Categoria: inediti

L’Americaaaa!

di Romano A. Fiocchi

Georges Perec, Ellis Island. Storie di erranza e di speranza, Archinto, 2017.

Pochi sanno cosa sia Ellis Island. A scuola non te lo insegnano. A scuola ti parlano soltanto di quella migrazione in massa di milioni di europei verso un mondo dove c’era libertà, democrazia, lavoro.… Leggi il resto »

Stanze

di Filippo Polenchi

Stanza n.1
La stanza ha una moquette a rombi neri e verdi su fondo marrone chiaro. Anche la carta da parati è a forma di rombi. Il perimetro di questa camera è di circa dieci passi per cinque.… Leggi il resto »

Lettere dall’assenza #3

di Mariasole Ariot

Caro J,
qui il cielo è una sommossa, l’uovo del mondo si è strappato : nascono gli oggetti che mi hai lasciato.
Ti scrivo ed è ancora buio, filtrano lampi di pulviscolo dalla finestra, la grana del mondo si frammenta e io distendo le righe di una lettera che non arriverà mai.… Leggi il resto »

Come non diventare se stessi

di Eugenio Maria Russo

Un estratto da Me non più (in uscita a maggio per Italic e Pequod) e una conversazione con l’autore, Massimiliano Costa.

 

Partiamo dal titolo: chi è “me” e “non più” cosa?

“Me non più” è una frase che ripete tra sé e sé Jaco, il protagonista del romanzo: un consulente aziendale (potrebbe lavorare in McKinsey o Bain o Deloitte, ad esempio) che arriva a un punto della sua pure breve vita in cui ripensa a come è finito a fare quel tipo lavoro, alle scelte che lo hanno portato fino a lì.… Leggi il resto »

Tre poesie di Rudian Zekthi

(traduzione di Julian Zhara)

Mangiare le uova

Ho scoperto che posso mangiare le uova.
Come cervello di pioppo mi trascino sul muro mentre
Il dorso delle farfalle attorno alla luce, cerca di toccarmi con la lingua.
Si trascinano su questo bordo, sotto l’arsura del sole
Le persone e il loro sudore.… Leggi il resto »

Il falco Cyrano

di Paolo Morelli

Noi felchi ci vediemo benissimo, lo senno tutti, tutto vediemo dell’elto, e l’eltro giorno esco di roccie al tremonto, svolezzo per un po’ e ti vedo uno sdreieto sull’erbe con delle cherte in meno e le guerdeve, le guerdeve, e le guerdeve dicevo, e dentro questo rettengolo di cherte bienche ci steveno dei segni piccolissimi che però io li vedevo, chespite se li vedevo, e li chepivo!, chespite se li chepivo, solo che dentro quei segni piccolissimi che io li chepivo, c’ereno delle cose che io le chepivo e delle cose che io non le chepivo.… Leggi il resto »

Elogio bellico di Richard Millet – appunti francesi

di Edoardo Pisani

Ogni anima è da sola una società segreta.

Marcel Jouhandeau

Il ventiquattro agosto del 2012 Anders Breivik viene condannato a ventun anni di carcere per gli attentati terroristici da lui ideati e commessi in Norvegia l’anno precedente, l’autobomba nel centro di Oslo e l’eccidio sull’isola di Utøya, per un totale di settantasette morti e oltre trecento feriti, perlopiù ragazzi.… Leggi il resto »

Verumtamen in imagine pertransit homo

 

 

Firenze, maggio 2018

 

Non lasciare in sé null’altro che una nebulosa di refettori, di coliche e viuzze smunte.  […]

L’afa ci pigia nel fondigliuolo della vita, tra l’asino quasi nolano, frontale allo sbalzo dei secoli, il pavone derviscio e ciascun’altra bestia inventata per noi da Benozzo Gozzoli: labirinto broccato, orificio, di chi ha già bevuto la sua eternità.… Leggi il resto »

Milano, via Mac Mahon

di Roberto Antolini

Dei miei genitori mi è rimasto un album fotografico, un album all’antica, oblungo, rilegato in pelle, con le pagine di cartoncino colorato su cui, negli anni, sono state attaccate alla rinfusa molte fotografie della loro vita, da quelle degli anni ’30 di prima che si conoscessero, alla foto del matrimonio a Trento nella chiesa di S.… Leggi il resto »

Nuvolo: Nuntius Celatus nel suo splendido eremo

di Bianca Battilocchi

 

È stato ed è tuttora arduo dipanare i fili intrecciati nelle opere di pittura aniconica, particolarmente in quelle realizzate da artisti lontani dai riflettori.

Dopo Variazioni: a visual polyphony, film sugli esordi di Alberto Burri, Giuseppe Sterparelli si è cimentato nuovamente in nome di un altro suo conterraneo, Giorgio Ascani, più conosciuto come “Nuvolo” (Città di Castello 1926- Città di Castello 2008).… Leggi il resto »

Come nascono le parole di Adrián Bravi

di Marino Magliani

Mi piacerebbe sapere come nascono le parole di Adrián Bravi, non dico le storie. Le parole, le cose che immagino dipendano in qualche modo da quella che come la chiama lui in un libretto stupendo, La gelosia delle lingua, è: “La maternità di una lingua [che] non ci insegna solo a parlare, ma ci dà uno sguardo, un sentire, un punto di vista sulle cose”.… Leggi il resto »

Gli stati del racconto

 

di Nicola Passerini

 

(disegno dell’autore)

 

L’inizio, evidentemente, non può che aver la forma della prima lettera dell’alfabeto, così come la piazza che fa da scenario alla vicenda, che quindi si può senz’altro dire che la piazza è l’inizio, e dopo la piazza, subito dopo, non può che esserci quello che succede in questo luogo, importante al punto che potrebbe essere l’effettivo inizio, rimandato e nascosto dagli altri, per questa esigenza di cui ora siamo impossibilitati a dar ragione che pretende l’introduzione anticipata di quello che in effetti, ed a tutti gli effetti potrebbe rimanere lì, non è che contorno, che, certo, finché c’è tanto meglio, ma anche anche non ci fosse tutto potrebbe reggersi altrettanto bene, che so, nell’aria, in una cristallina aria chiara per quanto difficile, così si legge continuamente sui giornali, difficile da trovare, a costo di doversi spostare di molto dai propri luoghi, e quindi dalla piazza, che ora che ci penso meglio, sembra proprio indispensabile, e che per fortuna c’è, e che, visto che c’è, tanto vale far cominciare tutto da qui.… Leggi il resto »

La metà di bosco

di Edoardo Zambelli

Laura Pugno, La metà di bosco, Marsilio, 2018, 139 pagine

…Salvo si sentiva stranamente sereno, come non gli capitava da giorni. Sapeva cosa doveva fare, ed era come se fosse passato in un altro mondo, retto da altre leggi.… Leggi il resto »

Sragionamento sull’anarchia

di Paolo Morelli

Raggrumiamo un po’ le idee.
Una dottrina anarchica propriamente detta non esiste, è più che salutare l’antipatia naturale degli anarchici per le teorie. Essendo un pensiero legato strettamente all’azione appare chiaro che l’anarchia è qualcosa che va messa in pratica sbagliando, su questo punto non ci piove.… Leggi il resto »

Penultimi ( note fuori dal coro )

 

 

Nota (continua)

di

Francesco Forlani

 

 

I

Può capitare alla fine dei corsi
quando mi aggiro tra i banchi
vuoti, di ritrovare dei tappi di penne
righelli sbrecciati, piccole carte selvatiche.
Come quando l’Oceano di certe spiagge
in Bretagna o in Alta Normandia
si ritira lasciando per miglia e miglia
di sabbia, monili incerti dei fondi, fossili
o allora creature viventi che il moto d’acqua
ha sorpreso e fatto prigionieri.… Leggi il resto »