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	<title>tattica &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Tempo di elezioni: la mia clausola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Nov 2012 18:40:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni italiane]]></category>
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					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Tempo di elezioni. Personalmente credo ancora, in mezzo a mille difficoltà su cui non mi metto ora a discutere, che sia una buona cosa andare a votare. Sì, ma con quali criteri si dà il proprio voto? Quali ragionamenti, quali priorità? Non intendo certo discutere le preferenze politiche o umane di ognuno. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong><br />
<img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/11/elezioni-politiche-italiane-1921-1976-292x300.jpg" alt="" title="elezioni politiche italiane 1921-1976" width="292" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-44148" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/11/elezioni-politiche-italiane-1921-1976-292x300.jpg 292w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/11/elezioni-politiche-italiane-1921-1976.jpg 609w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /><br />
Tempo di elezioni. Personalmente credo ancora, in mezzo a mille difficoltà su cui non mi metto ora a discutere, che sia una buona cosa andare a votare.<br />
Sì, ma con quali criteri si dà il proprio voto? Quali ragionamenti, quali priorità? Non intendo certo discutere le preferenze politiche o umane di ognuno. Intendo soltanto discutere con voi un criterio, una motivazione di voto che sento argomentare da più parti, con perfetta onestà personale e, come dire, purezza di intenti.</p>
<p>Ovvero vorrei proporre un ragionamento generale, che valga sia per elezioni politiche generali, che per elezioni locali, primarie, o secondarie che siano.<br />
Supponete che dobbiamo votare per i cinque candidati (mi perdonerete se userò il maschile plurale, per non appesantire lo scritto con tutti gli “i/e” del caso. Inoltre si può trattare di candidati o di partiti o gruppi vari, naturalmente), <em>A</em>, <em>B</em>, <em>C</em>, <em>D</em> ed <em>E</em>. La mia clausola di base suona così: </p>
<blockquote><p>devo votare per quello dei cinque che mi convince più degli altri, per tanti motivi che sono padrone di valutare col mio proprio metro. Può darsi che sia incerto fra due o più dei candidati, ma alla fine devo pur decidermi a preferirne uno. </p></blockquote>
<p>Clausola ovvia, direte voi, e invece no.<br />
Non è ovvia perché la mente dell’uomo occidentale (ma forse anche quella di altri esemplari della specie) è, o ritiene di essere, più sottile di così. Nel senso che fa rientrare nei criteri di scelta anche altre cose, oltre alle caratteristiche politiche, umane e quant’altro, del candidato (o partito) in questione. Fa rientrare quelle che potremmo chiamare <em>considerazioni tattiche</em>. Esempio: io, di mio, preferisco <em>A</em>, ma, dall’andazzo corrente ritengo che la vera contesa sarà poi tra <em>B</em> e <em>D</em> e che al ballottaggio del secondo turno (quando c’è, naturalmente) saranno <em>B</em> e <em>D</em> che si contenderanno il posto, tra i quali, già lo so, io preferirò senza alcun dubbio <em>D</em>; e allora, se io all’inizio voto <em>A</em>, come vorrei, “disperdo” voti da subito, non faccio vedere che <em>D</em> ha tutta la forza che io voglio appaia da subito.<br />
Conclusione: voto <em>D</em> fin da subito.</p>
<p>Io capisco il ragionamento ma non mi adeguo e credo di non essermi mai adeguato in passato. Credo una cosa completamente diversa.</p>
<p>Credo che la prima cosa che deve apparire è la forza autentica che ha ognuno dei cinque candidati, quella cioè che solo appare dalle preferenze vere che egli è in grado di ottenere da chi lo vota. Non dalle preferenze tatticamente deformate. Per l&#8217;ottima ragione che questo chiarisce il quadro di base, chiarisce com’è il punto di partenza, piacevole o spiacevole che sia. Se così facendo al primo turno prevale l’odiato candidato B, bene, questo ci dà informazioni vere sulle preferenze degli elettori e da lì si può partire per future coalizioni e per le azioni più opportune.</p>
<p>Inoltre naturalmente c’è una questione di giustizia nei confronti del candidato <em>A</em>: molti lo preferiscono, ma votano <em>D</em> per ragioni di tattica o, come le definirei io, di secondo livello. Infatti nell’ipotesi detta, <em>A</em> non avrebbe modo di rendersi conto della forza che in realtà possiede e questo è un grave danno per la sua azione presente e futura.</p>
<p>E infine, <em>last but not least</em>, tutto il ragionamento tattico si basa sul fatto che io &#8220;ritengo&#8221; che alla fine la contesa sarà tra <em>B</em> e <em>D</em>; ma se io mi sbagliassi? Gli umori degli elettori sono variabili e mutevoli, se la forza vera di <em>A</em> fosse grosso modo equivalente a quella di <em>D</em>, così che solo la presunta tattica farebbe prevalere <em>D</em>, mentre un voto autentico darebbe più voti ad <em>A</em>, che andrebbe quindi lui al ballottaggio con <em>B</em>? Sarebbe una bella beffa per la cosiddetta tattica, no?</p>
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