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	<title>ebook &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Tre incontri sulla letteratura elettronica a Genova</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/03/11/tre-incontri-sulla-letteratura-elettronica-genova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2018 15:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Venerandi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[Fabrizio Venerandi, autore dell&#8217;ebook Poesie Elettroniche coedito da Nazione Indiana, terrà a Genova tre incontri a ingresso libero sul tema della letteratura elettronica. Accorri numeroso! &#8211; Jan Reister PRIMA GIORNATA &#8211; Martedì 13 marzo Presentazione di Poesie Elettroniche di Fabrizio Venerandi (Ed. Quintadicopertina &#38;Nazione Indiana 2016). Un viaggio, assieme all&#8217;autore, all&#8217;interno del suo ebook di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Fabrizio Venerandi, autore dell&#8217;ebook <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/01/16/poesie-elettroniche/">Poesie Elettroniche</a> coedito da Nazione Indiana, terrà a Genova tre incontri a ingresso libero sul tema della letteratura elettronica. Accorri numeroso! &#8211; Jan Reister</em></p>
<p><strong>PRIMA GIORNATA &#8211; Martedì 13 marzo</strong></p>
<p>Presentazione di <em>Poesie Elettroniche </em>di Fabrizio Venerandi (Ed. Quintadicopertina &amp;Nazione Indiana 2016). Un viaggio, assieme all&#8217;autore, all&#8217;interno del suo ebook di electronic poetry. Quali sono stati i lavori ispiratori, come si scrive (e come si legge) una poesia elettronica, come la si programma, come la si modifica. Con l’Autore dialoga Donald Datti, poeta del gruppo Bib(h)icanti</p>
<p><strong>SECONDA GIORNATA &#8211; Mercoledì 28 marzo</strong></p>
<p><em>Letteratura elettronica: uno sguardo internazionale. </em></p>
<p>Dai <em>text adventure</em> degli anni Ottanta, alle App di lettura interattiva, dai <em>Multi User Dungeon</em> fino ai catalogi di <em>Electronic Literature</em> di ELO.</p>
<p><strong>TERZA GIORNATA &#8211; Mercoledì 11 aprile</strong></p>
<p><em>Il digitale prima (e fuori) del digitale. </em></p>
<p>Un viaggio tra i testi di narrativa cartacea non lineare: da <em>Il gioco del mondo</em> di Cortazar a <em>Aurum Tellus</em> di Gavino Ledda, da <em>In balia di una sorte avversa</em> di Johnson a <em>La nave di Teseo </em>di J. J. Abrams e Doug Dorst. Senza dimenticare i librogame.</p>
<p>Gli incontri sono alle ore 17 presso la <a href="http://www.bibliotecauniversitaria.ge.it/it/info/dove_siamo.html">Biblioteca Universitaria di Genova</a> – ex Hotel Colombia – via Balbi 40 &#8211; 16126 Genova. Ingresso libero.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/03/Com_stampa-Venerandi_Lett_elettronica-BUG-2018_03_13.pdf">Comunicato stampa</a></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/03/LOC_VENERANDI-1.jpeg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-73029" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/03/LOC_VENERANDI-1-724x1024.jpeg" alt="" width="720" height="1018" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/03/LOC_VENERANDI-1-724x1024.jpeg 724w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/03/LOC_VENERANDI-1-212x300.jpeg 212w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/03/LOC_VENERANDI-1-768x1086.jpeg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/03/LOC_VENERANDI-1.jpeg 905w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Formati per fare ebook</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2017/05/31/formati-per-fare-ebook/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2017 05:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Venerandi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[[Seconda puntata dell&#8217;autore di Poesie Elettroniche sui formati digitali per leggere poesia. Una riflessione su cosa voglia dire oggi fare e leggere un ebook di poesia elettronica dal punto di vista delle specifiche. Leggi anche la prima puntata] di Fabrizio Venerandi Quando si parla di ebook oggi si parla di qualcosa la cui natura è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Seconda puntata dell&#8217;autore di <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=347:poesie-elettroniche&amp;catid=44:polistorie&amp;Itemid=63">Poesie Elettroniche</a> sui formati digitali per leggere poesia. Una riflessione su cosa voglia dire oggi fare e leggere un ebook di poesia elettronica dal punto di vista delle specifiche. Leggi anche la <a href="https://www.nazioneindiana.com/2017/03/16/formiamo-le-poesie-digitali-parte/">prima puntata</a>]</em></p>
<p><strong>di Fabrizio Venerandi</strong></p>
<p>Quando si parla di ebook oggi si parla di qualcosa la cui natura è ambigua: mentre tutti sappiamo cosa è un libro perché ne conosciamo le caratteristiche tecniche sommarie, l&#8217;ebook è un oggetto non solo virtuale, ma anche non formalizzato in maniera univoca.<br />
L&#8217;ebook paga lo scotto di diversi peccati originari:</p>
<ul>
<li>nel suo nome fa riferimento ad un contenitore di <em>dati</em> e non ai dati stessi (il contenuto). Si parla quindi di <em>libri elettronici</em> e non di <em>poesia elettronica</em>, o di <em>narrativa elettronica</em>, quasi che l&#8217;oggetto fisico libro sia di per sé la forma perfetta per la trasmissione del pensiero, anche nella sua forma digitale;</li>
<li>a cascata dal primo punto, l&#8217;ebook è pensato come un <em>mp3 del libro</em>, ovvero una versione elettronica di un testo che esiste già in una forma cartacea. L&#8217;ebook non è quindi un libro digitale, ma un libro digitalizzato;</li>
<li>non esiste un <em>formato ebook universale</em>, anzi, non esiste proprio un <em>formato ebook</em>. Quello che oggi conosciamo come ebook è un agglomerato di specifiche pre-esistenti nate per fare altro (in genere, siti web), riadattate per l&#8217;occasione.</li>
</ul>
<p>A questo si aggiunga la lotta tra i grossi player della distribuzione, ognuno con dispositivi, DRM (protezioni/vincoli), formati differenti.<br />
Ad oggi i più diffusi formati per leggere ebook, <strong>ePub2</strong>, <strong>mobi</strong> (nella sua forma base e nell&#8217;evoluzione del <strong>kf8</strong>) non sono nati per fare letteratura elettronica. Non c&#8217;è possibilità di inserire codice eseguibile all&#8217;interno dell&#8217;ebook, ma solo di utilizzare sistemi di marcatura (X)HTML e fogli stile in CSS.<br />
Mentre <strong>ePub2</strong> è un formato aperto le cui specifiche sono disponibili online, <strong>mobi</strong> e <strong>kf8</strong>, formati oggi proprietari di Amazon, possono essere creati solo con programmi di Amazon e letti solo con applicazioni di Amazon.<br />
Benché non siano nati per fare letteratura elettronica, anche con questi formati di base è possibile uscire dal giardino del libro lineare e progettare testi di <em>hypertext fiction</em> (o <strong>hypertext poetry</strong>). Ovvero sfruttare la marcatura per creare dei <em>link</em> tra le diverse parti del proprio ebook, proponendo al lettore un percorso di lettura variabile a seconda delle sue scelte.</p>
<p>L&#8217;<em>hypertext fiction</em> è stata alla base del lavoro che ho fatto con la collana delle <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=266:narrativa&amp;catid=35:polistorie&amp;Itemid=88" rel="nofollow noopener">polistorie</a> dal 2010 ad oggi. L&#8217;ipertesto è uno strumento semplice che permette di avere sviluppi letterariamente molto interessanti e con una gamma espressiva molto più ampia di quello che generalmente si pensi. Nella mia esperienza, con soli cinque testi, siamo passati dall&#8217;ebook game di derivazione <em>interactive fiction</em>, a romanzi costruiti come <em>libro game</em>, fino ad opere in cui la struttura narrativa diventa un materiale di consultazione ipertestuale (esemplare da questo punto di vista <em>Cuore à la coque</em> di Mauro Mazzetti).</p>
<p>È corretto ricordare anche che l&#8217;<em>hypertext fiction</em> viene fatta in ebook <em>nonostante</em> gli ebook. Sia i formati, sia il supporto degli ebook reader degli elementi non lineari, non sono particolarmente attenti a questo tipo di sviluppo <em>non libro</em>. Nonostante, questo negli ultimi anni, sono cresciuti titoli che sfruttano questa modalità anche per un pubblico generalista, in genere nella più semplice modalità <em>storia a bivio</em>.</p>
<p>Il discorso cambia radicalmente con <strong>EPUB3</strong>, formato che permette di avere elementi multimediali al suo interno (video, audio e sincronizzazione testo/audio), visione reflow o fixed, marcatura HTML5 e soprattutto codice <strong>Javascript</strong> essenziale per creare testi di letteratura elettronica. Questo è il formato che ho scelto per la scrittura delle <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=347:poesie-elettroniche&amp;catid=44:polistorie&amp;Itemid=63" rel="nofollow noopener">Poesie Elettroniche</a>.</p>
<p><strong>EPUB3</strong> è in sostanza un pacchetto zip contenente diversi file di configurazione in <strong>XML</strong>, pagine web in <strong>XHTML5</strong>, <strong>CSS2</strong> con un subset di CSS3, eventuali file <strong>audio</strong> e <strong>video</strong>, codice <strong>Javascript</strong>, <strong>SMIL</strong> di sincronizzazione testo/audio, immagini rasterizzate o vettoriali in <strong>SVG</strong>, font.<br />
EPUB3 è oggi nativamente leggibile su iPad, iPhone e iOs in genere, su ogni macchina Apple e &#8211; attraverso pacchetti come Adobe Digital Edition e Calibre &#8211; su ogni piattaforma Windows e Linux. Esistono anche App di terze parti per Android.</p>
<p>Il supporto delle diverse applicazioni migliora di anno in anno, nonstante il formato abbia avuto diversi rallentamenti, per motivi sostanzialmente tecnici ed economici. Le specifiche, complesse, non hanno un supporto omogeneo da parte dei vari lettori di ebook: non esistono ebook reader e-ink che nativamente leggano EPUB3 e l&#8217;intera piattaforma Amazon Kindle non legge e non converte il codice inserito negli EPUB3. Anche Apple, pur supportando il formato, ne ha rallentato l&#8217;espansione proponendo un proprio formato proprietario, l&#8217;improbabile .ibooks. Non ultimo, un EPUB3 per sua natura non è più la copia di un libro di carta, ma si propone come prodotto originale, il che, per una casa editrice, significa destinare risorse ad hoc per un prodotto che vivrà solo nella sua forma digitale.</p>
<p>Nonostante questi impedimenti e rallentamenti, l&#8217;EPUB3 appare ad oggi il formato più adatto nel medio termine per la creazione e lo sviluppo di <em>letteratura elettronica</em>. Ancora di più dopo l&#8217;<em>assorbimento</em> dell&#8217;IDPF (i padri di EPUB) all&#8217;interno del W3C: qualunque sarà il futuro dell&#8217;editoria digitale avrà a che fare con i formati e le specifiche già oggi utilizzate all&#8217;interno dell&#8217;EPUB3.</p>
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		<title>Formiamo le poesie digitali &#8211; parte prima</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2017/03/16/formiamo-le-poesie-digitali-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2017 06:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Venerandi]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[[L&#8217;autore di Poesie Elettroniche propone un primo articolo tecnico-divulgativo sui formati digitali per leggere poesia. Una riflessione su cosa voglia dire oggi fare e leggere un ebook di poesia elettronica dal punto di vista delle specifiche. JR] di Fabrizio Venerandi Nello scrivere una poesia tradizionale conosciamo il media con cui verrà fruita, sia nella sua [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[L&#8217;autore di <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=347:poesie-elettroniche&amp;catid=44:polistorie&amp;Itemid=63">Poesie Elettroniche</a> propone un primo articolo tecnico-divulgativo sui formati digitali per leggere poesia. Una riflessione su cosa voglia dire oggi fare e leggere un ebook di poesia elettronica dal punto di vista delle specifiche. JR]</em></p>
<p>di <strong>Fabrizio Venerandi</strong></p>
<p>Nello scrivere una poesia tradizionale conosciamo il media con cui verrà <em>fruita</em>, sia nella sua versione scritta, sia in quella orale. Possiamo pensare che verrà stampata e letta su un foglio, all&#8217;interno di una silloge, in una rivista. Oppure ascoltata durante un <em>reading</em> o in uno <em>slam poetry</em>.</p>
<p>I contenitori in cui una poesia tradizionale viene sviluppata e creata sono &#8211; appunto &#8211; tradizionali e sommariamente conosciuti da tutti coloro che leggono o scrivono versi.</p>
<p>Il discorso si fa più complicato quando iniziamo a parlare di <em>electronic poetry</em>, non solo perché <strong>l&#8217;electronic poetry in realtà ingloba al suo interno cose molto diverse in quanto a progettazione e fruizione</strong>, ma anche perché <strong>la poesia elettronica si appoggia a media elettronici i cui formati e le cui specifiche non hanno raggiunto uno <em>stato dell&#8217;arte</em>, come nel caso del libro</strong>. Anzi, proprio per sua la natura <em>elettronica</em>, è possibile che questa instabilità di forma sia una caratteristica <em>naturale</em> di questo tipo di scrittura.</p>
<p>Essendo &#8211; voglio dire &#8211; legata a una serie di strumenti tecnologici in continuo divenire, essa stessa deve avere con questi strumenti un dialogo costante nel tempo.</p>
<p>È quindi importante, ancora prima di parlare della natura della poesia elettronica, capire quali sono le forme con cui essa si è sviluppata e si potrà sviluppare in futuro.</p>
<p>Guardando le interessanti collezioni dell&#8217;<a href="http://eliterature.org" rel="nofollow noopener">ELO</a> si può notare che esista una grande varietà di strumenti utilizzati per fare poesia elettronica.</p>
<p>In questo post non voglio entrare nello specifico di ogni singolo lavoro, ma possiamo trovare alcune ricorrenze che ci permettono di <em>mappare</em> tendenze di utilizzo e <em>buone pratiche</em>.</p>
<p>La prima è quella del <strong>video</strong>. Molte poesie elettroniche appaiono come video. Questo per diversi motivi:</p>
<ul>
<li>il video viene scelto come strumento per la animazione dei versi nello spazio (come avviene ad esempio per la <em>poesia cinetica</em>). Un esempio è <a href="http://collection.eliterature.org/1/works/beiguelman__code_movie_1.html" rel="nofollow noopener">Code Movie 1</a>;</li>
<li>il video <em>testimonia</em> una poesia elettronica nata con strumentazioni informatiche che non sono più accessibili (computer obsoleti, performance con elettroniche non più utilizzabili). Un esempio è <a href="http://collection.eliterature.org/2/works/huth_endemic_battle_collage.html" rel="nofollow noopener"><em>Endemic Battle Collage</em></a>, programmata su un Apple II del 1985 e fruibile oggi come video.</li>
</ul>
<p>Quello che caratterizza questo tipo di lavori è una bassa interattività con il lettore/utente, che guarda/legge l&#8217;opera nella sua evoluzione temporale o spaziale.</p>
<p><strong>Aumentando l&#8217;interazione si entra nel campo del codice</strong>. La seconda tendenza è quella di offire dei lavori <em>eseguibili</em>. Applicazioni, script, programmi che vengono interpretati sul momento dal computer. Si tratta di un passaggio molto importante. Codice significa programmare il computer perché <em>faccia cose</em> quando il poeta non c&#8217;è. Non si tratta solo di <em>animare</em> una poesia, o di <em>aumentarla</em> con elementi multimediali o sonori, ma di progettare algoritmi che scrivano, manipolino, modifichino la poesie <em>al nostro posto</em>. Ovvero, nella sua visione più estrema, <strong>il poeta non scrive più i versi, ma scrive le parti di codice che generano i suoi versi</strong>. Tra i linguaggi più utilizzati all&#8217;interno delle collezioni ELC:</p>
<ul>
<li>Flash. Molti lavori di poesia elettronica, specie se connotate da elementi visuali, sonori e di animazione, usano in maniera massiccia Adobe Flash. Un esempio è <a href="http://collection.eliterature.org/3/work.html?work=thoughts-go" rel="nofollow noopener">Thoughts Go</a>;</li>
<li>html &amp; javascript &amp; css, ovvero i sistemi di marcatura e scripting con cui sono costruite buona parte delle pagine Web. Un esempio è il semplice <a href="http://collection.eliterature.org/3/work.html?work=sample-automatic-poem" rel="nofollow noopener">Sample automatic poem</a>;</li>
<li>Ipertesto, ovvero l&#8217;utilizzo dei link per spostarsi all&#8217;interno di più atomi testuali, grafici o sonori. Un esempio è <a href="http://collection.eliterature.org/3/work.html?work=high-muck-a-muck" rel="nofollow noopener">High Muck a Muck: Playing Chinese</a>;</li>
<li>altri linguaggi, videogiochi, server online, applicazioni vere e proprie.</li>
</ul>
<p>Il confine tra gli strumenti utilizzati per queste poesie elettroniche è molto permeabile: la scelta è legata non solo a esigenze espressive, ma anche alla conoscenza del programmatore di questo o quel linguaggio, alla possibile distribuzione on-line dell&#8217;opera, al pubblico di riferimento, al periodo storico in cui le opere sono state scritte.</p>
<p>Oggi alcuni linguaggi sono obsoleti (Applesoft Basic) e alcuni sistemi anche molto utilizzati come Flash stanno lasciando sempre più spazio a specifiche <em>aperte</em> come HTML5, Javascript e CSS.</p>
<p>Da notare che <strong>nessuna delle poesie che ho citato e di quelle che trovate collezionate nel sito dell&#8217;ELO è un libro elettronico</strong>. Tra le keywords di catalogazione delle opere del <a href="http://collection.eliterature.org/3/index.html" rel="nofollow noopener">terzo volume</a> dell&#8217;ELC non appare né &#8220;ebook&#8221;, né &#8220;ePub&#8221;.</p>
<p>Paradossalmente il libro digitale non è stato fino ad oggi uno strumento reputato adatto per la creazione e la raccolta di <em>electronic poetry</em>.</p>
<p>Per capire il perché è necessario avvicinarsi e scoprire quali siano i formati utilizzati oggi per fare libri elettronici, quali le loro caratteristiche <em>tecniche</em> e quali le loro possibilità espressive.</p>
<p>Questo sarà il tema del prossimo post.</p>
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		<title>Storie indipendenti</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/04/27/storie-indipendenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 16:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[doppiozero]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Auster]]></category>
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					<description><![CDATA[(Gli amici di Doppiozero hanno un progetto in testa che mi sembra molto interessante e condivisibile. E&#8217; per questo che vi chiedo di leggere il post che ne parla. G.B.) Nel 1999 la radio americana NPR invitò Paul Auster a raccogliere “storie vere”, scritte dagli ascoltatori, e a raccontarle con la sua voce. Nasceva così [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/lavorofreelance-600px.jpg"><img loading="lazy" class=" size-full wp-image-53378 aligncenter" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/lavorofreelance-600px.jpg" alt="lavorofreelance-600px" width="542" height="222" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/lavorofreelance-600px.jpg 542w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/lavorofreelance-600px-300x123.jpg 300w" sizes="(max-width: 542px) 100vw, 542px" /></a></p>
<p>(<em>Gli amici di Doppiozero hanno un progetto in testa che mi sembra molto interessante e condivisibile. E&#8217; per questo che vi chiedo di leggere il post che ne parla.</em> G.B.)</p>
<p>Nel 1999 la radio americana NPR invitò Paul Auster a raccogliere “storie vere”, scritte dagli ascoltatori, e a raccontarle con la sua voce. Nasceva così il <a href="http://www.npr.org/programs/watc/features/1999/991002.storyproject.html">National Story Project</a>, presto composto da alcune migliaia di lettere tra cui Auster scelse quelle lette alla radio ogni domenica mattina. Dalla trasmissione lo scrittore trasse un libro, <em><a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/paul-auster/ho-pensato-che-mio-padre-fosse-dio/978880621029">Ho pensato che mio padre fosse Dio</a></em>, uno dei suoi più belli e meno noti, una raccolta di centoventisei racconti autobiografici di straordinaria forza espressiva e suggestione poetica&#8230;</p>
<p><em><strong>Continua <a href="http://www.doppiozero.com/materiali/lavoro-freelance/freelance-story-project">qui</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Quanta iva dare agli ebook? E gli ebook sono davvero libri?</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/11/06/quanta-iva-dare-agli-ebook-e-gli-ebook-sono-davvero-libri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 15:30:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Venerandi]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[unlibroèunlibro]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabrizio Venerandi La campagna/hashtag dell&#8217;AIE, #unlibroèunlibro ha come fine il sensibilizzare sulla differente tassazione che vige oggi tra libro di carta e ebook. Il libro paga il 4% di IVA, mentre l&#8217;ebook paga il 22%: il primo è un libro il secondo è un servizio. Apparentemente la richiesta è pacifica: se la tassazione al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.quintadicopertina.com/fabriziovenerandi/" target="_blank"><strong>Fabrizio Venerandi</strong></a></p>
<p>La <a href="http://unlibroeunlibro.org/campagna.php" target="_blank" rel="nofollow">campagna/hashtag</a> dell&#8217;AIE, #unlibroèunlibro ha come fine il sensibilizzare sulla differente tassazione che vige oggi tra libro di carta e ebook. Il libro paga il 4% di IVA, mentre l&#8217;ebook paga il 22%: il primo è un libro il secondo è un servizio.<br />
Apparentemente la richiesta è pacifica: se la tassazione al 4% è destinata ai prodotti culturali, perché <cite>Guerra e Pace</cite> cartaceo paga il 4% di iva e lo stesso identico testo in ebook paga il 22%?</p>
<p>Ne è nato un vivace dibattito in rete di cui cerco di circoscrivere alcuni punti di discussione per Nazione Indiana.</p>
<ol>
<li>Il primo punto è <em>storico</em>: davvero l&#8217;IVA dei libri è al 4% perché sono oggetti culturali? Vale forse la pena leggere <a href="http://guaraldi.bibienne.net/2010/07/18/iva-al-4-paparazzate-da-palazzo/comment-page-1/">un post di ben quattro anni fa</a> di Mario Guaraldi dal quale si desume che l&#8217;IVA al 4% non ha a che fare con la pretesa <em>culturalità</em> dell&#8217;oggetto libro, quanto piuttosto a problemi legati al processo di vendita del <em>prodotto</em> libro. D&#8217;altronde se l&#8217;IVA fosse davvero legata alla <em>culturalità</em> del contenuto che si vuole vendere, dovrebbe variare appunto a seconda del peso specifico intellettuale del testo stesso. Come scherzava qualcuno su Facebook: compri Sanguineti? Paghi il 4% di IVA. Compri Fabio Volo? L&#8217;IVA sale al 25%. È evidente la improbabilità di un processo del genere, che &#8211; in ogni caso &#8211; rimarca che il prodotto culturale vive in numerosi media, e non è esclusiva dell&#8217;oggetto libro, anzi. Perché le barzellette di Totti stampate su carta dovrebbero beneficiare del 4% di IVA e il Don Giovanni di Mozart in CD pagare il 22%?</li>
<li>Il secondo punto lo troviamo <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2014/11/04/la-campagna-per-la-parificazione-delliva-tra-libri-di-carta-ed-ebook-e-fondata-su-affermazioni-false/" target="_blank">esposto da Giulio Mozzi</a>, quando afferma che no, l&#8217;ebook non è un libro, specie per quel che riguarda i diritti del lettore. L&#8217;idea che mi pare voglia far passare il post di Mozzi è che con l&#8217;ebook ci siano meno possibilità d&#8217;uso rispetto al libro: un ebook non puoi prestarlo, rivenderlo, fotocopiarlo. È una tesi, quella di Mozzi, che trovo poco convincente. Se è vero che un ebook non può essere prestato, è vero che un libro non può essere <em>backuppato</em>, modificato o ampliato. Si tratta solo parzialmente di diritti, quanto di caratteristiche implicite al mezzo e al suo metodo di distribuzione. E la critica di Mozzi ha altri punti che appaiono fuori fuoco: non esiste una licenza d’uso universale per gli ebook. Se gli ebook che Mozzi compra hanno scritto che può leggerli solo lui è colpa di Mozzi e degli editori da cui ha acquistato che hanno scelto quella licenza d’uso. Senza contare che <q>i libri puoi fotocopiarli</q> mentre gli ebook no è una dichiarazione ugualmente impropria: il libro puoi fotocopiarlo con le restrizioni che vigono sul copyright, così come l’ebook, a seconda della licenza d’uso. Un ebook protetto da creative commons può essere molto più manipolabile di un libro di carta.</li>
<li>Del terzo punto hanno twittato alcuni addetti ai lavori, tra cui il sottoscritto: un ebook non è un libro di carta. Tutti i formati per fare ebook sono basati su specifiche nate per fare pagine web. Anche guardando verso il futuro, gli strumenti dei possibili nuovi standard e dei nuovi strumenti di authoring per la creazione di testi digitali non provengono se non in minima parte dal libro, ma sono invece figli di internet, del web, della rete. Se oggi la stragrande maggioranza degli ebook è fatta di libri pensati per la carta e poi digitalizzati in un formato ebook, è lecito pensare che gradatamente aumenterà la percentuale di titoli in cui la fonte non sarà più il libro di carta, ma che saranno nativi digitali: ebook, siti, app, web-app. Non si tratta peraltro di un gioco al risparmio: <a href="http://sergio-donato.blogspot.it/2014/11/un-libro-e-un-libro-e-una-campagna.html?spref=tw">fare ebook costa</a>. È un fenomeno che crescerà disordinatamente, che toccherà alcuni ambiti prima di altri (scolastica, informazione, entertainment, infanzia), ma di cui già oggi si vedono alcune concreti avamposti, anche in ambiti lontani dal new-tech. A proposito, avete notato che <cite>Tirature</cite> di Spinazzola dal 2014 esiste <strong>solo</strong> in ebook?</li>
</ol>
<p>Quindi? Un libro è un libro? Oggi, in Italia, per un lettore occasionale un ebook assomiglia abbastanza ad un libro da non percepirne la specificità e aderire all&#8217;idea che un ebook possa avere la stessa IVA del <em>sancta sanctorum</em> cartaceo. A livello maggiormente pragmatico, l&#8217;IVA al 4% serve oggi principalmente a noi editori, per vari motivi, il più importante è che l&#8217;editoria tradizionale è in crisi. Nera. Stampare libri come se non ci fosse un domani non è una grande idea in questo momento. Progetti, anche storici, che rischiano di morire, potrebbero invece traghettare ad un digitale <em>culturalmente consapevole</em>. E sostenibile. La seconda, collegata strettamente alla prima, è che il mercato ebook in Italia viaggia ancora a percentuali trascurabili. Si vendono pochi ebook, e questi pochi si vendono spesso tramite soggetti transnazionali: come Amazon che l&#8217;IVA (al 3%) la paga al Lussemburgo. È un mercato che ha grosse prospettive di sviluppo e che sarebbe intelligente non soffocare con politiche fiscali vessatorie, perché il rischio è che l&#8217;arrosto rimanga crudo, nascosto in mezzo a un grande fumo nero.</p>
<p>In ultimo, la campagna dell&#8217;AIE ha il merito di sdoganare l&#8217;oggetto ebook, facendolo uscire dal ripostiglio della <em>folkloristica stranezza</em> e mostrando che dietro all&#8217;ebook e dietro al libro ci sono ugualmente storie, informazioni, emozioni, analisi. Visti gli ultimi dati sulla lettura in Italia, è passaggio di non secondaria importanza.</p>
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		<title>Parlando di ebook a Milano martedì 17: Qui Siria</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/12/16/parlando-di-ebook-a-milano-martedi-17-qui-siria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2013 16:43:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[antonella appiano]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Venerandi]]></category>
		<category><![CDATA[quintadicopertina]]></category>
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					<description><![CDATA[Martedì 17 dicembre 2013 alle ore 17 a Milano a Le Biciclette presentazione dell&#8217;ebook Qui Siria – Clandestina a Damasco edito da Quintadicopertina. Con l’autrice Antonella Appiano e la moderazione di Marta Ottaviani. Qui Siria è un testo che unisce la narrazione in prima persona con la dimensione digitale e le sue possibilità di dare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 17 dicembre 2013 alle ore 17 a Milano a <a href="https://maps.google.it/maps?q=le+biciclette+milano&amp;client=safari&amp;oe=UTF-8&amp;hq=le+biciclette&amp;hnear=Milano,+Lombardia&amp;t=m&amp;z=15">Le Biciclette</a> presentazione dell&#8217;ebook <cite><a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=250:qui-siria-clandestina-ritorna-a-damasco&amp;catid=1:ultime&amp;Itemid=85" target="_blank">Qui Siria – <em>Clandestina</em> a Damasco</a> edito da Quintadicopertina.</cite></p>
<p>Con l’autrice Antonella Appiano e la moderazione di Marta Ottaviani.</p>
<p><cite>Qui Siria</cite> è un testo che unisce la narrazione in prima persona con la dimensione digitale e le sue possibilità di dare <em>profondità</em> al testo. E&#8217; nato un testo ricco di ipertestualità e immagini, con mappe <em>toccabili</em>, cronologie, schede di approfondimento, gallerie fotografiche, indici analitici, glossari, tutti connessi con la narrazione viva della rivolta siriana. Questa presentazione è un’occasione per poter parlare di entrambi gli aspetti dell’ebook.</p>
<p>Per chi vuole c’è anche un particolare aperitivo al gusto di ebook (in realtà l’aperitivo ha un gusto da aperitivo, ma assieme avrete anche l’ebook di <cite>Qui Siria</cite>).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/layout-1.png"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-47168" alt="promo-quisiria-500" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/promo-quisiria-500.jpg" width="500" height="215" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/promo-quisiria-500.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/promo-quisiria-500-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La confusione è ancella della menzogna</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/12/24/la-confusione-e-ancella-della-menzogna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2012 14:43:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; uscita per i tipi digitali di Quintadicopertina una raccolta di saggi di Andrea Inglese, scritti per Nazione Indiana tra il 2005 ed il 2009, con un nuovo saggio introduttivo. Tutti gli articoli che ho qui raccolto sono nati come una replica, una risposta, nei confronti di un discorso precedente, che mi aveva in qualche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage_images.tpl&amp;product_id=135&amp;category_id=9&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=56&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=56"><img loading="lazy" class="alignright  wp-image-44471" title="confusionecover300x400" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/confusionecover300x400.png" alt="" width="300" height="400" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/confusionecover300x400.png 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/confusionecover300x400-225x300.png 225w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/confusionecover300x400-72x96.png 72w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/confusionecover300x400-28x38.png 28w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/confusionecover300x400-161x215.png 161w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/confusionecover300x400-96x128.png 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>E&#8217; uscita per i tipi digitali di <a title="Quintadicopertina editore" href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage_images.tpl&amp;product_id=135&amp;category_id=9&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=56&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=56" target="_blank">Quintadicopertina</a> una raccolta di saggi di <a title="profilo e interventi di Andrea Inglese" href="https://www.nazioneindiana.com/author/andrea-inglese/">Andrea Inglese</a>, scritti per<strong> Nazione Indiana</strong> tra il 2005 ed il 2009, con un nuovo saggio introduttivo.<span id="more-44385"></span></p>
<blockquote><p>Tutti gli articoli che ho qui raccolto sono nati come una replica, una risposta, nei confronti di un discorso precedente, che mi aveva in qualche modo provocato. Nella maggior parte dei casi si è trattato di discorsi elaborati o ripresi dai media generalisti, ma a volte le fonti erano più circoscritte e riguardavano opinioni espresse in rete o da persone frequentate quotidianamente. Ho ricordato più sopra come la scrittura letteraria sia legata a un’insofferenza nei confronti della menzogna. Questo è valso anche per questi articoli, ma li ha motivati anche un rifiuto della confusione. La confusione è quell’ancella della menzogna mediatica, che permette la produzione continua d’informazioni e giudizi, senza che questo generi in colui che ne è il destinatario alcuna conseguenza rilevante sul piano delle scelte di vita.<br />
In definitiva, quindi, questi scritti possono essere considerati come un lavoro compiuto innanzitutto su di me, per lottare contro l’oscurità e la confusione, andando verso un qualche grado di chiarezza. La rete mi ha permesso di fare tutto ciò in pubblico, coinvolgendo nei miei itinerari dei lettori, che in alcuni casi interferivano con essi, prendendo la parola per criticarmi o incoraggiarmi. <em>(dall&#8217;introduzione)</em></p></blockquote>
<p>L&#8217;ebook è pubblicato in tre formati, senza DRM: mobipocket/Kindle, ePub e PDF 8&#8221;.</p>
<p>In vendita su  <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage_images.tpl&amp;product_id=135&amp;category_id=9&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=56&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=56" target="_blank">Quintadicopertina</a> e sui principali negozi digitali italiani a 5 euro. Gli articoli originali sono tutti pubblicati qui su Nazione Indiana.</p>
<p><strong>Sommario</strong></p>
<p>Una scrittura “critica” in rete</p>
<p>Appunti su roghi e coprifuochi</p>
<p>Invito alla lettura di un genocidio recente (Ruanda 1994)</p>
<p>Il progetto cinico, la manipolazione, la sinistra. Pensierini dopo il voto.</p>
<p>Un dogma culturale (sulla critica alla politica israeliana)</p>
<p>Un ateo nel paese di credenti</p>
<p>Quelli che vengono dall’altro mondo. Uguaglianza o tolleranza?</p>
<p>Quelli che vengono dall’altro mondo. Donatori o antagonisti?</p>
<p>Il pianeta è un posto poco sicuro (il pianeta è un posto pauroso)</p>
<p>Le vocazioni alla tortura</p>
<p>Diario dell’angoscia elettorale</p>
<p>Il fantasma della nudità</p>
<p>“Videocracy” o del fascismo estetico</p>
<p>“Il corpo delle donne” o del fascismo estetico</p>
<p>La croce in classe</p>
<p>Ad alcuni poeti &amp; affini nell’Italia dei malori</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>ebook: se i critici si fanno da parte</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/16/ebook-se-i-critici-si-fanno-da-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 12:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La mia impressione è che i critici militanti abbiano paura. Si rendono conto che la scrittura sta uscendo dal libro, sta agguantando altri media, altre griglie di relazione interna ed esterna all’oggetto libro e – sostanzialmente – loro, i critici, queste nuove modalità del raccontare non le sanno gestire. Non le conoscono, le confondono. E [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La mia impressione è che i critici militanti abbiano paura.<br />
Si rendono conto che la scrittura sta uscendo dal libro, sta agguantando altri media, altre griglie di relazione interna ed esterna all’oggetto libro e – sostanzialmente – <strong>loro, i critici, queste nuove modalità del raccontare non le sanno gestire</strong>. Non le conoscono, le confondono. E allora si tengono a debita distanza.</p>
<p>Nel momento in cui la critica ufficiale si disinteressa dei libri digitali, o peggio ancora li stigmatizza, chi parla dei miei ebook? Chi prende il posto della critica dei contenuti?</p>
<p>Due figure parlano degli ebook oggi in rete: i lettori (Dio li benedica) e coloro che sono più interessati al contenitore che al contenuto: alla forma dell’ebook, alla sua distribuzione, al suo ruolo di prodotto di mercato.</p></blockquote>
<p><a title="leggi tutto l'articolo" href="http://salvoesaurimentoscorte.wordpress.com/2012/07/16/ebook-se-gli-editori-e-i-critici-si-fanno-da-parte/" target="_blank">Fabrizio Venerandi</a>, Quintadicopertina editore.</p>
<p>Del disinteresse della critica per le pubblicazioni digitali ho parlato a lungo con Fabrizio a Mesagne: credo nasca in parte dal disagio informatico (xhtml e programmazione, alfabetizzazione di base) e soprattutto dall&#8217;assenza di esperienza letteraria non tradizionale: giochi, sceneggiatura, narrativa non lineare, per fare alcuni esempi.</p>
<p>Leggi l&#8217;<a href="http://salvoesaurimentoscorte.wordpress.com/2012/07/16/ebook-se-gli-editori-e-i-critici-si-fanno-da-parte/" target="_blank">articolo originale</a>, dove Fabrizio Venerandi non risparmia le stoccate ai nuovi editori digitali.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Se usi i creative commons Amazon ti censura</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/06/se-usi-i-creative-commons-amazon-ti-censura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 11:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[alfabeta2]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[libero mercato]]></category>
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		<category><![CDATA[monopsonio]]></category>
		<category><![CDATA[quintadicopertina]]></category>
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					<description><![CDATA[Riporto dal sito di Quintadicopertina, il partner di alfabeta2 per l&#8217;edizione digitale in ebook. Amazon gli ha chiuso l&#8217;account di vendita, con una decisione grottesca e inaccettabile che mi auguro Amazon ritiri immediatamente, rispondendo pubblicamente dell&#8217;accaduto &#8211;  Jan Reister. Questa mattina l&#8217;account di Quintadicopertina su Amazon è stato bloccato. Una censura decisa unilateralmente da Amazon: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-42933" title="obey-carpenter" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/07/obey-carpenter-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/07/obey-carpenter-300x168.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/07/obey-carpenter-1024x576.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/07/obey-carpenter.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Riporto dal sito di <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=207:se-usi-i-creative-commons-amazon-ti-censura&amp;catid=50:il-blog&amp;Itemid=68" target="_blank">Quintadicopertina</a>, il partner di <a href="http://www.alfabeta2.it" target="_blank">alfabeta2</a> per l&#8217;edizione digitale in ebook. Amazon gli ha chiuso l&#8217;account di vendita, con una decisione grottesca e inaccettabile che mi auguro Amazon ritiri immediatamente, rispondendo pubblicamente dell&#8217;accaduto &#8211;  Jan Reister.</em></p>
<p>Questa mattina l&#8217;account di <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=207:se-usi-i-creative-commons-amazon-ti-censura&amp;catid=50:il-blog&amp;Itemid=68" target="_blank">Quintadicopertina</a> su Amazon è stato bloccato. <strong>Una censura decisa unilateralmente da Amazon</strong>: non possiamo aggiungere ebook, vedere lo stato delle vendite né altro. Una mail da Amazon ci avverte che il blocco è dovuto a violazioni del copyright che Quintadicopertina avrebbe fatto pubblicando materiale che si trova liberamente in rete. Nello specifico Quintadicopertina avrebbe pubblicato un numero di alfabeta2 all&#8217;interno del quale si trovano  contenuti liberamente leggibili in rete.</p>
<p>Dove si trovano questi contenuti &#8220;liberamente leggibili in rete&#8221;? La mail di Amazon non lo dice, ma noi lo sappiamo. Si trovano nel sito di <a href="http://www.alfabeta2.it" target="_blank">alfabeta2</a> che essendo, a differenza di Amazon, un progetto principalmente culturale e non commerciale, spesso e volentieri mette gratuitamente on-line parti della rivista per chi non volesse o potesse comperarla ma volesse comunque partecipare alle discussioni sui temi di cui si parla all&#8217;interno della rivista. A questo Amazon non sta bene, <strong>con buona pace dell&#8217;open content</strong>.</p>
<p>Ma c&#8217;è un altro punto importante che riguarda l&#8217;ennesima censura della major di distribuzione nei confronti degli editori, cito:</p>
<blockquote><p>&#8220;Please be advised that we won’t accept content that is freely available on the web unless you are the exclusive copyright owner of that content. For example, if your content comes from a source that allows you and others to re-distribute it, and that content is freely available on the web, we won’t accept it and make it available for sale in the Kindle store.&#8221;</p></blockquote>
<p>Leggete bene: quella frase significa &#8220;niente creative commons&#8221;. Un giornalista scrive un articolo e lo mette on-line con CC che permettono il riutilizzo anche commerciale? Scordatevi di poterlo inserire in un vostro ebook assieme ad altri articoli. Quel solo articolo farebbe sì che Amazon censuri il vostro testo, bloccandovi ogni operazione fino alla rimozione dell&#8217;ebook. <strong>Scordatevi ogni operazione di scrittura collettiva, di traduzione, di lavoro editoriale basata su materiali prodotti in creative commons</strong>.</p>
<p>Di fronte al grande entusiasmo per l&#8217;arrivo di questo soggetti trasversali a cui gli editori svendono libertà sempre più importanti nella gestione di materiali culturali, dal prezzo di copertina (deciso da Apple per tutti gli editori italiani) alla scelta dei materiali che possono o non possono essere inseriti in un ebook, come avviene oggi con Amazon: lanciamo un allarme.</p>
<p>Originale su <a href="http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=207:se-usi-i-creative-commons-amazon-ti-censura&amp;catid=50:il-blog&amp;Itemid=68" target="_blank">Quintadicopertina</a>. Anche su <a href="http://www.alfabeta2.it/2012/07/06/amazon-censura-gli-ebook-di-alfabeta2/" target="_blank">alfabeta2</a>. Immagine di <a href="http://3oneseven.com/18/obey-carpenter/" target="_blank">milo</a></p>
<p><strong>Aggiornamento 10/7/2012</strong>: l&#8217;account di Quintadicopertina è stato riattivato da Amazon.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>gli EBOOK di Nazione Indiana: La responsabilità dell&#8217;autore</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/06/01/gli-ebook-di-nazione-indiana-la-responsabilita-dellautore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2012 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[gli EBOOK di Nazione Indiana]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[la responsabilità dell'autore]]></category>
		<category><![CDATA[nazione indiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto cominciò con un commento. Era in un pezzo di Marco Belpoliti ( ⇨ Che la festa cominci), una mezza stroncatura al romanzo &#8220;Che la festa cominci&#8221; di Niccolò Ammaniti. Come spesso capita nei commenti di Nazione Indiana, la discussione prese una diramazione autonoma da quella attorno al libro di Ammaniti. Un commentatore – temptative, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/06/cover.png"><img loading="lazy" class="alignleft  title=" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/06/cover.png" alt="" width="350" height="560" /></a>Tutto cominciò con un commento. Era in un pezzo di Marco Belpoliti ( <strong>⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/2009/11/14/che-la-festa-cominci/" target="_blank" rel="noopener"><em>Che la festa cominci</em></a></strong>), una mezza stroncatura al romanzo &#8220;<em>Che la festa cominci</em>&#8221; di Niccolò Ammaniti. Come spesso capita nei commenti di Nazione Indiana, la discussione prese una diramazione autonoma da quella attorno al libro di Ammaniti. Un commentatore – <em>temptative</em>, il suo nickname &#8211; attraverso un link esterno ci metteva a conoscenza della recensione al romanzo fatta da Paolo Nori. Piero Sorrentino andò a leggerla e scoprì in quel mentre che Nori il suo pezzo l’aveva pubblicata per <em>Libero</em>. “Ma Paolo Nori scrive su Libero? Ma veramente?” commentò, stupito.<br />
Il commento appresso, di Andrea Cortellessa, fu, in fondo, quello che fece scatenare l’intera discussione, protratta poi ben oltre i quasi duecento commenti al pezzo di Belpoliti: “Piero, anzitutto condivido il tuo sgomento a vedere il nome “Nori” accanto alla testata “Libero”, non ci avevo fatto caso seguendo il link.” Scriveva Cortellessa, per poi aggiungere: “Spero che Nori, o qualcun altro in grado, possa chiarire.”<br />
Mentre la discussione si animava in rete (chiarire? Perché? E la libertà dell’autore? Conta di più quello che dici o dove lo dici?), nella <em>mailing list</em> interna dei redattori del blog si avvertiva sempre più forte la necessità di ragionare attorno ad un tema in fondo dato fin troppo per scontato (se non colpevolmente sottaciuto): quale era il ruolo dello scrittore – lui per primo, prima ancora del critico, dell’intellettuale, dell’editore, del funzionario, del giornalista, dell’addetto ai lavori – quale la sua responsabilità politica?<br />
Il tema fu preso di petto da <strong>⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/01/26/su-letteratura-e-politica-la-penso-proprio-come-george-orwell-e-danilo-kis/" target="_blank" rel="noopener">Andrea Inglese</a></strong> e <strong>⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/01/20/pubblicare-per-berlusconi/" target="_blank" rel="noopener">Helena Janeczek</a></strong> che, pubblicando sul blog due pezzi di approfondimento, crearono la piattaforma su cui ragionare tutti assieme. E tutti convenimmo, nelle nostre discussioni interne, che occorreva coinvolgere altri autori, esterni a Nazione Indiana, su questi temi, magari, su suggerimento di Giacomo Sartori, attraverso la forma del questionario.<br />
All’elenco delle domande stilate quasi febbrilmente, per non abbassare la temperatura della discussione, risposero in molti, circa una ventina, nel volgere di pochi mesi. Scrittori di orientamento, generazione, retroterra, cultura, approccio, diversissimi fra loro. Qui di seguito leggerete le risposte degli autori da noi interpellati. Alcune sono trancianti, ironiche, sufficienti. Altre appassionate, impulsive, divaganti.<br />
Molti commentatori, mentre andavamo pubblicando le risposte in rete, e molti autori stessi, ci contestavano la caratura delle domande, per quanto alcuni di noi convenissero che era anche il caso di smetterla di credere importanti solo “le domande giuste”. Per come la vedevamo le risposte date erano, e restano, sempre e comunque molto più rilevanti.<br />
Fu proprio Cortellessa, nella primavera del 2010, durante la prima Festa di Nazione Indiana tenuta al Castello di Fosdinovo, a chiudere il cerchio, in una discussione pubblica dove, nel suo intervento, fece notare come – alla prevedibile critica che l’inchiesta fosse fin troppo connotata ideologicamente e con una inevitabile pletora di risposte simili se non addirittura sovrapponibili – ancora una volta la scrittura facesse la differenza. Ogni scrittore, ogni poeta, ogni narratore, portando inevitabilmente con sé la propria voce, aveva risposto, stilisticamente, e perciò in maniera sostanziale, in modo differente l’uno dall’altro. “Stile” cioè, ripetendo le sue parole, “come parte integrante delle risposte.”<br />
Ora sono tutte qui quelle risposte, raccolte e organizzate in questo testo, memoria di una lunga discussione e documento necessario, forse, per comprendere un momento storico difficile, all’apparenza, ma solo all’apparenza, alle nostre spalle.</p>
<p><big><strong>DOWNLOAD<br />
</strong></big></p>
<p><strong>⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/05/La-responsabilita-dellautore9.epub"><em>La responsabilità dell&#8217;autore</em> epub</a> </strong>[ebook reader in genere]<br />
<strong>⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/05/La-responsabilita-dellautore9.mobi"><em>La responsabilità dell&#8217;autore</em> mobi</a></strong> [Kindle]<br />
<strong>⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/05/La-responsabilita-dellautore9.odt" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>La responsabilità dell&#8217;autore</em> odt</strong></a></strong> [per modificare]<br />
<strong>⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/05/La-responsabilita-dellautore9.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>La responsabilità dell&#8217;autore</em> PDF</a></strong> [per pc e stampa A4]</p>
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