?<br />
Sembra impossibile, ma le cose a mio modo di vedere stanno proprio così: non c&#8217;è.<br />
C&#8217;è invece un&#8217;Italia cui in maggioranza piace Berlusconi: bene questa è la democrazia: vincerà la maggioranza, ma io col mio narcisismo elettorale non sono più disposto a votare gente che non mi piace per oppormi ad uno che non mi piace ancora di più.<br />
A quelli che mi rimproverano per questo ragionamento risponderei: la storia siete voi, fatevela.</p>
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