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	<title>soulèvements de la terre &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Siamo con voi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2024 17:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>collettivo France Nature Environnement, Soulèvements de la Terre ...</strong>  Noi vogliamo costruire insieme un modello che sia vantaggioso per gli agricoltori, i consumatori e alla vita biologica, come avrebbe dovuto essere da sempre. E saremo in piazza insieme per discuterne e manifestare, perché sì, è possibile battersi per l'ambiente e al contempo per l'agricoltura del futuro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Youth for Climate</strong>, <strong>France Nature Environnement</strong>, <strong>Extinction Rebellion</strong>, <strong>Soulèvements de la Terre</strong> <strong>&#8230;</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-106685" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/01/20230322115020-213223nouveau95i6986_tagl-300x199.jpg" alt="" width="450" height="298" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/01/20230322115020-213223nouveau95i6986_tagl-300x199.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/01/20230322115020-213223nouveau95i6986_tagl-150x99.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/01/20230322115020-213223nouveau95i6986_tagl-696x462.jpg 696w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/01/20230322115020-213223nouveau95i6986_tagl-633x420.jpg 633w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/01/20230322115020-213223nouveau95i6986_tagl.jpg 754w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>Ci rivolgiamo a tutti gli agricoltori e a tutte le agricoltrici che hanno manifestato la loro rabbia negli ultimi giorni, ma anche e a tutti quelli che ancora esitano a unirsi a loro. Noi, organizzazioni ecologiste, contadine e militanti che da decenni ci battiamo per un diverso modello di agricoltura, condividiamo questa rabbia e rifiutiamo il discorso dominante che vorrebbe fare di noi dei nemici.</p>
<p>Siamo arrabbiati perché sappiamo che la distruzione delle condizioni di vita degli agricoltori/trici e la distruzione degli ecosistemi vanno a beneficio delle stesse persone, che non sono né voi né noi.</p>
<p>Fin dagli inizi dei movimenti ambientalisti, ci siamo sempre mobilitati con determinazione sulla questione del modello agricolo e delle condizioni di lavoro e di vita degli agricoltori. Perché sappiamo che l&#8217;agricoltura ha un impatto enorme sull&#8217;ambiente: la qualità della terra, dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua, di ciò che mangiamo e, naturalmente del clima, dipendono da ciò che coltiviamo e alleviamo e da come lo facciamo.</p>
<p>Abbiamo lottato contro gli accordi di libero scambio, per la sovranità alimentare e affinché ogni Paese &#8211; e ogni agricoltore &#8211; possa vivere della propria pratica agricola e mantenerla in vita, invece che sottometterla alla concorrenza internazionale. Abbiamo manifestato a fianco degli agricoltori contro la svendita del mondo agricolo alla finanza, contro il Tafta (con gli Stati Uniti), il Ceta (con il Canada), il Mercosur (con l&#8217;America Latina) e ora i trattati di libero scambio con la Nuova Zelanda, il Cile e il Kenya sostenuti da Emmanuel Macron.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il principio di una previdenza sociale del comparto alimentare</strong></p>
<p>Come consumatori e come attivisti, abbiamo sostenuto l&#8217;agricoltura contadina, abbiamo creato e promosso le Amap, i canali di distribuzione corti e l&#8217;agricoltura biologica, e ci siamo impegnati fino a mettere i nostri risparmi al servizio di nuove aziende. Da tempo chiediamo che in Francia ci sia almeno un milione di agricoltori, e sappiamo quanto sia urgente trovare dei rimpiazzanti, perché tra meno di dieci anni la metà degli agricoltori del Paese andrà in pensione. E anche se questo non basta, migliaia di attivisti ambientali hanno già intrapreso la strada dell&#8217;agricoltura per dedicarcisi nel concreto.</p>
<p>È per questo che molti di noi difendono oggi il principio di una <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/S%C3%A9curit%C3%A9_sociale_de_l%27alimentation">previdenza sociale del comparto alimentare</a>, un sistema di solidarietà tra consumatori e produttori che permetta a questi ultimi di vivere dignitosamente del proprio lavoro e di riprendere il controllo sulla nostra alimentazione.</p>
<p>Anche nel campo dell&#8217;agricoltura, come in altri, siamo ben consapevoli di tutta l&#8217;ambiguità delle normative. Esse possono certo tutelare la salute dei lavoratori, la fertilità della terra, le risorse idriche&#8230; ma con finalità lodevoli, a volte impongono vincoli tecnici e pratici e rendono asettica la professione, al punto da portare alla scomparsa delle piccole aziende agricole a vantaggio di chi può raggiungere una dimensione ancora più industriale e indebitarsi ulteriormente. Le normative ambientali non devono essere attaccate indiscriminatamente, ma queste devono piuttosto essere sostenute finanziariamente, in modo da mantenere i redditi e rendere la loro applicazione compatibile con le pratiche agricole.</p>
<p>È per questo che molti di noi hanno sostenuto e proposto senza successo una PAC diversa, che aiuti davvero gli agricoltori alla riconversione, e per non lasciarvi soli a affrontare restrizioni ambientali imposte senza alcuna contropartita e che possano essere applicati in modo pratico ed equo.</p>
<p>Anche &#8211; e si potrebbe dire soprattutto &#8211; quando ci battiamo contro questo o quel progetto agrario, contro dei megainvasi o degli allevamenti industriali di proporzioni assurde, lo facciamo sistematicamente con gli agricoltori e per gli agricoltori. Perché è ingiusto e ipocrita che pochi agricoltori monopolizzino l&#8217;acqua a scapito di chi cerca di produrre diversamente. Perché le fattorie industriali contro le quali ci battiamo distruggono posti di lavoro nel mondo contadino ed esercitano una pressione sleale sui piccoli allevatori, che sono costretti a conformarsi o a chiudere bottega. E tutto questo va a vantaggio dei grandi gruppi, che li spingono verso allevamenti sempre più grandi, per poi acquistare i loro prodotti a prezzi irrisori: questa è la strategia del gruppo Duc, ad esempio, come ha rivelato <a href="https://www.mediapart.fr/journal/economie/101022/autour-de-chailley-dans-l-yonne-les-megapoulaillers-continuent-de-pousser">un&#8217;inchiesta</a>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il fallimento e il dramma di un modello produttivo</strong></p>
<p>Fermare questi progetti significa difendere un modello agricolo che salvaguarda gli organismi viventi, ma soprattutto permette al resto del mondo agricolo di vivere dignitosamente di un lavoro di qualità.</p>
<p>Perché chi c&#8217;è dietro il calo del numero di agricoltori/trici in Francia, sceso a meno di 500.000? Chi c&#8217;è dietro i suicidi di ogni giorno degli agricoltori, delle montagne di debiti? Dietro agli obblighi di rese sempre più elevate, alla concentrazione sempre più spinta delle terre nelle mani di pochi, ai prezzi sempre più bassi per ciò che producete? Solo nell&#8217;ultimo anno i prezzi agricoli sono scesi in media del 10%, mentre l&#8217;inflazione si è impennata, così come i profitti dei grandi gruppi agroindustriali e della grande distribuzione.</p>
<p>Questo fallimento e questo dramma sono il frutto di un modello produttivista, sostenuto dalla grande distribuzione e dai governi che si sono succeduti da decenni, contro il quale abbiamo ci battiamo da molto tempo.</p>
<p>Il modello agricolo che sosteniamo mina per l’appunto le cause di queste tragedie. Ma combatte anche contro l&#8217;autoritarismo che viene proposto come soluzione, quando l&#8217;estrema destra, escludendo invece di unire, non è mai stata dalla parte dei lavoratori.</p>
<p>Siamo da sempre gli alleati dei contadini. E contrariamente a quello che sostengono la propaganda governativa e i discorsi autoritari che fomentano l&#8217;odio tra noi, con il fine di arricchirsi sulle spalle delle nostre vite, continueremo a essere vostri alleati, perché è una questione di sopravvivenza.</p>
<p>È quindi in quanto alleati che vi chiediamo di unirvi a noi nelle azioni dei prossimi giorni: per portare questo messaggio e difendere il mondo agricolo.</p>
<p>Saremo presenti con una serie di presidi per parlare con tutti gli agricoltori che lo vorranno, e assieme a voi fare presente che i veri colpevoli della crisi in cui versa la professione non sono né i consumatori né gli ambientalisti, ma la vigliaccheria dei governi che si sono succeduti, della grande distribuzione e dell&#8217;agroindustria, che si ingrassano mentre molti di voi si uccidono di lavoro.</p>
<p>Ci rifiutiamo di lasciare che gli industriali possessori di migliaia di ettari di campagna, il governo o gli editorialisti della televisione CNews, ben al calduccio nei loro uffici parigini, ci trattino come la causa della crisi che il mondo agricolo sta soffrendo da tanto tempo.</p>
<p>Noi vogliamo costruire insieme un modello che sia vantaggioso per gli agricoltori, i consumatori e alla vita biologica, come avrebbe dovuto essere da sempre. E saremo in piazza insieme per discuterne e manifestare, perché sì, è possibile battersi per l&#8217;ambiente e al contempo per l&#8217;agricoltura del futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Primi firmatari: Alix Brun per Youth for Climate, Jean-François Deleume, portavoce di Alerte des médecins sur les pesticides, Cyril Dion, regista e scrittore, Simon Duteil e Murielle Guilbert, co-portavoce di Union syndicale Solidaires, Khaled Gaiji, presidente di Friends of the Earth, Antoine Gatet, presidente di France Nature Environnement, Hanzo per Extinction Rebellion, Axel Lopez per la coalizione Résistance aux fermes-usines, Gilbert Mitterrand, presidente della Fondation Danielle-Mitterrand, Lotta Nouki, portavoce di Soulèvements de la Terre, Sandy Olivar Calvo, responsabile della campagna Agricoltura e alimentazione di Greenpeace France, Alessandro Pignocchi, autore di fumetti, Priscille de Poncins, segretaria di Chrétiens unis pour la Terre, Jérémie Suissa, delegata generale di Notre affaire à tous, Emma Tosini, portavoce di Alternatiba, Victor Vauquois, co-coordinatore di Terres de luttes&#8230;</p>
<p style="padding-left: 320px;"><em>(tradotto da DeepL.com e Giacomo Sartori)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>NdR: questo appello collettivo di importanti organizzazioni e associazioni è apparso sul quotidiano <a href="https://www.liberation.fr/idees-et-debats/tribunes/agriculteurs-et-ecolos-nous-refusons-detre-catalogues-comme-ennemis-de-la-mobilisation-20240127_RJEOJD3YQ5CX3DOAGRFVRIWYUQ/?redirected=1">Libération del 27 gennaio. </a></em><em>Ci sembra fondamentale, mentre i movimenti degli agricoltori si espandono in molti Paesi europei, dare voce a chi si batte contro una contrapposizione &#8211; che giova solo a chi vuole che nulla cambi in agricoltura, e alle destre estreme, retive anche in campo ambientale &#8211; tra rivendicazioni del mondo agricole, più che motivate, e chi milita per una transizione agroecologica<br />
</em></p>
<p><em>(l&#8217;immagine è tratta da un filmato di Sud Ouest: 22/03/2023 a La Rochelle)</em></p>
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