M’è venuto un sospetto. . . .

di Antonio Sparzani
Spero abbiate tutte e tutti notato come e in quali efferati e rivoltanti modi la polizia italiana (comprendo in questo termine carabinieri, polizia, urbana e non, e qualsiasi altro cosiddetto tutore dell’ordine) stia, come dire, alzando la cresta, ovvero il livello della brutale repressione dei “diversi” in qualsiasi modo essi si presentino: i fatti di Verona e poco prima i fatti di Milano, quattro agenti che pestano di brutto una transessuale ecc. ecc.
Chi scrive è particolarmente sensibile a questo argomento, giacché in passato, come qualche indian* sa, correva il 1969, questore di Milano Marcello Guida (ex governatore, sotto il fascismo, del carcere di Ventotene, la tanto temuta epurazione in Italia non c’è mai veramente stata), quando già ero assistente ordinario di fisica teorica a Milano, fui manganellato duramente, mentre scappavo, da un bravo poliziotto che mi ruppe due dita di una mano con la quale mi riparavo la testa.
Io temo che ci stiamo riavviando in questa direzione, e mi sono chiesto come mai.
M’è venuto il remoto sospetto, guarda un po’, che il fatto di avere un governo post-fascista (si dice così ma si potrebbe tralasciare il post) incoraggi ulteriormente le tendenze già non così tanto democratiche delle nostre forze dell’ordine, a cominciare dagli alti gradi (che dànno le dritte giuste) e giù giù fino a quelli che poi manganelli, spray urticanti e armi varie, anche da fuoco, possono secondo la legge usare.
Io credo che, malgrado la indubbia “furberia” meloniana, che spesso maschera le vere intenzioni delle sue azioni politiche sotto una bella patina di autonomia – pur sempre abbinata alla servitù atlantica – ci sia un’anima di fondo, insopprimibile e inevitabile, a meno di perdere le fasce più autenticamente littorie del suo partito, che tenda, dal presidenzialismo al recente pessimo accordo europeo anti-migranti, alla cosiddetta scuola “di merito”, al disastro della sanità pubblica, a ripristinare un paese che persino la democrazia cristiana, per lo meno la sua fascia più avanzata, non avrebbe ai suoi tempi auspicato.

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5 Commenti

  1. Ottima esposizione dei fatti. Siamo messi così, la democrazia vera vacilla, siamo in mani pericolose. Stiamo pagando e pagheremo ancora gli errori e le lacerazioni di una sinistra incapace.

  2. caro Antonio Sparzani, l’anima meloniana e’ sicuramente (post) fascista e per questo assistiamo all’incredibilmente lungo e rumoroso omaggio del governo Meloni a Berlusconi, vero padre spirituale di Giorgia, in quanto indiscusso sdoganatore dei fascisti. Per certo messo in condizione di farlo dalla sciagurata alleanza Achille Occhetto – Mariotto Segni, che ruppe il sistema proporzionale e propizio’ l’avvento di Berlusconi e la formazione del centro destra esteso all’estrema destra, fino al governo attuale.
    Naturalmente i peggiori elementi delle forze di polizia si trovano perfettamente a loro agio in questo rigurgito del manganello.
    E dire che temevamo di morire democristiani!

  3. sarebbe l ora di finirla con la favola del : tutta colpa del governo , governo ladro , si stava meglio con tizio , no molto meglio con caio . sarebbe l ora di assumersi delle responsabilita come popolo , siamo chi più chi meno indolenti , menefreghisti del bene comune , tutti tesi a lucidare e difendere coi denti e (sich) con le armi il nostro ( ri-sich) orticello . troppo facile lamentarsi sempre dopo , e disertare ciò che potrebbe unirci

  4. caro @krill67 quello che volevo io scrivendo questo breve pezzo era semplicemente attirare l’attenzione sul fatto che con un governo fascista la polizia si sente più libera di agire come meglio crede. Se poi tu vuoi dire che il governo l’abbiamo votato tutti noi, hai ragione in senso generale, tenendo sempre conto delle troppo numerose astensioni, oltre che del fatto che molti, tra cui io ovviamente, hanno votato diversamente. Peraltro che questo sia un paese di destra lo sappiamo ormai da tanti anni.

  5. ciao @sparz , dunque preciso che anche io da tempo vado denunciando l escalation violenta delle forze dell ordine , sono di genova e considero il g8 2001 uno spartiacque in tal senso , certo la deriva a destra è ormai evidente a chiunque abbia occhi per guardare . io nel mio precedente commento intendevo si , dire che certi governi li abbiamo votati ( io personalmente voto tutt altro) ma in uno stato con quasi il 60% di astensione al voto c’è poco da lamentarsi o poeggio da stupirsi se poi le cose non vanno , se la politica , forte di un senato e una camera quasi del tutto schierata sforna leggi , editti , ddl con cadenza quasi settimanale , senza il confronto democratico che rende equilibrate e (se si puo dire di un ddl) giuste . assistiamo ad un inarrestabile occupazione dei media , delle magistrature , dei CDA di vari istituzioni statali , già successo dite ?? certo nel ventennio fascista da noi , in ungheria , polonia , turchia in questo nuovo secolo (per restare solo all europa ). giro per lavoro un po , il mondo e devo a malincuore osservare che raramente ho visto nazioni nelle quali il popolo era cosi disinteressato al bene comune

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antonio sparzani
Antonio Sparzani, vicentino di nascita, nato durante la guerra, dopo un ottimo liceo classico, una laurea in fisica a Pavia e successivo diploma di perfezionamento in fisica teorica, ha insegnato fisica per decenni all’Università di Milano. Negli ultimi anni il suo corso si chiamava Fondamenti della fisica e gli piaceva molto propinarlo agli studenti. Convintosi definitivamente che i saperi dell’uomo non vadano divisi, cerca da anni di riunire alcuni dei numerosi pezzetti nei quali tali saperi sono stati negli ultimi secoli orribilmente divisi. Soprattutto fisica e letteratura. Con questo fine in testa ha scritto Relatività, quante storie – un percorso scientifico-letterario tra relativo e assoluto (Bollati Boringhieri 2003) e ha poi curato, raggiunta l’età della pensione, con Giuliano Boccali, il volume Le virtù dell’inerzia (Bollati Boringhieri 2006). Ha curato due volumi del fisico Wolfgang Pauli, sempre per Bollati Boringhieri e ha poi tradotto e curato un saggio di Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia (Mimesis 2012). Ha quindi curato il voluminoso carteggio tra Wolfgang Pauli e Carl Gustav Jung (Moretti & Vitali 2016). È anche redattore del blog La poesia e lo spirito. Scrive poesie e raccontini quando non ne può fare a meno.
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