davide orecchio

Vivo e lavoro a Roma. Libri: Il regno dei fossili (il Saggiatore 2019), Mio padre la rivoluzione (minimum fax 2017), Stati di grazia (il Saggiatore 2014), Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi 2012. Nuova edizione: il Saggiatore 2018). Provo a leggere i testi inviati, e se mi piacciono li pubblico, ma non sono in grado di rispondere a tutti. Perciò, mi raccomando, non offendetevi. Il mio giudizio, positivo o negativo che sia, è strettamente personale, assolutamente non professionale e dunque poco rilevante. Questo è il mio sito.

Due pezzi


di Davide Orecchio

[7 maggio 2020, Facebook]

Miei cari,
da quando siete partiti il mondo è cambiato. Riuscite a immaginare da dove vi scrivo? A quale mezzo affido il mio messaggio per voi? Non adopero una delle vostre Olivetti. Nelle vostre vite pestavate sui tasti.

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Io resto a casa – Aspettando

di Antonella Falco

Non avremmo potuto attraversare primavera più cupa e malinconica di questa appena finita, e tuttavia il dolore, la privazione delle abitudini più consolidate e degli affetti più cari, la solitudine e l’incertezza del futuro, hanno reso, paradossalmente, ancora più perentoria la necessità di cercare nell’arte, nella musica, nella poesia una via di salvezza e un messaggio di speranza.… Leggi il resto »

Su “Arruina” di Francesco Iannone

di Alfonso Guida

Ho letto “Arruina” (il Saggiatore, 2019) in un bar del mio paese, quasi sempre all’alba. Leggerlo è stato come passare al mattino presto dinanzi a un dipinto di Bacon, a una vetrina di macelleria, l’acciaio cupo delle onde nell’isola dei matti di Goya.… Leggi il resto »

Aspetta Primavera, Mancini

di Laura Mancini


There will be time to murder and create,
And time for all the works and days of hands
That lift and drop a question on your plate;
Time for you and time for me,
And time yet for a hundred indecisions,
And for a hundred visions and revisions,
Before the taking of a toast and tea.… Leggi il resto »

Trittico ornitologico

di Benny Nonasky

Partiamo dal presupposto che una qualsiasi cosa debba essere utile. Successivamente, quella qualsiasi cosa, deve anche essere fatta bene. Penso che sia sufficiente. Perché io mi interrogo sulla composizione, sulla bellezza, sull’esito positivo delle cose. Ma non tutte vengono bene.… Leggi il resto »

Testimoni involontari del tempo

Il 6 marzo 2020 ancora non mi rendevo conto di quanto le nostre vite sarebbero cambiate per colpa della pandemia Covid-19. Ma forse sospettavo qualcosa, annusavo l’odore di bruciato. Altrimenti non saprei spiegarmi la mail che inviai a un gruppo di scrittrici e scrittori per chiedere loro come stavano vivendo la situazione, come erano cambiati i loro giorni e le loro scritture.… Leggi il resto »

Fui invitato a parlare d’amore

di Giacomo Zibardi

Fui invitato a parlare d’amore. Il titolo del convegno era La nuova letteratura di Utopia, frammenti dal verbo. Il convegno era stato organizzato per l’uscita del primo volume antologico che raccoglieva testi di giovani scrittori morti durante la guerra.… Leggi il resto »

Giovani al comando, rivoluzionari

di Luca Gorgolini

(Pubblichiamo un estratto da Gioventù rivoluzionaria. Bordiga, Gramsci, Mussolini e i giovani socialisti nell’Italia liberale, di Luca Gorgolini. Salerno Editrice, pp. 296. In libreria dal 30 gennaio 2020)

Nel corso del biennio «multiforme e multicolore», in cui si sovrapposero «spinte democratiche, rivoluzionarie e autoritarie», che precedette i due appuntamenti congressuali del gennaio 1921, durante i quali vennero sancite la fondazione del Partito Comunista d’Italia e la trasformazione della Federazione giovanile socialista nella Federazione giovanile comunista, non prese forma alcuna rivoluzione e la stagione di lotte animata dalle classi popolari terminò con la sconfitta del movimento operaio e l’affermazione delle forze reazionarie.… Leggi il resto »

Paesino

di Maddalena Fingerle

Anche se ci sono cresciuto, questo non è il mio mondo. Mia madre è uguale a mia sorella che è uguale a mia cugina che è uguale a mia zia che è uguale all’altra mia zia che è uguale all’altra mia cugina che è uguale alla cugina di mia cugina che è uguale a mia madre e quindi a mia sorella, a mia cugina, a mia zia e all’altra mia zia e all’altra mia cugina.

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Deepfake


di Marco Canneva

Una voce distante mi telefonò quella mattina in clinica per chiedermi di restarci fino al primo pomeriggio. Richiesta superflua, poiché io ci lavoravo in quel posto e ci stavo volentieri anche dodici ore al giorno. Continuò elencando stancamente le mie doti di medico che mi facevano, a detta sua, uno fra i migliori chirurghi del paese.

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Tempimorti #2

di Filippo Polenchi (testo) e Andrea Biancalani (foto)

(#In ufficio) Sono nel dominio vacuo e inospitale del post-insonnia. Un luogo nient’affatto gradevole. Penso a Kafka, Beckett: se la fine è la fine di tutto, allora lo è anche della fine stessa: quindi la fine uccide se stessa e si condanna a non finire.… Leggi il resto »

Il romanzo della pluralità

di Monica Pezzella

Proprio di recente un’inchiesta di Vanni Santoni per L’Indiscreto ha affrontato un quesito che divide da anni i critici letterari: è possibile scrivere oggi un romanzo dei nostri tempi e del nostro Paese che, al pari del grande romanzo americano, potrebbe imporsi come “il grande romanzo italiano”?… Leggi il resto »

circolare circolare

di Antonio Iannone

gocitati dalla folla. chi avrà faticato abbastanza (perché c’è lavoro e lavoro) sopravvivrà nella tradizione: i pigri e i deboli diverranno la portata principale del banchetto di Chronos. ancora le ruote batteranno chilometri d’asfalto, deborderà il corpo oltre la cabina: un paio di brande, pochi metri quadri di frigo incastonato in una crepa all’ombra del cambio, il profilo di un passeggero, di fianco, a chiacchierare – bisognerebbe essere in due, sostare per scambiarsi di posto e mescolarsi nell’illusione del gioco, pur quando si dorme: mai il vento o la pioggia o il cielo sono stati così vicini.

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La generosità del revisore

di Silvia Pareschi

Quando compriamo un libro, di solito non pensiamo a tutto il lavoro che c’è dietro, a quante figure professionali hanno lavorato su quelle pagine dopo che l’autore ha scritto la parola Fine e ha spedito il manoscritto al suo agente.… Leggi il resto »

Inviti a cena nel mondo antico, da Epicuro a Marziale

di Maria Pellegrini

(Pubblichiamo un estratto dal volume di Maria Pellegrini, Antica gara tra un cuoco e un fornaio, Giuliano Ladolfi editore, 2019. «Con la stessa competenza, destrezza e puntualità con cui un maître di vasta esperienza alberghiera organizza il servizio di sala nel ristorante di un grand hotel, Maria Pellegrini dispone all’interno di questo suo fragrante volume due lunghe tavolate virtuali, l’una riservata alle specialità culinarie più o meno “esotiche” tramandate da autori greci, l’altra contrassegnata dai cibi (di volta in volta semplici, rustici e salubri o, al contrario, sovrabbondanti, cervellotici e nocivi) caratteristici della cucina e del gusto romani.[…]… Leggi il resto »

Roma 1970

di Davide Orecchio

Avresti perso perché amavi la casa? Non si combatte il fascismo con la domesticità. Ma non sapevi fermare il tuo diventare borghese, che avanzava ogni anno come una malattia, come il tempo. Quindi anche questo era accaduto a te e al tuo partito, che col tempo non vi proletarizzavate, la profezia era smentita, siete andati nella direzione contraria, verso la proprietà delle cose.

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Pain

di Maddalena Fingerle

Mi confessa che prega Dio che i piedi non le crescano più, e aspetta e ascolta. Perché?, le chiedo io. Sennò non potrò più danzare, mi dice lei. Io non voglio che smetta di danzare e prego pure io, anche se non ci credo, ma è meglio pregare in due che pregare da soli, le dico.… Leggi il resto »

«Quando la Fiat parlava argentino». Storia di operai senza eroi

di Davide Orecchio

Chiunque conosca la storia dell’Argentina sa che le categorie novecentesche di interpretazione ed esposizione “cartesiana” delle forze sociali e politiche (destra/sinistra, classi, partiti di rappresentanza) sono di difficile applicazione al Paese del Cono Sud. E chiunque nutra passione o interesse per la storia dell’Argentina farebbe bene a leggere il libro di Camillo Robertini, Quando la Fiat parlava argentino.Leggi il resto »