inediti

#ritratti – quattro prose brevi

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24 maggio 2017

di Angelo Tolomeo

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In piazza Duomo, davanti alla casa Cazuffi-Rella, c’è un uomo che urla ci vuole più cultura, più cultura! e possiede lo sguardo allucinato di chi ha ragione da svariati millenni ma è rimasto inascoltato.…


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Macron: il grande management a capo dello Stato

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23 maggio 2017
Macron: il grande management a capo dello Stato

di Julien Lumière

traduzione di Davide Gallo Lassere

Solo le circostanze eccezionali della campagna presidenziale paiono poter spiegare l’ascensione di Emmanuel Macron. Quando fondò il movimento politico “En Marche !” poco prima di abbandonare il governo, le attenzioni erano infatti rivolte a destra, verso Alain Juppé, la cui esperienza, calma e spirito conciliante diffusi dai media promettevano...
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Questo mondo

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19 maggio 2017
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di Maria Gaia Belli

Questo mondo è molto semplice.
È fatto così:

a sud c’è il mare, e tutto quello che sta intorno al mare. Di fianco, vicino, appoggiato al mare: paesini pieni di piste ciclabili, vuote d’inverno; panifici che profumano di sale; piedi in infradito, facilmente sporchi; pelle scura, spesso secca, bambini che si tirano...
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La pioggia è un coro di gocce

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17 maggio 2017
La pioggia è un coro di gocce

di Romano A. Fiocchi

Chicca Gagliardo, Il poeta dell’aria. Romanzo in 33 lezioni di volo, Hacca, 2014.

Ci sono libri che ti fanno smettere di fumare, libri di diete, libri nati per intrattenerti e basta, e libri così, come Il poeta dell’aria, che ti insegnano a volare in trentatré lezioni.…


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I moscerini danzanti di Marino Magliani

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16 maggio 2017
I moscerini danzanti di Marino Magliani

di Giacomo Sartori

In questo ultimo romanzo di Marino Magliani si ritrova una miriade di elementi che popolano i suoi testi precedenti lunghi e brevi, e chi è famigliare con la sua opera incessantemente in divenire e nello stesso tempo impantanata su se stessa ben li conosce.…


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Una lettura di “Albedo”

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10 maggio 2017

di Chiara Donnini

 

Su Albedo di Sergio Nelli, Castelvecchi 2017.

«Ma non abbiamo ancora risolto l’incantesimo di questa bianchezza né trovato perché abbia un così potente influsso sull’anima; più strano e molto più portentoso, dato che, come abbiamo veduto, essa è il simbolo più significativo di cose spirituali, il velo stesso, anzi, della Divinità Cristiana, e pure è insieme la causa intensificante nelle cose che più atterriscono l’uomo!…». Ismaele si interroga sulla sua ossessione per il mostro bianco, Moby Dick, che intravede e insegue tra i flutti del vasto mare. La balena, la sua bianchezza, è al tempo stesso il sublime e l’orrido che l’abisso dell’inconoscibile e dell’irrazionale ci permette di scorgere attraverso il suo incessante movimento. Continua a leggere »

I racconti del pastore di Montecuccoli

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10 maggio 2017

di Gregorio H. Meier

I racconti del pastore di Montecuccoli

La storia di un becco che non era buono
per la monta, dei pastori sardi
che è meglio non fidarsi (bevono, quelli
già dalle quattro del mattino), oppure
degli anni, quindici, a girarsi i pollici
in galera (una coltellata per un nonnulla, poi
la latitanza e...
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La truffa come una delle belle arti

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9 maggio 2017
La truffa come una delle belle arti

di Edoardo Zambelli

Gianluca Barbera, La truffa come una delle belle arti, Compagnia editoriale Aliberti, 2016, 217 pagine

L’intero corso della storia non è che un susseguirsi di scambi di posto. Dal loggione alla platea, dalle gallerie al palco reale.…


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Rovine al tramonto

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6 maggio 2017
teatro

di Danilo Laccetti

Quando Čechov non sparò. Da Ivanov al Giardino dei ciliegi fa sempre la sua comparsa, autentica primadonna, una rivoltella; quattro volte su cinque spara, incidendo il corpo del racconto, ma, quando spara, non fa mai la sua apparizione in scena prima.…


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Nel bosco degli apus apus #2

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5 maggio 2017

di Mariasole Ariot Apus apus: “Una sua peculiarità è quella di avere il femore direttamente collegato alla zampa, tanto che il nome scientifico deriva dalla locuzione greca “senza piedi”. Questa sua caratteristica fa sì che non tocchi mai il suolo in tutta la sua vita; infatti se disgraziatamente si posasse a terra, la ridotta funzionalità...
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Urlo grafico

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1 maggio 2017
Urlo grafico

di Marino Magliani (con una intervista a Fabrizio Piumatto)

 

A Fabrizio Piumatto a volte scappa il tentativo di raccontare il nostro tempo attraverso una serie di segni. Qui di seguito propongo una scelta di tavole da quello che l’autore chiama Urlo Grafico.…


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Gabicce Mare

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29 aprile 2017

di Giovanni Bitetto

 

Vibra un poco la plafoniera sull’autobus che ci porta da Cattolica a Gabicce Mare. E i lampioni disegnano quadrati di luce che attraversiamo per stamparci sulle vetrine. Niente a che vedere con il calore esitante della lampadina sul mio comodino, mentre fisso il volto di mia madre, dei miei zii,...
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Le assenze di Enrico De Vivo

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26 aprile 2017
Le assenze di Enrico De Vivo

di Marino Magliani

Ho un file, da buon ligure ogni volta lo riciclo, si intitola Assenze, non ricordo da quale racconto o sottititolo provenga. Mi dico lo sapevi che prima o poi veniva a taglio. In effetti, se devo trovare un titolo a questo romanzo di Enrico De Vivo, Poche parole che non ricordo...
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Dora Pal e l’inquietudine

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22 aprile 2017

di Daniele Barbieri

 

La poesia di Ida Travi mi rende inquieto. Leggendo Dora Pal. La terra, sua raccolta appena uscita, nella quale si continua il discorso iniziato tre libri prima, dando voce ai personaggi di un mondo che non esiste ma nonostante questo esiste, leggendo Dora Pal si ha al tempo stesso la...
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Tomàs

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18 aprile 2017
Tomàs

  di Edoardo Zambelli

Andrea Appetito, Tomàs, Effigie, 2017, 170 pagine

Mi sedetti sotto una grossa trave e chiamai di nuovo Tomàs. Gli gridavo di entrare. Tanto non avrebbe visto niente. Il cielo era diventato così buio. Ma Tomàs non rispondeva. Allora uscii e vidi che era andato via.…


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Gli iceberg di Daniele Rielli (ed un Südtirol che sfugge)

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13 aprile 2017
Gli iceberg di Daniele Rielli (ed un Südtirol che sfugge)

di Roberto Antolini

La copertina in un bel grigio metallico reca la fotografia di un iceberg che s’innalza incombente da acque altrettanto metalliche, e il titolo suona “Storie dal mondo nuovo”. La confezione Adelphi centra perfettamente la comunicazione del contenuto del secondo libro pubblicato da Daniele Rielli (il primo era il romanzo “Lascia stare...
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Quando ti vengo a riprendere

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11 aprile 2017
Quando ti vengo a riprendere

di Francesco Borrasso

Sei qui, al mio fianco, nell’auto fa caldo, fuori un vento solido simula le onde, borbotta.

Mi restituisci il profilo, la pelle di porcellana, i capelli rossi che ti toccano le spalle quasi con disperazione. Il silenzio che c’è tra noi, adesso, è uguale ad un valico, il primo che...
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di fantasmi e stasi. transizioni # 2

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4 aprile 2017

di Gianluca Garrapa

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lu friddhu ca me vene quandu visciu comu sia ‘na nebbia ca sale. dai campi addolciti nel ritorno. e pure le giravolte dei fari. madreperlati ai socchiusi occhi ndormisciuti. e lu presente me ‘mpaura. comu sia ca no l’ave.…


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Città dei porci. La costruzione dell’ignipotens

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3 aprile 2017
città dei porci

di Davide Orecchio

– Cosa si fabbrica qui?

– Ignipotens. Puoi definirle anche auto del cielo. O micronuvole. Oppure succhiasole, al modo dei maiali quando ce l’hanno coi normoarto. Perché consumano l’energia della stella. Molta energia. E qualche porco sostiene che in presenza, o incombenza, di troppi ignipotens la temperatura s’abbassa e arriva il freddo.…


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Tre poesie sul non esserci

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28 marzo 2017

di Marina Massenz

 

 

Con un pennello di martora

 

Con un pennello di martora

molto delicato passare

la biacca sul viso come farsi muro

 

incidere i ricordi come graffitaro

la notte sfregia portoni e vagoni

insieme a pensieri di sogno

 

non temere il parlarti né vedere

come vivo il tuo volto che sorride

e piuttosto soddisfatto se ne va.…


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Il giro del miele

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25 marzo 2017
Il giro del miele

di Edoardo Zambelli

Sandro Campani, Il giro del miele, Einaudi, 2017, 242 pagine

Fin qui, non oltre.

Nel corso della lunga notte raccontata da Sandro Campani nel suo ultimo romanzo, questa frase ritornerà di continuo. La tacca sulla bottiglia di grappa e poi la frase: fin qui, non oltre.…


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La violenza fantasma – o della violenza psicologica

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20 marzo 2017
La violenza fantasma – o della violenza psicologica

di Mariasole Ariot

Bisogna spegnere la violenza piuttosto che l’incendio.

Eraclito

 

Esiste un forellino collocato nella zona occipitale : da lì qualcuno entra, s’incista come una larva, emette uova, prolifera. Questo forellino, nella lingua della psichiatria odierna, è chiamato “ferita narcisistica”.…


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Bob Dylan non esiste. Tradizione popolare e anonimato dal folk al social network.

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14 marzo 2017

di Francesca Palazzi Arduini

Il 13 ottobre Bob Dylan viene eletto Nobel 2016 per la letteratura. Le motivazioni lo descrivono come “un grande poeta nella tradizione della lingua inglese” ed un “artista che ha creato una nuova poetica nella grande tradizione della canzone Americana”
La cerimonia si svolge il 10 dicembre, Patti Smith...
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La punizione

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13 marzo 2017

di Gian Piero Fiorillo

La sorella s’è tolta il cilicio!

Oh! la sorella. S’è tolta il cilicio.

Come se un folle si togliesse la camicia di forza!

Prendetela, ordinò la Madre.

 

La sorella senza cilicio correva leggera per i corridoi le stanze e il chiostro di quel convento che conosceva bene.…


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Destino volle

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11 marzo 2017
Destino volle

di Gabriele Drago

Sono incastrato tra i corpi del mattino. Tengo il mento in alto per non alitare su questo sconosciuto che sto abbracciando come fosse mio padre, ma cedo fino ad appoggiare la mia guancia sulle sue spalle. Non si accorge del peso della mia testa.…


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Virtuale e Reale, virtuale è reale. Intervista a Giuliana Altamura

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10 marzo 2017
copertina OdS

di Francesca Fiorletta

Da poco edito da Marsilio, “L’orizzonte della scomparsa” è l’ultimo romanzo di Giuliana Altamura, che affronta un tema spinoso e quanto mai attuale: le derive del mondo del web.

Ho fatto qualche domanda all’autrice.…


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Commedia nera n.1

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9 marzo 2017
Commedia nera n.1

di Edoardo Zambelli

Francesco Recami, Commedia nera n.1, Sellerio, 2017, 224 pagine

Era talmente terrorizzato dalla realtà esterna che preferiva una simile routine, in fondo passava tutta la giornata, dalle nove di mattina quando Maria Antonietta usciva di casa, fino alle sei, sette di sera, quando lei tornava, da solo, senza contatti col mondo,...
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