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		<title>Poesie interattive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2013 07:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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		<category><![CDATA[Fabrizio Venerandi]]></category>
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					<description><![CDATA[Fabrizio Venerandi ha pubblicato sul suo sito due piccole poesie che sfruttano appieno le possibilità della pagina web per trasformare il testo sotto gli occhi del lettore. Leggete la prima sul suo sito e poi tornate qui. Il testo di amore.xhtml si trasforma ogni volta che il lettore sfiora le parole con il mouse. Sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fabrizio Venerandi ha pubblicato sul suo sito due piccole poesie che sfruttano appieno le possibilità della pagina web per trasformare il testo sotto gli occhi del lettore.</p>
<p>Leggete <a title="amore.xhtml" href="http://www.venerandi.com/amore.xhtml" target="_blank">la prima</a> sul suo sito e poi tornate qui.<span id="more-45881"></span></p>
<p>Il testo di amore.xhtml si trasforma ogni volta che il lettore sfiora le parole con il mouse. Sono mutamenti reversibili, in alcun casi permanenti (nel titolo ad esempio), fino alla scoperta di un verso nascosto.</p>
<p>La tecnica usata è xhtml + javascript, facilmente analizzabile esaminanto i sorgenti della pagina xhtml e del file .js collegato.  Fabrizio usa un CSS apposito per rendere omogeneo l&#8217;aspetto delle sezioni dinamiche della pagina, che altrimenti il browser metterebbe in risalto.</p>
<p>La <a title="giorno.xhtml" href="http://www.venerandi.com/giorno.xhtml" target="_blank">seconda</a> poesia invece non fa apparentemente niente. Bisogna tornare a leggerla in momenti diversi della giornata per accorgersi di piccoli mutamenti, scatenati questa volta da altre variabili. Anche qui i sorgenti di giorno.xhtml e di giorno.js sono molto chiari.</p>
<p>Le due creazioni di Fabrizio Venerandi mostrano  bene cosa può essere la poesia digitale (<a title="it.wikipedia.org" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poesia_elettronica" target="_blank">it</a>, <a title="en.wikipedia.org" href="https://en.wikipedia.org/wiki/EPoetry" target="_blank">en</a>): alla portata di tutti (basta un editor di testo e un browser), semplice nelle tecnologie usate, accessibile e riproducibile/modificabile da chiunque.</p>
<p>Hanno anche alcuni limiti: amore.xhtml richiede l&#8217;uso di un mouse e si legge bene su un pc tradizionale, mentre su uno schermo touch come tablet o telefono l&#8217;interazione è meno immediata, si confonde con altri comportamenti del browser. Entrambe funzionano bene sul sito dell&#8217;autore, ma se volessi ripubblicarle qui dovrei <del datetime="2013-06-21T11:16:02+00:00">vincere la mia pigriz</del> lavorare un po&#8217; di più per riportare css e javascript oltre al testo originale.</p>
<p>Trovo molto interessanti queste poesie perché esplorano nuove dimensioni espressive con, secondo me, molta delicatezza e grazia. Inoltre sono un invito alla sperimentazione e non la presentazione di effetti speciali di studio, inaccessibili: provate a salvare in una cartella del pc i file necessari (<a href="http://www.venerandi.com/amore.xhtml" target="_blank">amore.xhtml</a> <a href="http://www.venerandi.com/amore.js" target="_blank">amore.js</a> <a href="http://www.venerandi.com/fabrizio.css" target="_blank">fabrizio.css</a>) e modificateli a piacimento, per tentativi. Caricate il file xhtml nel browser e guardate:  che succede? Rinominate il css per non farlo trovare: che succede? Perché? Potete cambiare il comportamento delle variabili?</p>
<p>Molto spesso le cose che uno può fare sono più interessanti delle opinioni che può avere.</p>
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