<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Yo Yo Mundi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/tag/yo-yo-mundi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 24 Jan 2009 22:10:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>Italian Tram Way &#8211; Stormy Six</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/24/italian-tram-way-stormy-six/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/24/italian-tram-way-stormy-six/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 19:06:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[Gang]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Paolo Ragnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Stormy Six]]></category>
		<category><![CDATA[Yo Yo Mundi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13667</guid>

					<description><![CDATA[Dov&#8217;è andata a giocare Rossella? Breve storia degli Stormy Six di Gian Paolo Ragnoli Con l&#8217;esercizio non è niente: solo ci vuole la passione. Stormy Six, Panorama. Stormy Six? Anche se il nome del gruppo forse non dirà molto ai più giovani crediamo siano sufficienti i versi Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-13696" title="tram-bari-1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/tram-bari-1.jpg" alt="tram-bari-1" width="502" height="255" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/tram-bari-1.jpg 502w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/01/tram-bari-1-300x152.jpg 300w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></p>
<p><strong>Dov&#8217;è andata a giocare Rossella?</strong><br />
<em>Breve storia degli Stormy Six</em><br />
di<br />
<strong>Gian Paolo Ragnoli</strong></p>
<p>C<em>on l&#8217;esercizio non è niente: solo ci vuole la passione.</em><br />
Stormy Six, Panorama.</p>
<p>Stormy Six?<br />
Anche se il nome del gruppo forse non dirà molto ai più giovani crediamo siano sufficienti i versi Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa: d&#8217;ora in poi troverà Stalingrado in ogni città a far capire a tutti, anche a chi credeva di non conoscerli, di chi stiamo parlando.<br />
Gli Stormy Six, come diceva qualcuno, vengono da lontano.<br />
<span id="more-13667"></span><br />
<object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/YGKgswBEAd0&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YGKgswBEAd0&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Si sono formati a metà degli anni &#8217;60, al tempo dei complessi beat, come venivano chiamati allora, in una Milano in cui le prime tensioni presessantotto convivevano con la scoperta di nuove musiche, il beat, il soul, il rhythm&#8217; n &#8216;blues  , il folk revival, che sembravano alludere a un orizzonte diverso, ad un confuso desiderio di cambiare le cose.<br />
Con la loro rigorosa dieta di beat-n-blues, fatta di cover degli Stones, Animals, Them, Small Faces, gli Stormy Six si fecero rapidamente un nome tra i gruppi milanesi e si trovarono anche a far da spalla agli Stones nel loro primo tour italiano, ma correva l&#8217;anno &#8217;67, già stava arrivando il Sessantotto, alla sensazione che i tempi stavano cambiando si aggiungeva la determinazione di essere, di questo cambiamento, parte attiva.<br />
E&#8217; la storia di una generazione, ma è anche la somma di tante uniche, irripetibili storie.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/My8TXeI1Dl0&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/My8TXeI1Dl0&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Quella degli Stormy Six è esemplare proprio perché sono cambiati così tanto nel corso degli anni per rimanere, o meglio per diventare se stessi. Anziché costruirsi una tranquilla carriera come gruppo rock, replicando all&#8217;infinito semplici ma efficaci canzoni come <em>Alice nel vento</em> o Rossella, che gli avrebbero garantito uno spazio sicuro nel settore Pop di qualità, hanno scelto di crescere e di cambiare assieme al loro pubblico, imparando sia dalla militanza politica sia dalla pratica musicale, rifiutando sempre di svendere la loro coerenza di militanti ma, altrettanto importante, negandosi a qualsiasi tentativo di ridurli a megafono propagandistico di questa o quella organizzazione della sinistra.</p>
<p>Così sono cresciuti, musicalmente e politicamente, dall&#8217;ingenuo beat psichedelico de <em>Le idee di oggi per la musica di domani</em> (con ancora nei ranghi Claudio Rocchi) al country rock de L&#8217;Unità, dove iniziavano a fare i conti con la storia, raccontando &#8220;dal basso&#8221; l&#8217;unità d&#8217;Italia, dal confronto con le tradizioni popolari di <em>Guarda giù dalla pianura</em> all&#8221;invenzione del progressive folk ne <em>Il biglietto del tram</em>, fino alle complesse tessiture de <em>l&#8217;Apprendista</em> e de <em>La macchina maccheronica</em>, un viaggio intorno all&#8217;identità politica della canzone, da un approccio immediato fino alla sperimentazione di una complessità formale, fino al ritorno, poi, con <em>Al volo</em>, a un approccio più diretto, essenziale, in una parola rock.</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/KToXLToZeOA&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KToXLToZeOA&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>In mezzo ci sono stati i concerti per tutta Europa, nelle piazze dei paesini siciliani o negli austeri teatri tedeschi, nelle fabbriche o nei circoli culturali, a Casarsa come a Reims, a Macomer come a Tubingen, c&#8217;è stata la fondazione, assieme ad altri gruppi e musicisti milanesi, tra cui Moni Ovadia, Guido Mazzon, Tony Rusconi, della cooperativa <strong>L&#8217;Orchestra</strong>, che, per qualche anno, costituirà un importante punto di riferimento per l&#8217;autoproduzione discografica (Un biglietto del tram fu il primo Lp pubblicato), per l&#8217;organizzazione di concerti, le scuole di musica popolare, l&#8217;attività didattica (ricordiamo il manuale di chitarra, curato da Claudia Gallone, su cui si formarono migliaia di chitarristi).<br />
C&#8217;è stato l&#8217;incontro con gli Henry Cow e il successivo coinvolgimento in <em>Rock in Opposition</em>, sorta di internazionale di gruppi (svedesi, belgi, francesi, italiani e inglesi) autogestiti e indipendenti sotto ogni punto di vista, economico, politico, culturale, che cercavano di proporre, per dirla in breve, una nuova musica per un nuovo pubblico.<br />
C&#8217;è stato poi, nel 1983, anche lo scioglimento del gruppo, che alle soglie degli anni &#8217;80 aveva verificato che il cielo è nero, gli spazi di autonomia e di gestione antagonista dell&#8217;operare musicale ridotti quasi a zero nell&#8217;atmosfera mefitica della Milano da bere.<br />
Ma erano stati loro a scrivere che nulla resta uguale a se stesso, la contraddizione muove tutto, e così ci siamo ritrovati nel &#8217;93 al teatro Orfeo di Milano e poi più volte negli anni, il 25 aprile per gli Appunti Partigiani, poi allo Zelig, al Leoncavallo, a Fivizzano, a Cividale e più recentemente a Sesto San Giovanni, il 30 maggio, per il quarantennale del &#8217;68, e il 12 luglio a Fosdinovo, per gli Archivi della Resistenza, a chiederci ancora una volta dove è andata a giocare Rossella, a camminare sulla strada gelata e a riflettere che ancora oggi non si sa dove stare.<br />
In questi ultimi due concerti gli Stormy Six hanno presentato un set che attraversa, con un&#8217;autoironia e una consapevolezza che crediamo unica, tutta la loro lunga storia.<br />
Alcuni di loro in questi anni hanno continuato, seppur saltuariamente, a suonare, altri, come Antonio Zanuso, il batterista originale, avevano smesso da trent&#8217;anni, ma sono bastate poche telefonate e di nuovo professori, architetti, pittori, cantanti di successo, operatori radiofonici e musicisti erano di nuovo insieme, a riannodare i fili di un&#8217;esperienza che non cessa, al di là delle mode culturali del momento, di essere importante.<br />
Cover dei Rolling Stones, The Last Time, di Bob Dylan, Chimes of Freedom, di uno dei loro maestri, Woody Guthrie, The Union Maid, Eugenio Finardi, Ricky Belloni e Claudio Rocchi di nuovo per una sera ai loro posti, un toccante brano di Mikis Theodorakis e poi le loro canzoni, da Pontelandolfo, che racconta un eccidio dei &#8220;Piemontesi&#8221; nel sud dell&#8217;Italia appena unita, a <em>La manifestazione</em>, dove una giacca ed un fazzoletto rosso rimasti sul marciapiede sono l&#8217;ultimo ricordo di uno studente assassinato durante una manifestazione. E ancora l&#8217;esecuzione intera di <em>Un biglietto del tram</em>, il loro lavoro più conosciuto, un album completamente dedicato alla Resistenza, con canzoni ormai storiche come <em>Stalingrado,</em> <em>La fabbrica </em>e <em>Dante Di Nanni</em>, per concludere con L&#8217;orchestra dei fischietti, ispirata alle manifestazioni operaie nella Milano degli anni &#8217;70, un fiume di parole e di suoni che non vediamo l&#8217;ora torni di nuovo ad attraversare le nostre strade, da troppo tempo mute.<br />
Se ci pensate bene non è poco, per un gruppo di vecchi ragazzi che entrò nel mito più di quarant&#8217;anni fa, lanciando fiori al pubblico del Palalido alla fine dell&#8217;esecuzione di Lady Jane</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/24/italian-tram-way-stormy-six/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>13</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>dalla camera accanto: photoshoperò #9</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/04/dalla-camera-accanto-photoshopero-9/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/04/dalla-camera-accanto-photoshopero-9/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 07:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[photoshoperò]]></category>
		<category><![CDATA[ringe ringe raja]]></category>
		<category><![CDATA[www.ibridamenti.com]]></category>
		<category><![CDATA[Yo Yo Mundi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13094</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Pzle8GJAY6Q&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param></object></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/04/dalla-camera-accanto-photoshopero-9/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>28</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anarcobaleno</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/anarcobaleno/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/anarcobaleno/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[Anarcobaleno]]></category>
		<category><![CDATA[marco rovelli]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Archetti Maestri]]></category>
		<category><![CDATA[Yo Yo Mundi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12191</guid>

					<description><![CDATA[[E&#8217; uscito Album rosso, nuovo cd degli Yo Yo Mundi. Un album che trovo bellissimo, quasi ripercorresse la storia del gruppo e la superasse, nell&#8217;unico superamento possibile, quello di una voce nuova e altra e piena. Voce che s&#8217;inoltra &#8211; con un passo lieve come mai prima, e pure insieme deciso e immediatamente riconoscibile &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[E&#8217; uscito <em>Album rosso</em>, nuovo cd degli <strong>Yo Yo Mundi</strong>. Un album che trovo bellissimo, quasi ripercorresse la storia del gruppo e la superasse, nell&#8217;unico superamento possibile, quello di una voce nuova e altra e piena. Voce che s&#8217;inoltra &#8211; con un passo lieve come mai prima, e pure insieme deciso e immediatamente riconoscibile &#8211; nelle pieghe più intime della coscienza &#8211; dove il desiderio e Cefalonia non hanno soluzione di continuità. Sono davvero felice di aver partecipato all&#8217;album, con <em>Anarcobaleno</em>, canzone che ho scritto e cantato insieme a <strong>Paolo Archetti Maestri</strong>. La potete ascoltare qui:</p>
<p>[podcast]https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/12/2anarcobaleno.mp3[/podcast]</p>
<p>Il testo, qui di seguito]</p>
<p><em>Testo: Paolo Archetti Maestri e Marco Rovelli. Musica: Andrea Cavalieri.<span id="more-12191"></span></em></p>
<p>Blu come l&#8217;azzardo</p>
<p>verde acqua come la destrezza</p>
<p>è il mio orgoglio ocra o viola?</p>
<p>cerulea la tua bellezza</p>
<p>Grigio come il lupo</p>
<p>ma la paura non ha colore</p>
<p>l&#8217;indaco è di chi osa</p>
<p>bianco d&#8217;ombra la mia promessa sposa</p>
<p>Rossa la mia lotta e la tua speranza</p>
<p>nera la palpebra chiusa della coscienza</p>
<p>ma nero e rosso insieme sono gli occhi</p>
<p>spalancati alla nostra resistenza</p>
<p>Nera é la parvenza dei tuoi sguardi</p>
<p>senza nome il colore delle aurore</p>
<p>un bianco così denso che ne scroscia</p>
<p>mi acceca un terribile fulgore</p>
<p>Giallo poi danza il deserto</p>
<p>e rossa d&#8217;ambra é la tua traccia amore</p>
<p>all&#8217;azzurro del cielo resto nudo e aperto</p>
<p>rosso d&#8217;un fuoco che non muore</p>
<p>Rosso come il tempo che avvampa il cuore</p>
<p>nero il sangue sparso della cecità</p>
<p>ma nero e rosso insieme sono il fiore</p>
<p>della nostra infinita libertà</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/15/anarcobaleno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		<enclosure url="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/12/2anarcobaleno.mp3" length="4011123" type="audio/mpeg" />

			</item>
		<item>
		<title>Juke-box / L&#8217;ultimo testimone</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/07/21/juke-box-lultimo-testimone/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2007/07/21/juke-box-lultimo-testimone/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Archetti Maestri]]></category>
		<category><![CDATA[Yo Yo Mundi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/07/21/juke-box-lultimo-testimone/</guid>

					<description><![CDATA[di Paolo Archetti Maestri e Yo Yo Mundi Ho scritto a mia madre, mi pregava affinché scendessi a patti con i miei nemici, tuo fratello vedrai ti aiuterà, tu vuoi solo salvarmi io questo lo so e mi fa tenerezza, ma nella nostra famiglia c’è un filo che si spezza, però io penso che un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Paolo Archetti Maestri e Yo Yo Mundi</strong></p>
<p>Ho scritto a mia madre,<br />
mi pregava affinché scendessi a patti con i miei nemici,<br />
tuo fratello vedrai ti aiuterà,<br />
tu vuoi solo salvarmi io questo lo so e mi fa tenerezza,<br />
ma nella nostra famiglia c’è un filo che si spezza,<br />
però io penso che un giorno,<br />
in un tempo non molto lontano,<br />
in qualche parte del tuo sentire di madre,<br />
magari con un fiore rosso in mano,<br />
scoprirai quello che adesso fatico a farti capire:<br />
meglio un figlio morto partigiano gappista<br />
che uno ancora vivo traditore e fascista.<br />
<span id="more-4218"></span><br />
Ecco ti scrivo dal buio profondo con l’inchiostro della notte in cui mi nascondo,<br />
ecco ti scrivo dal buio profondo con l’inchiostro di questa notte che sto vivendo.</p>
<p>Ho scritto al mio amore,<br />
non mi vedrai tornare,<br />
ho scritto al suo seno non avrà miei figli da allattare,<br />
ho scritto alle sue labbra che non avranno i miei baci da colorare,<br />
ho scritto ai suoi occhi che non riesco già più a ricordare<br />
restituiti in tutta la loro luminosa bellezza<br />
quando la benda bianca sui miei m’insegnerà una nuova carezza,<br />
prima che questa notte eterna tanto violenta, quanto materna,<br />
dopo questi spari mi separi da lei.</p>
<p>Ecco ti scrivo dal buio profondo con l’inchiostro della notte in cui mi nascondo,<br />
ecco ti scrivo dal buio profondo con l’inchiostro della notte di questo tempo tremendo.</p>
<p>Quando l’ultimo di noi non ci sarà più,<br />
quando chi ha vissuto quegli anni di lotta e speranza socchiuderà gli occhi sul mondo.<br />
Quando anche l’ultimo sorriso si sarà spento.<br />
In quel momento preciso, ricorderai queste mie parole e ne farai una canzone:<br />
una canzone da cantare,<br />
da cantare per sognare,</p>
<p>per sognare ancora insieme.<br />
Una storia di coraggio e di paura&#8230;<br />
di morte, di memoria, di furturo e di cultura.<br />
Una storia di desiderio e di poesia&#8230;<br />
una storia tua adesso che non è più mia.</p>
<p>Una meravigliosa storia di uno strano tipo d’amore&#8230;<br />
di cui tu sarai per sempre l’ultimo testimone.</p>
<p>Ecco vi scrivo dal buio profondo con l’inchiostro della notte in cui mi nascondo,<br />
ecco vi scrivo dal buio profondo con l’inchiostro della notte in cui mi nascondo.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2007/07/21/juke-box-lultimo-testimone/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-06-20 23:48:31 by W3 Total Cache
-->