davide orecchio

538 articoli scritti
Scrittore e giornalista. Vivo e lavoro a Roma. La maggior parte dei miei romanzi e racconti tradisce un certo interesse per la storia, ma una minoranza si rifiuta di farlo. Testi inviati per la pubblicazione su Nazione Indiana: d.orecchio.nazioneindiana(at)gmail.com. Il materiale deve essere inedito, salvo eccezioni motivate. I tempi di lettura sono lunghi. Pubblico i testi che mi piacciono avvisando in anticipo l'autore, ma in caso di mancata pubblicazione non posso rispondere, mi dispiace.

Connessioni

di Massimiliano Governi
Verso la fine di marzo del 2019 prendemmo a incontrarci a metà strada, che avevamo individuato come Ponte Milvio - lui difatti adesso viveva ai Parioli, io alla Balduina

“Confini”: la nuova edizione di Strane coppie

di Antonella Cilento
Mi sono spesso chiesta in questi anni in che modo abitare il confine, che è, secondo l’etimo, il segno che traccia la separazione e, insieme, il luogo della congiunzione

Il piede nella porta – parte 2

di Leonardo Zaninotto
Nel ricoprire posizioni di responsabilità rischi di ritrovarti costretto a difendere posizioni indifendibili e ad accettare compromessi improponibili

Gilgameš

di Tommaso Pecci
Mi sono spesso domandato, nel corso della mia breve esistenza, che significato abbia lasciare dei fiori sulla tomba di qualcuno

Giuseppe Genna su “Ritorno a Buenos Aires”

Segnalo un gran bel pezzo di Giuseppe Genna sul gran bel film di Marco Bechis, "Ritorno a Buenos Aires"

Il piede nella porta – parte 1

di Leonardo Zaninotto
Lavoro in un centro di salute mentale, uno degli ultimi avamposti di frontiera di un sistema sanitario nazionale ormai sempre più in crisi

Contro Ulisse

di Davide Orecchio
Verso la fine di questa estate nata nel segno di Omero e Nolan, rispolvero un mio raccontino odisseico. Nella nota a fine testo spiego da dove viene il racconto.

Una storia italiana

di Marcello Luberti
Intravedo nel vecchio compagno Gordiani la paura della vittoria più che della sconfitta. E dire che di sconfitte ne ha masticate abbastanza; sono dieci anni che è assente dal Parlamento

Una fame che non c’era stata

di Daniele Macuglia
Il furgone non portava farina. Lo si caricava prima che il sole rendesse l’aria difficile da respirare: la bilancia appesa al treppiede, il metro per la mezza apertura delle braccia, le scatole delle fettucce e i moduli.