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	<title>trilogia della città di k. &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>[mai] più soli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 13:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
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		<category><![CDATA[agota kristof]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[di Chiara Valerio [Questa è la recensione che ho fatto tanti anni fa a Trilogia della città di K. di Agota Kristof. Ero molto più giovane e i libri ancora mi sembravano formule magiche. Mi è capitato pochi mesi fa di rileggere Trilogia della città di K. e ancora adesso m&#8217;è sembrato un grimorio. E [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignleft" style="margin: 6px;" src="http://www.vangennep-boeken.nl/images/auteurs/8386_1240925643.jpg" alt="" width="228" height="339" /></p>
<p>di <strong>Chiara Valerio</strong></p>
<p><span style="color: #800000;">[Questa è la recensione che ho fatto tanti anni fa a <em>Trilogia della città di K.</em> di Agota Kristof. Ero molto più giovane e i libri ancora mi sembravano formule magiche. Mi è capitato pochi mesi fa di rileggere <em>Trilogia della città di K.</em> e ancora adesso m&#8217;è sembrato un grimorio. E questo]</span></p>
<p>C’è una città di frontiera in una Europa di guerra e due bambini che parlano con una voce sola e solo col tono sottile intransigente e privo di pregiudizi della curiosità fanciulla. Quella che spinge a spalancare gli occhi sul sole. Lucas e Claus si confondono fin dal nome, si mischiano, incantano con la loro bellezza nella quale tutte le crudeltà le incongruenze bizzarre, gli appetiti sessuali della gente che vive di espedienti, si risolvono miracolosamente e senza giudizi etici. Nulla è disdicevole. <em><strong>Trilogia della città di K.</strong></em> di Agota Kristof è un libro  immorale. Non leggetelo se avete sentimenti che non potete dire vostri con assoluta sicumera. Ve li strapperebbe. Se fossero indotti da una qualche sociologia li estirperebbe lasciandovi senza sangue. È un libro immorale. Non ci sono le sfumature delle indecisioni, delle incertezze, mancano le consolazioni della fede e della letteratura, le persone non sono tetragone, non buone infinitamente buone o reiette definitivamente reiette. Stanno nel mezzo ma senza nessuna virtù. Si adagiano vuote di ragioni superiori, sopravvivono, si barcamenano. <span id="more-39674"></span>Claus e Lucas crescono uno e la loro separazione è l’aborto di una figura mitica con due teste e quattro gambe. Perfettamente stabile. E autosufficiente. La struttura della trilogia pure si sbilancia. <em>Il grande quaderno</em>, raccolta delle avventure nel paradiso terrestre dei due gemelli gemma in <em>La prova</em> e <em>La terza menzogna</em> che sono le cronache visionarie della vita dell’uno senza l’altro. Lucas è rimasto Claus partito, Lucas scrive ogni giorno sul quaderno affinché Claus al ritorno possa riconoscersi. Sembrano uomini fatti questi due personaggi che per due terzi del libro non arrivano a ventitré anni. Non hanno la barba ma il loro volto è ugualmente ombreggiato dalla maschera nera della disumanità degli uomini, dall’esattezza spavalda nell’intuire e spiare i desideri degli altri e dall’incredibile cameratismo con chi sta ai margini di qualsiasi certezza. Di qualsiasi punto fermo. Lo lecca, lo cavalca o ci piscia sopra. Lucas e Claus. Così. Esercizio di immobilità. Agota Kristof ha la scrittura scarna livida e tagliente della prosa senza aggettivi, priva di subordinate, con pochi cadenzati segni di interpunzione. Io che non so leggere la musica ho trovato ipnotica la successione di punti virgole trattini e una volta finito mi sono chiesta come ho fatto a stare senza. Duro e commovente.</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" class="aligncenter" src="http://www.artoong.net/Foto/2009/02/trik.jpg" alt="" width="200" height="326" /><br />
<strong>A. Kristof, <em>Trilogia della città di K. </em>[1987], Einaudi Super ET (2005), pp. 384, € 10,50. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Agota Kristof </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Csikvánd, 30 ottobre 1935 – Neuchatel, 27 Luglio 2011. </strong></p>
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