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	<title>unicredit &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Non si disturbi il massacratore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 10:02:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[  Bacheca libica Questo è un &#8220;post-in-progress&#8221;. Siete tutti invitati a lasciare commenti, segnalare materiali d&#8217;approfondimento, riportare testimonianze, elencare dati, ricordare la storia criminale del colonialismo italiano in Libia, prima e durante il fascismo.  &#8220;Eni, Unicredit, il Gas, il Petrolio, la Juventus: metà della nostra economia è in mano a un dittatore che spara sulla folla. Menomale che l&#8217;altra [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/02/baciamano_berlusconi11.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-38272" title="baciamano_berlusconi1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/02/baciamano_berlusconi11.jpg" alt="" width="435" height="355" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/02/baciamano_berlusconi11.jpg 435w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/02/baciamano_berlusconi11-300x244.jpg 300w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /></a></strong></p>
<p><strong>Bacheca libica</strong></p>
<p><em>Questo è un &#8220;post-in-progress&#8221;. Siete tutti invitati a lasciare commenti, segnalare materiali d&#8217;approfondimento, riportare testimonianze, elencare dati, ricordare la storia criminale del colonialismo italiano in Libia, prima e durante il fascismo. </em></p>
<div>&#8220;Eni, Unicredit, il Gas, il Petrolio, la Juventus: metà della nostra economia è in mano a un dittatore che spara sulla folla. Menomale che l&#8217;altra metà è in mano alla mafia che almeno spara uno alla volta&#8230;&#8221; Maurizio Crozza, &#8220;Ballarò&#8221;,22.2.2011.</div>
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<p>«<em>La processione degli italiani che venerano e rispettano Gheddafi, formata dagli uomini che con lui hanno lavorato al &#8220;grande accordo&#8221; che ha chiuso una lunga fase di tensioni, entra nella tenda del leader.<span id="more-38270"></span>  E&#8217; già notte nel grande spiazzo nel deserto, a pochi chilometri da Tripoli: tra i cammelli sfilano gli ex capi di governo Giulio Andreotti e Lamberto Dini, l&#8217; ex ministro dell&#8217; Interno Giuseppe Pisanu e il senatore pd Nicola Latorre (in rappresentanza di Massimo D&#8217; Alema). In diretta tv hanno appena ricevuto il premio dalla Giamahiria, una targa e una fascia verde, il colore della rivoluzione. E&#8217; il riconoscimento che Gheddafi fa consegnare agli &#8220;amici italiani&#8221; che hanno creduto in quell&#8217; accordo firmato il 30 agosto da Silvio Berlusconi. Il primo ad essere premiato è proprio lui, il Cavaliere, assente giustificato assieme all&#8217; ex premier Romano Prodi, al ministro degli Esteri Franco Frattini e tanti altri. Uno speaker riserva a tutti l&#8217; appellativo di &#8220;eccellenza&#8221;. Con un&#8217; eccezione: Gianni Letta, sottosegretario della Presidenza del Consiglio e gran tessitore per conto di Berlusconi, è onorato del termine &#8220;sua altezza&#8221;. Anche Vittorio Sgarbi ha la sua fascia verde. In aereo, dieci anni fa, volando dalla Sardegna violò l&#8217; embargo, e la Libia non dimentica quel gesto dannunziano che voleva testimoniare un&#8217; amicizia contro la realpolitik. Sgarbi, attuale sindaco della siciliana Salemi, guarda Andreotti e Gheddafi che s&#8217; incontrano per l&#8217; ennesima volta, parlano, s&#8217; intendono ancora, trent&#8217; anni dopo: «Gheddafi è l&#8217; ultimo capo arabo democristiano &#8211; osserva Sgarbi &#8211; per questo con Andreotti e Dini si capiscono ancora così bene». Il leader libico ringrazia l&#8217; Italia per l&#8217; accordo in base al quale Roma pagherà, nell&#8217; arco di vent&#8217; anni, 5 miliardi di euro a titolo di risarcimento dei danni dell&#8217; occupazione coloniale. «Dobbiamo complimentarci con noi stessi e noi libici vi ringraziamo per gli sforzi che avete compiuto per arrivare a questo accordo che onora i nostri due popoli» dice il Colonnello. Andreotti e Dini ripetono l&#8217; invito al leader libico a visitare l&#8217; Italia, Sgarbi lo vorrebbe al più presto ospite nella &#8220;sua&#8221; Sicilia, magari proprio a Salemi. «Adesso è possibile, non ci sono più ostacoli alla mia visita in Italia &#8211; dice il Colonnello &#8211; . Ripeto: dobbiamo complimentarci con noi stessi per il buon lavoro che abbiamo fatto per i nostri popoli</em>». Vincenzo Nigro, La Repubblica, 8.10.2008.</p>
<p>&#8220;Usare il mitra per fermare i profughi africani che arrivano in Italia. Lo ha detto l’assessore regionale ai flussi migratori Daniele Stival, leghista, in diretta su Rete Veneta. Una frase choc che ha fatto scalpore, sollevato dure polemiche molte delle quali erano volte a chiedere le dimissioni dello stesso assessore. La puntata di Focus, talk show dell’emittente locale, era incentrata sulla rivolta in Libia, si parlava delle migliaia di morti fra i civili, aprendo un ragionamento sulla richiesta del governatore della Sicilia al Veneto di ospitare i profughi nordafricani. Alla domanda su come limitarne l’arrivo, Stival è intervenuto usando queste parole: «Ci riescono pure in Grecia, Spagna e Croazia, dovremmo riuscire anche noi usando il mitra»&#8221;, Corriere della Sera, 23.2.2011.</p>
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