di Valentina Riva Adesso la cascata è fatta di carne, pelle e sangue. Lo sguardo dentro lo sguardo corre in un canale profondo. È tutto buio ma non fa paura. La Terza Creatura è formata.
di Salvatore Grandone Mallarmé l’oscuro, il poeta del nulla, il simbolista. Leggere i suoi componimenti è come trovarsi di fronte a un rebus: uno scintillio di parole, immagini sospese, una morfosintassi che si reinventa.
Marino Magliani intervista Giuseppe Conte Sì, sapevo che avrei disturbato i manovratori della società letteraria italiana, certa critica, certi autori. Ma era una cosa oggettiva. Io non è che volessi disturbare loro, non me ne fregava niente di loro.
di Marcello Luberti Intravedo nel vecchio compagno Gordiani la paura della vittoria più che della sconfitta. E dire che di sconfitte ne ha masticate abbastanza; sono dieci anni che è assente dal Parlamento
di Federico Silvano Le dico che non è colpa di nessuno, che semplicemente è venuta a mancare l’ipostasi.
«Eh?»
Il cameriere poggia sul tavolino due spritz. Alla vista di tutto quel liquido mi trema la gamba. Ho la vescica in fiamme, ma non ho intenzione di alzarmi finché non avrò finito di dirle ciò che ho da dire.
di Rocco Sedona Ho con me il libro di Robert James Waller e quello di Adriano Della Starza su John Ford e Clint Eastwood. Li apro lì, accanto al ponte. Leggo davvero. Ogni tanto alzo gli occhi e ritrovo nelle pagine quello che ho davanti: il legno, l’acqua, gli alberi, la strada. Per qualche minuto il libro e il luogo coincidono.
Macerata, Sasso d’Italia, sabato 29 agosto, dalle 16 alle 19:30
Nel terzo, quarto, dodicesimo, settantottesimo, centonovantaseiesimo o anno zero di guerra, genocidio, crisi, riarmo, policrisi, emergenza, transizione, collasso...
L'ultimo numero della rivista "Semicerchio" dedica un dossier alla poesia palestinese: "Poesia da Gaza", curato da Mariangela Masullo e Simone Sibilio Presentiamo oggi uno stralcio di questa antologia.
Gianni Biondillo intervista Nicoletta Bianconi
Un invincibile inverno è una storia di depressione, dove ad ogni capitolo si scende di una spira verso l'inferno della solitudine. Le cose si ripetono, ma più dolorose.
di Paolo Vernaglione Berardi Nella sobrietà di una prosa distesa Il libro del sonno rende preziosa la contemporaneità di un passato recente (la cacciata di Mubarak e le ‘primavere arabe’), di ricordi veri e di memorie immaginate.
Madri morte madri vive è un lavoro sull’eredità materna: ciò che del corpo, delle ferite e dei silenzi passa da una generazione all’altra. Scritto in due lingue e a quattro mani, da Nina Kodrič per lo sloveno e Snježana Vračar Mihelač per il croato, appare qui per la prima volta nella traduzione di Darja Betocchi. "il collasso del corpo / il collasso del sistema"
di Pasquale Vitagliano La prima donna in assoluto ad esercitare la professione di avvocato in Italia fu Giustina Rocca, discendente da una ricca e nobile famiglia di Trani.
di Daniele Macuglia
Il furgone non portava farina. Lo si caricava prima che il sole rendesse l’aria difficile da respirare: la bilancia appesa al treppiede, il metro per la mezza apertura delle braccia, le scatole delle fettucce e i moduli.
Nota di effeffe Svegliatomi da sogni agitati, mai e poi mai avrei immaginato di trovare accanto al caffé una lettera, chiusa in una busta poco elegante, non affrancata e perfino macchiata di...
di Paola Ivaldi Mi rifiuto di buttare in strada aria calda pur di rinfrescare la domus. Ai miei occhi questa “non soluzione” (spostare il calore) è una disfatta, l’apoteosi di un egoismo e di una miopia che rasentano la follia.
di Daniele Muriano Quando vado nei negozi dove si spende poco (specie supermercati) trovo sullo sfondo quelle canzonacce primitive che parlano di vita vissuta, nominano cose del quotidiano e strapazzano i cuori dei clienti con vicende amorose che finiscono male o benissimo (soliti cliché ma aggiornati al consumismo).
di Angelo Calvisi
Giace sul letto colossale il padre rantolante, precipitato da scaletta in alluminio mentre a cavalcioni del parapetto di sicurezza riordinava una mensola del box
5 testi da OBIT di Victoria Chang, nella traduzione di Adele Bardazzi, con un estratto dall'introduzione.
Quando il lobo frontale morì, si risucchiò le labbra come una finestra serrata. Al funerale delle sue parole, mio padre non smise di parlare e il suo amore mi trapassò, cadde a terra, una terra che non c’era.
1. Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici, che...
Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici, che denunciano...
1) Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici, che...
di Gianni Biondillo
Carissimo Giulio,
sono stato fuori Milano per circa un mese, con vaghe e sporadiche incursioni su internet. Quindi leggevo le tue domande di...