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	<title>Torino poesia &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Vampiri di mezza età</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo Sud Milano]]></category>
		<category><![CDATA[franz krauspenhaar]]></category>
		<category><![CDATA[Franzwolf]]></category>
		<category><![CDATA[Torino poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Franz Krauspenhaar . . [Questa sera alle 20.45, giovedì 12 novembre, Franz Krauspenhaar presenterà il suo nuovo volume Franzwolf al Circolo Sud, via Corsico 5, Milano; l&#8217;annuncio dell&#8217;evento dice tra l&#8217;altro letteralmente così: &#8220;Sono versi lucenti e durissimi come un diamante, e vale la pena di venire a sentirlo, anche perché Franz è pazzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Franz Krauspenhaar</strong><br />
<figure id="attachment_26124" aria-describedby="caption-attachment-26124" style="width: 225px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/krauspenhaar_pinky-max.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/krauspenhaar_pinky-max-225x300.jpg" alt="pinky max" title="krauspenhaar_pinky max" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-26124" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/krauspenhaar_pinky-max-225x300.jpg 225w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/11/krauspenhaar_pinky-max-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a><figcaption id="caption-attachment-26124" class="wp-caption-text">pinky max</figcaption></figure></p>
<p>.</p>
<p>.<br />
[Questa sera alle 20.45, giovedì 12 novembre, Franz Krauspenhaar presenterà il suo nuovo volume <em>Franzwolf</em> al <strong>Circolo Sud</strong>, via Corsico 5, Milano; l&#8217;annuncio dell&#8217;evento dice tra l&#8217;altro letteralmente così: &#8220;Sono versi lucenti e durissimi come un diamante, e vale la pena di venire a sentirlo, anche perché Franz è pazzo e oltre a presentarci il suo libro ci intratterrà con monologhi, canzoni, deliri e chi lo sa&#8230;&#8221; a.s.]</p>
<p>.</p>
<div>
.</p>
<p>Usciti dalle auto, spalle depresse, malinconici<br />
come sonde lunari, navighiamo per rotte di portineria.<br />
Entrando pensiamo già al non da farsi.<br />
E’ stata una giornata dura, di geli, di lampade spente.<br />
Abbiamo bisogno di nuotare in una birra, in un biscotto,<br />
in un rumore che sia caldo, di lana, rumore di tappeto.</p>
<p>Morsi contorti, lame e lapidi nella testa, <span id="more-26123"></span><br />
ancora, mentre sussultiamo felpati in ascensore.<br />
Ci può aspettare una bionda stanca morta<br />
o una bruna che ci pizzica il sedere.<br />
Ma forse non ci aspetta nessuno, e siamo soli.</p>
<p>Accendiamo subito la tivù e, metti il caso,<br />
c’è il solito sfracello, la solita tensione, il solito privè<br />
ingorgato di politica. L’atmosfera mediologica<br />
si fa pesante, non c’è quasi nulla di più antiestetico<br />
di un telegiornale nel tardo pomeriggio.</p>
<p>Si rientra a casa come da una battaglia terminale,<br />
le nostre Termopili, “insomma spartano, torni morto<br />
dal lavoro”. E buttiamo le chiavi dell’auto in un cassetto<br />
per non perderle, per tornare sull’argomento domani.</p>
<p>Invece poi decidiamo di uscire, tanto non c’è nessuno.<br />
Non ci sono gli amici, quelli si sono diradati, proprio<br />
come i nostri capelli, senza pietà, giorno dopo giorno<br />
a quest’ora poi  sono troppo stanchi o comunque<br />
con la moglie e i figli, a sgattaiolare in un minuscolo abisso.</p>
<p>Fuori c’è già luna piena, contro una vetrina gastronomia<br />
di lusso, &#8211; posti che non frequentiamo soprattutto<br />
per partito preso, e anche per dare uno schiaffo alla ricchezza-<br />
ci vediamo come Bela Lugosi, sul punto di azzannare colli<br />
teneri di signore ultimamente non così morbide.</p>
<p>Non è stata una bella visione, ma neanche una prima.<br />
Da un po’ di tempo essere vampiri ci sembra normale,<br />
fisiologico, un regolare approdo della maturità.<br />
Se nella giovinezza siamo stati troppo assenti a noi stessi,<br />
anche se non facevamo che pensare a noi con la dura<br />
impertinenza dell’egocentrismo più naif, ora è venuto<br />
il momento di guardarci nelle palle indurite degli occhi.<br />
Occhi che hanno sempre una voglia quasi perversa<br />
di guardare muoversi il mondo per tutti i suoi versi.</p>
<p>Ci guardiamo e ci vediamo ancora una volta cambiati,<br />
vampiri ormai certi, definitivi, dunque senza speranza.<br />
Una stagione all’inferno? Ma no, basta tenersi in forma<br />
fare lo jogging, magari addirittura il footing, fumare niet<br />
bere con moderazione, saltare i pasti fuori dalla padella nera.<br />
E invece facciamo le stesse cose che facevamo prima<br />
quando eravamo aspiranti vampiri, e vedevamo<br />
certi brutti stronzi della nostra età che ridevano<br />
mostrando i denti aguzzi e il sangue della loro fame<br />
gli colava dagli angoli delle labbra strette.<br />
Ci facevano schifo, pensavamo che bisognava rigare dritto<br />
anche se verso il nulla.  Allora anche il nulla<br />
era un bell’ideale, uno stendardo da avvolgersi al corpo<br />
a mo’ di accappatoio, dopo la doccia,  nelle sere d’estate<br />
verso il tramonto, che da ruffiano  accettava e negava.</p>
<p>Così proseguiamo senza meta, verso il centro, a poche luci<br />
disseminate, cuscini d’assenza, e il freddo ci cova<br />
come la gatta sul tetto che scottava, una volta.<br />
Cominciamo a sentire i morsi di una fame cattiva e spudorata.<br />
Scegliere un ristorante dove mangiare solo è una ferita di<br />
solitudine.<br />
Se sei in viaggio per lavoro hai l’alibi del fare, ma adesso<br />
che ti porti a spasso il niente e il nessuno sono dolori,<br />
scegliere è più che altro spegnersi, e arrendersi.</p>
<p>Alla fine saltiamo a piè pari i ristoranti etnici &#8211; troppi puzzoni<br />
sotto al naso, troppa bagarre per un pescetto crudo<br />
che sappia di buco nero di Nagasaki, e perché no di Hiroshima.<br />
Le trattorie toscane? il ristorante romano?<br />
la pucchiacchieria napoletana? e l’orecchietteria pugliese?<br />
Ci sarebbe un mexicantexican da favola ma poi….<br />
E i Mac altri american lager: quelli soltanto per l’ultimo saluto.<br />
Torniamo indietro. Nemmeno la solita pizza, anche quella ci sta<br />
stretta sul gozzo. I vampiri di mezza età hanno perso<br />
appetito lungo la strada, nemmeno le bistecche al sangue<br />
ci distolgono dall’anoressia.<br />
Di nuovo a casa prepariamo una minestra Knorr,<br />
di quelle che la mamma ci faceva quand’eravamo piccoli<br />
e forti e ignari. Sapori  disidratati nello spazio.<br />
Nella scadenza del tempo. La sera in bocca sanguina il ricordo.</p>
<p>[Da: Franz Krauspenhaar, <em>Franzwolf (un’autobiografia in versi)</em>, Edizioni Torino Poesia, pag. 100, euro 10,00,  <a href="http://www.torinopoesia.org">www.torinopoesia.org</a>.]</p>
</div>
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		<title>Bologna-Torino: tre incontri poetici</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/10/14/bologna-torino-tre-incontri-poetici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Marmo]]></category>
		<category><![CDATA[La distrazione]]></category>
		<category><![CDATA[luigi socci]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio da cui tutto ride]]></category>
		<category><![CDATA[Sparajurij]]></category>
		<category><![CDATA[Torino poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[Libro Rosa in tour Dialogo sui minimi sistemi intorno aOcchio da cui tutto ride Giovedì 15 ottobre ore 21 Bologna &#8211; Sala studio Gandusio via Gandusio 10 Sparajurij presenta Giovanna Marmo e Luigi Socci * * * * Venerdì 16 ottobre ore 18 Torino &#8211; Libreria Coop Piazza Castello Sparajurij presenta Andrea Inglese e Giovanna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Libro Rosa in tour<br />
Dialogo sui minimi sistemi intorno a<em>Occhio da cui tutto ride</em><br />
<strong>Giovedì 15 ottobre ore 21</strong><br />
<strong>Bologna</strong> &#8211; Sala studio Gandusio<br />
via Gandusio 10</p>
<p><strong>Sparajurij</strong> presenta <strong>Giovanna Marmo</strong> e <strong>Luigi Socci</strong></p>
<p>* * * *</p>
<p><strong>Venerdì 16 ottobre ore 18</strong><br />
<strong>Torino</strong> &#8211; Libreria Coop<br />
Piazza Castello</p>
<p><strong>Sparajurij</strong> presenta <strong>Andrea Inglese</strong> e <strong>Giovanna Marmo</strong></p>
<p>* * * * </p>
<p><strong><br />
16 ottobre 2009, ore 20</strong><br />
<strong>Torino</strong> &#8211; Caffè Basaglia<br />
Via Mantova 34<br />
<strong><br />
Sparajurij</strong> e <strong>Torino Poesia</strong> presentano <em>Occhio da cui tutto ride</em> di<br />
Giovanna Marmo (collana Maledizioni, No Reply, Milano 2009) e <strong>La<br />
distrazione</strong> di Andrea Inglese (collana Arte poetica, Luca Sossella<br />
editore, Roma 2008); a seguire letture dei poeti <strong>Milena Prisco</strong>, <strong>Eliana<br />
Deborah Langiu</strong>, <strong>Elisa Alicudi</strong>, <strong>Gianni Marchetti</strong>, <strong>Valentina Diana</strong>, <strong>Francesca Tini Brunozzi</strong>, <strong>Tiziano Fratus</strong>, <strong>Andrea Bonnin</strong>.</p>
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