inediti

Repoetage: ode ai penultimi

Pubblicato da
0
21 gennaio 2018
Repoetage: ode ai penultimi

 

I Penultimi

 

di

Francesco Forlani

Se ne stanno seduti i penultimi
alle cinque e mezza del mattino
tutti occupati i sedili sulla banchina
prima che il primo treno del giorno
salpi e porti per mari di moquettes
e vetri negli uffici le donne delle pulizie
o gli operai giù in fabbrica, i travet per piani
senza più...
Leggi »

Paoletta

Pubblicato da
0
19 gennaio 2018

di Emanuele Kraushaar

Paoletta me la ricordo bene. Era mora e piccola. Era più bella delle altre di molte volte.
Anche era più silenziosa delle altre.
Era un giro avanti a tutte e io nel bosco col fazzoletto al collo mi ero innamorato di lei, e lei mi aveva chiamato con il nome di un...
Leggi »

Fabio Aguzzi, il male di vivere

Pubblicato da
0
15 gennaio 2018
Fabio Aguzzi, il male di vivere

Fabio Aguzzi

di Romano A. Fiocchi

È passato un anno. Dicono che fosse ossessionato dalla luce, dalla possibilità di catturarla e costringerla lì, sulla tela. Obbiettivo ambizioso e stimolante, per un artista. Eppure non sufficiente per sconfiggere il male di vivere: Fabio Aguzzi ha spento quella luce con un colpo di pistola la sera...
Leggi »

Opus Lunae (L’abero delle madri in quaternio)

Pubblicato da
1
14 gennaio 2018
Opus Lunae (L’abero delle madri in quaternio)

di Valeria Bianchi Mian

La cicatrice ora duole, se con l’indice ne premo i lembi tracciati in rosa antico. È la linea frastagliata di una battaglia che non avrà mai fine. È la nostra comune ferita, la feritoia del differenziarsi nel Tu e nell’Io tra le grandi labbra.…


Leggi »

La linea verticale

Pubblicato da
3
13 gennaio 2018

di Francesca Fiorletta

“Ho letto il libro e ho visto il film”, come si suole dire. Anzi, ho visto prima il film – che poi sarebbe in realtà una fiction – e poi ho letto il libro. E già questo cela due particolarità, che ne anticipano una terza.…


Leggi »

Nel bosco degli Apus Apus #3

Pubblicato da
5
11 gennaio 2018

di Mariasole Ariot

Apus apus: “Una sua peculiarità è quella di avere il femore direttamente collegato alla zampa, tanto che il nome scientifico deriva dalla locuzione greca “senza piedi”. Questa sua caratteristica fa sì che non tocchi mai il suolo in tutta la sua vita; infatti se disgraziatamente si posasse a terra, la...
Leggi »

Prove d’ascolto #18 – Nicola Ponzio

Pubblicato da
1
7 gennaio 2018
Prove d’ascolto #18 – Nicola Ponzio

ANATOMIA DI UNA NUOVA VITA

(estratti)

 

 

3

La radio dice che bisogna fare cose erotiche con delle cose violente.

Comincia con gli studi del cielo, come in attesa di una radice.

Il nesso corrispondente alla qualità del lavoro.

La proiezione dello spazio, lo svelamento della modella.…


Leggi »

sequenza di malco

Pubblicato da
0
5 gennaio 2018

di Lorenzo Mari

*

non si compone: non sa fumare
dello spazio che fumare riempie di ictus
il canto che fumare potrebbe
fumare come una riserva
altamente disponibile e in cerchio
per ogni tipo di combustione fumare
senza rivoluzione quasi come
un lapsus o un’altra forma
questo dovrebbe almeno
smettere perché ai suoi molti...
Leggi »

Cos’era importante per Anneke

Pubblicato da
0
29 dicembre 2017

di Davide Coltri

La porta a vetri si è aperta svelando una cinquantina di sedie grigie. C’era posto qui e là tra gli altri candidati, tutti attorno ai venticinque anni. Una ragazza coi capelli lunghi e castani mi ha fatto un mezzo sorriso e mi sono seduto vicino a lei.…


Leggi »

Viaggio a Surlej, 1881-2000, agosto

Pubblicato da
3
28 dicembre 2017

di Giovanni Fassin

Eppure Nietzsche deve essere passato di qui, cerco di rassicurarmi, mentre la tempesta avanza, e il passeggio da Sils Maria a Surlej è un formicaio impazzito di pedoni, ciclisti, anziani gitanti e ragazzini tedeschi che già montano la boria dei loro padri… Certo le tracce sono poche.…


Leggi »

Previsioni meteo – da “Storia dei miei fantasmi” di Francesco Borrasso

Pubblicato da
0
24 dicembre 2017
Previsioni meteo – da “Storia dei miei fantasmi” di Francesco Borrasso

di Francesco Borrasso

Dicono che domani piova, e io non so perché, nella pioggia ho perennemente trovato conforto.

Sarà che nell’abbandono ho sempre riconosciuto una terra bagnata.

Domani te ne sarai andata, e qui sul tavolo restano le cose che hai usato tu; una penna, un elastico per i capelli, un cuoricino...
Leggi »

A chi intende andare oltre. Una nota su “Elementi di critica omosessuale” di Mario Mieli

Pubblicato da
0
23 dicembre 2017
A chi intende  andare oltre. Una nota su “Elementi di critica omosessuale” di Mario Mieli

di Giorgiomaria Cornelio

Dopo 15 anni dall’ultima edizione Feltrinelli ristamperà “Elementi di critica omosessuale”, libro che Mario Mieli pubblicò per la prima volta nel 1977 come rifacimento della sua tesi di laurea. Viene da esclamare “finalmente!”, dal momento che copie digitali e cartacee del testo hanno continuato con...
Leggi »

Non ho vinto

Pubblicato da
0
22 dicembre 2017

di Luca Tosi

Per la luce rossiccia che entra nella fessura dell’armadio, Maria ha idea che il giorno stia finendo proprio adesso. Così conta le ore: una, due… Sono ormai cinque. Cinque ore su ventiquattro fanno il venti virgola ottantatré percento della giornata.…


Leggi »

La cattiva scuola

Pubblicato da
3
12 dicembre 2017

di Giovanni Accardo

 

 

 

 

 

Credo che lo slogan “buona scuola”, con cui il governo Renzi ha chiamato l’ultima riforma scolastica, sia speculare allo slogan berlusconiano “forza Italia”: cioè superficialmente sottoscrivibile da tutti, nella sua genericità. Chi, infatti, potrebbe auspicare una cattiva scuola? Eppure quella disegnata dalla legge 107, nei fatti e nei giudizi di moltissimi insegnanti, è una cattiva scuola. Ne sono convinte due insegnanti di Palermo, Stefania Auci e Francesca Maccani (quest’ultima in realtà trentina trapiantata nel capoluogo siciliano), che su tale riforma hanno scritto un agile libretto intitolato, appunto, La cattiva scuola (pp. 105, 8,00 euro), pubblicato lo scorso ottobre da Edizioni Tlon. Continua a leggere »

Cangura [2 prose inedite]

Pubblicato da
0
8 dicembre 2017

di Alessandra Carnaroli

5
dice che non sa dov’è mio padre, dice che forse gira con la macchina sempre nei soliti posti quelli che conosce a memoria tutti gli stop, dove si può superare, dove bisogna stare attenti perché ci mettono gli autovelox proprio quando torni a casa dal lavoro.…


Leggi »

FACCE (elenchi # 5)

Pubblicato da
6
6 dicembre 2017

di Giacomo Sartori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

facce affacciate (alle facciate)

facce affaccendate (alle faccende)

facce sfaccendate Continua a leggere »

La domenica perenne

Pubblicato da
25 novembre 2017


di Mariasole Ariot

Quando il tempo si ferma, si contrae lo spazio in un grumo denso e solido modificato solo dal suono delle campane. Non è un giorno di festa, non è domenica, non è il ricordo dei morti: è solo, semplicemente, un arresto cardiaco che traccia una linea netta sulla fronte.
Leggi »

Il mondo nuovo

Pubblicato da
18 novembre 2017
Il mondo nuovo

di Marina Massenz

Appena toccammo terra, uscendo da una valigia aperta alla dogana, capimmo di essere nel Nuovo Mondo. Dal nostro primo punto d’osservazione, una rientranza del bordo del marciapiede, vedevamo infatti marciare una serrata flottiglia di scarpe da ginnastica. Tutti si muovevano sportivamente.…


Leggi »

Il sogno politico di un’azione poetica: su “Sonnologie”

Pubblicato da
17 novembre 2017

di Gianluca Garrapa

(Se ti pare di scorgere una qualche opacità nella lettura delle poesie di Sonnologie, tale difficoltà di intendere immediatamente le immagini di questa scrittura, è da ascriversi al soggetto-cittadino stesso che ne ritrae in scrittura-contro-politica l’operazione politica della dissocietà del mediale quando cerca di colonizzare l’inconscio con savoir faire subliminale.)

Sonnologie è l’ultima raccolta poetica di Lidia Riviello, postfazione di Emanuele Zinato, edita del 2016 per Zona contemporanea.

Sonnologie, i cui versi qui compaiono in corsivo, procede con un andamento onirico e racconta il plagio globale e l’asservimento mentale dell’individuo comune alla violenza subliminale del sistema socio-politico. La scrittura è un vero e proprio esercizio mentale che pare dire: vedi? È questa la lingua dei sogni indotti dal capitalismo che respiri. Continua a leggere »

Dolore minimo

Pubblicato da
11 novembre 2017

di Giovanna Cristina Vivinetto

 

La prima perdita furono le mani.
Mi lasciò il tocco ingenuo
che si addentrava nelle cose, le scopriva
con piglio bambino – le plasmava.
Erano mani che non sapevano
ritrarsi: mani di dodici anni,
mani di figli che tendono al cono
di luce – che non sanno ancora
giungersi...
Leggi »

Quante cose abbiamo perso nella vita

Pubblicato da
7 novembre 2017

di Pasquale Vitagliano

 

Le isole proprio non le capisco,
Con tutto quel mare intorno,
Sprecate nel silenzio del nostro sguardo.
Le montagne sopra a volte
Ti danno le spalle senza riserva
E il mare giace inamovibile.
I balconi sopraggiunti comunque qualcosa
Domandano in danno ai palazzi
Che autistici s’ergono senza espressione.…


Leggi »

Arrivederci casa, addio.

Pubblicato da
4 novembre 2017

di Filippo De Matteis

Il fumo dei crolli iniziò a salirci negli occhi mentre prendevamo l’ultima curva, che avrebbe sepolto per sempre negli specchietti il profilo delle case e decapitato i grandi pini dentro una nuvola. Mi chiedesti di guidare più veloce, per non svenire.…


Leggi »

Prove d’ascolto #17 – Vincenzo Ostuni

Pubblicato da
29 ottobre 2017

Rivoluzionare il sogno. Note su “Le giunture del sogno” di Sergio Finzi

Pubblicato da
11 ottobre 2017
Rivoluzionare il sogno. Note su “Le giunture del sogno” di Sergio Finzi

 di Gianluca Garrapa

Se ti dico “psicoanalisi”, probabilmente penserai a “inconscio” e la parola “sogno” la collegherai a “interpretazione dei sogni”. Invece “Le giunture del sogno” è tutt’altra cosa. Le giunture del sogno (Luca Sossella editore, 2016) è un saggio, ma a tratti ricorda un romanzo filosofico, dello psicoanalista Sergio Finzi che, lungi dal ripercorrere...
Leggi »

Prove d’ascolto #13 – Giulio Marzaioli

Pubblicato da
1 ottobre 2017

 

Il volo degli uccelli



Sine pennis volare hau facilest.
Tito Maccio Plauto, ‘Poenulus’

  


Lo studio del volo degli uccelli è stato trascurato.

 

 

Dal 1961 il volo spaziale occupa il primo posto nell’immaginario aereo collettivo, ma sono gli uccelli quanto di più elevato possa vantare il pianeta.…


Leggi »

ballata della crepa (o dell’onestà)

Pubblicato da
28 settembre 2017

di Francesca Genti

canto Kālī canto la crepa
che fa più ornata la porcellana
che fa pregiata la slogatura
che rende la caduta umana

canto l’errore e il disonore
canto ciò che non è edificante
canto la crepa che rende brillante
la giornata senza sole

il vortice canto e la big babol
l’energia di quella che volaLeggi »



indiani