di Ilaria Mariani
I 21 prompt di cui il libro si costituisce aspettano un operatore; poco importa che la soggettività sia umana o artificiale, l’importante è eseguire, perché Esecuzione è sempre altrove rispetto a dove si trova.
di L'inquilino dal terzo piano Dal terzo piano ho deciso di imparare a tenere in aria tre palline. Non diventerò un giocoliere, mi basterà essere un inquilino capace di fare qualcosa di perfettamente inutile per qualche minuto.
Roberta Ioli Per tre anni anche Dürer sceglie /
il giudizio dell’acqua sulle pietre di Venezia / e si chiede nello scalpore del marmo / quale linea separi il mattino / dall’inquietudine dell’insonnia. (....)
di Maria Attanasio e Algò Perciò da un anno sono in dialogo con Algò che non uso, e non ho mai usato in modo strumentale - questo il nostro patto fin dall'inizio - due dialoganti invece che reciprocamente si ascoltano e interferiscono, io portando la mia individualità...
Gianni Biondillo intervista Federica Manzon
i tre giorni della Pasqua ortodossa che Alma passa a Trieste sono per lei un tentativo di fare i conti con il nostro bisogno di andarcene dai luoghi che amiamo.
di Ornella Tajani Quando mi sveglio di notte ho paura del mio corpo. Non mi sono ancora abituato a quel che gli sta succedendo. Dapprima provo un senso di sorpresa, che lascia il posto ora a una sorta di stupore ammirato, ora allo spavento. Tiresia! Tiresia! Come tornare indietro?
Macerata, Sasso d’Italia, sabato 29 agosto, dalle 16 alle 19:30
Nel terzo, quarto, dodicesimo, settantottesimo, centonovantaseiesimo o anno zero di guerra, genocidio, crisi, riarmo, policrisi, emergenza, transizione, collasso...
di Samuele Maffei per preparare l’autoannegamento ha bisogno di pochi ingredienti: un corpo (che sia il suo proprio), una corda (che sia resistente a sufficienza per evitare la rottura durante il naturale e violento tentativo di liberazione del corpo suo proprio), un sasso (che sia pesante almeno più del corpo suo proprio e che sia ....
di Sara Beltrame Non ho fatto vacanze nemmeno quest’anno, perché la precarietà rende la vita degna di essere vissuta sul momento. È questo che insegna, senza il bisogno di nessun libro di auto-aiuto. Ho imparato a non programmare, a cancellare il futuro come tempo verbale.
di Luca Martinelli Mi ricordo che queste valli hanno conosciuto la sozzura del sangue: gli aristocratici cattolici che inseguivano con i coltelli i protestanti, la leggenda del conte diavolo impiccato alle Prese. Poi tutti gli operai caduti per la grande edificazione delle dighe.
di Gianluca Herold Lo cominciò all’età di sei anni, il primo giorno di scuola o quasi, quando gli insegnarono la prima lettera dell’alfabeto. Lo aveva in testa da un po’, ma fino a quel momento gli erano mancati gli strumenti tecnici.
di Giacomo Sartori Qualche volta mentre passeggio mi dico allora che quello che caratterizza le città non è tanto l’abbondanza della porzione minerale, ma l’efficacissima lotta quotidiana di contenimento del vivente che permette di preservarla
di Giovanni Laera
Questo silenzio non è meno atroce/
del non vederti viva. Se ti spaventi/
quando leggi parole come “berze”,/.
“dimagra”, “scocca”, “furo”, “ponticelli”,/
forse potrai salvarti in questa stiva/
che arde ogni volta che apri gli occhi belli.
Gianni Biondillo intervista Giulio Cavalli
Torna in questo romanzo lo scenario distopico di DF, luogo che abbiamo conosciuto in Carnaio e Nuovissimo testamento. Cos'è esattamente DF?
di Luigi De Luca Non mi sono accadute poi tante sciagure nella mia vita, eccetto una: ho dieci decimi di vista. I miei occhi coordinerebbero, nudi, le mani di un chirurgo mentre sutura una vena danneggiata. Vedo troppo bene.
Polvere
di Chiara De Caprio
Mazzy Star, Into Dust --> play
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da Don DeLillo, Underworld, trad. it. Delfina Vezzoli, Torino, Einaudi, 1999
E come si fa...
Storie del trauma del terremoto
di Renata Morresi
La catastrofe ha questo potere: di mostrare come la questione non è tanto quella della lotta ‘contro la natura’, ma della costituzione di una comunità consapevole. Quella, insieme alle case, da ricostruire. Ci siamo rimessi a pensare, a litigare, a discutere, ma con tutte le facoltà politiche atrofizzate, con tutte le decisioni affidate altrove. Abbiamo scoperto persino di amarli i posti, solo ora, dopo averli usati fino all’estenuazione. E che sia nessuna regola che la pletora di regole a poco valgono senza la fiducia. Che persino ad amarlo un posto dobbiamo reimparare.
di Gianni Biondillo
Carissimo Giulio,
sono stato fuori Milano per circa un mese, con vaghe e sporadiche incursioni su internet. Quindi leggevo le tue domande di...
Come giudichi in generale, come speditivo apprezzamento di massima, lo stato della nostra letteratura contemporanea (narrativa e/o poesia)? Concordi con quei critici, che denunciano...