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	<title>scissione &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Allora ce ne andiamo prima noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2005 14:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[raul montanari]]></category>
		<category><![CDATA[scissione]]></category>
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					<description><![CDATA[di Raul Montanari O meglio, me ne vado io, e spero che non sarò il solo. Concordo con Biondillo: Nazione Indiana senza Antonio Moresco e Tiziano Scarpa non esiste più. Mi sembra stravagante e involontariamente comico che i puri e i fondatori escano da quella che mi ostino a chiamare una casa, e che i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <b>Raul Montanari</b></p>
<p>O meglio, me ne vado io, e spero che non sarò il solo. Concordo con Biondillo: Nazione Indiana senza Antonio Moresco e Tiziano Scarpa non esiste più. </p>
<p>Mi sembra stravagante e involontariamente comico che i puri e i fondatori escano da quella che mi ostino a chiamare una casa, e che i conciliati, i mediocri, gli asserviti al potere, gli introiettivi delle logiche dominanti, o semplicemente quelli che hanno “altre aspirazioni” stiano qui dentro a consumare quello che c’è rimasto in frigorifero. Poi cosa succederà? I fondatori fonderanno qualcosa di diverso? E’ molto più logico che usciamo noi e lasciamo la casa Nazione Indiana a chi ha meritato, francamente, di assumerne l’identità. Usciamo noi, io per primo.<br />
<span id="more-1184"></span><br />
Ho dissentito dalla reazione di Antonio Moresco e Carla Benedetti alle parole dimesse, modeste, sommesse, che Giuseppe Caliceti aveva scritto qui un mese e mezzo fa, e continuo a dissentirne. E’ tutto cominciato lì: basta tornare indietro e controllare. Nelle discussioni seguite, ho fatto notare che in Nazione Indiana esistono palesemente indiani di serie A e indiani di serie B, indiani nucleari e indiani marginali. Eccone la prova: l’uscita di Tiziano e Antonio polverizza la Cosa, istantaneamente, chiunque abbia onestà intellettuale lo capisce. Fossimo usciti io e Gabriella Fuschini, sarebbe stato lo stesso? (Scusami, Gabriella!). Non parlo di aristocrazia di sangue, è ovvio! Parlo di meriti e centralità. </p>
<p>Essendo un po’ tonto, non ho capito che ci si giocava il culo, la faccia, l’anima e la vita sul convegno, e che tutto il resto, il lavoro a volte massacrante fatto per due anni e mezzo sul blog, un lavoro in cui si difendeva quotidianamente un’idea forte di letteratura e di ruolo dello scrittore, lavoro al quale pure Antonio riconosce un grande valore, veniva in secondo piano; sì, perché quando c’è stato da contare chi c’era e chi non c’era, a quanto sembra valeva solo lo scattare sull’attenti allo squillo di tromba che annunciava il congresso. In nome del congresso sull’editoria bisognava muoversi compatti e granitici, e fra l’altro unanimemente dire che “Giuseppe Caliceti è portatore di una visione rinunciataria e immiserita della letteratura”, cosa che a me, scusatemi tanto, continua a sembrare una bestialità. Io e altri ci siamo mossi troppo torpidamente, e la conseguenza è questa. </p>
<p>Per questi motivi, sinceramente e fuori da ogni polemica, trovo inconcepibile che Moresco esca da una casa che lui ha fondato e a cui ha dato nome, e che io ci resti dentro; trovo folle che ne esca Tiziano, l’animatore, l’uomo delle idee, dei post folgoranti, il più creativo e anche, se posso dirlo, il più caro fra tutti noi. </p>
<p>Non solo invito Antonio e Tiziano a ripensarci, ma faccio anche il nome di Piero Sorrentino e Andrea Barbieri per sostituire me e chi uscirà con me. Sono giovani, sono motivati, sono intelligenti e pieni di passione, cose che forse a me e ad altri ormai mancano; lo dico con tutto il cuore.</p>
<p>Un caro abbraccio a tutti. Questo è un bruttissimo giorno.<br />
Raul</p>
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