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	Commenti a: Dialogo sopra i costumi della poesia italiana contemporanea	</title>
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		<title>
		Di: Rossella		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-286278</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rossella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 16:45:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285971&quot;&gt;francesca fiorletta&lt;/a&gt;.

Non sono d&#039;accordo con chi ha descritto il testo &quot;autoreferenziale&quot; ed inutile. Ho inteso che chi bazzica un po&#039; l&#039;ambiente poetico trova il testo superficiale e non originale, ma chi invece l&#039;ambiente non lo bazzica, è un semplice lettore di passaggio che cerca di capirci qualcosa in quanto, da fuori, vede soltanto un dibattito tra primedonne ferite, vedove di pubblico e di editori, senza mai capire il problema qual è - perché a me pare di capire che nonostante l&#039;alfabetizzazione diffusa il pubblico poetico sia costituito da 4 gatti, il che provoca paturnie adolescenziali del tipo &quot;sono sbagliato io poeta, è sbagliato il pubblico&quot; e crisi adulte sul livello &quot;non mi si fila nessuno / perdita di autorità e riconoscimento sociale al di fuori del circolo degli amici&quot; - questo è un botta e risposta perfetto!

Un discorso introduttivo sulla controversa esistenza della poesia contemporanea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285971">francesca fiorletta</a>.</p>
<p>Non sono d&#8217;accordo con chi ha descritto il testo &#8220;autoreferenziale&#8221; ed inutile. Ho inteso che chi bazzica un po&#8217; l&#8217;ambiente poetico trova il testo superficiale e non originale, ma chi invece l&#8217;ambiente non lo bazzica, è un semplice lettore di passaggio che cerca di capirci qualcosa in quanto, da fuori, vede soltanto un dibattito tra primedonne ferite, vedove di pubblico e di editori, senza mai capire il problema qual è &#8211; perché a me pare di capire che nonostante l&#8217;alfabetizzazione diffusa il pubblico poetico sia costituito da 4 gatti, il che provoca paturnie adolescenziali del tipo &#8220;sono sbagliato io poeta, è sbagliato il pubblico&#8221; e crisi adulte sul livello &#8220;non mi si fila nessuno / perdita di autorità e riconoscimento sociale al di fuori del circolo degli amici&#8221; &#8211; questo è un botta e risposta perfetto!</p>
<p>Un discorso introduttivo sulla controversa esistenza della poesia contemporanea.</p>
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		Di: Andrea Inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-286068</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 00:07:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate Massimiliano e Francesca vi rispondo con ritardo. Avrete ragione anche voi sull&#039;esigenza di fare il punto. E ben contento se è stato utile. Io per parte mia purtroppo ho ormai reazioni idiosincratiche sulle questioni relative alla salute o meno della poesia, ma sarà lo starci in mezzo che mi ha fatto ammalare. Un abbraccio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate Massimiliano e Francesca vi rispondo con ritardo. Avrete ragione anche voi sull&#8217;esigenza di fare il punto. E ben contento se è stato utile. Io per parte mia purtroppo ho ormai reazioni idiosincratiche sulle questioni relative alla salute o meno della poesia, ma sarà lo starci in mezzo che mi ha fatto ammalare. Un abbraccio.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Isak Borg		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285989</link>

		<dc:creator><![CDATA[Isak Borg]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 17:42:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se uno (o entrambi gli interlocutori) fosse stato un poeta (come io lo intendo) d&#039;estate, sotto la calura, con la prospettiva di discutetere dei *costumi della poesia*, avrebbe alluso al bikini. Meglio ancora, al tanga e alle *vere* fonti dell&#039;ispirazione che da essi promanano.

:)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se uno (o entrambi gli interlocutori) fosse stato un poeta (come io lo intendo) d&#8217;estate, sotto la calura, con la prospettiva di discutetere dei *costumi della poesia*, avrebbe alluso al bikini. Meglio ancora, al tanga e alle *vere* fonti dell&#8217;ispirazione che da essi promanano.</p>
<p>:)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Massimiliano Manganelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285988</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Manganelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 16:46:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Andrea, 
il dialogo è nato da una semplice occasione estiva, ma abbiamo atteso che finisse la calura per avere la mente più fredda. Quello che ci siamo proposti è piuttosto semplice, cioè ragionare in pubblico nel tentativo di mettere in ordine alcune questioni emerse più volte negli ultimi tempi. 
Nessuna pretesa di definire la poesia (con la maiuscola o la minuscola), né di fare della facile sociologia della letteratura. Diciamo che si potrebbe leggere il dialogo come un tentativo di fare il punto, con la prospettiva di avviare un lavoro in profondità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea,<br />
il dialogo è nato da una semplice occasione estiva, ma abbiamo atteso che finisse la calura per avere la mente più fredda. Quello che ci siamo proposti è piuttosto semplice, cioè ragionare in pubblico nel tentativo di mettere in ordine alcune questioni emerse più volte negli ultimi tempi.<br />
Nessuna pretesa di definire la poesia (con la maiuscola o la minuscola), né di fare della facile sociologia della letteratura. Diciamo che si potrebbe leggere il dialogo come un tentativo di fare il punto, con la prospettiva di avviare un lavoro in profondità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Sandra		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285984</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 13:12:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://bit.ly/questoequello

<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.0.1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bit.ly/questoequello" rel="nofollow ugc">http://bit.ly/questoequello</a></p>
<p>😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: francesca fiorletta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285978</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 19:40:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=58519#comment-285978</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285977&quot;&gt;daniele ventre&lt;/a&gt;.

&quot;Bisognerebbe comunque emanciparsi da certe linee di pensiero.&quot;: esattamente! 
Intanto il dialogo intendeva dire proprio questo, ma vedo che non siamo riusciti a spiegarlo/o forse non vogliamo capirci? non lo so, Dan. 
Parlo per me: &quot;L’attenzione a forme diverse di poetica&quot; è cosa buona e giusta, se si intende fare una campionatura, se se ne ha l&#039;&quot;interesse&quot; (nel senso più puro del termine!) e la capacità e la voglia. 
Sempre per quanto mi riguarda, dacché non mi sento di appartenere a nessuna &quot;schiatta&quot;, e dacché non mi permetto di parlare per altri, mi sono sempre occupata - e continuo a farlo - di scritture anche molto distanti fra loro, sia in prosa che in poesia, ma che siano congeniali col mio gusto estetico, letterario, e critico. Per citarti: che asseriscano o meno, non è affar mio.
Se Parigi rischia di essere grigia non lo so, ma forse non saremo nemmeno noi a decretarlo, no? :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285977">daniele ventre</a>.</p>
<p>&#8220;Bisognerebbe comunque emanciparsi da certe linee di pensiero.&#8221;: esattamente!<br />
Intanto il dialogo intendeva dire proprio questo, ma vedo che non siamo riusciti a spiegarlo/o forse non vogliamo capirci? non lo so, Dan.<br />
Parlo per me: &#8220;L’attenzione a forme diverse di poetica&#8221; è cosa buona e giusta, se si intende fare una campionatura, se se ne ha l'&#8221;interesse&#8221; (nel senso più puro del termine!) e la capacità e la voglia.<br />
Sempre per quanto mi riguarda, dacché non mi sento di appartenere a nessuna &#8220;schiatta&#8221;, e dacché non mi permetto di parlare per altri, mi sono sempre occupata &#8211; e continuo a farlo &#8211; di scritture anche molto distanti fra loro, sia in prosa che in poesia, ma che siano congeniali col mio gusto estetico, letterario, e critico. Per citarti: che asseriscano o meno, non è affar mio.<br />
Se Parigi rischia di essere grigia non lo so, ma forse non saremo nemmeno noi a decretarlo, no? :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285977</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 18:44:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285975&quot;&gt;francesca fiorletta&lt;/a&gt;.

Sul concetto di interesse e disinteresse si potrebbe ragionare a lungo. Anzitutto, ci si potrebbe interrogare sul valore di poetiche e posizioni critiche a interesse limitato, e dunque a responsabilità limitata -e qui il dissòs logos assertivo-non-assertivo non c&#039;entra. Da un altro punto di vista, ci si potrebbe chiedere cosa si intenda per interesse: se una attenzione disinteressata; o non piuttosto qualcosa di più concreto e basso, un interesse specifico che conduce a un&#039;attenzione condizionata da un intreccio relazionale concreto, d&#039;ambiente, di mini-cordata, o quel che si voglia, visto che hai evocato l&#039;idea -che non mi apparteneva -di passaggi di stampo &quot;mafioso&quot;. Ci sono insomma una serie di &quot;costumi&quot; della poesia -e della comunità poetica (e le due cose andrebbero distinte, e si dovrebbe anche distinguere fra tic stilistici e costumi dell&#039;environment)- italiana, non solo contemporanea, che restano un po&#039; troppo in ombra, secondo il mio modestissimo parere. Per il resto, la tua risposta -o si dovrebbe dire, la tua conferma- è precisamente ciò che ci si attendeva. Bisognerebbe comunque emanciparsi da certe linee di pensiero. L&#039;attenzione a forme diverse di poetica non è una perdita di tempo o una contaminazione dell&#039;alto prestigio del critico, ma una ricchezza. Altrimenti, per citare chi ne sa più di me, Parigi rischia di essere grigia davvero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285975">francesca fiorletta</a>.</p>
<p>Sul concetto di interesse e disinteresse si potrebbe ragionare a lungo. Anzitutto, ci si potrebbe interrogare sul valore di poetiche e posizioni critiche a interesse limitato, e dunque a responsabilità limitata -e qui il dissòs logos assertivo-non-assertivo non c&#8217;entra. Da un altro punto di vista, ci si potrebbe chiedere cosa si intenda per interesse: se una attenzione disinteressata; o non piuttosto qualcosa di più concreto e basso, un interesse specifico che conduce a un&#8217;attenzione condizionata da un intreccio relazionale concreto, d&#8217;ambiente, di mini-cordata, o quel che si voglia, visto che hai evocato l&#8217;idea -che non mi apparteneva -di passaggi di stampo &#8220;mafioso&#8221;. Ci sono insomma una serie di &#8220;costumi&#8221; della poesia -e della comunità poetica (e le due cose andrebbero distinte, e si dovrebbe anche distinguere fra tic stilistici e costumi dell&#8217;environment)- italiana, non solo contemporanea, che restano un po&#8217; troppo in ombra, secondo il mio modestissimo parere. Per il resto, la tua risposta -o si dovrebbe dire, la tua conferma- è precisamente ciò che ci si attendeva. Bisognerebbe comunque emanciparsi da certe linee di pensiero. L&#8217;attenzione a forme diverse di poetica non è una perdita di tempo o una contaminazione dell&#8217;alto prestigio del critico, ma una ricchezza. Altrimenti, per citare chi ne sa più di me, Parigi rischia di essere grigia davvero.</p>
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		<title>
		Di: eugenio lucrezi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285976</link>

		<dc:creator><![CDATA[eugenio lucrezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 11:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La poesia è un&#039;esperienza di linguaggio niente affatto referenziale se non rispetto al proprio farsi. Non autoreferenziale, pertanto, ma intesa al farsi di un mondo. Esperienza di pertinenza letteraria, in nulla diversa da altre esperienze di linguaggio che non utilizzano la versificazione. Non so perché il romanzo e altre forme di narrazione debbano essere categorizzate separatamente. In letteratura è dirimente il processo di generazione del racconto. Se il messaggio è preesistnte, preconnfezionato, rispetto al momento dell&#039;azione scrittoria, il risultato, al limite, non è letteratura. Poesia non è mettere in versi, romanzo non è mettere in prosa, in posa. Fabbricare versi e fabbricare prosa è funzione generativa, esattamente come scopare. Da un secolo tondo, anzi da più, mettere in posa il mondo, in versi e in prosa, non licet. Il mondo si sa raccontare benissimo, non ha bisogno dei letterati. Anche diversi editori non ne hanno bisogno. Mercato e cultura non vanno daccordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La poesia è un&#8217;esperienza di linguaggio niente affatto referenziale se non rispetto al proprio farsi. Non autoreferenziale, pertanto, ma intesa al farsi di un mondo. Esperienza di pertinenza letteraria, in nulla diversa da altre esperienze di linguaggio che non utilizzano la versificazione. Non so perché il romanzo e altre forme di narrazione debbano essere categorizzate separatamente. In letteratura è dirimente il processo di generazione del racconto. Se il messaggio è preesistnte, preconnfezionato, rispetto al momento dell&#8217;azione scrittoria, il risultato, al limite, non è letteratura. Poesia non è mettere in versi, romanzo non è mettere in prosa, in posa. Fabbricare versi e fabbricare prosa è funzione generativa, esattamente come scopare. Da un secolo tondo, anzi da più, mettere in posa il mondo, in versi e in prosa, non licet. Il mondo si sa raccontare benissimo, non ha bisogno dei letterati. Anche diversi editori non ne hanno bisogno. Mercato e cultura non vanno daccordo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca fiorletta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285975</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 08:54:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285972&quot;&gt;daniele ventre&lt;/a&gt;.

Daniele, non lo so, non ne farei esattamente una questione di inclusione/esclusione, quanto forse piuttosto di interesse/disinteresse (?) 
C&#039;è, secondo me, questa mitologia dell&#039;aggregazione esasperata, che poi in realtà, a ben vedere, non si esplica se non in minima parte e per sparuti nuclei molto esigui e limitati, come poi è anche ovvio che sia. Ed è anche ovvio che ciascuno, anche dal punto di vista critico, scelga di cosa occuparsi, (e come farlo!) a seconda delle proprie inclinazioni, dello spazio e tempo a disposizione, degli interlocutori, delle sedi, del momento, e del proprio gusto personale. No?
Nel senso, se un certo fil rouge si trova ad &quot;accomunare&quot; varie poetiche, questo mi sembra anche un passaggio naturale, endemico, non necessariamente di stampo - passami il termine - &quot;mafioso&quot;, ecco. 
E come giustamente ricordi, tu ti stai occupando di poesia con una certa sistematicità, e lo stai facendo sullo stesso sito (NI) che ospita contributi anche di diversissima natura, per cui, boh, che se discuta o no, per me va bene così, per quella che è la mia idea - quantomeno - da redattrice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285972">daniele ventre</a>.</p>
<p>Daniele, non lo so, non ne farei esattamente una questione di inclusione/esclusione, quanto forse piuttosto di interesse/disinteresse (?)<br />
C&#8217;è, secondo me, questa mitologia dell&#8217;aggregazione esasperata, che poi in realtà, a ben vedere, non si esplica se non in minima parte e per sparuti nuclei molto esigui e limitati, come poi è anche ovvio che sia. Ed è anche ovvio che ciascuno, anche dal punto di vista critico, scelga di cosa occuparsi, (e come farlo!) a seconda delle proprie inclinazioni, dello spazio e tempo a disposizione, degli interlocutori, delle sedi, del momento, e del proprio gusto personale. No?<br />
Nel senso, se un certo fil rouge si trova ad &#8220;accomunare&#8221; varie poetiche, questo mi sembra anche un passaggio naturale, endemico, non necessariamente di stampo &#8211; passami il termine &#8211; &#8220;mafioso&#8221;, ecco.<br />
E come giustamente ricordi, tu ti stai occupando di poesia con una certa sistematicità, e lo stai facendo sullo stesso sito (NI) che ospita contributi anche di diversissima natura, per cui, boh, che se discuta o no, per me va bene così, per quella che è la mia idea &#8211; quantomeno &#8211; da redattrice.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniele ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/12/03/dialogo-sulla-poesia/#comment-285972</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2015 23:41:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più che altro, noto che intaccare determinati usi o postulati irrinunciabili espone a diversi livelli, da parte di interlocutori di diversa caratura, alla manifestazione di un implicito fastidio, il che non è bene. 

Il problema essenziale è che il contesto di chi lavora sulla poesia è inquinato da inerzie sociali di ogni genere, spesso fondate su dinamiche di esclusione, senza che i gruppi strutturati che quelle dinamiche di esclusione attuano abbiano poi, pur nella negazione non assertiva delle identità troppo marcate, quell&#039;identità granitica che presumono di possedere.

D&#039;altro canto, su questo sito, mi sembra di aver detto (e fatto) qualcosina anche io in termini di poesia, se non con il rigore a cui mirano certi standard, forse troppo alti per i miei mezzi limitati, quanto meno con una certa sistematicità. Forse qualcuno non si è posto nemmeno il problema di discuterne; magari è più interessante dibattere dell&#039;improvvisazione in versi sull&#039;attualità a caldo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più che altro, noto che intaccare determinati usi o postulati irrinunciabili espone a diversi livelli, da parte di interlocutori di diversa caratura, alla manifestazione di un implicito fastidio, il che non è bene. </p>
<p>Il problema essenziale è che il contesto di chi lavora sulla poesia è inquinato da inerzie sociali di ogni genere, spesso fondate su dinamiche di esclusione, senza che i gruppi strutturati che quelle dinamiche di esclusione attuano abbiano poi, pur nella negazione non assertiva delle identità troppo marcate, quell&#8217;identità granitica che presumono di possedere.</p>
<p>D&#8217;altro canto, su questo sito, mi sembra di aver detto (e fatto) qualcosina anche io in termini di poesia, se non con il rigore a cui mirano certi standard, forse troppo alti per i miei mezzi limitati, quanto meno con una certa sistematicità. Forse qualcuno non si è posto nemmeno il problema di discuterne; magari è più interessante dibattere dell&#8217;improvvisazione in versi sull&#8217;attualità a caldo.</p>
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