Su “La solitudine del critico” di Giulio Ferroni

di Massimiliano Manganelli

Quasi certamente non era nelle intenzioni di Giulio Ferroni scrivere e pubblicare un manifesto, cui peraltro La solitudine del critico (edito da Salerno) nemmeno lontanamente somiglia. Eppure, come in ogni manifesto che si rispetti, non mancano le parole d’ordine, anzi sarebbe meglio dire la parola d’ordine, per di più proclamata nel sottotitolo: resistere.… Leggi il resto »

Al merceto di Cermenate

di Pino Tripodi

 il mercato è un merceto. a cermenate il merceto è un mercato scarsamente  italico. ci sono meno italioti che a marrakesh sia tra i mercenti ma anche tra i marcanti compratori di frutti e verdure spilli e mutande calze e giacconi a riparare il freddo da questo caldo incombente e novembrino.… Leggi il resto »

circolare circolare

di Antonio Iannone

gocitati dalla folla. chi avrà faticato abbastanza (perché c’è lavoro e lavoro) sopravvivrà nella tradizione: i pigri e i deboli diverranno la portata principale del banchetto di Chronos. ancora le ruote batteranno chilometri d’asfalto, deborderà il corpo oltre la cabina: un paio di brande, pochi metri quadri di frigo incastonato in una crepa all’ombra del cambio, il profilo di un passeggero, di fianco, a chiacchierare – bisognerebbe essere in due, sostare per scambiarsi di posto e mescolarsi nell’illusione del gioco, pur quando si dorme: mai il vento o la pioggia o il cielo sono stati così vicini.

Leggi il resto »

Nei giorni ultimi negli ultimi tempi. Matteo Meschiari: Finisterre

 

Per la Nino Aragno Editore, nella collana I domani (curata da Maria Grazia Calandrone, Andrea Cortellessa e Laura Pugno), è uscito recentemente Finisterre, poema epico di Matteo Meschiari «composto oralmente e poi trascritto».

Annota Laura Pugno nell’introduzione al volume: «Ragionare, finché dura, sull’Antropocene è il compito che Meschiari si è prefisso in opera, e che pratica anche qui, un “pensare attraverso la terra”, con l’augurio “che il terreno sia complessità della mente”, e che davvero si possa “dire il non detto di ghiaccio”, dove il ghiaccio è rovescio del fuoco del clima, ustione mortale.» 

In Finisterre il poema diventa il lampeggio di terraferma già fratello alla valanga, la conca dove le parole inverdiscono al di fuori dell’uomo.… Leggi il resto »

Dopo il crollo

di Bruno Morchio

«Della scomparsa del passato ci si consola facilmente,
è dalla sparizione del futuro che non ci si riprende.»
Amin Maalouf

«Che vuoi capire?»
«Che cosa è diventata questa valle.»
«Non ti seguo.»
«Crolla un ponte, muoiono quarantatré persone, sotto ci sono case e strade dove la gente vive, tira la carretta, sogna, s’innamora e magari mette al mondo dei figli.»
«Cosa ha di speciale questa valle, a parte il fatto che si è vista crollare addosso il ponte dell’autostrada?»
«Per esempio il fatto che uno c’è nato, o ci ha trascorso la vita.»
«Questo vale per qualunque altro posto.… Leggi il resto »

“Neuropa” reloaded

[È da poco uscito, per la collana Reloaded di Laurana Editore, l’ebook di Gianluca Gigliozzi, Neuropa. Poema epicomico in prosa, la cui prima edizione a stampa risale al 2005 (per Luca Pensa Ed.). Rispetto alla versione originale il testo è corredato da 32 illustrazioni dell’autore. Qui la pagina Facebook dedicata all’opera. Pubblichiamo un estratto dell’introduzione realizzata da Andrea Inglese per questa nuova edizione e un estratto del romanzo.]

Un pozzo in Lettonia

di Valentina Parisi

Regīna Ezera, Il pozzo, Iperborea, 2019, pp. 352, euro 18,50, traduzione di Margherita Carbonaro.

 

“Perché siamo tutti infelici? Perché?” Molto probabilmente Regīna Ezera non se ne rendeva conto mentre cinquant’anni fa cedeva alla sua protagonista Laura il peso di queste parole, eppure quell’interrogativo, ovviamente lasciato senza risposta, infrangeva l’ottimismo obbligatorio della narrazione sovietica con una veemenza insospettabile in una frase così apparentemente apolitica.… Leggi il resto »

Le femmine di Hilbig

di Giorgio Mascitelli

L’uscita dei due racconti lunghi Le femmine- Vecchio scorticatoio di Wolfgang Hilbig ( Keller editore, euro 16,50, resi credibili in italiano con perizia da Riccardo Cravero e Roberta Gado ) costituisce una novità imperdibile per tutti gli appassionati di grande letteratura, segmento di mercato che, come è noto, vive soprattutto di ristampe.… Leggi il resto »

Mots-clés__Abbraccio

Abbraccio
di Mariasole Ariot

Nick Cave, Into my arms –> play

___

___

Da Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, trad. Renzo Guidieri, Torino, Einaudi, 1979.
«Nell’amorosa quiete delle tue braccia», pp. 13-14.

 

ABBRACCIO   Per il soggetto, il gesto dell’abbraccio amoroso sembra realizzare, per un momento, il sogno di unione totale con l’essere amato.

Leggi il resto »

Tu

di Mehmed Uzun

Il protagonista del romanzo è in una cella d’isolamento, nel carcere di massima sicurezza di Diyarbakır, la principale città curda in Turchia. È stato arrestato e torturato perché trovato in possesso di poesie e libri in curdo. L’unico interlocutore a cui il protagonista può rivolgersi è un insetto, chiuso anch’esso nella cella d’isolamento.… Leggi il resto »

Querencia

di Lorenzo Mari

togliere la lalìa   all’eco: per sentirla
farla ancora sentire   e farlo davvero
non nella stanza ricavata   dentro ai video
non nella casa ricavata   dentro ai video
né in mezzo all’arena: farla   ancora sentire
farlo davvero   esiste una pietà anche al toro
anche al torero   nascosta, anche nel sentirla
e farla ancora sentire oppure   fermo immagine:
due pietà   il numero non importa, non il titolo
la classe importa, però   con il suo audio, sempre leso:
per ascoltare, infine   come si muove, in sé e per

quel che sarebbe potuto   correttamente essere

 

credimi

 

Querencia

 

I

 

Predica a lungo.… Leggi il resto »

Incendio nel bosco

di Marco Candida

Fermiamo il riavvolgimento del nastro.
Guardiamoci intorno, nei pochi momenti in cui il fuoco è ancora creatura ammirevole, e dell’abete rosso e della farnia abbiamo detto, e a nord intrichi di larici, e vicino un leccio dall’aspetto così abbondante che mosso dal vento sembra masticare carnivoro i volatili che nidificano e si posano sulle sue braccia, e lì accanto una fioritura di maggiociondoli con i suoi fiori a grappoli gialli vivo, e cespugli di lentischio, ed erbaluigia, e a est olmi, e nel mezzo un pianoro ricoperto di foglie verdi rischiarato dal sole, e qui incontriamo un elemento che in mezzo a quell’incastrarsi di fusti, rami, creste d’alberi, foglie fa il suo effetto disorientante, e acquista anche una bellezza nuova.… Leggi il resto »

Il simbolo non schiaccerà i differenti resti. Pinocchio: un Atlante

Pinocchio, Giuditta Chiaraluce

Per mio monito il sacerdote porterà durante la processione nella mano destra una corona di rose appesa al suo sistro. Tu, senza esitazione, fendi la folla e immettiti nel corteo, contando sul mio favore. Dopo esserti piano piano avvicinato al sacerdote, come per baciargli la mano, prendi le rose e uscirai dalla pelle di questa bestia maledetta, che da lungo tempo mi è odiosa.… Leggi il resto »