davide orecchio

331 articoli scritti
Vivo e lavoro a Roma. Libri: Storia aperta (romanzo, Bompiani, 2021), L'isola di Kalief (con Mara Cerri, Orecchio Acerbo 2021), Il regno dei fossili (romanzo, il Saggiatore 2019), Mio padre la rivoluzione (racconti, minimum fax 2017. Premio Campiello-Selezione giuria dei Letterati 2018), Stati di grazia (romanzo, il Saggiatore 2014), Città distrutte. Sei biografie infedeli (racconti, Gaffi 2012. Nuova edizione: il Saggiatore 2018. Premio SuperMondello e Mondello Opera Italiana 2012). Provo a leggere i testi inviati, e se mi piacciono li pubblico, ma non sono in grado di rispondere a tutti. Perciò, mi raccomando, non offendetevi. Del resto il mio giudizio, positivo o negativo che sia, è strettamente personale e assolutamente non professionale. Questo è il mio sito.

«L’anno dell’alpaca». Diario di un viaggio e di una pandemia

di Antonella Falco
La pandemia come sfondo, come basso continuo, di un diario di viaggio che racconta anche  molto altro

Una lettera di Niccolò Machiavelli sull’«amore»

di Niccolò Machiavelli
io credo, credetti e crederrò sempre che sia vero quello che dice il Boccaccio, che gli è meglio fare e pentirsi, che non fare e pentirsi

Il senso delle generazioni

di Roberto Boccaccino
Derivare è un po’ andare alla deriva.

Gita al lago

di Paola Ivaldi
Nelle mezze stagioni può capitare che attorno allo specchio d'acqua non vi sia anima viva. Quella volta eravamo in quattro

Due libri, e una lezione di vita, di Goffredo Fofi

di Davide Orecchio
"Cari agli dei" e "Son nato scemo e morirò cretino" raccontano un'altra storia del Novecento italiano fino ai nostri giorni

Al via le iscrizioni per la scuola Jack London


Una scuola di letteratura e fotografia che insegna il mestiere di raccontare

Sotto il vulcano ma fuori luogo con Andrea Bajani

di Davide Orecchio
La geografia è la nostra cattiva coscienza. E ogni confine è una spartizione

Nei regni di Michele Mari

di Antonella Falco
Con Le maestose rovine di Sferopoli l'autore torna a una delle forme letterarie a lui più congeniali, il racconto

Riserva naturale dell’assenza

di Dario D’Amato
Un giorno d’estate, ad agosto a Roma, ho fatto questa cosa morettiana. Ho preso lo scooter e ho cominciato a documentare con foto e riprese video tutti i cinema chiusi
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