Tag: scrittura

Usus scribendi – Una cosa sui miei racconti

[Quattro nuovi autori che ci spiegano dal di dentro cosa stanno facendo, quale letteratura tentano di produrre. Un pezzo ciascuno. Niente domande, niente sollecitazioni esterne. Il primo contributo è qui. il secondo qui . G.B.]


di Luca Ricci

Per merito (o colpa?) di Guido Davico Bonino, che nel risvolto del mio primo libro einaudiano mi accusava di originalità, mi sono sentito spesso rivolgere la fatidica domanda: ti reputi originale?… Leggi il resto »

Usus scribendi – Come si nuota

[Quattro nuovi autori che ci spiegano dal di dentro cosa stanno facendo, quale letteratura tentano di produrre. Un pezzo ciascuno. Niente domande, niente sollecitazioni esterne. Il primo contributo è qui. G.B.]

di Elena Varvello

Perdonatemi se parto da lontano, e se quello che dirò sfiorerà soltanto il cuore del problema – la scrittura, il suo significato, la visione che ne ho.… Leggi il resto »

Usus scribendi – La Sete e il Viaggio

[In un carteggio privato Luca Ricci mi ha fatto una proposta che m’è piaciuta subito: “Quattro nuovi autori che ci spiegano dal di dentro cosa stanno facendo, quale letteratura tentano di produrre. Un pezzo ciascuno. Niente domande, niente sollecitazioni esterne”. Anche solo non aver parlato di “giovani scrittori” (cosa che in effetti sono) ma di “nuovi autori” m’è sembrata la giusta premessa metodologica.… Leggi il resto »

Cubicoli

di Alessandra Lisini

Le ultime cose che restano in uno spazio prima che si svuoti sono le più difficili da spostare. Perciò nelle case si ritrova sempre qualcosa di chi ci abitava prima, e anche per questo prima di rimuovere l’ultimo pezzo, negli ultimi momenti di un trasloco, ci si guarda bene attorno sperando di vedere l’ulteriore ultima cosa, prestando attenzione che in quel penultimo spostamento l’aria della stanza non ci piombi addosso con le sue poche atmosfere.… Leggi il resto »

Prima che la storia finisca

di Alessandra Galetta
Uno

Si chiamava Akan Kappa e poteva dirsi fortunato.
Aveva superato l’attraversamento del deserto in camion, le onde del Mediterraneo su una tinozza che imbarcava acqua, le camionette della polizia sulla costa, ed era giunto a Roma in un giorno di sole e dopo due ore era già in una fabbrica a scaricare pacchi di abiti usati.… Leggi il resto »

Il trono di Grazia

di Demetrio Paolin

Ad Annalisa

Salirono in macchina. Il viaggio fu piacevole, l’aperta campagna s’apriva a un verde smagliante dintorno. Una primavera forsennata che aveva deciso dimostrare tutta la sua bellezza. Arrivarono a una chiesa. Non era niente di che, un edificio scarno e mezzo abbandonato.… Leggi il resto »

Non avevo capito niente

di Piero Sorrentino

Se, come ha detto una volta Peter Stein, il “monologo non è mai teatro”, si potrebbe allo stesso modo affermare che “la prima persona non è mai romanzo”. Con un sorriso, il famoso regista tedesco ammetteva che quando assisteva a un monologo sulla scena, istintivamente aspettava, “perché finalmente ci fosse teatro”, che da un momento all’altro arrivasse un secondo attore.… Leggi il resto »

Passi spiegati

di Mariasole Ariot

Ho contato i minuti senza tener conto del tempo, quando mi sono accasciata alla decima delle sedie chiamate sedute.

Aveva gli occhi stupidi, i tacchi alti, una vetrina di manuali, sulla testa e mi sorrideva elencando le solite domande di dettaglio – ché la circostanza, in quelle stanze, non concede alcun dubbio.… Leggi il resto »

Moleskine 3

di Sergio Garufi

Stilos ha chiuso. In molti ne hanno rimarcato i difetti: il provincialismo delle foto e delle didascalie degli autori dei pezzi, la diffusione non proprio capillare, il tono quasi esclusivamente elogiativo degli articoli, l’assenza di retribuzione, l’eccessiva autoreferenzialità.… Leggi il resto »

Intervista a Giancarlo De Cataldo

di Gianni Biondillo

[allego qui la versione estesa di un’intervista fatta a Giancarlo De Cataldo per GQ. Quella pubblicata nel numero di agosto, per capirci, è lunga circa la metà]

Vivo un mio personale conflitto d’interessi. M’è stato chiesto di intervistare un amico, Giancarlo De Cataldo.… Leggi il resto »

Oralità e scrittura in Gadda 2

(Prima parte qui)

Eros e Priapo: oltre il pamphlet

di Andrea Inglese

Nel suo saggio sul pamphlet moderno, Marc Angenot ricorda: “la forma primitiva ed elementare del pamphlet è l’invettiva ; lo spettacolo dello scandalo e dell’impostura richiede innanzitutto l’esplosione della collera, l’abreazione aggressiva, tanto più aggressiva dal momento che l’autore del pamphlet si sente invaso, minacciato e impotente”.… Leggi il resto »

Buràn, scritture invisibili dal mondo

Vanta collaborazioni con il British Council di Londra e con la Boston University. Pubblica il racconto che ha vinto l’ultimo prestigioso Million Writers Award. Scopre talenti e scritture dalla Cambogia, dal Ghana, dall’Estonia e dal resto del mondo. E’ il nuovo numero di Buràn (http://www.buran.it), rivista letteraria online che insegue storie e racconti in tutta la Rete mondiale, traducendole – esperienza unica nel nostro Paese – per la rete italiana.… Leggi il resto »

Oralità e scrittura in Gadda 1

(Nella discussione scaturita dal suo ultimo post, Massimo Rizzante ha ricordato come la storia del romanzo sia in gran parte dipesa dalla capacità dello scrittore di captare il magma dell’oralità, per iscriverlo all’interno dell’architettura narrativa. L’oralità è il mostro che il romanziere deve domare, affinché la lingua in cui scrive non sia lingua “libresca”.… Leggi il resto »

Anteprima 1 Sud 9/ Martina Mazzacurati

PROVE DEL PASSAGGIO TERRENO
di
Martina Mazzacurati

Che il professor Giancarlo Mazzacurati, maestro dei generi letterari trasversali e delle metafore universali, ad un certo punto della sua vita si sia messo a buttar giù pensieri transitori compiuti, non stupisce. Non stupisce lo sdoppiamento in Carlo Curati e Giovanni Mazza, i coautori dell’opera.… Leggi il resto »

Scrivere al computer tra cancellature e versioni

di Vincenzo Della Mea

E’ interessante osservare ciò che dall’informatica filtra verso la letteratura per almeno tre ragioni. La prima è che, come osserva Giuseppe O.Longo in “Homo technologicus” (Meltemi, 2001), sta avvenendo una trasformazione da homo sapiens a homo technologicus, in quanto la tecnologia che produciamo va a modificare l’ambiente in cui viviamo, e questo a sua volta vincola il processo evolutivo dell’uomo.… Leggi il resto »

El boligrafo boliviano 1

Una nota di Gianni Biondillo sul diario andino di Silvio Mignano

Ho conosciuto Silvio Mignano in una di quelle manifestazioni di provincia dedicate agli scrittori che, ho scoperto nel tempo, sono sempre più un modo non solo per farsi conoscere ai lettori ma anche un modo per conoscersi a vicenda.… Leggi il resto »

Un po’ di autoreferenzialità

di Christian Raimo

[condivido qui l’intervento molto a braccio che ho fatto al piccolo convegno “La Tribu dei blog” un paio di mesi fa a Foggia. Al convegno hanno partecipato Giulio Mozzi, Michele Trecca, Ivano Bariani, Manila De Benedetto]

Provo a dire delle cose… A me viene in mente questa cosa qui.… Leggi il resto »

Slanci frenati

di Carla Benedetti

Cari indiani,

la lettera di commiato di Antonio Moresco non mi sorprende. Chi era presente all’ultima riunione di Nazione Indiana sa che anch’io in quella occasione ho detto cose analoghe. E ora provo a ridirle qui, con la maggiore serenità possibile.… Leggi il resto »

Sommessamente, sulle scuole di scrittura

di Raul Montanari

Se Riccardo Ferrazzi ha fatto fatica ad arrivare in fondo al discorso di Veronesi, io ho addirittura saltato qua e là perché proprio non ce la facevo.

Spero nessuno si offenda se dico che questo discorso è molto scombinato; ci sono scrittori bravi a scrivere romanzi – e Veronesi è sicuramente uno di questi – che però magari hanno qualche problema a teorizzare.… Leggi il resto »

Il professionista e il dilettante

Una lezione di scrittura sulle lezioni di scrittura

di Sandro Veronesi

(Questa è la trascrizione di una lezione tenuta da Sandro Veronesi a un corso di scrittura presso minimum fax)

Il problema di questi…chiamiamoli corsi, più o meno strutturati, è sempre il rapporto che si determina tra chi viene a parlare e chi va ad ascoltare.… Leggi il resto »