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	<title>stato di eccezione &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Presi nella rete &#8211; Il Capo, il web, la libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 16:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
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					<description><![CDATA[di Marco Rovelli     Non stupisce che la pluralità delle voci del web diventino issue dell&#8217;agenda politica solo quando attentano al Capo. &#8220;Attentano&#8221;, ovviamente, in senso esclusivamente etimologico, ovvero nella misura in cui lo &#8220;riguardano&#8221;. Ma dal guardare il Capo, di farne oggetto di &#8220;mira&#8221;, al mirare effettivo come quello di un attentatore non [&#8230;]]]></description>
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<p><span> </p>
<p></span></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/12/berlusconi.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-thumbnail wp-image-27554" title="berlusconi" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/12/berlusconi-150x150.jpg" alt="berlusconi" width="150" height="150" /></a><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/12/foto-di-berlusconi-joker.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-thumbnail wp-image-27555" title="foto-di-berlusconi-joker" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/12/foto-di-berlusconi-joker-150x150.jpg" alt="foto-di-berlusconi-joker" width="150" height="150" /></a>Non stupisce che la pluralità delle voci del web diventino <em>issue</em> dell&#8217;agenda politica solo quando attentano al Capo. &#8220;Attentano&#8221;, ovviamente, in senso esclusivamente etimologico, ovvero nella misura in cui lo &#8220;riguardano&#8221;. Ma dal guardare il Capo, di farne oggetto di &#8220;mira&#8221;, al mirare effettivo come quello di un attentatore non c&#8217;è che un passo. E a decidere se il passo varca la soglia sono, oggi, i vari Maroni e Carfagna, che chiedono di far tacere quelle voci, di sedare quel &#8220;canaio&#8221;. A far la differenza è un&#8217;intenzione (che è, appunto, ciò che muove un&#8217;attenzione). Se il Capo lo guardi male, storto, in tralice, allora quel &#8220;guardare&#8221; non è più la lecita (e financo doverosa) contemplazione, ma un&#8217;illecita, e violenta, malevolenza. E&#8217; il Capo il catalizzatore di ogni discrimine tra lecito e illecito. E dalle sue vicende corporee (reali/virtuali) può nascere un disegno di legge.<span id="more-27553"></span></p>
<p>Fino ad ora, la molteplicità di gruppi razzisti su Internet non aveva mai rilevato ai fini di un discorso pubblico, nessuno si era mai sognato di mettere all&#8217;ordine del giorno di un Consiglio dei ministri una qualche misura restrittiva nei confronti del web. Eppure basta scorrere i gruppi di Facebook per vedere quante vomitate d&#8217;odio razziste, sessiste, omofobe, fasciste. E&#8217; a portata di click, lo può fare chiunque, anche un Maroni. Eppure, niente.</p>
<p>Ma non è solo questo: è il linguaggio sul web che non ha la stessa valenza che altrove. Vi è un surplus finzionale, cartoonico, che è specifico del discorso dei social network. Il parlante, ridotto a scrivente &#8220;senza volto&#8221;, percorre liberamente tutta la superficie del linguaggio, non più costretto da vincoli reali. L&#8217;iperbole, in un social network, è la normalità. Giudicare quanto avviene in un social network con i parametri della &#8220;realtà&#8221; significa proprio non cogliere la loro specificità. Non è il &#8220;ti spacco la faccia&#8221; del bar a cui poi segue un pugno. Alle alabarde spaziali del social network non seguono che alabarde spaziali.</p>
<p>Ma le misure restrittive ipotizzate da Maroni non arrivano a questo a livello del discorso, si fermano prima. A Maroni infatti interessa altro. Parla di regole non solo per il web ma anche per i cortei. Si parte dal web per arrivare a colpire il reale. Il web è ancora una volta, secondo una tendenza in atto, il laboratorio dell&#8217;anti-democrazia.</p>
<p>In questa vicenda ci sono tutti, ma proprio tutti, gli elementi di un regime autoritario: l&#8217;identificazione Capo/gente, il corpo sacrale del Capo (se doppio o triplo sarebbe da vedersi), la sovranità che sgorga dal Capo (e dunque dal suo corpo virtuale/reale) e azzera qualsiasi divisione e pluralità dei poteri, il <em>vulnus</em> ad esso inferto come <em>vulnus</em> alla stessa democrazia (ormai convertita in plebiscitarismo permanente) – e, come in necessaria successione logica, il binomio sicurezza/libertà, dove i due termini sono inversamente proporzionali. Lo stato d&#8217;eccezione, del resto, si fonda su questo. Per la vostra sicurezza, vi togliamo la libertà. Sta nella trama stessa della sovranità moderna, del resto: non pensava forse Hobbes che gli individui, in nome della propria sicurezza, devono rinunciare ai propri diritti e delegarli al Leviatano, al sovrano/dio in terra? E così funziona ancora, in nome della sicurezza è necessario che rinunciate ai vostri diritti. Ci stanno provando. Sta a noi che ci riescano o meno.</p>
<p>(scritto per <a href="www.peacereporter.net">Peacereporter</a>)</p>
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