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	<title>sciopero degli scrutini &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Radio Kapital: la scuola s&#8217;è destra</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/14/radio-kapital-la-scuola-se-desta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 23:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca E. Magni]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo galbiati]]></category>
		<category><![CDATA[radio kapital]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero degli scrutini]]></category>
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					<description><![CDATA[di Francesca E. Magni e Lorenzo Galbiati L’importante è che nessuno lo sappia, soprattutto i diretti interessati. Altrimenti non sarebbe così semplice licenziare l’equivalente dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat e di tutto il petrolchimico italiano: 150 000 persone, in cinque anni. Per un po’ ha funzionato: la riforma delle elementari è stata fatta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di<br />
<strong>Francesca E. Magni e Lorenzo Galbiati </strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/s0qjQDxnxDE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>L’importante è che nessuno lo sappia, soprattutto i diretti interessati. Altrimenti non sarebbe così semplice licenziare l’equivalente dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat e di tutto il petrolchimico italiano: 150 000 persone, in cinque anni.<br />
Per un po’ ha funzionato: la riforma delle elementari è stata fatta passare in fretta e furia l’anno scorso, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in estate, ma era illegalmente già in vigore da mesi (e con lo stesso metodo si sta facendo passare quella delle superiori). Sì, hanno protestato in tanti, pure in una trasmissione Rai, ma il silenzio successivo sui media nazionali ha funzionato.<br />
Secondo: quando se ne parla, se proprio è necessario, basta parlarne male, denigrare la classe dei lavoratori e la cosa finisce lì. Fannulloni, statali, eccetera, piove sul bagnato, il consenso è immediato. Certo non è gente che “si fa un culo così” a detta di Brunetta, lui che ama chiudere l’aria con il gesto del rubinetto.<br />
Era inevitabile, si è raggiunto il culmine. Succede così anche con la brina, quando l’aria è satura di umidità, non ce la fa più: passa direttamente allo stato solido o – a seconda della temperatura – liquido e diventa o brina o rugiada. “Collassa”.<br />
Dai e dai, alla fine ce ne siamo accorti.<br />
Se ne sono accorti i genitori delle elementari che si sono visti negare il diritto al tempo pieno. Se ne sono accorti i genitori dei bambini ai quali hanno negato l’insegnante di sostegno: ecco che cosa è successo dall’anno scorso con la riforma delle scuole primarie.<br />
<span id="more-35740"></span><br />
Bambini che quando non c’è la maestra prendono la seggiolina e vanno a gruppetti nelle altre classi, perché non ci sono i soldi per un supplente. ( <em>Mia figlia che è in prima elementare, quando manca la maestra, oltre a farsi per caso due ore di religione in una classe non sua – cose che capitano anche se si è scelta l’ora alternativa – e costretta per tutto il giorno a non fare nulla se non qualche disegnino, mi ha detto “mamma è stato il giorno più brutto della mia vita”, non è poco a sei anni… A gennaio arriva una mail di una mamma “anche a voi risulta che il vostro bambino è rimasto per due ore in un’altra classe seduto per terra sul pavimento freddo, senza poter disegnare, con il libro sulle ginocchia?!”.</em>nd Francesca)<br />
Poi è  uscita la foto sul giornale locale perché i bambini hanno vinto un bel concorso e che cosa hanno vinto? Una risma di carta per ogni classe! Bel premio, una risma di carta intera per tutta una classe. Ed erano tutti sorridenti nelle foto. Maestre comprese, che fortuna, finalmente la carta in classe.</p>
<p><strong>In sala professori non trapelava nulla.</strong></p>
<p>Ma ce ne siamo accorti anche alle superiori eccome. Me ne sono accorta a settembre, entrando nella mia nuova terza, con 33 studenti, tutti stipati nell’aula. [la petizione contro le classi pollaio è <a href="http://www.politeia.emr.it/petizione_contro_classi_affollate/">qui</a>:  l’8 giugno è finita la raccolta delle firme, la petizione è stata inviata alla Corte Costituzionale, e alla VII Commissione Cultura della Camera e Commissione Cultura del Senato mercoledì 9 giugno]<br />
L’attuale governo vede fin dove può arrivare, vista la classe docente, ormai rassegnata. Ma non conosce il fenomeno della saturazione, evidentemente.<br />
È scattata la rivolta, lo è da mesi, con tante iniziative di protesta e di informazione sulla situazione della scuola pubblica italiana, da parte di coordinamenti di genitori, di docenti, di lavoratori Ata, da parte dei sindacati e anche dei Partiti di opposizione, in tutta Italia.</p>
<p>Ecco solo alcuni fra i tanti casi di protesta (ci scusiamo per eventuali dimenticanze ma vi invitiamo ad usare lo spazio dei commenti per aiutarci ad allungare la lista o correggere inesattezze):<br />
&#8211; <a href="http://www.presidiouspmi.splinder.com/">presidio permanente dei precari da settembre 2009 </a>davanti all’ Ufficio Scolastico Provinciale (Usp) di Milano; <a href="http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/Catania-Italy/Provveditorato-di-Catania-occupato/120072879732?ref=mf&amp;ajaxpipe=1&amp;__a=13">presidio permanente dei locali dell’Usp di Catania </a> da settembre 2009; assedio al Provveditorato di Modena del 19 marzo; <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=371336653507&amp;v=info&amp;ref=ts#!/event.php?eid=131267920217113&amp;ref=mf">occupazione Usp di Agrigento</a>, 3 giugno , ecc…</p>
<p>&#8211; scuole occupate: come il liceo classico Tito Livio di Padova, il 18 marzo 2010 si è riunito per tre giorni in assemblea (“L&#8217;istituto, che vanta un credito di 155 mila euro dallo Stato, non ha soldi per pagare le supplenze e per coprire le spese dell’esame di Stato. Aderiscono anche personale Ata e genitori”)  o <a href="http://www.aetnascuola.it/categorie/51-news/483-roma-occupazione-scuola-elementare-principe-di-piemonte-23-24-25-febbraio-2010">come le elementari del Circolo Didattico “Principe di Piemonte” di Roma</a> 23, 24, 25 febbraio  ecc ecc…</p>
<p>&#8211; Manifestazioni di protesta: dal 12 al 31 marzo “L<a href="http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=371336653507&amp;ref=ts">a scuola va a rotoli”</a> ( a questo indirizzo trovate i link a tutti gli altri coordinamenti in Italia che hanno aderito, come Le scuole in rosso, Il coordinamento dei CdC e CdI di Bologna, Il coordinamento dei CdI e CG di Modena e Provincia, Retescuole, La rete dei CdC e CdI di Venezia, CGD &#8211; Coordinamento Genitori Democratici, Coordinamento genitori e insegnanti x la scuola pubblica di Padova e Provincia, La scuola siamo noi &#8211; Coordinamento Scuole Parma,  Comitato in difesa della scuola pubblica, SOSscuola Genova, L&#8217;istituto comprensivo Montagnola-Gramsci di Firenze); i<a href="http://www.idocentiscapigliati.com/2010_04_18_archive.html">ngressi di quasi 100 scuole sigillati con scotch in Piemonte il 25 aprile</a> ; iniziativa “Tutti devono sapere” dal 14 maggio del Gruppo di Lavoro dell&#8217;Assemblea genitori insegnanti <a href="http://www.assembleascuolebo.org">delle scuole di Bologna e provincia</a>; l’11 giugno ultimo giorno di scuola a Firenze con banchi, lavagne e cattedra in piazza, i<a href="http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/cronaca/2010/06/11/344364-banchi_scuola_piazza.shtml">niziativa promossa dalla Regione Toscana</a> , ecc… </p>
<p>&#8211; il preside dell’ITC “Tosi” di Busto Arsizio (Va), dopo 32 anni di servizio, <a href="http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=174730">si è dimesso per protestare contro la riforma della scuola: </a><br />
Adesso non si riesce più a tacere. Collasso, saturazione.<br />
E oltre alle tante mozioni e delibere dei Collegi dei Docenti di tanti Istituti contro la riforma Gelmini, oltre a proteste come quella ad esempio dell’ Istituto Commerciale &#8220;Primo Levi&#8221; di Quartu Sant&#8217;Elena, in provincia di Cagliari, del 9 giugno, con le dimissioni in blocco dal ruolo di coordinatore di venti insegnanti (che ha provocato l’aggiornamento degli scrutini anche delle classi terminali), oltre a tutti gli scioperi fatti quest’anno.<br />
Non abbiamo parlato di tante cose, di tutto quello che non va in questa “riforma”, né abbiamo detto dei tagli di materie intere, dell’eliminazione dei laboratori, dello sfascio degli ITIS (nei quali la riforma parte non solo dalla classe prima, ma anche da quelle successive!), non abbiamo parlato dei tagli alla scuola pubblica e dei regali a quelle private (“<a href="http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=11371&amp;Itemid=66">19mila euro per ogni classe delle scuole private”</a> ) degli aumenti di 200 euro mensili solo agli insegnanti di religione….</p>
<p>Non abbiamo parlato dei tagli alle Università, agli Enti di ricerca….<br />
Ma vogliamo finire con tre appunti: il primo è l’elenco infinito di tutte le eccellenze, i lavori che a scuola si fanno con tanta professionalità, con passione e voglia di fare da parte di tutti, studenti, docenti, tecnici, perché a scuola si sta bene, si cresce, si vive. Ne cito solo pochissimi: la manifestazione “<a href="http://www.scienza-under-18.org/">Scienza Under 18” </a> partita tredici anni fa da un’idea dei docenti della scuola media “Rinascita” di Milano e che adesso si è diffusa a livello nazionale; il premio <a href="http://www.giornalistinellerba.org/">“Giornalisti nell’erba”</a> che coinvolge i ragazzi dalle scuole materne fino a quelle superiori. Chiedete agli organizzatori se hanno qualche finanziamento, chiedeteglielo… devono recuperare poche migliaia di euro per le spese, tutto il resto è volontariato, sono attività che senza ore e ore di volontariato morirebbero immediatamente. Ma che ci volete fare, c’è chi vive ancora di passione: partecipare alla voglia di fare dei ragazzi, vederli parte attiva della società, vederli valorizzare le proprie potenzialità ripaga di tutto, la scuola non è un’azienda.</p>
<p>E i casi dei singoli docenti, che incoraggiano, preparano gli studenti che vincono premi prestigiosi? Eccone qui due, assassinati dalla “riforma” Gelmini: il professor Mario Iodice, docente di lettere classiche al liceo Cairoli di Varese. Degli otto allievi preparati per sostenere competizioni nazionali in lingua latina o greca, il professore ha “incassato” sempre prestazioni da podio o da menzione speciale. Una performance che non è passata inosservata al Ministero che ha preso carta e penna per esortarlo a proseguire nella sua opera formatrice con tanta passione e devozione. Peccato che con la riforma perda il posto. L’articolo se vi interessa è<a href="http://www3.varesenews.it/scuola/articolo.php?id=171308"> qui</a>.</p>
<p>O ancora: Rossella Zamparini, insegnante di matematica, dal suo osservatorio di frontiera, l’IISS Von Neumann, «la scuola più complessa di Roma» (due sedi nella periferia di San Basilio, una terza nel carcere di Rebibbia), la vede così: «La distruzione della scuola pubblica è iniziata, i nostri ragazzi sono stati premiati in Cina per i progetti sulla robotica, ma l’insegnante che li ha seguiti con questa riforma rischia di perdere il lavoro, <a href="http://www.unita.it/news/scuola/95216/contro_la_deforma_gelmini_andremo_alla_consulta ">come molti insegnanti tecnico-pratici, dicono “più matematica”</a> e poi scopro che il prossimo anno la mia materia verrà tagliata del 30 per cento».</p>
<p>Il secondo appunto è l’episodio gravissimo dell’Emilia Romagna <a href="http://www.foruminsegnanti.it/images/materiali/Circolare_Limina.pdf">della circolare ministeriale</a> che il 27 aprile 2010, Marcello Limina, numero uno dell’Ufficio scolastico regionale ha spedito a tutti i presidi della Regione, nella quale ci si appella a “gerarchia e obbedienza” per impedire agli insegnanti di esprimere il proprio pensiero sulla riforma [si veda anche il <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/13092-la-circolare-limina-breve-preludio-e-prove-di-regime/">seguente articolo.</a> Il 31 maggio l’assemblea dei docenti delle scuole superiori di Bologna ha approvato all’unanimità le dimissioni di Marcello Limina. Vale la pena di sentire la voce di questa insegnante:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7ZIcBC5K4Yo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
(27 maggio 2010)</p>
<p>E il terzo è sulla necessità di abrogare questa riforma, perché non è con i tagli di personale che si risolvono i problemi della scuola. Bisogna fare quello che non è ancora mai stato fatto: un lavoro di risanamento basato sulla conoscenza reale della situazione scolastica, ma da parte di persone competenti, di chi nella scuola lavora e ha quindi l’esperienza, le capacità, i titoli e i meriti necessari per risolvere e migliorare le cose. Come possiamo accettare lezioni sul “merito” da chi merito non ha? Quali pubblicazioni, quali libri, quali studi, quali esperienze, quali titoli ha la signora ministra per poter gestire una situazione complessa come quella scolastica? Vogliamo un gruppo di ricerca con i nomi dei migliori docenti, pedagogisti, formatori, dirigenti scolastici, esperti di management complesso, che sono tanti e che da anni lavorano e fanno ricerca nel campo, che studiano, pubblicano e hanno idee.<br />
Diamo quindi subito la disponibilità a creare nelle nostre città comitati promotori per un Referendum che abroghi questa scellerata “riforma”. Il gruppo su facebook <a href="http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=114629541915812">è questo</a><br />
(indirizzo e-mail: abrogazionegelmini[@]libero.it)</p>
<p>Dimenticavamo un fatto importantissimo: dopo Bolzano, a<a href="http://www.flcgil.it/notizie/news/2010/maggio/la_regione_sicilia_ha_votato_il_rinvio_dell_attuazione_dei_regolamenti_sulla_scuola_secondaria_superiore">nche la Regione Sicilia, il 23 maggio, ha votato</a> il rinvio di un anno dell’attuazione dei Regolamenti della Scuola Secondaria Superiore . Però <a href="http://www.facebook.com/notes/mila-spicola/quando-la-lotta-alla-mafia-si-fa-vera-e-silenziosa-allimprovviso-si-rimane-da-so/420583443216">leggiamo adesso  che a Palermo all’ Istituto alberghiero di Corso dei Mille,</a> sono state rifiutate 550 iscrizioni di ragazzi come primo effetto dei tagli agli organici nella scuola superiore, tra cui anche disabili. Vergogna.</p>
<p>Da parte di noi docenti, oltre a tutte le forme di lotta e protesta già citate, nell&#8217;immediato ci stiamo prodigando per far arrivare ai media la necessità di abrogare questa riforma con una forma di sciopero eccezionale: il blocco degli scrutini. Lo sciopero degli scrutini convocato dai Cobas e dal Coordinamento dei Precari della Scuola è iniziato il 7 e l&#8217;8 giugno in Emilia-Romagna, in Calabria e in provincia di Trento provocando il blocco di quasi un migliaio di scrutini. È proseguito il 10 e l’11giugno in Puglia, in Veneto e nelle Marche, l’11 e il 12 giugno in Sardegna e in Umbria, e ha ottenuto ottimi risultati come il blocco del 12 per cento degli scrutini in Veneto e del 26 per cento in Sardegna.</p>
<p><a href="http://docentiprecari.forumattivo.com/sciopero-degli-scrutini-tutti-gli-aggiornamenti-in-tempo-reale-f19/comunicato-stampa-cobas-su-sciopero-scrutini-t3503.htm ">Secondo il Forum dei docenti precari, </a>in Veneto sono stati bloccati gli scrutini di moltissime scuole superiori, in particolare nelle province di Venezia (per esempio l’Istituto d’Arte, il Liceo Artistico, lo Scientifico e il Nautico di Venezia, gli ITIS Zuccante di Mestre e Volterra di S. Donà di Piave, l’IPSIA D’Alessi di Portogruaro) e di Padova (per esempio l’ITC Calvi, l’ITIS Marconi, il Modigliani, il Leonardo da Vinci e il Newton). Tanti docenti e collaboratori scolastici hanno versato 10 euro alla Cassa di Resistenza per risarcire gli scioperanti della trattenuta.</p>
<p><strong>Ora lo sciopero toccherà il suo apice, estendendosi il 14 e il 15 giugno in tutte le altre regioni italiane e nella provincia di Bolzano.</strong></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/06/12/news/scuole_scrutini_bloccati_cos_i_prof_contestano_i_tagli-4778759/?ref=HREC1-2">Fino a ora sono stati bloccati complessivamente almeno 4 mila scrutini</a> nella scuola superiore, secondo il leader dei Cobas Bernocchi  e se la protesta dilagherà potrebbero essere a rischio le prove  d´esame nazionale per gli alunni delle scuole medie e superiori.</p>
<p>Poiché il fronte sindacale è diviso, la settimana appena trascorsa ha visto i docenti partecipare  a forme di protesta molto diversificate. A Milano è stato improvvisato un &#8220;flash mob&#8221; in piazza Duomo, a Torino è stato occupato da alcuni docenti l&#8217;ex istituto magistrale Regina Margherita, a Cagliari si è svolto un sit-in di protesta davanti ai locali dell&#8217;Ufficio scolastico regionale.<br />
I docenti più colpiti dai tagli del governo saranno come sempre quelli precari: con la scomparsa di 40 mila posti di lavoro, a settembre 15 mila precari rischiano di restare disoccupati. Ma in generale si constata come la situazione in cui versa la scuola italiana sia di grande sofferenza da tutti i punti di vista. Sofferenza che assumerà il carattere della disperazione per tutti quei docenti, precari e no, che perderanno il posto di lavoro, oppure dell’esasperazione per tutto il personale addetto alla scuola, docente e no, che pur rimanendo in servizio perderà, dal 2011 a fine carriera, dai 29 mila ai 42 mila euro. In molte scuole superiori, già da tempo depotenziate economicamente, non saranno attivati i corsi di recupero estivi, previsti per legge per gli alunni con giudizio “sospeso” fino a settembre, perché non è arrivata la garanzia della loro totale copertura finanziaria. Forse, secondo il nostro governo i docenti appartengono a una categoria che gode di tali e tanti privilegi che dovrebbe lavorare gratis d’estate.</p>
<p>A fronte di questa situazione, appare del tutto inadeguata la risposta data dai maggiori sindacati italiani, CGIL, CISL e UIL, che non hanno promosso il blocco degli scrutini. Lo sciopero degli scrutini sta quindi prendendo una svolta del tutto auto-organizzata. Infatti, <a href="http://www.orizzontescuola.it/node/8286">in provincia di Milano  aumentano </a>di giorno in giorno le adesioni allo sciopero da parte dei professori di famose scuole della città di Milano come il Varalli , il Giorgi, il Tenca, il Tito Livio, il Luxembourg, il Brera, il Marconi, l&#8217;Oriani Mazzini, il Marie Curie, lo Steiner, il Leonardo da Vinci, l&#8217;Einstein, il Galvani, l&#8217;Arcadia Pertini e l&#8217;Itsos di Cernusco, il Bellisario di Inzago, l&#8217;Olivetti di Rho, il Marconi di Gorgonzola, il Mosè Bianchi di Monza.</p>
<p>La sezione provinciale milanese della FLC CGIL, vedendo questa mobilitazione generale del corpo docente, ha deciso di partecipare al blocco degli scrutini del 14 e del 15 giugno con uno sciopero orario.</p>
<p><a href="http://fc.retecivica.milano.it/rcmweb/flccgil/FLC%20CGIL/S0A259C1C-0A259C49?WasRead=0 ">In una nota della CGIL milanese</a>, si legge che in attesa della proclamazione dello sciopero generale contro la manovra del governo, la FLC CGIL ha proclamato lo sciopero orario dei docenti impegnati in attività collegiali (scrutini e altro), che potrà svolgersi a condizione che i docenti non siano impegnati negli scrutini delle classi quinte. Questo sciopero si rivolge soltanto alla categoria dei docenti della secondaria superiore soprattutto perché quei professori non potranno partecipare, per la quasi totalità, allo sciopero generale previsto per il 25 giugno in quanto impegnati negli esami di stato;<br />
<strong>si vuole denunciare</strong> l&#8217;iniqua misura che taglia l&#8217;orario scolastico d&#8217;ordinamento alle classi seconde, terze e quarte degli istituti tecnici e professionali;<br />
<strong>si chiede</strong> che gli esuberi derivanti dai tagli siano utilizzati nelle scuole di provenienza per progetti professionalmente qualificati deliberati dal collegio docenti; infine,<br />
<strong>si chiede</strong> l&#8217;assunzione in ruolo su tutti i posti vacanti.</p>
<p>Mentre scriviamo, lo sciopero orario della CGIL per i giorni 14 e 15 giugno, sta ancora aspettando l’approvazione della Commissione di garanzia dato che, a differenza di quello lanciato dai Cobas, che prevede una trattenuta sullo stipendio dell’intera giornata di sciopero, quello della CGIL avrebbe come conseguenza la trattenuta delle sole ore di scrutinio per le quali il docente sciopera.<br />
Restiamo in attesa, noi docenti, anche di domenica. L’Italia dell’istruzione e della cultura, del resto, è in attesa da decenni di una vera riforma, non di tagli di bilancio e di organico spacciati per riforma.</p>
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