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	<title>stato terrorista &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il Bush nero allenta il cappio</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/12/23/il-bush-nero-allenta-il-cappio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 13:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Piergiorgio Odifreddi .[riprendo dal blog di Piergiorgio Odifreddi questa valutazione del recente &#8220;riavvicinamento&#8221; tra Cuba e USA, in linea con due miei precedenti post qui su NI, questo e questo. a.s.] &#160; Fa ribrezzo sentir pronunciare magnanimamente, da parte di un presidente statunitense, la frase: “Siamo tutti americani”. Se non altro, perché è almeno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Piergiorgio Odifreddi</strong></p>
<p>.[riprendo dal blog di Piergiorgio Odifreddi <a href="http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2014/12/18/il-bush-nero-allenta-il-cappio/">questa</a> valutazione del recente &#8220;riavvicinamento&#8221; tra Cuba e USA, in linea con due miei precedenti post qui su NI, <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/13/lo-stato-terrorista/">questo</a> e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/10/26/lo-stato-terrorista-2/">questo</a>. a.s.]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fa ribrezzo sentir pronunciare magnanimamente, da parte di un presidente statunitense, la frase: “Siamo tutti americani”. Se non altro, perché è almeno dal 1823 che l’espressione “americano” viene intesa dalla Casa Bianca nel senso di “statunitense”, appunto. Da quando, cioè, il presidente James Monroe enunciò la sua famosa dottrina, compendiata nel motto: “l’America agli americani”, che con un macabro gioco di parole intendeva por fine alle ingerenze dei paesi europei nel continente, e riservare monopolisticamente queste ingerenze agli Stati Uniti.</p>
<p>Da allora, questi ultimi sono intervenuti in maniera sistematica in quasi tutti i paesi del Centro e Sud America: sia direttamente, con invasioni dei <em>marines</em>, sia indirettamente, con colpi di stato organizzati dalla Cia, o guerre di guerriglia sostenute dal governo e finanziate dal Congresso. Ad esempio, citando alla rinfusa, in Messico, Guatemala, Honduras, Nicaragua, El Salvador, Panama, Puerto Rico, Repubblica Dominicana, Haiti, Granada, Ecuador, Brasile, Bolivia, Cile, Uruguay e Argentina.</p>
<p>E naturalmente Cuba, che venne conquistata nel 1898 nella guerra con la Spagna. Nel 1903 la costituzione del paese stabilì il diritto degli Stati Uniti di intervenirvi a suo piacere. Nel 1906 l’isola fu occupata per due anni, e le truppe statunitensi intervennero in seguito nel 1912 e nel 1917. La dittatura di Batista trasformò il paese nel “bordello dell’America”, e durò dal 1933 al 1959. Alla liberazione dell’isola da parte di Castro, gli Stati Uniti reagirono con un isterismo paranoico che portò il mondo sull’orlo di una guerra nucleare, scampata solo grazie alla ragionevolezza di Kruschev (che in seguito pagò caro il suo coraggio).</p>
<p>Nel 1962 il Golia del continente impose al David dei Caraibi un embargo commerciale che dura tuttora, venticinque anni dopo la caduta del muro di Berlino. L’annuncio di ieri, che verranno reinstaurate relazioni diplomatiche, rimedia solo parzialmente e timidamente alla vergogna dell’imperialismo statunitense nel continente americano. E non è che un lieve allentamento del cappio, ancora ben stretto attorno al collo dei cubani.</p>
<p>In particolare, rimane saldamente nelle mani degli Stati Uniti il territorio di Guantanamo, sede dell&#8217;imbarazzante <em>lager</em>, nonostante le premesse elettorali del primo Obama nel 2008. Ma gli Stati Uniti benevolmente cancellano Cuba dalla lista dei “paesi terroristi”: un’interpretazione autentica, si può ben dire, da parte del primo della lista di quei paesi nel continente americano, e forse nel mondo intero.</p>
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		<title>Lo stato terrorista 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2013 12:00:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Qui la prima puntata. Notizia bomba di questi giorni sembra essere lo spionaggio USA sulle comunicazioni di tutti, in particolare dei governanti dei paesi loro cosiddetti ― per amore o per forza ― alleati, che quindi devono, di fronte alla pubblicazione inattesa delle notizie, mostrarsi indignati, la Bundeskanzlerin in prima linea, ben [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <strong>Antonio Sparzani</strong><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/10/centraliniste-della-stipel.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-thumbnail wp-image-46773" alt="0593 - ECHOS" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/10/centraliniste-della-stipel-150x150.jpg" width="150" height="150" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/10/centraliniste-della-stipel-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/10/centraliniste-della-stipel-300x298.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/10/centraliniste-della-stipel-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/10/centraliniste-della-stipel.jpg 800w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/13/lo-stato-terrorista/">Qui</a> la prima puntata.<br />
Notizia bomba di questi giorni sembra essere lo spionaggio USA sulle comunicazioni di tutti, in particolare dei governanti dei paesi loro cosiddetti ― per amore o per forza ― alleati, che quindi devono, di fronte alla pubblicazione inattesa delle notizie, mostrarsi indignati, la <em>Bundeskanzlerin</em> in prima linea, ben s&#8217;intende, come sempre. Eppure, verrebbe da dire, la cosa si sapeva da tempo, almeno dalla prima uscita di Snowden, e probabilmente da prima, guarda caso che perfino i nostri <em>servizi</em> (che nome ben scelto!) sembra dessero manforte.</p>
<p>Quando sento questo la mia prima reazione è quella cinica che prende ormai quasi tutti, ovvero le persone disincantate, quelle senza più incanto di niente, quelle per le quali tutto è oramai noto e scontato. Ma subito dopo mi prende invece un senso di scandalo, di vergogna, di dolore acerbo per l’appartenenza ad un paese inossidabilmente alleato di questa banda di cialtroni e arroganti delinquenti che costituiscono senza eccezione l’elite governante degli Stati Uniti d’America, casa bianca, pentagono, NSA e CIA.<br />
Personalmente sono stato un anno negli USA, con una loro borsa di studio nei lontani anni ’70, trent’anni prima delle torri gemelle, ai tempi di Nixon e del Vietnam. La borsa durava 21 mesi, ma dopo 12 mesi ho deciso irrevocabilmente di troncare e di tornare in Italia: avevo visto abbastanza, non volevo perdere un giorno di più della mia vita in una terra così abbandonata da qualsiasi senso di umanità. In Italia (io sono tornato a settembre 1972) era presidente della repubblica Giovanni Leone e capo del governo Giulio Andreotti: delle meraviglie, al confronto, non ho dubbi.<br />
Da allora la situazione umana degli Stati Uniti è andata continuamente peggiorando. Ridotti, a prezzo di violenze inaudite, ai minimi termini i legittimi abitanti nativi di quelle terre, esaurite, e soffocate nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Ludlow">sangue</a>, le lotte operaie dei primi decenni del secolo, spentesi, dopo l’intervento della Guardia Nazionale che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sparatoria_della_Kent_State">uccise</a> quattro studenti alla Kent State University, Ohio, 1970, le pallide, ma foriere di speranze lotte studentesche, la molto determinata follia capitalista, in questa particolarmente virulenta varietà, ha preso senz’altro il sopravvento e procede a vele spiegate.<br />
Adesso c’è il <em>datagate</em>, perché gli sciocchi si sono lasciati sfuggire un pesce non così piccolo che ha cominciato a raccontare cose. Ma, mi chiedo io, i governi alleati, oltre a scandalizzarsi, a protestare, a minacciare, cosa possono realmente fare? Come possono/possiamo controllare se davvero quelli smettono di intercettare, con quale sofisticata tecnica? Io non lo so. Sappiamo tutti bene che fidarsi della parola di un presidente, Obama poi peggio (ascoltatevi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8mA4HYTO790 ">Noam Chomsky</a> sull’argomento) di altri, è impensabile: dire la verità è fuori della mentalità statunitense, è una cosa che non esiste: se proprio occorre dire qualcosa, va detto esattamente quello che conviene. Magica parola <em>conviene</em>, parola che asciuga e protegge tante situazioni, parola che contiene un bel misto di giustificatoria leggerezza e di ammiccante complicità: stai attento, caro, non ti conviene! Lo sa bene l’Elettra di Sofocle quando si rivolge alla madre Clitennestra: « . . . <em>so che faccio cose inopportune e a me non convenienti</em> . . .» (Sof., El., 617-18).<br />
I nostri ineffabili omologhi dicono che sotto il mare corrono 26 reti e nessuno è in grado di escludere che l&#8217;Italia sia stata oggetto di spionaggio ― il nostro paese è al centro del traffico tra 4 continenti. Ma non abbiamo elementi, così Emma Bonino, per sapere che i nostri siano stati intercettati. Come dire, certo che sì ma non ce ne siamo neppure accorti. Enrico Letta dice: «Non sono concepibili zone d&#8217;ombra tra alleati, quali siamo e intendiamo <em>continuare ad essere</em>.»<br />
Ho qualche conseguenza da trarre da tutto questo: la prima e la più banale è che la tecnologia, che <em>forse</em> in sé non è né buona né cattiva, in mano ai cattivi è sempre cattiva.</p>
<p>La seconda, altrettanto ovvia, è che i trattati internazionali, le convenzioni unanimemente approvate, anche tra alleati, valgono finché valgono, cioè finché, ecco di nuovo il verbo fondamentale, <em>convengono</em>. Quando non convengono più, si rompono, senza tanti complimenti e nessuno può farci niente, salvo dichiarare guerra o, ammesso che ne abbia il potere, imporre ritorsioni commerciali.</p>
<p>La terza, connessa con la seconda, è che la legge fondamentale, quella che decide in ultimissima istanza, è sempre quella della forza, come tra i primati e tra gli animali in generale. Nulla di stupefacente, ma non facciamoci illusioni bizzarre.</p>
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