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		<title>Vir y One</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 06:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[incisioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Eugenio Lucrezi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Eugenio Lucrezi &#160; Te, qui pontifex es, do al tuo Signore. Vado dai tuoi vicari, y sin embargo… non mi trattengo dal dirti la mia cosa. In principio era il verbo, è stato scritto a inizio del gran book; e dunque, pater sancte, il Grande One è una Grande Parola, una sequenza di segnali, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Eugenio Lucrezi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Te, qui pontifex es, do al tuo Signore. Vado dai tuoi vicari, y sin embargo… non mi trattengo dal dirti la mia cosa. In principio era il verbo, è stato scritto a inizio del gran book; e dunque, pater sancte, il Grande One è una Grande Parola, una sequenza di segnali, di simboli, che decodificata, e tradotta di poi, è già miracolo en la palabra detta e nell’aminoacido, e presto, poi, per successive aggregazioni di semplici unità, nell’inrearsi in entità più vaste chiamate frasi, dette proteine, poemi, speechs and tales, cuerpos y membra.<span id="more-58817"></span> Nell’un caso, nell’altro, desta sempre stupore il gran passaggio da potenza ad atto, come qui, sul bel pianeta, ebbe a descriverlo, in antico tempo, Aristotel, il prence dei filosofi, e con lui di concerto altri sapienti, in many worlds e in molte altre galassie. Tanto stupore è intatto pure presso di noi, che siamo avanti di millenni rispetto a voi, che pur non siete indietro. Ma tant’è: ci si abitua, e son d’accordo con te, col vostro canone, se dici che la creazione è niente meno che un portento mirabile. Sant’uomo, sono con te, se pur tanto diverso. Di tanta meraviglia sono piene l’alte sfere dei cieli e gli universi. E non v’è dunque dubbio che la fede che tu professi, insieme a molte genti, sia nell’intimo seme veritiera. Salvo che tu non sai quel che teniamo saldamente per certo e in evidenza noi molti che, da lungi convenuti, insieme a te siam qui en este mundo. Che, come abbiamo detto, molto è caro a quanti, insieme ai tanti che qui siamo, amano il gran complesso dei viventi. In principio era il verbo, è stato scritto. Il verbo e la codifica. Valente padre e pastore santo, Vir illustre, dimmi, se sai, in che modo avrebbe fatto, quest’Uno ubiquo, eterno e pervasivo, a impregnare di sé tutto il creato, disseminando sempre un solo verbo? La parola di dio non proferisce altri discorsi di quei che in sé s’inverano. Proferisce se stessa et se traducit, moltiplicando il già moltiplicato. E la prima bestemmia che lo adira è che si guardi in alto invece che nel buio concentrato di sua verba, che dettando in continuo mai ripetono e mai sanno tacere perché giudicano che l’insulto secondo è l’ineffabile. Tutto es escrito e tutto viene detto. Francisco, close your eyes! Tutta la sabbia che tu ed io abbiamo calpestato ti accompagna al cospetto di Colui che non è immune, al pari dell’esercito delle creature tutte, da quell’ente sporadico qui todos, plurivoco, tenet, dai procarioti ai vertebrati. Creatore ultrafiltrabile si volle, colui che statuisce la materia essere il forte in cui governa el alma. Virione, virus, verbo, Vir y One. Così vive in eterno, trasmigrando tra mundo y mundo, e tutto trascrivendo. Usa l’enzima trascrittasi inversa, s’indova in ogni dove, everywhere. Codice che si replica, ha in spregio la carne, destinata a putrefarsi: la salta, quale orpello e vil vettore del puro verbo nel quale sa consistere. Endogeno or esogeno, a capriccio, vive nei cromosomi o morde i somi di voi viventi da milioni… cosa dico? miliardi dei periodi a vortice che fanno gli universi da che sono. Vir y One è terribile: c’è scritto nel testamento antico, quello che soltanto conosceva il tuo Signore. Eccolo, al fine. Corri e t’inginocchia. Il padre gli sta dentro e lo ha condotto in mezzo alle creature quas dilige. Tu t’inginocchia. Io vado. Torno allí.</p>
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