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	<title>Accademia di Brera &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Fabio Aguzzi, il male di vivere</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/01/15/fabio-aguzzi-male-vivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2018 06:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Brera]]></category>
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		<category><![CDATA[Romano A. Fiocchi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Romano A. Fiocchi È passato un anno. Dicono che fosse ossessionato dalla luce, dalla possibilità di catturarla e costringerla lì, sulla tela. Obbiettivo ambizioso e stimolante, per un artista. Eppure non sufficiente per sconfiggere il male di vivere: Fabio Aguzzi ha spento quella luce con un colpo di pistola la sera del 31 dicembre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_71879" aria-describedby="caption-attachment-71879" style="width: 235px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" class="wp-image-71879 size-full" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Fabio-Aguzzi.jpg" alt="" width="235" height="332" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Fabio-Aguzzi.jpg 235w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Fabio-Aguzzi-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 235px) 100vw, 235px" /><figcaption id="caption-attachment-71879" class="wp-caption-text">Fabio Aguzzi</figcaption></figure>
<p>di <b>Romano A. Fiocchi</b></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Unicode MS', sans-serif;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">È passato un anno. Dicono che fosse ossessionato dalla luce, dalla possibilità di catturarla e costringerla lì, sulla tela. Obbiettivo ambizioso e stimolante, per un artista. Eppure non sufficiente per sconfiggere il male di vivere: Fabio Aguzzi ha spento quella luce con un colpo di pistola la sera del 31 dicembre 2016, nella sua casa di Vidigulfo, mentre altrove ci si preparava al veglione di San Silvestro. Unici testimoni il suo abituale bicchiere di whisky e l’immancabile sigaro, così l’articolo del quotidiano La Provincia Pavese datato 2 gennaio 2017. Lo stesso giornale, qualche settimana fa, segnalava che l’Art Cafè di Casteggio, ultimo luogo visitato dall’artista, gli dedicherà una piccola mostra antologica.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Unicode MS', sans-serif;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Non lo conoscevo personalmente ma mi fermavo sempre a osservare le due vetrine del suo studio milanese al numero sedici di via Brera, un paio di edifici prima della sede della storica </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.accademiadibrera.milano.it/it/home.html"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Accademia di Belle Arti</span></a></u></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">. Dove lui aveva insegnato, tra l’altro, dopo averla frequentata come studente. Ci passo ancora, in via Brera, e ogni volta non posso fare a meno di guardare quelle vetrine. I primi giorni dopo la sua scomparsa erano nascoste da pannelli metallici con modanature che in questo stabile scorrono da sotto in su, alternativa di buon gusto alle anonime saracinesche. Poi, per un po’ di tempo, le vetrine sono tornate visibili e hanno esposto le sue ultime opere con un biglietto: </span><em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><i>Per informazioni sui dipinti di Fabio Aguzzi (1953-2016) telefonare al 328 4756221. For info tel. 0039 328 4756221</i></span></em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><i><b>.</b></i></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> Segno evidente che qualcuno si stava occupando di svuotare i locali. Ecco la cosa che più mi disorienta: sapere che Fabio Aguzzi abbia voluto abbandonare con determinazione assoluta tutto questo, il suo studio, i suoi lavori, le sue vetrine sul mondo. Voglio dire, quando leggo di Van Gogh che si è sparato in mezzo ad un campo di grano con la sola compagnia dei corvi che gli svolazzavano negli occhi e nella mente, oppure di Hemingway che l’ha fatta finita con un colpo di fucile in bocca, oppure di Guido Morselli che chiamava amorevolmente “la mia ragazza dall’occhio nero” la pistola con cui si sarebbe ammazzato, mi sembra quasi di accettare il suicidio come un complemento della loro opera, come l’ultima pagina di un romanzo. Sono personaggi, non più uomini. Poi ti capita di trovartelo lì vicinissimo, un artista suicida, così vero che magari ti è passato accanto qualche volta mentre percorrevi via Brera, o ti ha guardato da dentro lo studio mentre eri fermo davanti alle vetrine con le sue opere. Allora senti il peso di quel gesto estremo, capisci che a compierlo è un uomo come te, forse soltanto più solo e più disperato. E che anche quelli che ti sembrano personaggi sono così, uomini come te, soltanto più soli e più disperati.</span></span></p>
<figure id="attachment_71880" aria-describedby="caption-attachment-71880" style="width: 720px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-71880 size-full" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Aguzzi-lo-studio-chiuso.jpg" alt="" width="720" height="368" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Aguzzi-lo-studio-chiuso.jpg 720w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Aguzzi-lo-studio-chiuso-300x153.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption id="caption-attachment-71880" class="wp-caption-text">Lo studio di Aguzzi in Brera chiuso</figcaption></figure>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Unicode MS', sans-serif;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Ma chi era Fabio Aguzzi e cosa – non diciamo </span><em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><i>produceva</i></span></em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">, ma creava, a quale genere di invenzioni pittoriche dava vita. Nato nel 1953, da sempre divideva la sua vita tra Milano e Vidigulfo, provincia di Pavia. Portato per il disegno sin da bambino, viene indirizzato al liceo artistico e all’Accademia di Belle arti di Brera su suggerimento della stessa insegnante delle scuole elementari. È allievo dello scultore Alik Cavaliere (1926-1998) e del pittore Vincenzo Ferrari (1941-2010), fa da assistente allo studio di Annibale Biglione (1923-1981). A Brera, come ho detto, finirà anche per insegnarvi. Per i suoi dipinti predilige formati di grandi dimensioni, per quanto i soggetti siano spesso piccole cose come tazze, sigari, spazzole, vecchi giocattoli, grappoli d’uva, gusci di uova, noci, strumenti da fabbro e da falegname, e così via.</span></span></p>
<figure id="attachment_71881" aria-describedby="caption-attachment-71881" style="width: 385px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" class="wp-image-71881 size-full" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Aguzzi-uva.jpg" alt="" width="385" height="332" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Aguzzi-uva.jpg 385w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/Aguzzi-uva-300x259.jpg 300w" sizes="(max-width: 385px) 100vw, 385px" /><figcaption id="caption-attachment-71881" class="wp-caption-text">Fabio Aguzzi &#8211; Uva</figcaption></figure>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Unicode MS', sans-serif;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">La tela è lo spazio in cui il piccolo oggetto quotidiano viene ingrandito, analizzato nei dettagli attraverso velature sovrapposte, alla maniera fiamminga. C’è stato anche un periodo di nudi di donna, più recente un periodo di paesaggi, ma è la natura morta resa viva dalla luce che ho sempre visto in quelle due vetrine del suo studio: cesti di frutta, fiori, sedie, vasi di vetro, bicchieri, conchiglie, tutto di gusto verista più che iperrealista. Talvolta sono stato tentato di entrarvi, e mi pento di non averlo mai fatto. Mi fermavo e osservavo, cercavo di leggere le immagini, perché un dipinto che è vero dipinto ti parla comunque, senza bisogno di alcuna audioguida o catalogo introduttivo. E ora, che so come è finita, la lettura di quei dipinti assume tutto un altro tipo di intensità: quella dei sogni, della ricerca di una verità in bilico tra vita e non-vita.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">– <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Ha scelto una fine da artista, – mi ha detto un amico, docente in un liceo artistico, che lo conosceva di persona. Ma io continuo a passare davanti a quelle vetrine, che ora non espongono nemmeno più i suoi ultimi lavori bensì quelli di un altro artista iperrealista, Saverio Polloni. Intanto continuo a pensare a quel whisky abbandonato sul tavolino della sua casa di Vidigulfo, al sigaro spento, e mi chiedo: perché.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Arial Unicode MS', sans-serif;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Il suo sito è ancora on-line, </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.fabioaguzzi.it/"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">qui</span></a></u></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">, come una lapide virtuale lasciata a vagare nel ciberspazio. Per il resto, la sensazione è che tutto il lavoro creativo di una vita sia già stato inghiottito – immeritatamente – dall’oblio.</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Venerdì 18 Gennaio: doppio appuntamento poetico a Milano</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/01/15/venerdi-18-gennaio-due-poeti-romani-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 08:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Brera]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro broggi]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Gherardo Bortolotti]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Marzaioli]]></category>
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		<category><![CDATA[seminario]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Iaria]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Ostuni]]></category>
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					<description><![CDATA[1) Dalle 15.00 alle 17.00: Seminario di Giulio Marzaioli sulla ricerca compiuta nella realizzazione dell’opera Quattro fasi (Edizioni La Camera Verde, 2012), nell&#8217;ambito del corso di Tecniche e tecnologia della pittura tenuto dalla professoressa Teresa Iaria presso l&#8217;aula 3 dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Brera (via Brera 28). 2) Dalle 21.00 alle 23.00: Presentazione del volume di poesia di Vincenzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong></strong><strong>1) </strong><em><span style="text-decoration: underline">Dalle 15.00 alle 17.00:</span></em></p>
<p align="center">Seminario di <strong>Giulio Marzaioli</strong> sulla ricerca compiuta nella realizzazione dell’opera <em>Quattro fasi</em> (Edizioni La Camera Verde, 2012), nell&#8217;ambito del corso di Tecniche e tecnologia della pittura tenuto dalla professoressa <strong>Teresa Iaria</strong> presso l&#8217;aula 3 dell&#8217;<strong>Accademia delle Belle Arti di Brera</strong> (via Brera 28).</p>
<p align="center"><strong>2) </strong><em><span style="text-decoration: underline">Dalle 21.00 alle 23.00:</span></em></p>
<p align="center">Presentazione del volume di poesia di <strong>Vincenzo Ostuni</strong> <em>Faldone zero-venti</em> (Ponte Sisto, 2012) presso la <strong>Libreria Popolare</strong> (via Tadino, 18), con interventi critici di <strong>Gherardo Bortolotti</strong>, <strong>Paolo Giovannetti</strong> e <strong>Paolo Zublena</strong>, coordinamento di <strong>Alessandro Broggi</strong> e presenza dell&#8217;Autore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La &#8220;Fabbrica&#8221; di Adriano Spatola</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/05/la-fabbrica-di-adriano-spatola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 09:14:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Brera]]></category>
		<category><![CDATA[adriano spatola]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Gazzola]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Niccolai]]></category>
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		<category><![CDATA[William Xerra]]></category>
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					<description><![CDATA[transizioni arte__poesia Milano &#8211; martedì 8 maggio 2012  &#8211; ore 11 Accademia di Brera, sala napoleonica  Eugenio Gazzola presenta:  FABBRICA DI POESIA        ADRIANO SPATOLA GUARDA UN TESTO Ingresso libero  Il laboratorio transizioni arte__poesia ospita l&#8217;importante contributo storico-critico di Eugenio Gazzola sulla vicenda sviluppatasi a partire dal 1970 nella casa-redazione abitata da Adriano Spatola e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: x-large;"><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: x-large;"><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: xx-large;"><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: xx-large;"><span style="color: #ff00ff; font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;"><span style="color: #ff00ff; font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;"><span style="color: #ff00ff; font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;">transizioni </span></span></span><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;"><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;">arte</span></span><span style="color: #ff00ff; font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;"><span style="color: #ff00ff; font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;"><span style="color: #ff00ff; font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;">__</span></span></span><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;"><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: medium;">poesia</span></span></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: center;" align="left">Milano &#8211; martedì 8 maggio 2012  &#8211; ore 11</p>
<p style="text-align: center;">Accademia di Brera, sala napoleonica</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: xx-large;"><span style="font-family: FetteMittelschrift; font-size: xx-large;"> </span></span><strong>Eugenio Gazzola</strong> presenta:</p>
<p style="text-align: center;" align="left"> FABBRICA DI POESIA</p>
<p style="text-align: center;" align="left">       ADRIANO SPATOLA GUARDA UN TESTO</p>
<p style="text-align: center;" align="left">Ingresso libero<span id="more-42418"></span></p>
<p style="text-align: center;"> Il laboratorio transizioni arte__poesia ospita l&#8217;importante contributo storico-critico di <strong>Eugenio Gazzola</strong> sulla vicenda sviluppatasi a partire dal 1970 nella casa-redazione abitata da <strong>Adriano Spatola</strong> e <strong>Giulia Niccolai</strong>, ”luogo di formazione e iniziazione, per alcune tra le figure di artisti più delocalizzate e nomadi che sia dato conoscere”.</p>
<p style="text-align: center;">L&#8217;incontro sarà presentato dalla prof.ssa <strong>Rosanna Guida</strong>, che leggerà, insieme all&#8217;artista <strong>William Xerra</strong>, alcuni testi chiave per capire il contesto della Fabbrica di Poesia di Adriano Spatola.</p>
<p style="text-align: center;"> “Di <em>repubblica della poesia</em> parla Eugenio Gazzola nella sua attenta, documentatissima sulla nascita, lo sviluppo, la fine di quell’esperienza di autogestione, in certa misura artigianale, di poesia e di plurime iniziative editoriali: ed è la geografia dei luoghi, a catturare in primo luogo l’attenzione, non separabile dalle iniziative editoriali, dagli incontri, dalla vitalità stessa di quella fabbrica letteraria. Colpisce la coincidenza, e insieme l&#8217;evidente discrepanza, tra una realtà topograficamente, geograficamente perimetrata, periferica, locale e il carattere delocalizzato, a più livelli, sprovincializzato,<br />
cosmopolita, multimediale, internazionale, delle esperienze che vi trovarono un ancoraggio.”</p>
<p style="text-align: center;">(dalla recensione di Niva Lorenzini, Punto Critico, 07-07-2011)</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Eugenio Gazzola </strong>Critico d&#8217;arte e saggista, è autore dei volumi <em>Nervosismi </em>(Berti, 2009), <em>Al miglior mugnaio</em>. <em>Adriano Spatola e i poeti del mulino di Bazzano</em> (Diabasis, 2008); <em>Parole sui muri. L’estate delle avanguardie a Fiumalbo</em> (Diabasis, 2003); <em>Breviario d’arte contemporanea</em> (Sicheledizioni, 2000). Ha curato <em>Malebolge. L&#8217;altra rivista delle avanguardie</em> (Diabasis, 2011); <em>The complete films, raccolta delle opere di Corrado Costa</em> (Le Lettere, 2008); <em>Gloria dell’assente. La Madonna per San Sisto</em> (con F. Milana, Vicolo del pavone, 2004).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>da &gt;verso. transizioni arte-poesia</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/04/da-verso-transizioni-arte-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 22:41:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Brera]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[ex-chiesa di San Carpoforo]]></category>
		<category><![CDATA[italo testa]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[reading]]></category>
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					<description><![CDATA[ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA 6 ottobre 2011, ore 17,30 &#8211; Milano Inaugurazione della mostra con reading di Nanni Balestrini, Mario Benedetti, Biagio Cepollaro, Francesca Genti, Marco Giovenale, Stefano Raimondi, Italo Testa, Mary Barbara Tolusso. * da &#62;verso transizioni arte-poesia dal 6 al 17 ottobre 2011 ex-chiesa di San Carpoforo Largo Formentini 12, Milano dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA</div>
<div><strong>6 ottobre 2011, ore 17,30 &#8211; Milano</strong></div>
<div>Inaugurazione della mostra con reading di</div>
<div><strong>Nanni Balestrini</strong>, <strong>Mario Benedetti</strong>, <strong>Biagio Cepollaro</strong>, <strong>Francesca Genti</strong>, <strong>Marco</strong> <strong>Giovenale</strong>, <strong>Stefano Raimondi</strong>, <strong>Italo Testa</strong>, <strong>Mary Barbara Tolusso</strong>.</div>
<div>*</div>
<div>da &gt;verso transizioni arte-poesia</div>
<div><strong>dal 6 al 17 ottobre 2011</strong></div>
<div><strong>ex-chiesa di San Carpoforo</strong> Largo Formentini 12, Milano</div>
<div>dal lunedì al sabato ore 15,00-19,00</div>
<div><span id="more-40284"></span></div>
<div>artisti partecipanti:</div>
<div>Barbara Matilde Aloisio, Valerio Ambiveri, Alessandra Angelini,Nino Bacco, Nanni Balestrini, Giuliana Bellini, Tomaso Binga, Anna Valeria Borsari, Nicoletta Braga, Paolo Brunati Urani, Lucia Casavola, Roberto Casiraghi, Biagio Cepollaro, Francesco Correggia, Roberto Dassoni, Alfred De Locatelli, Paolo Di Vita, Gaetano Fanelli, Maria Ferrari, Maria Cristina Galli, Francesca Genti, Chiara Giorgetti, Marco Giovenale, Courtney Gregg, Claudio Jaccarino, Margherita Labbe, Cosmo Laera, Ugo Locatelli, Arrigo Lora Totino, Valeria Manzi, Gastone Mariani, Angela Occhipinti, Simona Palmieri, Laura Panno, Paola Parisi, Rosanna Pellicani, Laura Pitscheider,Giorgio Roggino, Fausta Squatriti, Giacomo Verde, Federico Vescovo, William Xerra.</div>
<div>Il laboratorio <em>da&gt;verso. letture e interazioni fra poesia e arti visive</em>, svoltosi presso l&#8217;Accademia di Brera negli anni accademici 2009-10 e 2010-11, si chiude con la mostra da verso. transizioni arte-poesia, che si terrà dal 6 al 17 ottobre presso l&#8217;ex chiesa di S. Carpoforo, già sede di numerose rassegne artistiche e culturali, oltre che dell&#8217;attività didattica del Biennio specialistico in Arti visive.</div>
<div>Il laboratorio, curato dalle docenti Anna Mariani e Margherita Labbe e dal poeta Italo Testa, ha ospitato nel 2009-10 reading dei poeti Luigi Ballerini, Mario Benedetti, Francesca Genti, Andrea Inglese, Stefano Raimondi, Italo Testa, Mary Barbara Tolusso, ed incontri con artisti che operano contaminazioni tra parola e immagine, tra arte e poesia: Tomaso Binga, Meri Gorni, Arrigo Lora Totino e William Xerra; nel 2010-11, ospiti del laboratorio sono stati i poeti Nanni Balestrini, Biagio Cepollaro, Giovanna Frene e ancora Italo Testa, il tekno-artista Giacomo Verde, i poeti Luigi Ballerini e Angelo Lumelli, con un seminario sulla lettura del testo poetico, e il critico letterario Alberto Casadei, con una lezione sulle relazioni fra arte e letteratura nel &#8216;Novecento. L&#8217;esposizione, curata da Anna Mariani, Margherita Labbe e Francesco Correggia, nteressa quarantadue artisti fra cui: artisti docenti intervenuti agli incontri, docenti afferenti alla Scuola di Grafica d&#8217;Arte, gli artisti che sono stati protagonisti del laboratorio, artisti che operano ricerche affini ai temi trattati, ed altri che hanno frequentato assiduamente il laboratorio.</div>
<div>Nel corso della mostra saranno visionabili le registrazioni di tutti gli incontri realizzate dal videomaker Roberto Dassoni. Di prossima pubblicazione anche il libro che documenterà l&#8217;intero laboratorio. L&#8217;inaugurazione si terrà giovedì 6 ottobre 2011 alle 17,30 e sarà l&#8217;occasione per incontrare alcuni degli autori ospiti del laboratorio, che leggeranno i loro versi: Nanni Balestrini, Mario Benedetti, Biagio Cepollaro, Francesca Genti, Stefano Raimondi, Italo Testa e Mary Barbara Tolusso.Solo al vernissage sarà allestito un set temporaneo di foto-ritratto per poeti, artisti e visitatori, a cura del fotografo Cosmo Laera, docente presso l&#8217;Accademia di Brera, e Francesca Genti presenterà la sua performance poetica Fiaba.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Biagio Cepollaro a Brera</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/15/biagio-cepollaro-a-brera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 09:05:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Brera]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[scribeide]]></category>
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					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani venerdì 17 dicembre, ore 14.30 Accademia di Brera, Milano, via Brera 28, aula 25 a cura di Italo Testa reading di poesia di Biagio Cepollaro. &#160; &#160; &#160; Ecco qui una delle prime poesie di Biagio, quella che apre la raccolta Scribeide, Piero Manni, Lecce 1993. &#160; &#160; &#160; Metro ‒ Metrò [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">di <em>Antonio Sparzani</em><br />
<strong>venerdì 17 dicembre, ore 14.30<br />
Accademia di Brera, Milano, via Brera 28, aula 25<br />
a cura di Italo Testa</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/annuncio-cepollaro.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-37524" title="annuncio cepollaro" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/annuncio-cepollaro-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/annuncio-cepollaro-212x300.jpg 212w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/annuncio-cepollaro-724x1024.jpg 724w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/annuncio-cepollaro.jpg 831w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">reading di poesia di <a href="http://www.cepollaro.it/"><strong>Biagio Cepollaro</strong></a>.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>Ecco qui una delle prime poesie di Biagio, quella che apre la raccolta <em>Scribeide</em>, Piero Manni, Lecce 1993.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<strong>Metro ‒ Metrò</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">
<em>‘O lengua scottiante,<br />
como si stata usante<br />
de farte tanto ennante,<br />
parlar de tale estato?</em><br />
&nbsp;<br />
[Jacopone da Todi, <em>lauda XXXIX</em>]</p>
<p style="text-align: left;">
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
<p>stravolto il vecio</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">
intra ed esce</p>
<p>como bimbo o tinège</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">schianta limbo</p>
<p>del metrò de schege e</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">spira d’in su l’occhio</p>
<p>la chiassosa</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">forescenza de lumi</p>
<p>e de scudi logi</p>
<p>vedi como sono rinchiusi i vetri<br />
como il tempo rifugga la sustanza<br />
e la bruta forza grandiosa avanza<span id="more-37523"></span></p>
<p>col bianco il ceco</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">scanza e svaga</p>
<p>un altro sbotta</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">sine riso</p>
<p>ca rispondo ugualo<br />
ca non c’ho voglia</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">ca lo schifo nero</p>
<p>ripete col tristo faccio</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">il celo</p>
<p>limacciosa donna</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">e ‘mpecorita</p>
<p>scende la scala</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">en sua spesa</p>
<p>manco sente</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">effluvio de mela</p>
<p>fannosa e presta</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">s’arritira</p>
<p>no spira vento</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">che la desta</p>
<p>annotta al video</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">tutta sera</p>
<p>specchio al viso</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">se richiude</p>
<p>non sprime nulla</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">l’abitude</p>
<p>vedi como sono richiusi i vetri<br />
come il tempo rifugga la sustanza<br />
e la bruta forza grandiosa avanza</p>
<p>l’altra ‘ngrana</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">la gracchiata</p>
<p>salta al picciolo</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">sbadiglio</p>
<p>tremando dita</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">tocca figlio</p>
<p>ca lo vorrebbe</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">mai uscito</p>
<p>ca non la salva</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">l’assicurata</p>
<p>ca non la salva</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">l’appaciata</p>
<p>ca non la move</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">la figliata</p>
<p>ca non se gode</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">la scopata</p>
<p>i’ ca vurria far docia simbianza<br />
e all’affrasar far de miele usanza<br />
mi veco frantumato in una stanza<br />
ca nun succorre né bio né scienza<br />
e all’intorno sulo veco la suffranza</p>
<p>e tale è l’empassità</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">l’insolvità</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 140px;">l’eccità</p>
<p>c’aggio a dire</p>
<p><em>dove andranno a milioni?<br />
da un’ora all’alba. ad accendere la lucente<br />
mescolanza delle sfere. compiteranno i voli<br />
sopra la terra e<br />
nel profondo dei mari. li vedrai capovolti<br />
al voltare dell’emisfero. aggrovigliati<br />
ai cavi del telefono</em></p>
<p>Donna ca m’arivolgo in fellonia<br />
in me puisia s’accende a vita<br />
nel metro purulento<br />
svia l’annotto e l’afasia<br />
scioglie il groppo</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">e così sia</p>
<p>ca mi move è Apparizione<br />
seguo pelle e Cunsulazione<br />
ma ferita e scheggia spia<br />
il detto e lo cuntorce e lo smetra lo allunga a dismisura<br />
lo stringe al bianco<br />
lo connette all’insolvenza</p>
<p>(tale è l’empassità</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">l’insolvità</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 140px;">l’eccità</p>
<p>che in vita rattrippa lengua<br />
l’assomiglia all’internata<br />
l’accruda all’empazzata<br />
la gela alla monnata)</p>
<p>tale e tanta è l’insolvità<br />
c’ammàro e logio vano<br />
strambo l’incunabolo<br />
sciolgo l’afferragliato<br />
sono l’abiutto cecolaro</p>
<p><em>pigiati su scale mobili tentennanti sul metrò<br />
fanno ressa a tutte le entrate della città.<br />
non sono sguardi sono lenze aggrovigliate<br />
ai piedi e frecce da sterile veleno.<br />
non c’è morte né vita spariscono i pesci<br />
dal lago senza rumore</em></p>
<p>Donna ca rètore t’addita<br />
ca ti so madre saporita<br />
madre mai tradita<br />
madre mai saputa</p>
<p>e avvece v’è ramingo<br />
v’è postringo de tote facultà<br />
v’è gisco crudo e strutto<br />
d’ogni degnità do mundo</p>
<p><em>i conti col tempo sono errati. la macchina<br />
si muove anche senza di noi. anche un black<br />
out non sarebbe un ripensamento. e il buio<br />
può esser seme solo se appartiene alla terra<br />
e la terra lo ha perduto.</em></p>
<p>Donna che m’hai colto nel tuo disperso<br />
stranita dal tanto romore<br />
giovanita da ‘mperitura ‘nfanzia<br />
vedi como annottando s’apre scia<br />
e levigato bacio fa iustizia<br />
do mundo<br />
Donna aperta<br />
disserrata<br />
offerta all’isioso iocundo de lengua<br />
al crillo tempestoso c’avvèla e vàgula<br />
ascolta como sognando sogno e dico</p>
<p>andrò per corridoi e il saputo<br />
sarà labirinto e caleidoscopio<br />
vengo dall’arsura e il tempo<br />
gioca con il rosso e il giallo</p>
<p>il ferro non risponde solo alla ruggine<br />
se battuto si piega alle volùte<br />
e guarda le finestre con le sue dita<br />
e le finestre guardano lui<br />
(come capelli)</p>
<p>lengua de sogno ca nun pratico<br />
como foco insperato e luntano<br />
i’ ca son scriba sanza loco<br />
mi veco sintagma sperso<br />
scriba de pesanza<br />
de voce rauca<br />
de chiodo cunficcato<br />
de stilema ossissiunato<br />
de lengua sabutato</p>
<p><em>distruzione profonda l’avventura del nome.<br />
tenerle in vita. quando le sirene quando più fioca<br />
la luce nella clinica. le piazze come avverbi<br />
di tempo e gli occhi mangiavano parole.</em></p>
<p>il motto s’è franto da mundo<br />
e la sperienza v’ha mistificato</p>
<p>sulo nel letto i’ m’appacio<br />
si sciolgo tua dulenza</p>
<p>si participo co resto de core<br />
al sangue assirragliato</p>
<p>vedi como sono richiusi i vetri<br />
como il tempo rifugga la sustanza<br />
e la bruta forza grandiosa avanza</p>
<p>i’ ca vurria far docia simbianza<br />
e all’affrasar far de miele usanza</p>
<p>mi veco frantumato in una stanza<br />
ca nun succorre né bio né scienza<br />
e all’intorno sulo veco la suffranza</p>
<p>(se volete conoscere altri testi di Biagio, e sentirne alcuni recitati dalla sua voce, cosa che raccomando molto, andate sull&#8217;<a href="http://www.cepollaro.it/favorite.htm">antologia sonora</a> del suo sito, peraltro assai ricco di testi e notizie. Se volete notizie sulla sua arte pittorica, provate <a href="http://cepollaroarte.wordpress.com/">qui</a>.)</p>
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		<title>Urbanità 7</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/12/02/urbanita-7/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 07:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia di Brera]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro manzoni]]></category>
		<category><![CDATA[expo 2015]]></category>
		<category><![CDATA[gianni biondillo]]></category>
		<category><![CDATA[James Stirling]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[urbanità]]></category>
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					<description><![CDATA[di Gianni Biondillo [risposta inedita ad una lettera, recapitatami da una rivista, che mi chiedeva un&#8217;opinione sulla querelle di Brera. G.B.] Gentilissima lettrice, la verità è che Milano ha sempre avuto un rapporto, come dire, “infastidito” con la sua eredità storico-artistica. A conti fatti le emergenze monumentali di questa città non sono, facendo una gretta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/180px-dandies.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/09/180px-dandies.jpg" alt="" title="180px-dandies" width="152" height="276" class="alignnone size-full wp-image-7895" /></a>   di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p>[<em>risposta inedita ad una lettera, recapitatami da una rivista, che mi chiedeva un&#8217;opinione sulla </em>querelle<em> di Brera.</em> G.B.]</p>
<p>Gentilissima lettrice,<br />
la verità è che Milano ha sempre avuto un rapporto, come dire, “infastidito” con la sua eredità storico-artistica. A conti fatti le emergenze monumentali di questa città non sono, facendo una gretta conta, inferiori a quelle di Firenze, però i milanesi pare se ne disinteressino. Non a caso m&#8217;è capitato spesso di dover spiegare ai turisti stranieri che il Cenacolo di Leonardo sta proprio qui, in questa città, mica a Firenze come molti di loro credono. Nessuna città può fare a meno della sua memoria, ovvio, ma Milano ha sempre buttato lo sguardo oltre, verso il futuro. È la sua più antica tradizione quella di cambiare continuamente pelle, per poi, magari, rimpiangere con lacrime di coccodrillo, quello che ha perduto. È quell&#8217;atteggiamento ben descritto da Manzoni nei Promessi Sposi: “adelante con juicio”. Correre, ma lentamente. Delle due polarità, però, è quella della lentezza che ha preso il sopravvento in questi ultimi decenni. Una lentezza che appare sempre più puro immobilismo, ammettiamolo. Oggi a dir la verità sembra che il vento stia cambiando, e noi stiamo qui, vigili, a capire se è solo un&#8217;impressione o è qualcosa di più concreto.<br />
<span id="more-11565"></span><br />
Dell&#8217;allargamento del Museo di Brera, tanto per capirci, io ne sento parlare fin da quando ero ragazzo. Mi ricordo pure che nei rampanti anni Ottanta del secolo scorso si arrivò pure a definire un progetto – <em>Brera 2</em> – affidato a un famoso architetto inglese, James Stirling, che finì in un nulla di fatto. Un quarto di secolo dopo ancora se ne parla come qualcosa di imminente. Si sono succeduti governi nazionali di tutti i colori politici, tutti con la soluzione in tasca: chi più “gigantista”, chi più “terra terra”, poi, come al solito, non se ne è fatto nulla, lasciando Brera in una surreale decadenza (dal punto di vista del numero dei visitatori è il 40esimo museo nazionale. Un insulto, in pratica).</p>
<p>Diciamoci la verità: mette tristezza sapere che un patrimonio di tale levatura &#8211; per quello che possiede Brera è senza dubbio fra i primi musei al mondo &#8211; sia così sottoutilizzato. E non è certo chiedendo agli stilisti milanesi, come è stato proposto tempo fa, di rifare l&#8217;uniforme degli uscieri che risolveremmo  i cronici problemi della pinacoteca: gli allestimenti museografici ormai obsoleti, i magazzini che traboccano di capolavori mai esposti, la totale assenza di multimedialità o, più semplicemente, il personale impiegato inadatto a ricevere turisti da tutto il mondo. Tutto ciò nella Milano che cerca di fare il grande salto con l&#8217;Expo 2015. Sembra l&#8217;ennesima occasione sprecata, in un paese che si vanta di possedere il più cospicuo patrimonio artistico del mondo.</p>
<p>L&#8217;ultima proposta, è cosa di questi giorni, cerca una mediazione: non si progetterà più una Accademia di Belle Arti <em>ex novo</em> in Bovisa &#8211; idea, tra l&#8217;altro, sensata, dato il nuovo polo universitario ormai ben saldo nel territorio e la presenza della sede distaccata della Triennale –  ma, in ogni caso, si sposterà l&#8217;Accademia in una ex caserma ristrutturata <em>ad hoc</em>, liberando così il palazzo storico di Brera di un intero piano, raddoppiando di conseguenza lo spazio espositivo del museo. Bene. Trovo sia una soluzione decorosa. Non straordinaria, ma decorosa. Avremmo potuto avere un museo all&#8217;avanguardia nel mondo, forse avremo un museo, quanto meno, visitabile. Occorrerà vedere il progetto architettonico, ovviamente, per quanto io resti dell&#8217;idea che insistere a esporre in palazzi storici opere di tale levatura sia museograficamente errato. Però mi rendo conto quanto il legame simbolico col palazzo seicentesco e la collocazione centrale siano elementi da non sottovalutare.</p>
<p>Il vero problema è capire se, anche in questo caso, siamo nel mondo delle intenzioni o meno. Il Ministro della difesa ha promesso – a detta sua proprio per fare un favore, graziosamente, al Sindaco di Milano – che libererà al più presto la caserma di via Mascheroni. Vediamo cosa accadrà. Nel 2009 la pinacoteca festeggia il bicentenario, forse è la volta buona. Forse. Ma che si smetta di perdere tempo. Sempre per dirla con Manzoni:<br />
&#8211; Giacché la cosa si deve fare, si farà presto.<br />
&#8211; Presto, presto, padre molto reverendo: meglio oggi che domani. </p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/09/09/urbanita-1/">Urbanità 1</a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/09/15/urbanita-2/">Urbanità 2</a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/09/22/urbanita-3/">Urbanità 3</a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/10/15/urbanita-4/">Urbanità 4</a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/10/30/urbanita-5/">Urbanità 5</a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/11/11/urbanita-6/">Urbanità 6</a></p>
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