<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>speculazione edilizia &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/tag/speculazione-edilizia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Mar 2015 12:13:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>Il difetto di avere ragione</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/03/24/il-difetto-di-avere-ragione/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2015/03/24/il-difetto-di-avere-ragione/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Saibene]]></category>
		<category><![CDATA[area ex Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Area ExEnel]]></category>
		<category><![CDATA[gianni biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Molinari]]></category>
		<category><![CDATA[marco belpoliti]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Biraghi]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Lenarduzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Marone]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=52287</guid>

					<description><![CDATA[Come è andata a finire con l&#8217;Area ExEnel di Gianni Biondillo e Marco Belpoliti Nel gennaio del 2012 su questo blog era apparso questo articolo. Altri in contemporanea ne uscirono su vari blog e quotidiani, a firma di Marco Belpoliti, Luca Molinari, Marco Biraghi, etc. Sollevavano un problema: la costruzione nell’area di fronte al Cimitero Monumentale di Milano di due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-52293" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg" alt="enel1" width="368" height="400" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg 368w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 368px) 100vw, 368px" /></a>Come è andata a finire con l&#8217;Area ExEnel</b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">di </span></span></span><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Gianni Biondillo</b></span></span></span></strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"> e </span></span></span><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Marco Belpoliti</b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">Nel gennaio del 2012 su questo blog era apparso <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/05/gentilissimo-sindaco-giuliano-pisapia/" target="_blank">questo articolo</a>. Altri in contemporanea ne uscirono su vari blog e quotidiani, a firma di Marco Belpoliti, Luca Molinari, Marco Biraghi, etc.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">S</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">ollevavano un problema: la costruzione nell’area di fronte al Cimitero Monumentale di Milano di due edifici fuori scala, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">di un albergo inutile e di un parcheggio sotterraneo di 250 posti camuffato da piazza</span></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"> in una zona di rispetto architettonico, con un progetto che lasciava molto a desiderare dal punto di vista estetico e urbanistico. Ne era nato un dibattito (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/09/chiediamo-coraggio/" target="_blank">vedi ad esempio qui</a>) che aveva coinvolto giornali, architetti, intellettuali, politici. </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">La questione si era trasferita, dopo varie vicissitudini e discussioni, nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, che aveva bocciato il ricorso del gruppo di cittadini che si erano organizzati nella sigla Area Ex Enel con un <a href="http://www.areaexenel.it" target="_blank">suo sito</a>. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">Ora sull’intera materia si è espresso il Consiglio di Stato (<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/Sentenza-Ex-Enel.1.pdf">Sentenza Ex-Enel.1</a></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">), dando ragione ai cittadini che hanno sollevato il tema della legittimità della scelte della giunta Moratti, prima, e Pisapia, poi. Tutto questo è succintamente spiegato nella lettera che segue indirizzata a “il Corriere della Sera” che, unico giornale milanese, ha dato alcuni giorni fa con un ampio articolo notizia della sentenza, intervistando l’assessore all’Urbanistica del Comune di Milano e vice-sindaco, Ada Lucia De Cesaris, sostenitrice della scelta urbanistica e giuridica bocciata dal Consiglio di Stato. Ora che Milano è sotto i riflettori dell’intero paese per l’apertura imminente dell’Expo a maggio, vale la pena di tornare a riflettere su questo caso (60 milioni di euro investiti da privati che ora non potranno proseguire i lavori iniziati) che ripropone le questioni della gestione politica delle nostre città, della partecipazione dei cittadini e della bellezza architettonica.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">***</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-52294" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg" alt="enel2" width="332" height="400" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg 332w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2-249x300.jpg 249w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Su queste pagine pochi giorni fa è apparso un lungo articolo dedicato al cantiere dell&#8217;area Ex Enel. Il Consiglio di Stato ha dichiarato l&#8217;intera operazione illegittima bloccando i lavori, dopo il ricorso intentato da alcuni cittadini. Quei cittadini siamo noi. Vorremmo qui spiegare le ragioni del ricorso e di come si sia arrivati a questo punto.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">L&#8217;area di fronte al Cimitero Monumentale, di ex proprietà Enel, e dunque pubblica, molti anni fa fu svenduta a una società privata. Dopo lunghi anni di abbandono, e di occupazione da parte del centro sociale Bulk, durante l&#8217;amministrazione di Letizia Moratti alcuni imprenditori decisero di costruire degli immobili residenziali.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Per fare questo il Consiglio Comunale di allora approvò una delibera che modificava le cubature edificabili, triplicandole. In un colpo solo quel terreno, comprato per 10, valeva 300. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Per trasformarla in area residenziale edificabile, e per aumentare le cubature consentite per legge e concedere le concessioni, l’amministrazione comunale si avvalse dello strumento del &#8220;programma integrato di intervento&#8221;, uno strumento che, nel diritto italiano, è consentito solo ed esclusivamente in casi di evidente interesse pubblico e strategico per la città. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Succeduta alla Moratti, nell’assolato agosto del 2011 la giunta Pisapia riportò in consiglio comunale la delibera e la approvò: senza nessun comunicato stampa, e senza che la notizia venisse riferita da alcun giornale. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Il progetto approvato prevedeva, in tre isolati situati di fronte al Cimitero Monumentale &#8211; il luogo più visitato dai turisti dopo il Duomo &#8211; tre palazzoni alti fino a 10 piani fuori terra, in un quartiere di edifici di 4 piani al massimo: residenze ad alta densità volumetrica e bassa qualità estetica. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Alla notizia di questo scempio, un gruppo di abitanti del quartiere e alcuni intellettuali, scrittori, architetti, hanno provato a intervenire. Abbiamo chiesto di incontrare la proprietà e il Comune, cercando il dialogo, sostenendo che andava bene il profitto economico dei privati, ma che l&#8217;operazione avrebbe potuto essere un po&#8217; meno spregiudicata, contenere qualche spazio pubblico, e concedere qualcosa alla qualità architettonica. Non chiedevamo di scomodare grandi architetti, semplicemente di evitare il ricorso in pieno centro cittadino a un&#8217;edilizia così sfacciata e imbarazzante. In sostanza chiedevamo un&#8217;idea per la città che andasse oltre alla mera speculazione edilizia. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Il Comune di Milano non ci ha voluto dare ascolto. Lo stesso atteggiamento hanno mantenuto i proprietari del terreno. Entrambi ci hanno liquidato dicendo di intentare pure una causa, che tanto l’avrebbero vinta loro. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;">Soltanto l&#8217;impresa costruttrice di una parte degli edifici si è mostrata disponibile, modificando le facciate di loro pertinenza in corso d&#8217;opera e ridisegnando un piccolo parco. Da parte loro si trattava di un impegno che andava oltre il loro immediato interesse e quindi da considerare assolutamente apprezzabile. Furono i nostri unici interlocutori, non si trovò perciò un accordo sull&#8217;intero piano. È che il vero soggetto in grado di imporre un interesse pubblico all’area, vale a dire il Comune</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;">, non si prese carico con sufficiente lungimiranza del suo naturale ruolo di mediatore tra le parti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Rimanendo convinti che l&#8217;operazione fosse sbagliata sotto il profilo architettonico, politico, urbanistico e legislativo, e non riuscendo a ottenere altri risultati se non quello – comunque importante – di far riprogettare gli spazi aperti, fummo costretti a non ritirare il ricorso. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Oggi il Tribunale di Roma ha dichiarato l&#8217;intera operazione illegittima, in quanto priva del presupposto di un interesse strategico e pubblico. Ci ha dato ragione. Una pessima notizia, a ben vedere. Non soltanto perché ora il progetto è diventato un problema, ma soprattutto perché non eravamo e non dovevamo essere noi i paladini dell&#8217;interesse della città.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Non debbono essere i privati cittadini a vigilare sulla legittimità delle operazioni immobiliari, sulla qualità architettonica e sul rispetto delle norme urbanistiche. È un ruolo che spetta alle istituzioni.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Avere ragione non ci interessa: ci interessa, così come sin dall’inizio, che si costruisca bene, in modo sensato, intelligente, corretto, restituendo alla città vivibilità e bellezza. Ci interessava allora, e ci interessa ancora di più adesso che c&#8217;è un “buco”, una ferita, nel cuore della città. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Diamo a questa zona importante di Milano una nuova occasione, una soluzione degna della nostra città, anche alla luce dei numerosi fallimenti urbanistici di questo ultimo decennio. Ripartiamo da una logica diversa, con un orizzonte progettuale di più ampio respiro. L&#8217;orizzonte legittimamente alto e ambizioso di disegnare e pensare la città per i cittadini.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Si tratta di un compito arduo, che spetta in primo luogo al Comune di Milano. Speriamo che questa volta ci provi.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="line-height: 1.5;">Gianni Biondillo<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Marco Biraghi<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Paola Lenarduzzi<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Roberto Marone<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Luca Molinari<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Alberto Saibene</span></p>
<p>(<em>pubblicato precedentemente su</em> Il Corriere della Sera – Milano,<em> il 22 marzo 2015. Questo post è da oggi on line anche su DoppioZero. Le vignette sono un regalo di Guido Scarabottolo</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2015/03/24/il-difetto-di-avere-ragione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La casa in fiamme</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/12/31/la-casa-in-fiamme/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2012/12/31/la-casa-in-fiamme/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 17:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Giovannetti]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=44511</guid>

					<description><![CDATA[di Giovanni Giovannetti “Ladri” nuovamente in casa mia, anzi piromani. E se la notte tra il 30 e il 31 dicembre le fiamme non hanno avvolto l’intera abitazione lo si deve al tempestivo allarme dato da un vicino: fuoco nel seminterrato, la porta che dà sul cortile spalancata (in modo che non restassero dubbi sulla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giovanni Giovannetti</strong></p>
<p>“Ladri” nuovamente in casa mia, anzi piromani. E se la notte tra il 30 e il 31 dicembre le fiamme non hanno avvolto l’intera abitazione lo si deve al tempestivo allarme dato da un vicino: fuoco nel seminterrato, la porta che dà sul cortile spalancata (in modo che non restassero dubbi sulla natura dolosa dell’incendio) così da rendere visibili le fiamme. Se l’allarme fosse scattato con qualche ritardo, se le fiamme si fossero via via propagate all’intero seminterrato, ora non saremmo qui a lamentare danni in fin dei conti contenuti (qualche centinaio di libri andati in fumo e poco più).</p>
<p>Un “ladro” mi aveva già fatto visita un paio di settimane prima (di nuovo tra domenica e lunedì). Forzando la finestra della cucina, nottetempo qualcuno era entrato, aveva aperto i cassetti e gli armadi in tutte le stanze per poi andarsene senza rubare niente. Un avvertimento: quasi a dire “non sentirti al sicuro nemmeno in casa tua; qui noi entriamo quando ci pare”.</p>
<p>A meno di non credere ala visita della befana, sembra scontato il nesso con le recenti battaglie sulla criminalità urbanistica (le lottizzazioni abusive di Punta Est al Vallone e di Green Campus al Cravino, oltre alla illecita cementificazione delle Ortaglie di via Langosco, per citare le più recenti) condivise con Franco Maurici, Walter Veltri, Paolo Ferloni e gli altri esponenti della lista civica Insieme per Pavia.</p>
<p>Continua a leggere <a href="http://sconfinamento.wordpress.com/2012/12/31/la-casa-in-fiamme/" target="_blank">qui.</a></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2012/12/31/la-casa-in-fiamme/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Darsi all&#8217;ippica</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/16/darsi-allippica/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/16/darsi-allippica/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 07:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[gianni biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[ippica]]></category>
		<category><![CDATA[ippodromo]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Ribot]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=30388</guid>

					<description><![CDATA[di Gianni Biondillo La verità è che io non ci sono mai entrato. Mi ricordo quando, da bambino, mio padre mi portava allo stadio e si passava davanti all&#8217;ippodromo ed era tutto un racconto di cavalli, scommesse, gran dame, nobiltà. Una specie di mondo incantato, una favola, una realtà parallea a quella che frequentavo io, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/cavallo.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/cavallo.jpg" alt="" title="cavallo" width="454" height="233" class="alignnone size-full wp-image-30389" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/cavallo.jpg 454w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/02/cavallo-300x153.jpg 300w" sizes="(max-width: 454px) 100vw, 454px" /></a></p>
<p>di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>La verità  è che io non ci sono mai entrato. Mi ricordo quando, da bambino, mio padre mi portava allo stadio e si passava davanti all&#8217;ippodromo ed era tutto un racconto di cavalli, scommesse, gran dame, nobiltà. Una specie di mondo incantato, una favola, una realtà parallea a quella che frequentavo io, piccolo sottoproletario milanese. Come poteva mio padre conoscere quel mondo magico e misterioso, sapere di galoppo, trotto e alta società?<br />
<span id="more-30388"></span><br />
Non ci sono mai entrato, dicevo. Ma lo conosco da sempre. L&#8217;ippodromo è uno degli scenari più tipicamente milanesi. È depositato nel nostro immaginario collettivo, presente in moltissimi film girati a Milano. (Sono molti di più di quanti crediamo i lungometraggi girati in questa città, non ostante lo strapotere romanocentrico del cinema italiano). Anche perché quel vuoto clamoroso nel cuore di una città così densamente costruita, creava una anomalia affascinante per i cineasti. Non l&#8217;ho mai visto, ma ho girato questa parte di città in lungo e in largo. Una delle zone più eterogenee di Milano, dove vivono a stretto contatto di gomito, quartieri sperimentali da antologia come il QT8, palazzoni ultrapopolari in attesa di decennali manutenzioni straordinarie e gruppi di ville altoborghesi, spesso di una qualità edilizia davvero unica. Una borghesia che negli anni Sessanta, negli anni del boom, ha deciso di andarsene dal soffocante centro storico per cercare spazio, salubrità, sport. Ha deciso di vivere qui e mandare i propri figli a lezione di equitazione. Io non sono mai salito su un cavallo in tutta la mia vita. I cavalli sono animali strani; eleganti e spaventosi. Per me, sia ben chiaro, bambino di periferia, che i cavalli li vedeva solo nei film western. </p>
<p>Il catino dell&#8217;ippodromo, l&#8217;ho visto da lontano, sul Monte Stella, l&#8217;unica corrugazione della piatta tavola che è Milano, non ci sono mai entrato ma ora che leggo che lo hanno chiuso mi è venuta una sorta di nostalgia per un passato che non ho mai vissuto. Non so se fra un mese tutto si rimetterà a posto, se la politica lo farà riaprire. Da quello che leggo la crisi è profonda e tocca anche altre realtà nazionali. Mantenere un ippodromo è davvero costoso e, ironia della sorte, i fondi vengono dalla più aleatoria delle attività, le scommesse. Chiaro che mio padre conosceva l&#8217;equitazione come scommettitore, mica come sportivo. Ma dietro le corse, dietro le scommesse, c&#8217;è anche una storia leggendaria che chiude. Nomi che sono scolpiti nella memoria collettiva (come non pensare a Ribot?).</p>
<p>Da sempre quest&#8217;area ingolosisce la speculazione edilizia meneghina. Ricordo già negli anni Ottanta la costruzione di una serie di palazzoni di appartamenti di lusso come avamposto di un definitivo sfruttamento dell&#8217;area. Edifici di particolare bruttezza e arroganza, primo sintomo del cancro dell&#8217;indifferenza civica. Il nuovo PGT in discussione proprio in questi giorni, dopo che per anni il mercato privato ha cercato in tutti i modi di metter le mani su quest&#8217;area pregiatissima, pare voglia definitivamente bloccare l&#8217;eventuale colata di cemento. Meno male. Milano na ha un bisogno vitale di vuoti urbani di tali dimensioni. Da una parte il Parco Sud e qui tutto il sistema di verde da riorganizzare che comprende il Parco di Trenno, il Bosco in Città, il Monte Stella. Ma perché un ippodromo possa svolgere la sua funzione sociale &#8211; scuola di equitazione, area verde, spazio collettivo &#8211; deve anche funzionare. Se lo si terrà fermo per anni diventerà una zona depressa, degradata, morta. E ancora una volta gli avvoltoi del cemento saranno lì in attesa, fregandosi le mani. Scongiuriamolo.</p>
<p>[<em>pubblicato su</em> Il Corriere della Sera <em>del 14.02.2010</em>]</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2010/02/16/darsi-allippica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>11</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-06-24 21:36:47 by W3 Total Cache
-->