Street art e identità visive di Napoli. La parola alle immagini

 

di Francesca Basile

Le sperimentazioni dei primi writer americani esplosero per sovvertire le regole di accesso legittimo alla parola in pubblico. D’altro canto, il muralismo ufficiale era già nato come espressione estetica a forte valenza ideologica per pubblicizzare la memoria collettiva della comunità, in opere grandiose destinate a spazi attraversati da flussi continui di persone.… Leggi il resto »

Pain

di Maddalena Fingerle

Mi confessa che prega Dio che i piedi non le crescano più, e aspetta e ascolta. Perché?, le chiedo io. Sennò non potrò più danzare, mi dice lei. Io non voglio che smetta di danzare e prego pure io, anche se non ci credo, ma è meglio pregare in due che pregare da soli, le dico.… Leggi il resto »

Riccardo, ti ricordi…

(A Porto s’è svolta una importante mostra sull’opera di Riccardo Dalisi. Davide Vargas ci regala il suo affettuosissimo testo presente nel catalogo, e noi lo ringraziamo. G.B.)

di Davide Vargas

Riccardo è nato nella festa dei lavoratori del 1931 ed oggi è seduto con me su una panchina della Floridiana di Napoli sotto un grande tiglio frondoso.… Leggi il resto »

Il nulla del pedagogismo. Il coraggio di affermarlo chiaramente

di Giovanni Carosotti

Per introdurre l’importante pubblicazione di Gigi Monello [La Fuffoscuola. Lessico fuori dai denti di un insegnante a fine carriera, Scepsi & Mattana Editori, Cagliari 2019] conviene partire da una citazione di Giulio Ferroni contenuta in questo volumetto, di sorprendente attualità, che anche a me è capitato di citare più volte, pure recentemente, e che ho con soddisfazione ritrovato tra i riferimenti di Monello: «Il linguaggio della pedagogia associa spesso in frullati turbinosi materiali letterari, tecniche desunte dalle più varie scienze, gerghi massmediatici, anglismi di vario tipo desunti da trattati di pedagogia e di psicologia , formule politico-burocratiche: i termini più diversi assumono nell’argomentazione pedagogica un’aura tecnico-scientifica che spesso copre ed esalta riferimenti in realtà piuttosto semplici e banali.… Leggi il resto »

«Quando la Fiat parlava argentino». Storia di operai senza eroi

di Davide Orecchio

Chiunque conosca la storia dell’Argentina sa che le categorie novecentesche di interpretazione ed esposizione “cartesiana” delle forze sociali e politiche (destra/sinistra, classi, partiti di rappresentanza) sono di difficile applicazione al Paese del Cono Sud. E chiunque nutra passione o interesse per la storia dell’Argentina farebbe bene a leggere il libro di Camillo Robertini, Quando la Fiat parlava argentino.Leggi il resto »

Rischio d’assenza

di Corrado Aiello

Rischio l’enfasi
La porosità impervia del reale
La calma e la chiarezza di uno sguardo
Che non cede

Rischio l’attimo
La rapsodia onirica del se
La differenza al netto delle cose
Che vaniscono

Rischio il male
E il benessere vago del viaggiare
Il gesto noncurante del maestro
Che ripete… Leggi il resto »

Elena Ferrante e il potere dello storytelling nell’età della globalizzazione

 

Esce oggi, per Europa editions (New York, traduzione a cura di Will Schutt), il volume Elena Ferrante’s Keywords di Tiziana de Rogatis. Al libro è stato aggiunto il capitolo inedito “Conclusioni”, che apparirà oggi in anteprima sul blog americano Public Books: un capitolo finale inedito rispetto a Elena Ferrante.… Leggi il resto »

dizionarietto dei tempi digitali

di Giacomo Sartori

algoritmo s. m.: deus ex machina dei tempi digitali, che viene convocato per risolvere problemi inestricabili o apportare assistenza. Gli algoritmi (il termine viene da al-Khuwārizmī, informatico del nono secolo) sono formule matematiche incomprensibili ai più, o comunque tenute nascoste, di qui la loro valenza esoterica.… Leggi il resto »

Mots-clés__Colore

 

Colore
di Ornella Tajani

Ryuichi Sakamoto, Forbidden Colours -> play

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da Jean-Michel Maulpoix, Une histoire de bleu, éd. Mercure de France, 1992, inedito in italiano, trad. mia.

 

Il blu non fa rumore.

È un colore timido, senza secondi fini, senza presagi o progetti, che non si scaraventa sullo sguardo come il giallo o il rosso, ma lo attira a sé, lo addomestica piano, lo lascia venire senza incalzarlo, facendolo sprofondare al suo interno e annegare senza rendersi conto di niente.… Leggi il resto »

In viaggio con Ci (2/2)

di Paolo Morelli

12 maggio (sera)

Trattandosi di un comportamento molto strano dovrò andarci piano in questa parte della cronaca, essere preciso e circostanziato.
Verso le sette di sera siamo a Villa S. Maria, paesetto sul fiume Sangro, accatastato nella valle e tagliato da una roccia di nome Penna.… Leggi il resto »

Postcritica?

 

di Francesca Tullii

 

 

 

Mariano Croce, Postcritica. Asignificanza, materia, affetti, Quodlibet, Macerata 2019.

Alla ricerca di una linea di fuga dalla secca alternativa tra serietà e ironia, Gilles Deleuze proponeva un vero e proprio elogio dello humor. Dove l’ironia si delinea come la ricerca di un principio o di una causa primaria, come il tentativo di risalire a un archè ancor più primario di quello sul quale pretende di sprofondare la serietà; diversamente, lo humor trascura i principi, configurandosi come una tecnica delle conseguenze e degli effetti.… Leggi il resto »

In viaggio con Ci (1/2)

di Paolo Morelli

(Storia di un diario che doveva esser lungo e invece dura tre giorni scarsi. Storia anche di uno strano tentativo di soluzione, pure andato a male, e poche altre cose ancora…)

La disgrazia di Don Chisciotte non è la sua fantasia; è Sancio Panza.… Leggi il resto »

Premessa allo spalancamento. Container, osservatorio intermodale

 

Dia•foria ha recentemente presentato Container, oggetto-rivista e osservatorio intermodale diretto da Daniele Poletti e Luigi Severi:

«Il nome fa riferimento al trasporto intermodale dei prodotti umani di ogni natura, sostanza stessa del nostro mondo: nel container convivono mercanzie di diversa specie, in una somma di cose, tracce e messaggi che costituiscono pensiero e storia in movimento.… Leggi il resto »

Mezz’ora di panico

di Walter Nardon

 

Ogni giorno un colpo d’ascia mi prende su un fianco. Finirò per cadere, ma non importa. Voglio solo che Erin rimanga perché lei è luce, gioia che non si spegne.

Forse sarebbe bastato osservare il modo in cui aveva stretto le dita sulla maniglia di acciaio per capire che qualcosa, là dentro, stava precipitando. Ecco dunque Erin, colta nel glorioso gesto di aprire la porta dell’Agenzia di Viaggi «Zippa», di cui era una delle più ascoltate frequentatrici e, occasionalmente, anche clienti: ma la porta stentava ad aprirsi.

Introfada. La rivoluzione dei timidi

di Davide Orecchio

Negli ultimi anni la vita dei timidi si è fatta complicata. Gli estroversi, così come i milionari e in genere i ricchi, hanno superato ogni limite. Siamo entrati nell’epoca della dittatura estroversa. Ma per i timidi c’è una buona notizia: è uscito un libro che potrebbe diventare il loro Manifesto.… Leggi il resto »

47: morto che parla

di

Marilisa Moccia

Nota di lettura per  Detti di cyop&kaf (Monitor edizioni)

 

Le cose famigliari succedono,
   e gli uomini non se ne preoccupano.
Richiede una mente davvero insolita
intraprendere l’analisi dell’ovvio.
A.N. Whitehead.

È uscita il 2 novembre, puntuale come una ricorrenza, la seconda edizione, arricchita con nuovo materiale fotografico, di Detti.… Leggi il resto »