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	<title>Le qualità &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Al centro dell&#8217;inverno</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/02/19/al-centro-dellinverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[biagio cepollaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Al centro dell'inverno]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[L'arcolaio]]></category>
		<category><![CDATA[La curva del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[di Biagio Cepollaro &#160; Da Al centro dell’inverno (2013-2017) &#160; * il corpo nell’occhio del crollo d’Occidente imbandisce con scrupolo la cena: vino rosso che conta i suoi anni e pesce che ha risalito la corrente. il nutrimento comune è una festa e a cantare l’inno di gloria è il desiderio di mescolarsi alla luce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-72339" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/3Kun-2008-221x300.jpg" alt="Biagio Cepollaro,Kun,2008-Ibrido digitale" width="221" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/3Kun-2008-221x300.jpg 221w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/3Kun-2008-768x1044.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/3Kun-2008-754x1024.jpg 754w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/01/3Kun-2008.jpg 1438w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></p>
<p>di <strong>Biagio Cepollaro</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da <em>Al centro dell’inverno</em> (2013-2017)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo nell’occhio del crollo d’Occidente imbandisce</p>
<p>con scrupolo la cena: vino rosso che conta i suoi anni</p>
<p>e pesce che ha risalito la corrente. il nutrimento comune</p>
<p>è una festa e a cantare l’inno di gloria è il desiderio</p>
<p>di mescolarsi alla luce che radente si stende sul tavolo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo non sa se o da dove si avvisterà</p>
<p>il primo tratto della speranza: l’Occidente</p>
<p>avvitato su se stesso inizia la sua implosione</p>
<p>dividendosi all’interno. la forma che nel tempo</p>
<p>si è data per lo scambio ha portato l’intera</p>
<p>specie all’estinzione. ma invece di frenare</p>
<p>sull’orlo del precipizio sembra accelerare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo ai margini del crollo d’Occidente misura a spanne</p>
<p>la distanza dalla sua fine e conta di cogliere gli ultimi</p>
<p>bagliori dell’epoca che è stata: fantasie distopiche fioriscono</p>
<p>al cinema e nei sogni un’ansia collettiva che non può</p>
<p>essere detta fa tenere il capo chino e trattenere il fiato</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo ora sa che in suo potere vi è solo</p>
<p>la parola da formulare: nella sua bocca</p>
<p>prende forma rotonda un concentrato di pensiero</p>
<p>e passione l’uno nell’altra fusi</p>
<p>in una posizione. il dire è significare il mondo</p>
<p>non descriverlo né raccontarlo: che il senso</p>
<p>si dice e si misura nell’ascolto di chi resta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo attende l’autunno come la scossa che smuove</p>
<p>la smemoratezza. il caldo ha fatto dei pensieri vapore</p>
<p>e l’acqua ha dominato come l’ombra il campo dei desideri</p>
<p>ora è un tornare lento a sé un riprendere forma dell’espressione</p>
<p>e del moto. l’azione qual sia ha il sapore buono dei risvegli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo nell’afa fatica a respirare: l’aria mossa</p>
<p>dai ventilatori è solo aria che si sposta. resta</p>
<p>la stessa la condizione come quella d’Occidente</p>
<p>preso dalla favola della “crescita” senza fine</p>
<p>e senza senso e dal controllo di massa sul dissenso</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo ai margini del crollo d’Occidente desidera</p>
<p>mettere in salvo i manufatti di parole da cui un giorno</p>
<p>forse l’umanità potrà ripartire. così fu per l’antico</p>
<p>Medio Evo così è per questo nuovo: in salvo le parole</p>
<p>ancora potranno risuonare alla fine della prossima notte</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo ai margini della speranza d’Occidente si chiede</p>
<p>come accade che d’improvviso la folla dei corpi sottomessi</p>
<p>possa ribellarsi e riscattare le attuali vittime della forza</p>
<p>come si diffonde il virus benefico che renda intollerabile</p>
<p>il comando spingendo corpi inerti a prodigiosi moti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo ora vede come tutte le espressioni che scorrono</p>
<p>sugli schermi si mescolano con bocche eguali</p>
<p>anche se diversi sono i palati e diversi i denti: nessuno</p>
<p>vieta di parlare anzi a tutti l’incoraggiamento a dire</p>
<p>è il modo questo per sgretolare l’Occidente che s’infutura</p>
<p>in uno stagno sempre presente da cui non si può uscire</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo ai margini della fine della speranza d’Occidente</p>
<p>ha poche parole da mettere in salvo nel palmo di una mano</p>
<p>la luce che contagia alla giusta distanza del sole dal pianeta</p>
<p>l’euforia animale che si diffonde sulle scale della metropolitana</p>
<p>il centro di una festa che risuona di voci dalla casa di fronte</p>
<p>e il fervore della notte che sale lentamente fino a sfociare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo ha fatto del dire il sogno del suo ritmo: il nero</p>
<p>sullo sfondo e intorno da sempre ha richiesto un raggio</p>
<p>di piacere e presenza un antidoto buono a fare di poco</p>
<p>un mondo: la forma dell’arte è niente senza questo</p>
<p>discernimento: la lotta sulla terra è fare del giorno cielo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nota</p>
<p><em>Al centro dell’inverno</em> è in corso di pubblicazione presso L’arcolaio. E’ il terzo libro della trilogia <em>Il poema delle qualità</em> , dopo <em>Le qualità</em> (La camera verde, Roma, 2012) e <em>La curva del giorno</em> (L’arcolaio,Forlì,2014). Per una video registrazione del Prologo e di altri versi si può cliccare <a href="https://poesiadafare.wordpress.com/2018/01/22/al-centro-dellinverno-prologo/">qui .</a>e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7MT03BmxijM&amp;feature=youtu.be">qui</a>  Pagine dedicate alla trilogia si possono trovare <a href="https://poesiadafare.wordpress.com/a-proposito-de-le-qualita-di-biagio-cepollaro-la-camera-verde-roma2012/">qui</a> e  <a href="https://poesiadafare.wordpress.com/biagio-cepollaro-la-curva-del-giorno-larcolaio-editrice/">qui</a> L&#8217;immagine è Kun, 2008, una stampa digitale con intervento a mano successivo.</p>
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		<item>
		<title>Biagio Cepollaro, undici poesie da La curva del giorno</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2017/08/03/biagio-cepollaro-undici-poesie-da-la-curva-del-giorno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[biagio cepollaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 12:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[L'arcolaio Editore]]></category>
		<category><![CDATA[La curva del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[di Biagio Cepollaro * il corpo scrive il suo poema e lo fa a giornate questa è la sua scansione accordata al pianeta e alle stelle che gli coprono il sonno ogni mattina prova a riprendere dove di sera aveva lasciato talvolta aspetta che asciughi talvolta mescola e sovrappone &#160; * il corpo cresciuto su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-69261" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/08/29-SETT-2014-PROTOTIPO-COPERTINA-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/08/29-SETT-2014-PROTOTIPO-COPERTINA-210x300.jpg 210w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/08/29-SETT-2014-PROTOTIPO-COPERTINA-768x1097.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/08/29-SETT-2014-PROTOTIPO-COPERTINA-717x1024.jpg 717w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/08/29-SETT-2014-PROTOTIPO-COPERTINA.jpg 1654w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></p>
<p>di <strong>Biagio Cepollaro</strong></p>
<p>*<br />
il corpo scrive il suo poema e lo fa a giornate<br />
questa è la sua scansione accordata al pianeta<br />
e alle stelle che gli coprono il sonno<br />
ogni mattina prova a riprendere dove<br />
di sera aveva lasciato talvolta aspetta<br />
che asciughi talvolta mescola e sovrappone</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo cresciuto su se stesso per più di cinque<br />
decenni ha visto mutare forme e modi del desiderio<br />
ora nell’abbraccio non sente distanza ma sempre di più<br />
avverte il medesimo: il comune diventa motivo<br />
di compenetrazione tenera come prendendosi cura</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<br />
il corpo sente la sua felicità come uno stato assai precario<br />
ma anche miracoloso e vorrebbe dirne e scriverne quasi<br />
che queste operazioni scolpissero nella pietra i segni<br />
del suo giubilo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<br />
il corpo conduce la sua vita facendo astrazione dalla collettiva<br />
mitologia che unica attraversa il globo condizionando immagini<br />
e azioni: è come se in memoria avesse un altro tempo quando<br />
i corpi nel loro insieme si pensavano come storia e come progetto<br />
quando la speranza non era solo di sopravvivere ma di vivere insieme</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<br />
il corpo si sa storico per sua intrinseca durata e per suo inevitabile<br />
e progressivo decadimento ma si sa storico anche per contrasto<br />
una volta gli altri erano avvertiti da lui come compartecipi non era<br />
felicità se non collettiva e da soli uno poteva solo riprendere<br />
fiato ma non vivere la vera vita se non come diminuzione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<br />
il corpo è stato a lungo sollecitato nel piacere e anche<br />
ogni mattina nell’andare al lavoro grazie alla prontezza<br />
degli arti alle buone articolazioni che danno il giusto<br />
vincolo al moto. ora alla finestra si sofferma di fronte<br />
al parco mentre da sopra il nuvolo scoraggia ad uscire.<br />
una brulicante umanità si muove e così anche tra le foglie</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>il corpo sa che il palazzo di fronte non si regge<br />
per la sua grammatica ma per la pietà del sisma<br />
che lo risparmia: è questione di proporzione ed è<br />
meglio abituare lo sguardo al grande per non<br />
credere che il piccolo basti e che sia tutto: la forza<br />
del fragile è stare dentro una certa verità delle cose</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<br />
il corpo fa del pensiero un modo per meglio<br />
godere della luce: trattiene tra le sue dita<br />
e accarezza così come può fare l’ultimo<br />
riflesso prima di sparire dallo specchio<br />
questo ha sapore e questo sapore è l’unico<br />
sapere che sa: il resto è scala da rigettare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<br />
il corpo nel verso dice la sua presenza<br />
sfuggita al racconto della storia e non compresa<br />
neanche dalla presunta compattezza<br />
di un io: lui è là che si muove o sta<br />
nella consumazione cellulare che viene<br />
non detta -prima e dopo- ogni parola</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<br />
il corpo nel verso si sottrae al senso<br />
stabilito e si muove come se non vi fosse<br />
argine e direzione: è luogo questo<br />
dove sembra fermarsi il potere<br />
tale è l’impatto del singolo corpo<br />
che di sé nella lingua fa allegoria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*<br />
il corpo non chiede al verso di mentire e di rendere<br />
importante quello che è solo un gioco di parole chiede<br />
solo modo di spandersi nel suono e nell’immagine così<br />
come si spande in altro corpo mescolando sempre<br />
all’ascolto il piacere di dimenticare sé in altro nome</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>La registrazione video di una lettura di questi testi si può trovare <a href="http://youtu.be/Go5Hlh6SYq0">qui</a></p>
<p>Un video di una lettura di altri testi  si può trovare <a href="http://youtu.be/7MT03BmxijM?list=UUK1h9sP7H2yVvnybx49aF0w">qui</a>   (Teatro Elfo Puccini di Milano,  25 novembre 2013 )</p>
<p><em>La curva del giorno (2011-2014)</em>, L&#8217;arcolaio editore, Forlì 2014, è il secondo libro della trilogia <em>Il poema delle qualità</em>.</p>
<p>Il primo libro è stato editato da <em>La camera verde </em>di Roma nel 2012 e raccoglieva testi poetici scritti tra il 2008 e il 2011.Il testo in pdf  è archiviato <a href="http://www.cepollaro.it/Le%20qualit%C3%A0.pdf">qui</a>.</p>
<p>Il terzo libro, dal titolo <em>Al centro dell&#8217;inverno</em>, che conclude la trilogia è in corso di lavorazione presso L&#8217;arcolaio editore.</p>
<p>Relativamente al primo libro de <em>Le qualità </em>si rimanda a delle conversazioni in <a href="http://www.cepollaro.it/Conversazioni%20su%20Le%20Qualita.pdf">interventi critici</a>, mentre gli interventi su <em>La curva del giorno</em> sono reperibili <a href="http://www.cepollaro.it/Su%20La%20curva%20del%20giorno.pdf">qui</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Biagio Cepollaro,  Al centro dell&#8217;inverno (prologo)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2017/02/20/biagio-cepollaro-al-centro-dellinverno-prologo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[biagio cepollaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 06:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[La curva del giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
		<category><![CDATA[Trilogia Il poema delle qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[di Biagio Cepollaro Da Al centro dell’inverno, inedito. Prologo Dal collasso della storia 1. il corpo ogni giorno si accende come si avvia un terminale a lui fanno capo i messaggi in arrivo e ogni input che suona è richiesta di attenzione e risposta. è pioggia che batte sui vetri la chat che moltiplica i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-67209" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/02/Biagio-CepollaroIcona-492015.Coll_.-privataMilano-300x225.jpg" alt="Biagio Cepollaro,Icona-49,2015.Coll. privata,Milano" width="300" height="225" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/02/Biagio-CepollaroIcona-492015.Coll_.-privataMilano-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/02/Biagio-CepollaroIcona-492015.Coll_.-privataMilano.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>di <strong>Biagio Cepollaro</strong></p>
<p>Da <em>Al centro dell’inverno</em>, inedito.</p>
<p>Prologo</p>
<p>Dal collasso della storia</p>
<p>1.</p>
<p>il corpo ogni giorno si accende come si avvia un terminale</p>
<p>a lui fanno capo i messaggi in arrivo e ogni input che suona</p>
<p>è richiesta di attenzione e risposta. è pioggia che batte</p>
<p>sui vetri la chat che moltiplica i gruppi divisi per tema</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2.</p>
<p>il corpo al centro dell’inverno può anche coprire con un respiro</p>
<p>lo spazio della stanza: desiderio e gioia ripetono la loro danza</p>
<p>ma è come stare su di una zattera o dentro un cerchio di luce</p>
<p>che scivola sulla terra. è tutto intorno che non si vede o peggio</p>
<p>è questo mondo prossimo che anche visto non si può toccare: sono</p>
<p>i corpi tutti nell’acquario che “postano” di cibi gatti e grandi imprese</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3.</p>
<p>il corpo ogni giorno si connette attraverso un fascio di luce</p>
<p>ad altri corpi e le teste si annodano con onde invisibili</p>
<p>che muovono e smuovono anche di notte senza sudare</p>
<p>ciò che prima era solitaria fantasticheria ora è fantasma</p>
<p>di gruppo che si solleva dai cuscini e plana attraverso le porte</p>
<p>se il corpo tagliasse questo filo che lo lega agli altri</p>
<p>si sentirebbe immediatamente respirare ma l’incertezza</p>
<p>della strada sarebbe più grande e anche assordante</p>
<p>sarebbe l’immediato silenzio sceso nella stanza</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4.</p>
<p>il corpo si tuffa nella piscina riempita da parole</p>
<p>che scorrono incessanti attraverso tubi invisibili</p>
<p>e lo connettono al mondo da ogni lato. sono continue</p>
<p>trasfusioni di senso che nella quotidiana insensatezza</p>
<p>affollano psiche fino a farla sola e febbricitante</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5.</p>
<p>il corpo anche nel sonno avverte il sussulto del terminale</p>
<p>che dice il messaggio in arrivo o la battuta di qualcuno</p>
<p>a proposito di qualcosa ad una certa ora della notte: il silenzio</p>
<p>non c’è. in suo luogo una modalità silenziosa che piano</p>
<p>sovverte la calma del corpo e la sua greve indifferenza</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6.</p>
<p>il corpo al centro dell’inverno è un vuoto che non si risolve</p>
<p>è un punto interrogativo che attende il tempo che lo prende</p>
<p>e lo solleva come quando è dentro al suo dire e non c’è differenza</p>
<p>col suo fare. affacciato sull’istante luminoso che non viene si sporge</p>
<p>oltre la minaccia di morte e malattia: ripassa a memoria i volti</p>
<p>pochi dell’incanto che lo salvano forse dal collasso della storia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7.</p>
<p>il corpo che si disconnette sguscia via dall’involucro</p>
<p>d’onde che lo stringe. fuori torna ad essere assenza</p>
<p>di linguaggio: ora è soltanto pelle e patina tempo</p>
<p>e postura mentre l’aria della primavera profuma</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8.</p>
<p>il corpo al centro dell’inverno vede ancora più buie</p>
<p>le strade che portano fuori dalla città verso un’ecologia</p>
<p>di confine tra periferie sfigurate e il grigio negli occhi</p>
<p>molte vite si sbranano qui senza neanche un racconto</p>
<p>basta la rabbia e la tristezza basta per ogni giorno</p>
<p>l’abitudine e per ognuno la morte è la fine del mondo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[ <em>Al centro dell’inverno</em>, attualmente in lavorazione, costituisce il terzo libro della trilogia <em>Il poema delle qualità</em>. Il primo libro, <em>Le qualità</em>, è uscito nel 2012 presso La camera verde di Roma; il secondo, <em>La curva del giorno</em>, è apparso per i tipi de L’arcolaio di Forlì nel 2014. Il pdf de <em>Le qualità</em> si può scaricare <a href="http://www.cepollaro.it/Le%20qualit%C3%A0.pdf">qui</a>, e alcune conversazioni sul libro <a href="http://www.cepollaro.it/Conversazioni%20su%20Le%20Qualita.pdf">qui</a>; la registrazione audio della lettura del prologo realizzata al festival di Bologna in lettere nel maggio del 2016 è ascoltabile <a href="https://soundcloud.com/biagio-cepollaro/sets/al-centro-dellinverno">qui</a>. L’immagine si riferisce ad un mio quadro  del 2015, <em>Icona-49</em>.B.C.]</p>
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		<title>La curva del giorno</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/06/12/48231/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jun 2014 06:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
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					<description><![CDATA[di Biagio Cepollaro (molto volentieri pubblico questi testi di Biagio, dal secondo volume, ancora inedito, de Le Qualità, raccolta di cui abbiamo parlato su Nazione Indiana qui e qui. Il titolo provvisorio è La curva del giorno, a.s.) * occorre stabilire i confini del silenzio non rispondere sempre non sempre essere informati fare in modo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Biagio Cepollaro</strong><br />
<figure id="attachment_48232" aria-describedby="caption-attachment-48232" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Biagio-CepollaroViaggio-6-2013-tecnica-mista-su-telacm-50-x-70..jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Biagio-CepollaroViaggio-6-2013-tecnica-mista-su-telacm-50-x-70.-300x237.jpg" alt=" Biagio-CepollaroViaggio-6-2013-tecnica-mista-su-telacm-50-x-70" width="300" height="237" class="size-medium wp-image-48232" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Biagio-CepollaroViaggio-6-2013-tecnica-mista-su-telacm-50-x-70.-300x237.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Biagio-CepollaroViaggio-6-2013-tecnica-mista-su-telacm-50-x-70.-1024x809.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/Biagio-CepollaroViaggio-6-2013-tecnica-mista-su-telacm-50-x-70.-900x711.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-48232" class="wp-caption-text"><br />Biagio-CepollaroViaggio-6-2013-tecnica-mista-su-telacm-50-x-70</figcaption></figure></p>
<p>(molto volentieri pubblico questi testi di Biagio, dal secondo volume, ancora inedito, de <em>Le Qualità</em>, raccolta di cui abbiamo parlato su Nazione Indiana <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/07/10/parliamo-de-le-qualita/">qui</a> e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/07/13/parliamo-de-le-qualita-seconda-parte/">qui</a>. Il titolo provvisorio è <em>La curva del giorno</em>, a.s.)</p>
<blockquote><p>*<br />
occorre stabilire i confini del silenzio non rispondere sempre<br />
non sempre essere informati fare in modo che ogni parola<br />
sia pleonasmo a fronte di ciò che già c’è. non dicendo<br />
di sé ma dando voce alle spalle alla schiena curva dell’intuizione<br />
che ha percorso tutta la stanza trafiggendo in uno i molti pensieri<br />
occorre che ogni parola distillata sia essa stessa una guardia<br />
di frontiera che vigili insonne i confini dall’alba al tramonto<br />
con gli occhi rivolti al silenzio sia la sua unica verità corporale</p>
<p>*<br />
occorre stabilire i confini del corpo: anche una casa<br />
con le sue camere e le sue funzioni è una guaina<br />
e aderisce ai suoi moti. dormire al riparo dalla pioggia<br />
cucinando i cibi assaporando carni di altri animali<br />
e foglie e frutti. dormire ancora dopo ogni rientro<br />
sistemando lenzuola e coperte lavando con cura<br />
il piatto e il bicchiere affilando il coltello per il pane<br />
occorre lasciar passare da quei confini la notte<br />
e lasciar mescolare i corpi perché parlino tra loro</p>
<p>*</p>
<p>il corpo sa che tra i suoi mobili confini e le strade si accumula<br />
una gran massa d’acqua che piove dal cielo. è questo mare rovesciato<br />
che suona la sua risacca di gocce sul legno delle finestre e sulla tela<br />
degli ombrelli a inchiodarlo in un ascolto senza azione e costrutto:<br />
il suo movimento vorrebbe la secchezza dell’asciutto la precisione<br />
di ciò che non perde non si frammenta piuttosto una linea tracciata<br />
tra due punti come un’idea illuminata nel centro da un raggio di sole</p>
<p>*</p>
<p>sotto pioggia battente il corpo coperto non si bagna<br />
e la bici scorre con un sapere ovvio di ruote e di gomme<br />
mentre l’asfalto e le piccole buche sono un pensiero<br />
non visto il contesto immaginato di quest’andare<br />
fisso davanti con lo sguardo tagliato dalle gocce<br />
ma che lascia ricomporre dopo ogni lampione il paesaggio<br />
pedalare è senza sforzo mentre il corpo galleggia<br />
sul suo respiro: è una sera della vita è attraversare il bosco</p>
<p>*</p>
<p>il corpo controlla le provviste di cibo il livello del sonno<br />
l’assenza di dolori i nomi pochi e fidati che fanno della rubrica<br />
il puntello dell’amicizia gli ingredienti più umani della festa<br />
scorre le foto dei passati momenti e ancora stupisce della forza<br />
che ha il passato di sparire quanto più prova a far di sé testimonianza<br />
ci rinuncia e a questa incessante di sé cancellazione si adegua o ci prova</p>
<p>*</p>
<p>il corpo nella sua vivente e distratta concretezza non si riconosce<br />
nella collettiva narrazione che lo vuole eterno e senza increspature<br />
e neanche partecipa di ciò che all’esterno viene posto come necessario<br />
il prestito a rate l’interesse da pagare il saldo e lo sconto né crede<br />
sia davvero una promozione l’indicazione truffaldina per l’acquisto<br />
il corpo si tiene a debita distanza e appare da solo sol perché si astrae<br />
dalla cattiva compagnia di un mondo di parole fallaci e dall’idiozia</p>
<p>*</p>
<p>il corpo non si pone problemi di metrica<br />
a lui pertiene il respiro che dice ed è questo<br />
il ritmo che non solo esprime ma anche lo fa<br />
felice: il sapere talvolta ha questo potere<br />
di dare al corpo vita quando gli dà coscienza<br />
ed è qui la misura e il piacere della sua danza</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Nuovo discorso sul metodo: su &#8220;Le qualità&#8221; di Biagio Cepollaro</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/24/45688/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2013/05/24/45688/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 13:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[La Camera Verde]]></category>
		<category><![CDATA[La poesia in realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Bosco]]></category>
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					<description><![CDATA[[Segnalo questo intervento importante su uno dei libri di poesia più belli apparsi in questi anni. a. i.] di Luigi Bosco Ho letto molte volte e in modo quasi ossessivo Le qualità (La Camera Verde, Roma, 2012), l’ultima raccolta poetica di Biagio Cepollaro. L’impressione che ne ho ricavato (o meglio: ricevuto) è stata quella di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Segnalo questo intervento importante su uno dei libri di poesia più belli apparsi in questi anni. a. i.]</em></p>
<p>di <strong>Luigi Bosco</strong> </p>
<p>Ho letto molte volte e in modo quasi ossessivo <em>Le qualità</em> (La Camera Verde, Roma, 2012), l’ultima raccolta poetica di Biagio Cepollaro. L’impressione che ne ho ricavato (o meglio: ricevuto) è stata quella di trovarmi di fronte ad un’opera come se ne incontrano poche: di quelle in cui sai – mentre leggi – di poterci trovare condensato tutto quello di cui avrai bisogno da ora in avanti; di quelle che hanno sempre qualcosa da insegnare e che, ad ogni nuova lettura, si offrono come deposito alla stratificazione dell’esperienza dell’umano da cui attingere per tentare un avanzamento. [Continua a <a href="http://inrealtalapoesia.com/2013/05/20/nuovo-discorso-sul-metodo-alcune-riflessioni-su-le-qualita-di-biagio-cepollaro-di-luigi-bosco/">leggere qui</a>.]</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Parliamo de Le Qualità &#8211; seconda parte</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/13/parliamo-de-le-qualita-seconda-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 06:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Mascitelli]]></category>
		<category><![CDATA[le parole di Eliodora]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42981</guid>

					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Continua la conversazione con Biagio Cepollaro a proposito del suo Le Qualità, iniziata qui. Segnalo nel frattempo che una recensione del volume, ad opera di Giorgio Mascitelli, è già apparsa qui. Dato che nella prima domanda accenno alla prima produzione di Biagio, riscrivo qui qualche poesia da Le parole di Eliodora, edito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong><br />
<iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/zH1Tza3G1YQ?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe><br />
Continua la conversazione con <strong>Biagio Cepollaro</strong> a proposito del suo <em>Le Qualità</em>, iniziata <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/07/10/parliamo-de-le-qualita/">qui</a>. Segnalo nel frattempo che una recensione del volume, ad opera di <strong>Giorgio Mascitelli</strong>, è già apparsa <a href="http://puntocritico.eu/?p=3957">qui</a>.</p>
<p>Dato che nella prima domanda accenno alla prima produzione di Biagio, riscrivo qui qualche poesia da <em>Le parole di Eliodora</em>, edito nel 1984, del resto completamente leggibile, come le altre opere di Biagio, nel suo <a href="http://www.cepollaro.it/">sito</a>, dove si può meglio vedere l&#8217;impaginazione originaria. Nello stesso sito Biagio mostra anche molte delle sue opere pittoriche, cui accenniamo nella seconda parte della conversazione.</p>
<p style="padding-left: 150px;"><em>chiuso lo sportello</em><br />
<em> (ultimi</em><br />
<em> i capelli a sparire)</em><br />
<em> eliodora fece larghe</em><br />
<em> le strade</em><br />
<em> il dito si aprì al sangue</em><br />
<em> (venne</em><br />
<em> si fece strada</em><br />
<em> il panico)</em><br />
<em> poi la mano si ricompose (ora</em><br />
<em> la penna tagliuzza le ciocche</em></p>
<p>^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^</p>
<p style="padding-left: 120px;"><em>eliodora aveva calde</em><br />
<em> le ascelle</em><br />
<em> (riposavo le spalle</em><br />
<em> alla sua ombra</em><br />
<em> anche l’alfa girava più</em><br />
<em> leggera</em><br />
<em> tagliavo le curve, era</em><br />
<em> con i fari e la luna</em></p>
<p>^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^</p>
<p style="padding-left: 270px;"><em>da una parte mi segue</em><br />
<em> eliodora</em><br />
<em> più magra</em><br />
<em> (più sottili le anche</em><br />
<em> dallo specchio retro</em><br />
<em> visore</em><br />
<em> le braccia non hanno più</em><br />
<em> mani</em><br />
<em> eliodora è davanti</em><br />
<em> (di schiena alla penna</em></p>
<p>^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^</p>
<p style="padding-left: 90px;"><em>dopo l’impazienza delle dita</em><br />
<em>(e stupirmi</em><br />
<em>del tuo corpo ancora bianco (e intatto</em><br />
<em>che si muove)</em><br />
<em>che il segno non inchioda</em><br />
<em>(presto</em><br />
<em>il granchio si dilegua sotto lo scoglio</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parliamo de Le Qualità</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/10/parliamo-de-le-qualita/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2012/07/10/parliamo-de-le-qualita/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 11:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Sparzani]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
		<category><![CDATA[Rainer Maria Rilke]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42953</guid>

					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Con felice acribia Biagio Cepollaro arricchisce costantemente il suo patrimonio di produzione poetica, così come accresce quello della produzione pittorica, con il primo, del resto, strettamente connesso e intersecato. L&#8217;ultima raccolta, Le Qualità, è uscita da pochi mesi per i tipi de La camera verde, Roma, direttore e animatore Giovanni Andrea Semerano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong><br />
<iframe loading="lazy" width="640" height="480" src="http://www.youtube.com/embed/KzUoS48RLQk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Con felice acribia <strong>Biagio Cepollaro</strong> arricchisce costantemente il suo patrimonio di produzione poetica, così come accresce quello della produzione pittorica, con il primo, del resto, strettamente connesso e intersecato. L&#8217;ultima raccolta, <em>Le Qualità</em>, è uscita da pochi mesi per i tipi de <em>La camera verde</em>, Roma, direttore e animatore Giovanni Andrea Semerano. <span id="more-42953"></span> Chi vuole ascoltare dalla viva ― aggettivo in questo caso quanto mai appropriato ― voce dell&#8217;autore una scelta di sue poesie può vedere <a href="http://www.cepollaro.it/favorite.htm#Poetica">qui</a>.<br />
Propongo ora la prima parte di una conversazione con Biagio a proposito di questa uscita, ma anche a proposito di temi più generali sul ruolo della poesia nella vita di un poeta. Il testo di Rilke cui alludo nella seconda domanda, l&#8217;ho pubblicato <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/01/24/oh-lou-in-una-poesia-che-mi-riesce/">qui</a>.</p>
<p>Su Nazione Indiana è già uscita una <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/da-le-qualita-2/">prima scelta</a> di sette poesie tratte da <em>Le Qualità</em>; riporto qui ora le sette poesie che costituiscono il prologo della raccolta, intitolato <em>L&#8217;intuizione del propizio</em>, di cui si parla nella prima domanda.</p>
<p>1.<br />
talvolta nella doccia l’acqua<br />
scorre con una piccola<br />
promessa di rinnovamento.<br />
l’occhiata verso il corpo<br />
in verticale<br />
a scorgere il trattamento<br />
del tempo sui muscoli sulle giunture<br />
in verticale<br />
una veloce ricognizione<br />
dell’usura<br />
non devo più fare<br />
niente. è piuttosto richiesto<br />
un leggero aggiustamento<br />
per la stagione<br />
un potare di pensieri fino<br />
all’arte del profumo<br />
acuendo<br />
in unica nota una musica<br />
troppo discorde<br />
finché con chiarezza risuoni<br />
dalla parte che non si vede</p>
<p>2.<br />
il freddo che persiste oltre<br />
i cappotti ha della bestia<br />
che non si sfama<br />
l’agio sarebbe dimenticare<br />
le mani per la maniglia<br />
che afferra e che apre<br />
tutto questo spazio che si sforma<br />
intorno chiama<br />
la luce e cresce<br />
al ruotare del pianeta<br />
mentre da ogni età<br />
come affacciati alla finestra<br />
viene un nugolo di atti<br />
pensati in un continuo<br />
sporgersi di desideri<br />
l’agio sarebbe stare in equilibrio<br />
al centro di un vuoto<br />
che sostiene<br />
che sta sotto o dietro<br />
questa luce senza sole<br />
più dentro dei cappotti<br />
e delle mani<br />
nei gesti che ora hanno preso<br />
a muoversi come fanno<br />
ogni mattina anche d’inverno<br />
ad ogni risveglio</p>
<p>3.<br />
così debole che di per sé<br />
la pioggia non farebbe rumore<br />
se non fosse per le auto<br />
che la pressano e la moltiplicano<br />
in microscopiche cascate<br />
all’incontrario<br />
tra il primo suono indistinto<br />
e il chiaro clamore che subito<br />
torna all’indistinto ricade<br />
una calda coperta<br />
di silenzio<br />
questo ritmo feroce di metallo<br />
e acqua che sembra non finire mai<br />
sta diventando una nenia una ninna-nanna:<br />
il corpo si stende e si ferma<br />
non sa che fare: attendere<br />
qualcosa oppure tagliar<br />
corto ed uscire<br />
(o se visto<br />
dalla parte della pioggia<br />
entrare)</p>
<p>4.<br />
in alto il vortice dell’aria avrà improvvisamente<br />
cambiato direzione e stabilito come nessuno<br />
aveva previsto una nuova differenza di pressione<br />
non si lamenta quello per strada che andava<br />
tranquillo nella sua abitudine media<br />
di presunzione e cattiveria e che ora si ripara<br />
soltanto con le mani dal peso acuto della grandine<br />
anzi muto e scomposto cerca un riparo per stare<br />
a vedere: considera gli occhiali bagnati il tutto<br />
appannato il brivido che gli sale dalla schiena<br />
per le ferite invisibili dell’acqua</p>
<p>5.<br />
le paure si spostano più in là ogni volta<br />
come se fossero prolungamenti invisibili<br />
dei piedi<br />
e ogni passo che aggira pesante o felpato<br />
rimanda di un poco con l’urto del sasso il vero<br />
inciampo<br />
le paure che avanzano sono tutte rivolte<br />
all’indietro: l’importante per loro è sempre<br />
negare alla via<br />
la sua uscita</p>
<p>6.<br />
ho voluto il caldo. evitando<br />
il rincasare alla luce gialla<br />
gocciolante dai lampioni. evitando<br />
sin dall’inizio<br />
la casa vuota la maglia<br />
lasciata e ritrovata col pericolo<br />
costante del conato, del troppo<br />
da tollerare, della goccia in più<br />
proprio sul bordo del vaso.<br />
ho voluto muovermi dentro una luce<br />
calda che sorga da dietro<br />
dai fianchi che accarezzi radente<br />
la testa fino a non sentire più<br />
di avere braccia e testa ma di stare<br />
nelle volute della casa come un anello<br />
nel fumo che si espanda senza sparire.<br />
ho voluto &#8211; o anche: questa vita<br />
di me ha voluto così ora che si raccoglie<br />
che mi sembra di non aver più nulla<br />
da fare e non può essere vero: il freddo<br />
è ancora là, uguale, della stessa<br />
misura degli anni trascorsi al caldo.<br />
è ancora là che fa segni dalla finestra<br />
con l’umidità col giallo dei lampioni<br />
con la minaccia di entrare dentro<br />
in ogni momento perché ogni momento<br />
è buono per essere cattivo</p>
<p>7.<br />
un’altra volta forse si prenderà<br />
le mosse da un punto più<br />
alto<br />
fin qui è stato risalire a colpi<br />
d’orgoglio confuso con l’idea<br />
da proporre<br />
quella volta non ci sarà bisogno<br />
di voltarsi indietro e nemmeno<br />
di guardare troppo avanti<br />
ciò che ci sarà –la cura<br />
nel fare, l’intuizione<br />
del propizio, l’abbraccio<br />
o la parola secca- basteranno<br />
e basterà la pioggia se pioverà<br />
e il sole se farà caldo<br />
la strada deserta o il rombo<br />
della gomma sull’asfalto</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Da &#8220;Le Qualità&#8221;</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/da-le-qualita-2/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2012/05/17/da-le-qualita-2/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 09:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=42495</guid>

					<description><![CDATA[di Biagio Cepollaro 1. il corpo si rende conto che senza secernere un po’ di gentilezza non offre spazio né accoglimento in cui l’umano possa trar conforto dallo specifico delle sue peregrinazioni: è come se uno dovesse simulare l’arco aperto del porto che ferma il mare ma che non trattiene tempesta o male ma lui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Biagio Cepollaro</strong></p>
<p>1.</p>
<p>il corpo si rende conto che senza secernere un po’<br />
di gentilezza non offre spazio né accoglimento<br />
in cui l’umano possa trar conforto dallo specifico<br />
delle sue peregrinazioni: è come se uno dovesse<br />
simulare l’arco aperto del porto che ferma<br />
il mare ma che non trattiene tempesta o male<br />
ma lui non può: è ancora colmo d’odio che è<br />
olio che dal vaso trabocca ad ogni occasione<br />
e così vorrebbe lui una specie di miele o di oblio<br />
così &#8211; come si dice &#8211; morde la serpe coda ch’è sua<span id="more-42495"></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>2.</p>
<p>il corpo in background smaltisce anche l’odio<br />
insieme alle altre passioni passa e ripassa ruota<br />
intorno alla stessa nota fino a che logora a mezza<br />
bocca si spegne: non si odia più come palpito<br />
presente ma la traccia resta che è una caricata<br />
molla pronta a scattare alla prossima occasione<br />
c’è spazio perché quella sacca si riempia ancora<br />
la chiamano ferita non rimarginata o anche trauma<br />
in realtà è una modifica permanente del corpo<br />
trasformazione profonda operata dal suo odio<br />
è sua nuova attitudine e potenza è la sua faccia</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>3.</p>
<p>i corpi si danno forma attraverso le mani: disegnano<br />
su e giù dei percorsi che modellano con brividi e<br />
leggeri sussulti le nuove curve i nuovi avvallamenti<br />
e così si ricompongono i seni come gli occhi e le anche<br />
ritrovano un’onda di movimento fin qui solo sognata<br />
le gambe poi chiamate a sostenere e a provocare veloci<br />
energiche spinte più che a deambulare sembrano fatte<br />
per rendere possibili nuove aperture di cielo per i sessi</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>4.</p>
<p>il corpo dopo aver perso pensieri e liquidi si reintegra<br />
lasciando che l’acqua inondi i tessuti e venga lentamente<br />
assorbita e ricombinata in complessiva attesa di prodigio<br />
a questo i muscoli sono chiamati ora che immobili<br />
si distendono lungo la banchina del divano quasi già pronti<br />
a scattare: è questo il profumo che domani vorrà sentire</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>5.</p>
<p>il corpo raccoglie nello stesso spazio e nello stesso tempo<br />
ciò che una volta si sarebbe chiamato spirito e ciò che avrebbe<br />
avuto la sorte ottusa del nome di materia: insieme abbraccia<br />
i due attributi dell’infinita sostanza e un po’ si orienta<br />
nel gran mistero dove essere ancora vivi e vigili è di per sé<br />
fatto poetico in questo mondo che fin dal sangue traligna</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>6.</p>
<p>il corpo interamente ideologico si fa strada nel senso<br />
della sua identità come indossando l’ovvietà<br />
di un abito un detto un modo antico di fare<br />
lo stile che ne consegue aggredendo il verso<br />
è l’effetto che la violenza del mondo e la sua<br />
propria hanno sulla parola che da tale forza è vinta<br />
lo stile è decisione e giudizio lo stile è pensiero</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>7.</p>
<p>il corpo si fa teatro e fondale ma anche onda che cresce<br />
e che batte e ribatte sull’argine del tempo che si dà tra<br />
sonno e veglia rosicchiando alla notte tutto il suo margine<br />
invadendo le sue terre fino a strappare dall’acre fondo<br />
anche le ultime erbe: è umido al confine tra luce e buio<br />
e di quest’acqua rappresa e pronta a defluire ora se ne gloria</p>
<p>*</p>
<p>Da <em>Le Qualità (2008-2011)</em>, La Camera verde, Roma, 2012</p>
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		<title>Biagio Cepollaro alla Camera Verde</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/04/12/biagio-cepollaro-alla-camera-verde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 10:50:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[La Camera Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
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					<description><![CDATA[a Roma, sabato 14 aprile 2012, alle ore 19:30 in Camera verde (via G.Miani 20) .  presentazione della raccolta di poesie . Le qualità di Biagio Cepollaro (Collana Metra)   * http://www.cepollaro.it/ http://www.cepollaro.it/interest.htm * Centro Culturale La Camera Verde direttore Giovanni Andrea Semerano via Giovanni Miani n. 20, 20 a, 20b 00154 Roma 3405263877 www.lacameraverde.co]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: center;">a<strong> Roma</strong>, sabato<strong> 14 aprile </strong>2012, alle ore<strong> 19:30</strong></div>
<div style="text-align: center;">in <strong>Camera verde</strong> (via G.Miani 20)</div>
<div style="text-align: right;">.</div>
<div style="text-align: center;"> presentazione della raccolta di poesie</div>
</div>
<div style="text-align: right;">.</div>
<div style="text-align: center;"><em>Le qualità</em></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;">di</div>
<div style="text-align: center;"><strong>Biagio Cepollaro</strong></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;">(Collana Metra)</div>
<div> <span id="more-42207"></span></div>
<div></div>
<div style="text-align: center;">*</div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.cepollaro.it/" target="_blank">http://www.cepollaro.it/</a></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.cepollaro.it/" target="_blank">http://www.cepollaro.it/<wbr>interest.htm</wbr></a></div>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p style="text-align: center;">Centro Culturale</p>
<p style="text-align: center;">La Camera Verde</p>
<p style="text-align: center;">direttore<br />
Giovanni Andrea Semerano</p>
<p style="text-align: center;">via Giovanni Miani n. 20, 20 a, 20b 00154 Roma<br />
3405263877</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lacameraverde.com/" target="_blank">www.lacameraverde.co</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Minuterie d&#8217;une horloge: Biagio Cepollaro</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/12/minuterie-dune-horloge-biagio-cepollaro/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/12/minuterie-dune-horloge-biagio-cepollaro/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 07:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Le qualità]]></category>
		<category><![CDATA[un minuto di poesia in video]]></category>
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					<description><![CDATA[Biagio Cepollaro, Un Minuto di Poesia in video. 2011 Poesia con il Net-book N.4 Da Le Qualità, work in progress Il corpo va per strada portando il corpo va per strada portando impresse le orme dell&#8217;altro: concavità e sporgenze che gli anni hanno scolpito su queste due facce lunari concavità e sporgenze nate da piogge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" width="300" height="255" src="http://www.youtube.com/embed/r0i66kZixBw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<a href="http://www.youtube.com/user/MrCepo">Biagio Cepollaro</a>, Un Minuto di Poesia in video. 2011<br />
Poesia con il Net-book<br />
N.4</p>
<p>Da <strong>Le Qualità</strong>, work in progress</p>
<p><em>Il corpo va per strada portando</em></p>
<p>il corpo va per strada portando<br />
impresse le orme dell&#8217;altro:<br />
concavità e sporgenze che gli anni<br />
hanno scolpito su queste due<br />
facce lunari<br />
<span id="more-38751"></span><br />
concavità e sporgenze nate da piogge<br />
improvvise bombe e distratta<br />
cattiveria sui volti storti<br />
ma anche da spinte all&#8217;interno<br />
attriti dei sessi densi e all&#8217;unisono </p>
<p>il corpo va per strada e continua<br />
ad andare perché sa che la casa<br />
non c&#8217;è più e anche lui dovrà<br />
cambiare</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/12/minuterie-dune-horloge-biagio-cepollaro/feed/</wfw:commentRss>
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