LLettere dall’assenza #3

 

di Mariasole Ariot

Caro J,
qui il cielo è una sommossa, l’uovo del mondo si è strappato : nascono gli oggetti che mi hai lasciato.
Ti scrivo ed è ancora buio, filtrano lampi di pulviscolo dalla finestra, la grana del mondo si frammenta e io distendo le righe di una lettera che non arriverà mai.… Leggi il resto »

Nuvolo: Nuntius Celatus nel suo splendido eremo

di Bianca Battilocchi

 

È stato ed è tuttora arduo dipanare i fili intrecciati nelle opere di pittura aniconica, particolarmente in quelle realizzate da artisti lontani dai riflettori.

Dopo Variazioni: a visual polyphony, film sugli esordi di Alberto Burri, Giuseppe Sterparelli si è cimentato nuovamente in nome di un altro suo conterraneo, Giorgio Ascani, più conosciuto come “Nuvolo” (Città di Castello 1926- Città di Castello 2008).… Leggi il resto »

da “Omonimia”

di Jacopo Ramonda

[Pubblichiamo alcuni estratti da Omonimia, Interlinea, collana “Lyra giovani” a cura di Franco Buffoni, 2019.]

 

dalla prima sezione: Nomi

 

Mattia (#1)

I loro limiti personali non combaciano con i patti che hanno stretto, con le promesse di cambiare, più volte tradite.… Leggi il resto »

Come nascono le parole di Adrián Bravi

di Marino Magliani

Mi piacerebbe sapere come nascono le parole di Adrián Bravi, non dico le storie. Le parole, le cose che immagino dipendano in qualche modo da quella che come la chiama lui in un libretto stupendo, La gelosia delle lingua, è: “La maternità di una lingua [che] non ci insegna solo a parlare, ma ci dà uno sguardo, un sentire, un punto di vista sulle cose”.… Leggi il resto »

Ritirare la Gioconda dalle collezioni del Louvre ?

[Petizione lanciata dalla SIES – Società degli italianisti dell’insegnamento superiore, Francia, che ha già ottenuto numerose adesioni, in Francia e in Italia, e che vi invito a firmare e diffondere]

https://www.change.org/p/jean-michel-blanquer-faut-il-retirer-la-joconde-des-collections-du-louvre

 

Ritirare la Gioconda dalle collezioni del Louvre ?

Leonardo da Vinci è morto in Francia, a Amboise, 500 anni fa, il 2 maggio del 1519.… Leggi il resto »

La poesia come esercizio d’estraneità

di Andrea Inglese

[Il testo che segue è stato incluso nell’antologia curata da Gian Maria Annovi e Thomas Harrison Ends of poetry per la rivista “California Italian Studies”, Volume 8, Issue 1, 2018]

Non credo troppo alla fine della poesia, anche se tutto prima o poi finisce, a partire dal sole stesso, che come tutte le stelle dell’universo ha una data di scadenza. Non ci credo, perché esattamente come facevo io più di vent’anni fa con un poeta più vecchio e affermato di me, oggi un giovane trentenne mi spedisce il suo primo libro, o delle sue poesie inedite, nella speranza che io gli fornisca un mio giudizio o le pubblichi sulla rivista in rete a cui collaboro. Più di vent’anni fa non c’era la rete, e tutte le riviste erano cartacee, e inoltre era un poco più facile capire chi fosse o meno un poeta affermato nell’ambito della poesia.

Gli stati del racconto

 

di Nicola Passerini

 

(disegno dell’autore)

 

L’inizio, evidentemente, non può che aver la forma della prima lettera dell’alfabeto, così come la piazza che fa da scenario alla vicenda, che quindi si può senz’altro dire che la piazza è l’inizio, e dopo la piazza, subito dopo, non può che esserci quello che succede in questo luogo, importante al punto che potrebbe essere l’effettivo inizio, rimandato e nascosto dagli altri, per questa esigenza di cui ora siamo impossibilitati a dar ragione che pretende l’introduzione anticipata di quello che in effetti, ed a tutti gli effetti potrebbe rimanere lì, non è che contorno, che, certo, finché c’è tanto meglio, ma anche anche non ci fosse tutto potrebbe reggersi altrettanto bene, che so, nell’aria, in una cristallina aria chiara per quanto difficile, così si legge continuamente sui giornali, difficile da trovare, a costo di doversi spostare di molto dai propri luoghi, e quindi dalla piazza, che ora che ci penso meglio, sembra proprio indispensabile, e che per fortuna c’è, e che, visto che c’è, tanto vale far cominciare tutto da qui.… Leggi il resto »

L’effimero che fonda il perenne. Sciamanesimo, Arte, Letteratura

di Giuseppe A. Samonà

 

Le nove porte, riflessione a più voci sulle relazioni fra lo sciamanesimo e l’arte contemporanea, è un libro sontuoso eppure discreto, e brillante, unico: proprio come Romano Mastromattei, l’autorevole studioso di sciamanesimo – nonché finissimo conoscitore di arte contemporanea – che con le sue ricerche ne è stato il principale ispiratore; e anche, materialmente, l’autore di ben quattro dei quattordici contributi che lo compongono, insieme a molte delle foto che li accompagnano. Lo sciamanesimo, con le manifestazioni estatiche e di possessione che lo contraddistinguono, è in senso largo una galassia che secondo non pochi studiosi (uno su tutti: Mircea Eliade) ha un’apertura, una vocazione universale.

Scuola o mai più

di Pino Tripodi

Gli studenti, i giovani – a sentire i tempi e i padri – appaiono anestetizzati, una carovana di moribondi in viaggio verso la fine. Sono inetti, ignoranti, sciocchi, superficiali, maleducati, delinquenti, fannulloni, narcisisti.

La sciocchezza del paradigma passatista li tratteggia così.… Leggi il resto »

La metà di bosco

di Edoardo Zambelli

Laura Pugno, La metà di bosco, Marsilio, 2018, 139 pagine

…Salvo si sentiva stranamente sereno, come non gli capitava da giorni. Sapeva cosa doveva fare, ed era come se fosse passato in un altro mondo, retto da altre leggi.… Leggi il resto »

L’amore nella terra guasta. Su Fuoco al cielo Di Viola di Grado

di Marilena Renda

Robert Del Tredici, Maids of Muslyumovo

Muslyumovo, negli Urali del sud, è uno dei posti più radioattivi al mondo. Per anni, le scorie nucleari prodotte dal vicino impianto di Mayak sono state gettate nel vicino fiume Techla, da sempre utilizzato dalla popolazione per bere, lavarsi, irrigare i campi, pescare, fare il bagno d’estate.… Leggi il resto »

ATLANTI INDIANI #02 Terrae Motus [Aquila 2009-2019]


A dieci anni dal terremoto dell’Aquila abbiamo raccolto in questo Atlante gli articoli pubblicati da Nazione Indiana sul tema. Dopo tanto tempo la rabbia e la dignità offesa degli aquilani sono le stesse che nel breve cortometraggio “L’Aquila è nostra” di ⇨ Luca Cococcetta li spingono ad abbattere le transenne della zona rossa e a gridare con sdegno contro gli speculatori che ridevano all’idea dei profitti da ricavare con la ricostruzione, in questo stesso paese corrotto, con gli stessi governi inadempienti che si sono succeduti negli anni.Leggi il resto »

Lettera a scrittori, aspiranti scrittori e presunti critici

di Lettore Anonimo

(Un giovane lettore, 19 anni, che vuole restare anonimo, ha inviato questa lettera chiedendone la pubblicazione su Nazione Indiana. Anche il titolo è dell’autore. La pubblico aggiungendo due righe di considerazione alla fine. d.o.)

Gentili Signori e Signore,

l’anonimato che mi garantisce la qualifica di Lettore Anonimo mi permette di parlare a nome di un intero esercito di lettori, e di farlo con schiettezza.… Leggi il resto »

Mots-clés__Crescita, equilibrio

 

Crescita, equilibrio
di Alice Colantuoni

He Yong, 我的家 Wo De Jia (trad.: la mia casa; titolo internazionale: Drum Bell Tower) -> play

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Glenn Ligon, Condition Report, 2000, Tate Gallery – https://www.tate.org.uk/art/artworks/ligon-condition-report-l02822

 

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da Yona Friedman, Comment habiter la terre?… Leggi il resto »

Ricordo di Melita Richter

Il 1° marzo 2019, a Trieste, è improvvisamente mancata Melita Richter, sorella di pensiero e di poesia. La Compagnia delle poete piange in coro la sua assenza con il lamento plurilingue generato dai suoi versi.

MELITA RICHTER

Il flauto

Flauta – A flauta – Το φλάουτο – La flauta – Flöjten – La flûte – Flautul – La flauta – The flute – Die Flöte – Flet

La canna recisa
piange
il suono sale lento
un uomo la stringe tra le labbra
s’avvolge di lamento… Leggi il resto »

Vista dalla luna

di Giorgio Morale

Un canto all’infanzia sterminata. Vista dalla luna di Chandra Livia Candiani

Con una copertina rosso fiammante Vista dalla luna di Chandra Livia Candiani (Salani, marzo 2019) è un libro terribile: comprende due raccolte, “Vista dalla luna”, composta tra il gennaio 1999 e l’aprile 2000, e “La porta”, composta tra il dicembre 2005 e il gennaio 2006, accomunate dal tema dell’infanzia .… Leggi il resto »