Parliamo de Le Qualità – seconda parte

di Antonio Sparzani

Continua la conversazione con Biagio Cepollaro a proposito del suo Le Qualità, iniziata qui. Segnalo nel frattempo che una recensione del volume, ad opera di Giorgio Mascitelli, è già apparsa qui.

Dato che nella prima domanda accenno alla prima produzione di Biagio, riscrivo qui qualche poesia da Le parole di Eliodora, edito nel 1984, del resto completamente leggibile, come le altre opere di Biagio, nel suo sito, dove si può meglio vedere l’impaginazione originaria. Nello stesso sito Biagio mostra anche molte delle sue opere pittoriche, cui accenniamo nella seconda parte della conversazione.

chiuso lo sportello
(ultimi
i capelli a sparire)
eliodora fece larghe
le strade
il dito si aprì al sangue
(venne
si fece strada
il panico)
poi la mano si ricompose (ora
la penna tagliuzza le ciocche

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

eliodora aveva calde
le ascelle
(riposavo le spalle
alla sua ombra
anche l’alfa girava più
leggera
tagliavo le curve, era
con i fari e la luna

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

da una parte mi segue
eliodora
più magra
(più sottili le anche
dallo specchio retro
visore
le braccia non hanno più
mani
eliodora è davanti
(di schiena alla penna

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

dopo l’impazienza delle dita
(e stupirmi
del tuo corpo ancora bianco (e intatto
che si muove)
che il segno non inchioda
(presto
il granchio si dilegua sotto lo scoglio

 

 

 

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antonio sparzani
Antonio Sparzani, vicentino di nascita, nato durante la guerra, dopo un ottimo liceo classico, una laurea in fisica a Pavia e successivo diploma di perfezionamento in fisica teorica, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Negli ultimi anni il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, raggiunta l’età della pensione, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e ha poi tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia (Mimesis 2012). Ha quindi curato il voluminoso carteggio tra Wolfgang Pauli e Carl Gustav Jung (Moretti & Vitali 2016). È anche redattore del blog La poesia e lo spirito. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno.
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