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	<title>sbattezzo &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>ORA ALTERNATIVA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 04:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
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		<category><![CDATA[Premio Brian]]></category>
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		<category><![CDATA[Stato laico]]></category>
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					<description><![CDATA[di Uaar In un precedente comunicato avevamo scritto che il tribunale di Padova aveva respinto l’istanza &#8211; sostenuta tecnicamente ed economicamente dall&#8217;Uaar &#8211; presentata dai genitori di una bambina frequentante una scuola primaria statale della città veneta: mentre ai suoi compagni era impartito l&#8217;insegnamento della religione cattolica, la bambina era stata costretta prima a rimanere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Uaar</p>
<p>In un precedente comunicato avevamo scritto che il tribunale di Padova aveva respinto l’istanza &#8211; sostenuta tecnicamente ed economicamente dall&#8217;Uaar &#8211; presentata dai genitori di una bambina frequentante una scuola primaria statale della città veneta: mentre ai suoi compagni era impartito l&#8217;insegnamento della religione cattolica, la bambina era stata costretta prima a rimanere in classe durante il &#8216;catechismo di Stato&#8217;, poi a trasferirsi in classi parallele, senza che l&#8217;istituto provvedesse ad attivare le lezioni alternative richieste.<br />
Contro la decisione di primo grado è stato presentato un ricorso, finalmente coronato da successo: l&#8217;ora alternativa è un diritto, e ogni scuola è obbligata a garantirla, hanno stabilito i giudici. Secondo il tribunale, l&#8217;attivazione dei corsi alternativi costituisce un obbligo, e la scuola ha dunque praticato nei confronti della bambina una doppia discriminazione, &#8220;nell&#8217;esercizio del diritto all&#8217;istruzione e alla libertà religiosa&#8221;. Per questo &#8220;comportamento discriminatorio illegittimo&#8221; l&#8217;istituto e il ministero dell&#8217;istruzione sono stati condannati anche al pagamento della somma di 1.500 euro.<br />
Dopo quello sul crocifisso (su cui pur pende il ricorso del governo alla Grande Camera) è un altro importante risultato ottenuto dall&#8217;UAAR: spiace solo che, per rendere veramente laico questo paese e per vedere riconosciuto un diritto fondamentale, sia stato necessario ancora una volta rivolgersi alla giustizia.<span id="more-36503"></span></p>
<p>Il ministero ha già provveduto a emanare una circolare (la n. 59 del 23 luglio) inerente l'&#8221;Adeguamento degli organici di diritto alle situazioni di fatto per l&#8217;anno 2010/2011&#8243;, in cui ha evidenziato la necessità di assicurare &#8220;l&#8217;insegnamento dell&#8217;ora alternativa alla religione cattolica agli alunni interessati&#8221;. Il diritto di ottenere insegnamenti alternativi è dunque ormai un diritto conclamato e, facendo riferimento alla sentenza di Padova e alla circolare ministeriale, può essere fatto valere di fronte a qualsiasi istituto scolastico statale.</p>
<p>In ogni caso l&#8217;Uaar mette a disposizione di tutti i cittadini un facsimile di diffida da inoltrare alle autorità scolastiche che persevereranno nel non accogliere le richieste: lo si può scaricare dalla pagina www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/diffida.rtf.</p>
<p>Il testo dell&#8217;ordinanza del tribunale di Padova è invece disponibile alla pagina www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/ordinanza-padova.pdf.</p>
<p>2. TERZA GIORNATA NAZIONALE DELLO SBATTEZZO</p>
<p>L&#8217;Uaar organizza per il 25 ottobre 2010 la terza giornata nazionale dello sbattezzo. &#8216;Sbattezzo&#8217; significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l&#8217;elementare diritto, sancito dalla &#8220;Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo&#8221; e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come &#8220;sudditi&#8221; della Chiesa, e &#8220;obbedienti&#8221; e &#8220;sottomessi&#8221; alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il &#8220;Catechismo&#8221;.</p>
<p>Tutte le informazioni utili per aderire sono pubblicate alla pagina www.uaar.it/news/2010/06/02/ottobre-2010-terza-giornata-nazionale-dello-sbattezzo. I circoli e i referenti Uaar organizzeranno a loro volta iniziative sul territorio: l&#8217;Uaar invita a contattarli direttamente per avere maggiori informazioni in merito.</p>
<p>Nonostante molti italiani si siano già sbattezzati (l&#8217;Uaar li stima in quasi ventimila), il fenomeno non accenna affatto a ridimensionarsi, e già 381 cittadini hanno pubblicato il proprio sbattezzo sulla bacheca virtuale &#8220;Sbattezzo counter&#8221; (http://sbattezzati.it).</p>
<p>3. INIZIATIVE UAAR PER IL XX SETTEMBRE</p>
<p>Quest&#8217;anno la ricorrenza del XX settembre cade in un momento particolare: costituisce infatti una sorta di anticipazione dei festeggiamenti per i 150 anni dell&#8217;Unità del paese, in programma nel 2011. Secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, nel timore che il ricordo pubblico di quanto accaduto a Porta Pia nel 1870 possa risultare imbarazzante per le gerarchie ecclesiastiche, Quirinale e Comune di Roma hanno deciso di organizzare eventi pre-concordati con la Segreteria di stato vaticana.</p>
<p>Di fronte a questa ennesima abdicazione delle istituzioni al loro ruolo, che rischia di spingersi fino alla riscrittura della storia risorgimentale, l&#8217;Uaar ha proposto a diverse realtà associative di unirsi nell&#8217;organizzazione a Roma di un significativo evento laico. I circoli UAAR ricorderanno il XX settembre sul territorio organizzando convegni e partecipando alle commemorazioni ufficiali.</p>
<p>4. QUINTA EDIZIONE DEL PREMIO BRIAN</p>
<p>Anche quest&#8217;anno l&#8217;Uaar assegnerà un premio collaterale nell&#8217;ambito della 67a Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia che si svolgerà dal 1 al 10 settembre. Il premio, denominato &#8220;Brian&#8221; in omaggio all&#8217;indimenticabile &#8220;Brian di Nazareth&#8221; dei Monty Python, verrà assegnato a &#8220;un film che evidenzi ed esalti i valori del laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull&#8217;identità di genere, sull&#8217;orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose&#8221;.</p>
<p>5. VERSO IL NONO CONGRESSO UAAR</p>
<p>Il IX congresso Uaar si svolgerà a Varese, presso l&#8217;Atahotel, domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre 2010. Sarà preceduto dall&#8217;assemblea dei circoli (riservata a coordinatori regionali e di circolo, cassieri di circolo e referenti) che si svolgerà sabato 30 ottobre. Il Congresso è aperto a tutte le socie e i soci iscrittisi all&#8217;Uaar per l&#8217;anno 2010 entro il 31 maggio. Le assemblee precongressuali si svolgeranno preso circoli e referenti tra venerdì 10 settembre e domenica 10 ottobre 2010.</p>
<p>6. FLASH: DUE MESI DI ATTIVITÀ UAAR</p>
<p>Oltre a quanto accennato qui sopra, segnaliamo altre iniziative che hanno visto come protagonista l&#8217;Uaar durante luglio e agosto:</p>
<p>&#8211; la pubblicazione del numero 4/2010 de &#8220;L&#8217;Ateo&#8221;, il bimestrale dell&#8217;UAAR (www.uaar.it/uaar/ateo);</p>
<p>&#8211; la traduzione e il doppiaggio in italiano del documentario &#8220;La minaccia creazionista&#8221;, prodotto dal Centre Laïque de l&#8217;Audiovisuel (Belgio), ora pubblicato online alla pagina www.youtube.com/view_play_list?p=6B9331E526F572A7;</p>
<p>&#8211; gli articoli pubblicati su &#8220;L&#8217;Espresso&#8221; e su &#8220;Il fatto quotidiano&#8221; a proposito dell&#8217;Otto per Mille e della richiesta UAAR di poter sottoscrivere un&#8217;Intesa con lo Stato;</p>
<p>&#8211; la richiesta che il circolo UAAR di Pisa ha ufficialmente formulato al suo Comune per chiedere che sia limitato il suono delle campane, introducendo modifiche nel regolamento comunale e istituendo fasce orarie di rispetto. La notizia è stata ripresa con molta enfasi dalla stampa nazionale e anche internazionale;</p>
<p>&#8211; la sottoscrizione dell&#8217;appello ai componenti del CSM affinché non sostenessero la candidatura di Michele Vietti alla carica di vicepresidente, in quanto &#8220;nel suo profilo politico è assente la laicità&#8221;. L&#8217;appello è caduto purtroppo nel vuoto;</p>
<p>&#8211; la lettera scritta al capo della polizia nigeriana per chiedere l&#8217;avvio di un&#8217;indagine sull&#8217;assalto in cui Oliver Igwe, padre di Leo, rappresentante in Uganda e in Nigeria dell&#8217;IHEU (l&#8217;organizzazione che raggruppa le associazioni dei non credenti di tutto il mondo, di cui fa parte anche l&#8217;UAAR), è stato selvaggiamente picchiato, tanto da perdere un occhio.</p>
<p>I tanti eventi organizzati dai circoli UAAR sono documentati alle pagine www.uaar.it/event/2010/07 (luglio) e www.uaar.it/event/2010/08 (agosto).</p>
<p>7. FLASH: DUE MESI DI ATTIVITÀ ONLINE</p>
<p>&#8211; Aggiornamento quotidiano delle Ultimissime (www.uaar.it/news);</p>
<p>&#8211; funzionamento quotidiano dei forum UAAR (http://forum.uaar.it);</p>
<p>&#8211; confronto quotidiano sulle mailing list [ateismo] (aperta a tutti); [uaar] (riservata ai soci UAAR); [circoliuaar] (riservata agli attivisti dei circoli UAAR);</p>
<p>&#8211; aggiornamento quotidiano del gruppo UAAR su Facebook (www.facebook.com/group.php?gid=49322830960);</p>
<p>&#8211; aggiornamento frequente del canale UaarIt su YouTube (www.youtube.com/user/uaarit);</p>
<p>&#8211; organizzazione di diversi sondaggi on-line (www.uaar.it/poll);</p>
<p>&#8211; aggiornamento della sezione &#8220;comunicati stampa&#8221; (www.uaar.it/uaar/comunicati_stampa);</p>
<p>&#8211; pubblicazione della recensione del libro &#8220;Jahvè, Dio e Allah: false divinità&#8221;, scritto da Dante Svarca (www.uaar.it/ateismo/opere/dante-svarca-jahve-dio-allah-false-divinita.html).</p>
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		<title>GRANDI PRESSIONI SULLA GRANDE CAMERA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 21:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[corte europea]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione Umanistica Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Osce]]></category>
		<category><![CDATA[sbattezzo]]></category>
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					<description><![CDATA[di Uaar.it Dunque la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo è stata chiamata a dibattere sul ricorso presentato dal governo italiano contro la sentenza con cui lo scorso novembre la Corte ha sancito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione dei diritti umani. Come noto, la sentenza della Corte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Uaar.it</p>
<p>Dunque la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo è stata chiamata a dibattere sul ricorso presentato dal governo italiano contro la sentenza con cui lo scorso novembre la Corte ha sancito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione dei diritti umani. Come noto, la sentenza della Corte di Strasburgo fu emanata in seguito all&#8217;azione legale promossa da una socia Uaar e appoggiata dall&#8217;associazione. La Chiesa cattolica ha posto in essere enormi pressioni. Il ricorso del Governo alla Grande Chambre, infatti, oltre che dalle Acli, è stato sostenuto anche da dieci stati: Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Principato di Monaco, Romania, Russia e San Marino: il sito cattolico Zenit ha annunciato con soddisfazione che si tratta «di un&#8217;alleanza tra cattolici e ortodossi». È stata invece respinta la richiesta della Federazione umanista europea (di cui l&#8217;Uaar fa parte) di costituirsi come terza parte a favore dei ricorrenti. In pratica, i ricorrenti si trovano contro al Presidente della Repubblica, al Governo, all&#8217;opposizione (il Partito democratico si è così espresso tre mesi fa), alla Chiesa cattolica, a quella ortodossa e ad altri dieci stati europei. Il 29 giugno è scesa in campo anche la Padania, organo ufficiale della Lega Nord, accusando in pratica l&#8217;Uaar di fare il gioco dell&#8217;islam. Ciononostante non è il caso di scoraggiarsi, perché si tratta di un ricorso presentato in nome delle buone ragioni laiche, contro un paese che ha nella laicità dello Stato un supremo principio costituzionale. Ma solo a parole. I mezzi di informazione di tutta Europa stanno seguendo il caso, ritenuto di fondamentale importanza per il futuro della laicità di tutti gli stati che hanno sottoscritto la Convenzione europea sui diritti dell&#8217;uomo. La sentenza non sarà comunque pronunciata prima di almeno tre mesi. <span id="more-36025"></span></p>
<p>CONTINUA LA CAMPAGNA DI SBATTEZZO<br />
Dopo il successo delle edizioni 2008 e 2009, a cui hanno complessivamente aderito quasi duemila cittadini, l&#8217;Uaar ha deciso di organizzare il 25 ottobre 2010 la terza giornata nazionale dello sbattezzo. &#8216;Sbattezzo&#8217; significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l&#8217;elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter  abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come &#8220;sudditi&#8221; della Chiesa, &#8220;obbedienti&#8221; e &#8220;sottomessi&#8221; alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo. Ricordiamo che la data dell&#8217;iniziativa è stata scelta in ricordo di quanto accadde il 25 ottobre 1958, giorno in cui la Corte d&#8217;appello di Firenze assolse il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani che vollero sposarsi civilmente. E lo assolse non perché non li aveva diffamati, ma perché i coniugi erano &#8220;suoi sudditi, perché battezzati&#8221;: e dunque liberamente denigrabili da parte dell&#8217;autorità ecclesiastica. Tutte le informazioni utili per aderire sono pubblicate alla pagina http://www.uaar.it/news/2010/06/02/ottobre-2010-terza-giornata-nazionale-dello-sbattezzo. Nel frattempo l&#8217;UAAR ha lanciato il sito &#8220;Sbattezzo counter&#8221; (http://sbattezzati.it/), che offre la possibilità di condividere con altri la soddisfazione per aver definitivamente abbandonato la Chiesa cattolica. Il sito consente di pubblicare il proprio sbattezzo su una bacheca virtuale (http://sbattezzati.it/sbattezzi/nuovo) e incrementare così il contatore degli sbattezzati d&#8217;Italia. Nonostante molti italiani si siano già sbattezzati (l&#8217;UAAR li stima in quasi ventimila), il fenomeno non accenna affatto a ridimensionarsi. In aprile si è toccato il record assoluto nel numero di download del modulo: 5.500 in un solo mese, e si sono intensificate anche le telefonate e le e-mail. La novità significativa è l&#8217;aumento di cittadini che contattano l&#8217;UAAR per sbattezzarsi pur continuando a dichiararsi credenti, per quanto delusi dalla Chiesa: sembra dunque abbastanza probabile che lo scandalo-pedofilia stia provocando effetti significativi sulla fede degli italiani.</p>
<p>IL TRIBUNALE DI PADOVA NEGA IL DIRITTO ALL&#8217;ORA ALTERNATIVA<br />
Un ricorso per discriminazione presentato da due genitori che avevano chiesto inutilmente l&#8217;attivazione delle attività alternative all&#8217;insegnamento della religione cattolica, sostenuto dall&#8217;UAAR, è stato respinto all&#8217;inizio  di giugno dal tribunale di Padova. Secondo il giudice monocratico, dott. ssa Sacchetto, non esiste un diritto soggettivo ad avere l&#8217;ora alternativa (&#8220;sussiste discrezionalità nella scelta&#8221;), e la scuola può dunque organizzare liberamente il tempo dei non avvalentisi, compatibilmente con le risorse disponibili (la scelta, secondo la corte, &#8220;necessariamente risente della disponibilità dei mezzi economici&#8221;). Di qui, a suo dire, l&#8217;assenza di discriminazione a carico dello studente. Il giudice ha inoltre condannato al pagamento delle spese i ricorrenti. La sentenza si pone in diretta contrapposizione con quanto recentemente stabilito dal Consiglio di Stato, che ha esplicitamente evidenziato che &#8220;la mancata attivazione dell&#8217;insegnamento alternativo può incidere sulla libertà religiosa dello studente o delle famiglia&#8221;: il testo di quest&#8217;ultima sentenza è stato prodotto nel corso del procedimento, ma è stato ignorato dal giudice. Il provvedimento verrà comunque appellato.</p>
<p>NUOVA VESTE GRAFICA PER IL SITO UAAR<br />
Dal 6 giugno il sito UAAR ha una nuova veste grafica. Nei giorni successivi è stata lanciata la nuova sezione &#8220;Opinioni&#8221;<br />
(http://www.uaar.it/news/category/opinioni/) che ha già raccolto contributi di Carcano, Odifreddi, Orioli, Vallocchia, Buffoni. Nei prossimi mesi saranno progressivamente creati nuovi spazi.</p>
<p>VERSO IL IX CONGRESSO UAAR  Il IX congresso UAAR si svolgerà a Varese, presso l&#8217;Atahotel, domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre 2010. Sarà preceduto dall&#8217;assemblea dei circoli (riservata a coordinatori regionali e di circolo, cassieri di circolo e referenti) che si svolgerà sabato 30 ottobre. Il Congresso è aperto a tutte le socie e i soci iscrittisi all&#8217;UAAR per l&#8217;anno 2010 entro il 31 maggio. Le assemblee precongressuali si svolgeranno preso circoli e referenti tra venerdì 10 settembre e domenica 10 ottobre 2010.</p>
<p>FLASH: DUE MESI DI ATTIVITÀ UAAR  Oltre a quanto accennato qui sopra, segnaliamo altre iniziative che hanno visto come protagonista l&#8217;UAAR durante maggio e giugno: - la pubblicazione del numero 3/2010 de &#8220;L&#8217;Ateo&#8221;, il bimestrale dell&#8217;UAAR (www.uaar.it/uaar/ateo); - gli incontri che l&#8217;associazione ha organizzato ogni giovedì sera presso la sede di Roma, in via Ostiense 89, fino al 20 maggio. I video di tali incontri sono visionabili alla pagina www.uaar.it/uaar/incontrigiovedi. Per  conoscere il programma dei prossimi incontri occorre invece consultare il calendario eventi UAAR (www.uaar.it/event); - la partecipazione di Adele Orioli, responsabile delle iniziative giuridiche UAAR, alla puntata dell&#8217;1 giugno de &#8220;La vita in diretta&#8221;, su RaiUno, dedicata al tema dei crocifissi; - i tanti momenti informativi sull&#8217;Otto per Mille organizzati dai circoli UAAR; - le presentazioni della cosiddetta &#8220;seconda Sindone&#8221; a Brescia, Bergamo e Roma, e il dibattito sulla sindone co-organizzato all&#8217;università di Bari; - l&#8217;attivazione di Liberi di scegliere, campagna UAAR dedicata al testamento biologico<br />
(http://www.uaar.it/uaar/campagne/liberi-di-scegliere); - la censura dei manifesti che il circolo UAAR di Pescara ha chiesto di affiggere a Sulmona per criticare lo spreco di fondi pubblici per la visita del papa; i manifesti saranno affissi soltanto dopo che la visita avrà avuto luogo; - la solidarietà espressa dal circolo UAAR di Taranto al proprio sindaco, Ippazio Stefano, attaccato da un sacerdote per non aver partecipato ai festeggiamenti di san Cataldo e di aver ridotto gli spazi autorizzati per la processione del Corpus domini. I tanti eventi organizzati dai circoli UAAR sono documentati alle pagine www.uaar.it/event/2010/05 (maggio) e www.uaar.it/event/2010/06 (giugno).</p>
<p>FLASH: DUE MESI DI ATTIVITÀ ONLINE<br />
Aggiornamento quotidiano delle Ultimissime (www.uaar.it/news); - funzionamento quotidiano dei forum UAAR (http://forum.uaar.it); - confronto quotidiano sulle mailing list [ateismo] (aperta a tutti); [uaar] (riservata ai soci UAAR); [circoliuaar] (riservata agli attivisti dei circoli UAAR); - aggiornamento quotidiano del gruppo UAAR su Facebook (www.facebook.com/group.php?gid=49322830960); - aggiornamento frequente del canale UaarIt su YouTube (www.youtube.com/user/uaarit); - organizzazione di diversi sondaggi on-line (www.uaar.it/poll); - aggiornamento della sezione &#8220;comunicati stampa&#8221; (www.uaar.it/uaar/comunicati_stampa); - pubblicazione di una prima scheda informativa sulla pedofilia, curata da Francesco D&#8217;Alpa (http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/abusi-sessuali-Chiesa-cattolica); - pubblicazione della versione italiana del &#8220;passaparola&#8221; basato sulla lettera scritta da Elisabeth Badinter &#8220;alle musulmane velate d&#8217;Occidente&#8221; (http://www.uaar.it/laicita/velo/burqa.ppt: applicazione Powerpoint, 676  kb).</p>
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		<title>GIORNATA DELLO SBATTEZZO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 09:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione universale diritti uomo]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[pedobattesimo]]></category>
		<category><![CDATA[sbattezzo]]></category>
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					<description><![CDATA[di UAAR Il 25 ottobre 2009 l&#8217;UAAR organizzerà la seconda giornata nazionale dello sbattezzo. Il 25 ottobre 2008 furono ben i 1.032 cittadini che inviarono la propria richiesta al parroco: un evento di cui hanno dato notizia diversi mezzi di informazione, anche all&#8217;estero. Se nel 2009 il loro numero aumenterà, il messaggio che sarà inviato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di UAAR</p>
<p>Il 25 ottobre 2009 l&#8217;UAAR organizzerà la seconda giornata nazionale dello<br />
sbattezzo. Il 25 ottobre 2008 furono ben i 1.032 cittadini che inviarono la<br />
propria richiesta al parroco: un evento di cui hanno dato notizia diversi<br />
mezzi di informazione, anche all&#8217;estero. Se nel 2009 il loro numero<br />
aumenterà, il messaggio che sarà inviato sarà ancora più significativo. Si<br />
può partecipare alla giornata dello sbattezzo in due modi: individualmente o<br />
attraverso i circoli e referenti UAAR. Le modalità sono illustrate alla<br />
pagina:<br />
http://www.uaar.it/news/2009/06/08/ottobre-giornata-nazionale-dello-sbattezzo/</p>
<p>Maggiori informazioni su gli appuntamenti in programma per la giornata<br />
dello sbattezzo sono disponibili sul calendario eventi del sito UAAR:<br />
http://www.uaar.it/event</p>
<p>L&#8217;UAAR non organizza controriti vendicativi, né si rivolge ai fedeli.<br />
&#8216;Sbattezzo&#8217; significa infatti cancellazione degli effetti civili del<br />
battesimo, ossia l&#8217;elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione<br />
universale dei diritti dell&#8217;uomo e riconosciuto in Italia da un<br />
provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una<br />
confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più<br />
considerati dallo Stato come &#8220;sudditi&#8221; della Chiesa, &#8220;obbedienti&#8221; e<br />
&#8220;sottomessi&#8221; alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.</p>
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		<title>NO VAT NO CATT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 04:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Buffoni]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[sbattezzo]]></category>
		<category><![CDATA[uaar]]></category>
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					<description><![CDATA[Intere categorie di persone – donne, ricercatori scientifici, omosessuali – sono costantemente offesi dalle gerarchie vaticane, che poi – sfrontatamente – continuano ad annoverarli tra i propri “iscritti” per via del pedobattesimo. Questo post è un invito a reagire al sopruso. Giornata dello Sbattezzo, in programma il 25 ottobre 2008 (se possiedi un sito o [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/10/pict2890.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-thumbnail wp-image-9213" title="pict2890" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/10/pict2890-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Intere categorie di persone – donne, ricercatori scientifici, omosessuali – sono costantemente offesi dalle gerarchie vaticane, che poi – sfrontatamente – continuano ad annoverarli tra i propri “iscritti” per via del pedobattesimo. Questo post è un invito a reagire al sopruso.<br />
<a href="http://www.uaar.it/news/2008/05/27/ottobre-giornata-dello-sbattezzo">Giornata dello</a> <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/">Sbattezzo</a>, in programma il 25 ottobre 2008 (se possiedi un sito o uno spazio Web, <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/sbattezzo/gifs.html">qui</a> è disponibile un <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/sbattezzo/gifs.html">banner per pubblicizzarvi l&#8217;evento</a>).</p>
<p><span id="more-9137"></span></p>
<p><strong>CHE COS’È IL BATTESIMO</strong><br />
Stando al <em>Catechismo della Chiesa cattolica</em> (n. 1213), il battesimo è il mezzo «<em>mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di Dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione</em>». Va ricordato che il battesimo è un rito largamente estraneo alla narrazione evangelica: gli unici passi espliciti (Mt. 28,19, Mc 16,15) sono spesso considerati dagli studiosi come un’aggiunta posteriore; i passi di Gv. 3,22-26 sono contraddetti da Gv. 4,1. Gesù, pur battezzato da Giovanni, stando al <em>Nuovo Testamento</em>, personalmente non battezzò mai nessuno, né tanto meno risulta siano mai stati battezzati gli apostoli.</p>
<p><strong>IL PEDOBATTESIMO</strong><br />
Gesù decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto trent’anni. Anche agli albori della cristianità il battesimo veniva impartito agli adulti, e solo dopo un congruo periodo di catecumenato. Anzi, molti fedeli rimandavano addirittura il battesimo fin quasi in punto di morte, per presentarsi “puri” nell’aldilà.<br />
Successivamente, con l’affermarsi della nuova religione, il rito venne gradatamente anticipato agli infanti (di qui il nome di “pedobattesimo”), anche in seguito all’elaborazione teologica del peccato originale, tuttora in vigore. Ancora oggi, infatti, la Chiesa ritiene che i bambini «<em>nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale» e hanno bisogno del battesimo «per essere liberati dal regno delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio</em>» (dal <em>Catechismo della Chiesa cattolica</em>, n. 1250).<br />
Se un neonato non ha la potestà legale di stipulare alcun atto, non si capisce a maggior ragione perché debba compiere, dopo pochi giorni di vita, una scelta che potrebbe pregiudicarne &#8211; da un punto di vista religioso &#8211; l’accesso al paradiso.</p>
<p><strong>IL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICA</strong><br />
La Chiesa cattolica, nel corso della sua storia, ha spesso abusato del battesimo per ottenere “conversioni forzate”, soprattutto nei confronti degli ebrei. Ancora oggi il Codice di diritto canonico, al canone 868, stabilisce questa assurda norma: «<em>il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori</em>»! Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della Costituzione.<br />
Ricordiamo che tale articolo stabilisce che «<em>è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i propri figli</em>». Attenzione, però: “istruire” non significa affatto “imporre”. Insegnare ai proprî figli la verità della religione cattolica non deve quindi avere come automatica conseguenza l’adesione vita natural durante alla Chiesa cattolica, così come insegnare ai proprî figli il gioco degli scacchi non deve comportare l’iscrizione vita natural durante al club degli scacchi. Questo infatti comporta il battesimo: il canone 96 del <em>Codice di diritto canonico</em> stabilisce infatti che «<em>mediante il battesimo l’uomo è incorporato alla Chiesa di Cristo e in essa è costituito persona, con i doveri e i diritti che ai cristiani, tenuta presente la loro condizione, sono propri, in quanto sono nella comunione ecclesiastica e purché non si frapponga una sanzione legittimamente inflitta</em>». E questa condizione assume valore anche per la legge italiana…<br />
La sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha invece stabilito che l’adesione a una qualsiasi comunità religiosa debba essere basata sulla volontà della persona: difficile, a nostro avviso, rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni.<br />
Infine, secondo la legge 196/2003, l’appartenenza religiosa è considerata un dato sensibile, esattamente come l’appartenenza sindacale e politica, la vita sessuale e la salute dell’individuo. Non si capisce pertanto perché, se la legge impedisce ai genitori di iscrivere i propri figli a un sindacato, a un partito politico, a un’associazione gay, non debba conseguentemente impedire l’adesione a un’organizzazione religiosa.</p>
<p><strong>L’APOSTASIA</strong><br />
Lo sbattezzo, visto dalla parte della Chiesa, si chiama apostasìa. Se da un punto di vista dottrinale è un peccato mortale, per il diritto penale della Chiesa, applicabile a tutti i battezzati, rappresenta invece un «delitto» (Codice di diritto canonico, can. 1041).<br />
Ne consegue che, per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo e agnostico, anche se non si sbattezza, è da considerarsi un apostata, e pertanto soggetto alla scomunica latae sententiae (can. 1364), un tipo di provvedimento canonico che si applica automaticamente, anche se la Chiesa non è al corrente del “delitto” commesso (lo stesso provvedimento comminato dal codice, per esempio, alla fattispecie di aborto volontario).</p>
<p><strong>PERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?</strong><br />
Non certo per fare un contro-rito vendicativo: nessuna associazione laica lo riterrebbe una cosa seria.<br />
Ci sono invece motivazioni ben più importanti per sbattezzarsi:<br />
<strong>per coerenza</strong>: se non si è più cattolici non v’è alcuna ragione per essere considerati ancora tali da chi non si ritiene più degni della propria stima;<br />
<strong>per mandare un chiaro segnale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica</strong>;<br />
<strong>per una questione di democrazia</strong>: troppo spesso il clero cattolico, convinto di rivolgersi a tutta la popolazione della propria parrocchia, “invade” la vita altrui (pensiamo alle benedizioni natalizie o, più banalmente, al rumore prodotto dalle campane). Si crea così una sorta di “condizionamento ambientale” e si diffonde la convinzione che bisogna battezzare, cresimare, confessarsi e sposarsi in chiesa per non essere discriminati all’interno della propria comunità. Abbattere questo muro, rivendicando con orgoglio la propria identità di ateo o agnostico, è una battaglia essenziale per vivere in una società veramente libera e laica.<br />
per la voglia di far crescere il numero degli sbattezzati, contrapponendolo alla rivendicazione cattolica di rappresentare il 96% della popolazione italiana;<br />
<strong>perché si fa parte di gruppi “maltrattati” dalla Chiesa cattolica</strong>: gay, donne, conviventi, ricercatori…<br />
per rivendicare la propria identità nei passaggi importanti della propria vita. Non essere più cattolici comporta l’esclusione dai sacramenti, l’esclusione dall’incarico di padrino per battesimo e cresima, la necessità di una licenza per l’ammissione al matrimonio (misto), la privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di ripensamento da parte dell’interessato. Significa quindi non dover sottostare alle richieste del proprio futuro coniuge di voler soddisfare la parentela con un rito in chiesa, non vedersi rifilare un’estrema unzione (magari mentre si è immobilizzati), e avere la relativa sicurezza che i propri eredi non effettueranno una cerimonia funebre in contrasto con i propri orientamenti.<br />
<strong>per non essere considerati, dalla stessa legge italiana, «sudditi» delle gerarchie ecclesiastiche</strong>. Il Catechismo della Chiesa cattolica rammenta (nn. 1267 e 1269) che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «il battezzato non appartiene più a se stesso […] perciò è chiamato […] a essere «obbediente» e «sottomesso» ai capi della Chiesa». Qualora non lo siano, le autorità ecclesiastiche sono giuridicamente autorizzate a “richiamare” pubblicamente il battezzato. Nel 1958 il vescovo di Prato definì «pubblici peccatori e concubini» una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo ancora formalmente cattolici, continuavano infatti a essere sottoposti all’autorità ecclesiastica. Ogni prelato può dunque tranquillamente permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati: perché rischiare?<br />
<strong>per un vantaggio economico</strong>: se si è battezzati e capita di dover lavorare, anche saltuariamente, in Paesi come la Germania o l’Austria, si finisce per essere tassati per la propria appartenenza alla Chiesa cattolica, e in modo assai salato (anche 60 euro al mese su uno stipendio di 2.000 euro…).<br />
Ma tante altre ancora possono essere le motivazioni: non c’è certo bisogno di ricevere suggerimenti da parte dell’UAAR!</p>
<p><strong>L’ASSOCIAZIONE PER LO SBATTEZZO</strong><br />
<a href="http://www.abanet.it/papini/anticler/sbattezzo.html">L’Associazione per lo Sbattezzo</a> nacque negli anni ’80 proprio su queste tematiche. Suo il merito di aver sollevato il problema in Italia: attraverso questa associazione sono partite le prime lettere con le richieste di cancellazione dal registro dei battezzati. Il modulo che presenta sul suo sito, tuttavia, è privo di valore giuridico, non facendo riferimento ad alcuna legge dello Stato italiano. Oggi la parola sbattezzo è entrata a far parte dei dizionari.</p>
<p><strong>L’INIZIATIVA GIURIDICA DELL’UAAR</strong><br />
Nel 1995 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha avviato una <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/bonifica-statistica/">campagna per la “bonifica statistica”</a> dei battezzati. Dopo aver verificato le risposte fumose ed evasive alle richieste di cancellazione ricevute dai parroci (le poche volte che costoro si degnavano di rispondere), ha preferito spostare il confronto in sede giudiziaria.<br />
Attraverso un socio individuato ad hoc, ha così intrapreso un ricorso al Garante per la protezione dei dati personali (Stefano Rodotà), chiedendo di intervenire nei confronti delle parrocchie refrattarie alla cancellazione del battesimo.</p>
<p><strong>IL SUCCESSO DELL’INIZIATIVA GIURIDICA UAAR</strong><br />
Il 13 settembre 1999 il <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp">Garante per la protezione dei dati personali</a> si è pronunciato sul ricorso del socio UAAR.<br />
Secondo il <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1090502">provvedimento del Garante</a> non si può cancellare il battesimo, in quanto esso documenta un episodio effettivamente avvenuto.<br />
È però possibile, per chiunque lo desideri, far annotare la propria volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica. Si tratta di un riconoscimento importante, con il quale per la prima volta la giurisprudenza italiana ha stabilito una procedura per l’ottenimento di un elementare diritto civile, quello di non essere più considerati “figli della chiesa”.<br />
Lo sconcerto cattolico deve essere stato notevole, se persino un esponente considerato “illuminato” come don Zega, dalla prima pagina della Stampa del 29 settembre 1999, riusciva a confondere UAAR e Associazione per lo Sbattezzo, cercando poi di buttare tutta la vicenda sul goliardico.<br />
Come conseguenza pratica, però, l’iniziativa dell’UAAR ha costretto la Conferenza Episcopale Italiana a emanare già il 20 ottobre 1999 un Decreto Generale sull’argomento.<br />
L’UAAR, incassato il parziale successo, ha comunque deciso di ricorrere al tribunale di Padova, che con il <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-sentenza-trib-padova-26-05-2000.html">decreto del 29 maggio 2000</a> ha in sostanza confermato quanto statuito dal Garante, sancendo tuttavia che «è lo Stato che si riserva il potere di verificare se sussistano i presupposti per escludere il proprio intervento con riguardo agli atti dell’autorità ecclesiastica».<br />
Nel novembre 2002 la Conferenza dei vescovi italiani, riunita in assemblea plenaria, ha dovuto confermare la legittimità delle richieste formulate col modulo UAAR.<br />
L’iniziativa è proseguita negli anni successivi, con lo scopo di allargare questo diritto all’intera popolazione italiana. Nel 2002 è stato presentato e accolto il <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1065814">primo ricorso al Garante</a> contro una parrocchia inadempiente, e nel 2003 è stato presentato e accolto il <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1083599">ricorso al Garante</a> contro la pretesa del Vicariato di Roma di chiedere al richiedente di presentarsi presso i suoi uffici «per dimostrare e controfirmare la sua richiesta in modo inequivoco».<br />
Infine, nel settembre 2006, un nuovo <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1357386">provvedimento del Garante</a> ha permesso a tutti coloro che non conoscono la parrocchia di battesimo (o che sono stati battezzati all’estero) di annotare le proprie volontà di non far più parte della Chiesa cattolica sull’atto di cresima. Il caso ha voluto che il primo vescovo “costretto” ad autorizzare una simile annotazione sia stato il cardinal Camillo Ruini (anche se la prima in assoluto risale al febbraio 2006).<br />
Ma la campagna continua: resta ancora da allargare tale diritto a chi non sa dove è stato battezzato, e non è mai stato comunicato o cresimato.</p>
<p><strong>COSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?</strong><br />
Chi conosce la parrocchia presso la quale si è stati battezzati deve semplicemente scrivere una lettera al parroco con la quale si chiede che sia annotata la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica. La lettera deve essere inviata per raccomandata a.r. allegando la fotocopia del documento d’identità. Non è necessario fornire alcuna motivazione. Disponiamo di una <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf">lettera modello</a>, scaricabile in formato *.RTF (e modificabile a piacimento secondo le proprie esigenze); ne è altresì disponibile una versione in <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.pdf">formato *.PDF</a>. Se non si è subita né la prima comunione né la cresima, inoltre, si può provare a inviare alla parrocchia un modulo (*.<a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-sbattezzo-retrodatato.rtf">RTF</a>; *.<a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-sbattezzo-retrodatato.pdf">PDF</a>), recentemente sperimentato con successo, contenente la richiesta di prendere nota che non si è mai stati cattolici.<br />
Se non si conosce la parrocchia, la prima strada è quella di fare una ricerca sul portale <a href="http://www.parrocchie.it/index.html?CCHK=1&amp;cercointabella=&amp;id=">parrocchie.it</a>: qualora vi fossero dubbi tra più parrocchie si può provare a chiedere un aiuto a <a href="soslaicita@uaar.it">soslaicita@uaar.it</a>.<br />
Qualora l’esito fosse infruttuoso bisogna inviare una richiesta al parroco dove è stata impartita la prima comunione (a partire dal 1984) o la cresima, chiedendogli di provvedere all’annotazione della richiesta sui documenti che attestano la somministrazione di questi sacramenti.<br />
In alternativa, se ci si è sposati con il rito concordatario, si può anche inviare una richiesta alla parrocchia delle nozze, chiedendo di conoscere la parrocchia di battesimo.<br />
Sbattezzarsi è rapido e semplice. Nel caso, piuttosto raro, che vengano frapposti degli ostacoli, consigliamo di consultare le <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/faq-sbattezzo.html">FAQ</a> (anche in formato <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/faq-sbattezzo.rtf">RTF</a>), che contengono le risposte alle domande più ricorrenti sull’argomento: qualora i dubbi persistano, potete inviare un messaggio a soslaicita@uaar.it per ottenere una consulenza sull’argomento. Ricordiamo che &#8211; in mancanza di risposta da parte della parrocchia &#8211; è possibile presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali. Tutti i ricorsi presentati finora si sono conclusi con esito positivo.<br />
Se vuoi dare maggiore enfasi alla tua decisione di sbattezzarti, partecipa anche tu alla <a href="http://www.uaar.it/news/2008/05/27/ottobre-giornata-dello-sbattezzo/">Giornata dello Sbattezzo</a>, in programma il 25 ottobre 2008 (se possiedi un sito o uno spazio Web, <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/sbattezzo/gifs.html">qui</a> è disponibile un banner per pubblicizzarvi l’evento).<br />
Il problema dello sbattezzo non è solo italiano: lanciato in Belgio alcuni decenni fa da Alternative Libertaire, ha calamitato l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto in Francia.<br />
Qui la legge ha sancito sia il diritto alla cancellazione, sia il dovere dell’ente ecclesiastico di fornire prove della stessa: i vescovi di Carcassonne e Mende hanno rischiato pesanti condanne per non aver provveduto nei termini stabiliti (<a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Débaptisation">aggiornamenti sulla campagna di sbattezzo in Francia</a>).<br />
In Germania le cose sono ancora più semplici: una legge del 1919 impone alle religioni di “contare” i propri membri in base alla volontà dei propri fedeli di versare una somma variabile tra l’8 e il 10 per cento delle proprie imposte. Se non si vuole pagare questa tassa si è automaticamente fuori dalla Chiesa e cessano gli effetti del battesimo, mentre se si è battezzati si è invece obbligati a pagare le tasse alla propria Chiesa. La dichiarazione ufficiale di uscita dalla chiesa è effettuabile a partire dal raggiungimento della maggiore età (ovvero a quattordici anni, per quanto riguarda l’appartenenza religiosa).</p>
<p><strong>PERCORSI DI APPROFONDIMENTO</strong><br />
L’annotazione su un atto di battesimo.<br />
«L’aspetto giuridico dello sbattezzo», di Andrea Albertazzi, da L’Ateo n. 2/2004.<br />
«Atei alla meta: i vescovi hanno riconosciuto il diritto di non far parte della Chiesa cattolica», di Raffaele Carcano, da l’Ateo n. 1/2003.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/siticattolici/sitiatei/sitiatei.html">«Aumenta il popolo degli “sbattezzati”. Atei e agnostici si ritrovano sul web»</a>, di Rita Celi, da Repubblica.it, 10 gennaio 2006<br />
<a href="http://www.uaar.it/ateismo/opere/107.html">Battesimi forzati</a>, di Marina Caffiero (Viella 2004): le vessazioni nei confronti degli ebrei romani tra il XVI e il XIX secolo.<br />
Battezzati non credenti, di Aldo Capitini (Parenti 1961).<br />
<a href="http://www.uaar.it/uaar/archivio/archivio1999/attualita17.html">«Chi si ricorda del vescovo di Prato?»</a>, di Mario Patuzzo, da L’Ateo n. 4/1999.<br />
<a href="http://www.uaar.it/uaar/ateo/archivio/2003_5_art1.html">«Della qualità del clero. I risultati di un’indagine e la loro verifica sul campo»</a>, di Raffaele Carcano, da L’Ateo n. 5/2003.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/online/cronaca/sbattesimo/sbattesimo/sbattesimo.html">«La mia lunga battaglia per essere sbattezzato»</a>, di Jenner Meletti, da la Repubblica, 13 luglio 2003.<br />
Nuove ingerenze ecclesiastiche, <a href="http://www.uaar.it/news/2007/04/23/sbattezzo-nuove-ingerenze-ecclesiastiche-aggiornati-moduli/">aggiornati i moduli</a> (23 aprile 2007).<br />
<a href="http://www.uaar.it/uaar/documenti/72.html">«Pio XII e i piccoli ebrei battezzati»</a>, dal Corriere della Sera, 29 dicembre 2004.<br />
Processo al vescovo di Prato, a cura di Leopoldo Piccardi (Parenti 1958).<br />
«“Scresimato”», di Pier Giorgio Nicoletti, da L’Ateo n. 3/2007.<br />
Tesi di laurea sullo sbattezzo del nostro associato Andrea Albertazzi: discussa nel dicembre del 2003, la pubblichiamo con il suo permesso (PDF, 200 Kb).<br />
<a href="http://www.uaar.it/news/2008/07/22/uscire-dal-gregge-novembre-libreria/">Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi</a>, di Raffaele Carcano e Adele Orioli (Luca Sossella Editore 2008): il primo libro a trattare dello sbattezzo, ma anche un excursus storico sull’apostasia (e tanto altro ancora).<br />
Un volantino sullo sbattezzo da fotocopiare e distribuire.<br />
Se vuoi dare visibilità sul tuo sito o sul tuo blog alla campagna UAAR di sbattezzo, puoi consultare le <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/sbattezzo/gifs.html">istruzioni pubblicate sul nostro sito</a>.<br />
PASSAPAROLA SULLO SBATTEZZO<br />
Puoi scaricare la presentazione sullo sbattezzo e inviarla ai tuoi amici. Sono disponibili questi formati:<br />
PPS (per MS Powerpoint), 430 Kb<br />
PDF (per Adobe Reader), 490 Kb<br />
SWF (Flash, da aprire in un browser), 480 Kb<br />
Per salvare i file fai click con il tasto destro del mouse e scegli “Salva oggetto con nome”.</p>
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