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	<title>sabatina napolitano &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Corsivo</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2019/12/18/corsivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 05:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[sabatina napolitano]]></category>
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					<description><![CDATA[di Sabatina Napolitano Mi chiedi: rinuncia all’orgasmo approvo senza sarcasmo distante dal cieco furore sovrano i miei piedi ai tuoi piedi congiungo. Dalle caviglie alla nuca un confine un altro dall’alluce alla bocca il principio, la fame, la buca lo sguardo nel centro si blocca. Antonio Porta, &#8220;La distanza amorosa&#8221; * Corsivo è mio e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Sabatina Napolitano</strong></p>
<p style="text-align: right;"><small>Mi chiedi: rinuncia all’orgasmo<br />
approvo senza sarcasmo<br />
distante dal cieco furore<br />
sovrano i miei piedi ai tuoi piedi congiungo.<br />
Dalle caviglie alla nuca un confine un altro<br />
dall’alluce alla bocca<br />
il principio, la fame, la buca<br />
lo sguardo nel centro<br />
si blocca.</small></p>
<p style="text-align: right;"><small>Antonio Porta, &#8220;La distanza amorosa&#8221;</small></p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><em>Corsivo è mio e viviamo insieme.<br />
(evidentemente non è una pura questione di calligrafia)</em></p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><em>Tre anni dopo</em></p>
<p>I sensi del sonno sono nei dettagli delle conversazioni<br />
di sera ho una insonnia modestia nella strettoia del buio.<br />
Avevo già chiarito le oscillazioni dello spirito<br />
avevo chiara una mappa dai diversi segni:<br />
è solo che penso a come potrei esserti regina<br />
in ogni mia nuova trasparenza aperta dal dolore<br />
che l’immaginazione ha ricucito.<br />
La tua carezza è mortale<br />
ma il tuo bacio no, è denso d’altitudine.<br />
Ma anche d’altitudine hanno parlato e detto<br />
si distinguono i segni evidenti da quelli invisibili.<br />
<span id="more-81704"></span></p>
<p>Ci sono parole che sono come oggetti<br />
da dimenticare, che scelgo di dimenticare<br />
per incontrarti dopo lavoro<br />
qualcosa come un oggetto da dimenticare<br />
lontano muore.<br />
L’idea di incanto è quando leggi<br />
e sono come una stanca Firenze o una stanca Bologna.</p>
<p>A volte non riesco a fare a meno<br />
di dimenticare le cose terribili e imperdonabili<br />
ma poi i miei polmoni suonano<br />
il richiamo di un canto prezioso<br />
molto più prezioso di me<br />
che mi spinge a selezionare le cose più intime<br />
a voler lasciar andare i vialetti con le libellule,<br />
l’avesse pure scritto Stevens<br />
ma qui non si tratta più di una parola che crea<br />
ma di un uomo esperto che accadendo<br />
ascolta le mie benedizioni, e le applica<br />
con una passione calda lasciando il sarcasmo fuori.</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><em>Nello stile di Corsivo</em></p>
<p>Quando esce dalle aule scopro di me stessa<br />
che ho passato tutto il giorno a trovare<br />
istruzioni nuove per il piacere.<br />
Gli altri rumorosamente scandiscono l’odio<br />
io passo tutto il giorno stanca<br />
che non è ancora il caso di citare Carver o Frost<br />
ma voler passare continuamente la mia letteratura<br />
come in mitocondri invisibili ma esistenti.<br />
Per non parlare a volte delle fotografie;<br />
stare a galla tra giornaliste e scrittrici<br />
che mi girano intorno solo per farsi fotografare<br />
le vite disoneste di un antagonismo competitivo<br />
noioso e osceno.</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><em>Corsivo è chiaro dentro l’utopia</em></p>
<p>Mi arrabbio volentieri per sembrarti poi più morbida<br />
certo l’iniziativa delle mani è mia<br />
sull’attico lo sapevano proprio tutti.<br />
Non si discuteva per strada né alla chiesa,<br />
a volte mi faceva arrossire al fiume…<br />
Nelle interviste, rielaboro con regalità, sovrana<br />
sovrana anche nelle tue interviste segrete<br />
respirando forte, trattenendo, trattenendo<br />
il diritto di dirmi tutto, vuoi il diritto del presente<br />
vuoi il diritto di dirmi tutto<br />
a telefono le prime volte fingevo cose mutevoli,<br />
fingevo di avere meriti con altri autori,<br />
gli parlavo di alleati e nemici nella battaglia dell’azzardo<br />
ho sempre molta energia, soprattutto per i suoi studi,<br />
i suoi amici, le passioni uguali nei diritti.<br />
Mi pretende primo, secondo, ultimo<br />
mi pretende primo, secondo, ultimo<br />
dondolo bene nella destinazione<br />
utopica e impossibile, ospitata<br />
ti prego dimmi che sono impossibile.<br />
Tutto era pietra modificando i vari modelli autoriali<br />
mi allenavo a uscire di casa, parlavo francese<br />
era vivere il continuo presagio del mio autunno<br />
che ora si riversa nel mare della scrittura<br />
ed è mio perché ho accavallato la voce ultima<br />
e la voce prima con un sortilegio solo nelle mie gambe<br />
e dopo l’intensità percorsa dell’umanità nei suoi occhi<br />
bruciati i sogni pesanti<br />
abbraccio i libri degli altri<br />
e nei libri degli altri vivo anche io.<br />
Vivo in lui memoria e tatto, troppo sale<br />
ho assaporato nella sua saliva,<br />
mi scatta diverse foto ma sempre di spessore:<br />
abbiamo un mio primo piano in una antologia<br />
di poesia francese, tra Michaux e Tarkos,<br />
tra Esteban e Jaccottet, Bonnefoy<br />
sono fuori dall’etica del narciso<br />
e quante lolite ho speranza di non trovare<br />
prima di sognare di arrivare con la voce<br />
negli USA, in India, in Grecia, in Spagna, in Francia,<br />
in Germania, in Turchia, in Romania, in Russia.<br />
Al Nord e al Sud del Mediterraneo. Proust va bene<br />
per l’appetito dei laboriosi, i desideri della scrittura<br />
di corsivo sono miei, dal momento che viviamo insieme<br />
e siamo sposati e le uniche polemiche<br />
che conosco sono sui cappuccini e i dettagli<br />
ai dipinti di cui parlo avidamente con le amiche.</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><em>Si fa così il sortilegio</em></p>
<p>Ha trovato la mia natura mia proprio.<br />
Ha detto per niente candida, così gli piace dire<br />
nel segreto. Il suo capo mi ha raccomandato<br />
che ne avrebbe almeno due per me<br />
se lui decidesse di inoltrarsi in altre nature.</p>
<p>Si fa così la serenità, si fa così la pace<br />
cancella tutto di nuovo, cancella tutto<br />
si fa così la pace, si fa così la libertà<br />
cancello tutto, cancello tutto di nuovo</p>
<p>cancello quel volto, cancello quel volto<br />
cancello il viso di quel ricordo,<br />
cancello il viso di quel volto.</p>
<p>Cancello quel noi, cancello il noi<br />
cancello quel tutto, cancello tutto<br />
cancello quelle voci, cancello le voci</p>
<p>cancello quei ricordi, cancello i ricordi<br />
cancello quell’inverno, cancello quell’inverno<br />
cancello quelle vicinanze, cancello le vicinanze</p>
<p>cancello quel loro dire, cancello quel loro dire<br />
cancello gli altri, cancello quegli altri<br />
cancello quell’accade, cancello quell’accade<br />
cancello quegli occhi, cancello quegli occhi.</p>
<p>Cancello quel mio essere stata lì,<br />
cancello essere stata lì,<br />
cancello quel loro essere stati lì,<br />
cancello loro. Cancello quegli altri.</p>
<p>Cancello le terrazze, cancello la moda<br />
cancello la moda di quelle terrazze,<br />
cancello le parole, cancello le sue parole.</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><em>Happy a casa mia, coi miei seni molto piccoli</em></p>
<p>Sono sole e luna.<br />
Lui è solo in sole e luna.<br />
Sussurro sì legata perché lui è la mia anima<br />
anche a Parigi mi sono lasciata appartenere<br />
ricostruirono Notre-Dame mentre sforzando<br />
le pieghe del mio libro diceva di specchiarmi<br />
in tutte le sponde dei suoi vivi.</p>
<p>Mi chiese di sposarlo a suo modo,<br />
prendendola con una certa cinematografia.<br />
Il matrimonio fu la salvezza per entrambi<br />
e lui si fece verticale per le mie guance<br />
che resi per l’occasione normali, serie<br />
e abbastanza ben testate per l’amore.<br />
Penetrata dalla sua innocenza leggevo tantissimo:<br />
i governi e le patrie letterarie erano una cosa lontana<br />
il numero sette un&#8217;appendice, un martirio,<br />
una volontà, un senno collettivo: segnava la sveglia,<br />
l’ora dopo per leggere il giornale.</p>
<p>Ti ecciti a chiamarmi al tuo modo,<br />
con nomignoli, sussurro sì legata<br />
perché lui è la mia anima<br />
anche a Parigi mi sono lasciata appartenere<br />
ricostruiscono Notre-Dame<br />
sforzo le pieghe del libro<br />
mi dice di specchiarmi nel suo cognome<br />
che voglio della realtà ora tutta la carne<br />
più poetica sulla sedia da scolara<br />
più terribile dei biscotti sul divano della mansarda<br />
mi chiese di sposarlo a suo modo,<br />
prendendola con una certa cinematografia.<br />
Un anello messo in aereo<br />
il matrimonio fu la salvezza per entrambi<br />
e lui si fece verticale per le mie guance<br />
che resi per l’occasione normali, serie<br />
e abbastanza ben testate per l’amore.<br />
Penetrata dalla sua innocenza leggevo tantissimo:<br />
i governi e le patrie letterarie erano una cosa lontana<br />
il numero sette un&#8217;appendice, un martirio,<br />
una volontà, un senno collettivo: segnava la sveglia,<br />
l’ora dopo per leggere il giornale.</p>
<p>Sazia, via tutto il resto.</p>
<p>*</p>
<p><small>Sabatina Napolitano (1989) è poeta, giornalista freelance e critica. Il suo libro più recente è <em><a href="https://www.edizioniensemble.it/prodotto/scritto-dautunno/" rel="noopener" target="_blank">Scritto d’autunno</a></em> (Ensemble, 2019, prefazione di Gabriel Del Sarto).</small><br />
<small>Le cinque poesie inedite qui pubblicate sono tratte da una raccolta in corso dal titolo <em>Corsivo</em>.</small></p>
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