davide orecchio

Vivo e lavoro a Roma. Libri: Mio padre la rivoluzione (minimum fax 2017), Stati di grazia (il Saggiatore 2014), Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi 2011. Nuova edizione: il Saggiatore 2018). Provo a leggere i testi inviati, e se mi piacciono li pubblico, ma non sono in grado di rispondere a tutti. Perciò, mi raccomando, non offendetevi. Il mio giudizio, positivo o negativo che sia, è strettamente personale, assolutamente non professionale e dunque poco rilevante. Questo è il mio sito.

Sud. Bocca. Grovigli

di Valentina Formisano

Odio toccare il cibo con le mani.

Sporcarmi oltre il necessario.

Mostrare come mangio.

Ma oggi papà ha fatto le linguine coi polipi.

C’è qualcosa di atavico in questo celenterato a pezzi nel pentolone.

Il sugo è scuro, quasi violaceo, una consistenza acquosa che sa più di brodo che di salsa.… Leggi il resto »

Dalla parte di Swann

di Davide Orecchio

Anche senza scrivere noi siamo racconto. I nostri corpi sono racconto. I nostri sguardi sono racconto. Camminando noi raccontiamo. Le nostre risate sono racconto e quando non ridiamo e restiamo in silenzio, oppure piangiamo, noi raccontiamo.

Accoccolati nel sedile del treno, noi raccontiamo la stanchezza e l’attesa.… Leggi il resto »

Cos’era importante per Anneke

di Davide Coltri

La porta a vetri si è aperta svelando una cinquantina di sedie grigie. C’era posto qui e là tra gli altri candidati, tutti attorno ai venticinque anni. Una ragazza coi capelli lunghi e castani mi ha fatto un mezzo sorriso e mi sono seduto vicino a lei.… Leggi il resto »

Pezzo di natale incompiuto

di Davide Orecchio

Dal momento che sono nato il giorno di natale, scriverò un «pezzo di natale» incompiuto, manchevole, poco riletto. Nel giorno di natale, nel «pezzo di natale», accetto l’imperfezione.

Quando sono nato? In una clinica romana. Dove sono nato?… Leggi il resto »

Tutto ciò che è reale è razionale?

Nel corso dei secoli la maggioranza, che è ciò che avviene, ci diceva Tutto ciò che è reale è razionale, io che accado sono giustificata, sono adatta, sono ragionevole.

Ma noi, la minoranza, le rispondevamo Tutto ciò che è razionale è reale, ma tu che accadi (non posso negarlo: tu esisti) non hai scusanti, non hai ragione né giustificazioni, tu ci sei ma sei irragionevole.… Leggi il resto »

L’anima

di Davide Orecchio

C’è un’anima inossidabile, inespugnabile di certo capitalismo – ed è il suo motore cardiaco, la sua ragione propellente -, e purtroppo quest’anima è allergica all’etica, non ha rispetto del mondo e delle specie che l’abitano, inclusi noi che siamo il suo mercato di pascolo.… Leggi il resto »

La guerra dei mondi

di davor

1) – Pentimento di un Suv romano

– Posso parlare?

– Ti ascolto.

– Vorrei provare a spiegarmi…

– Non sarebbe meglio se prima ammettessi le colpe?

– Forse hai ragione. Allora, vediamo… E’ vero, sono enorme. Ingombro le strade della città.… Leggi il resto »

Vite salvate #1

di Davide Orecchio

 

Al mattino ero nel sole, ero sulla strada, io sono una cellula germinale che prolifera nella città, nessuna terapia può annientarmi né cronicizzarmi, comunque mi autocancellerò, ero sul motorino, scendevo verso i quartieri di valle e ho visto una donna salire dal serpente d’asfalto, neppure sul marciapiede, camminava nella mia corsia, è vecchia, s’appoggia a un bastone, su dai fianchi la schiena le architetta un angolo ottuso appena protetto dalla camicia larga coi fiori, questa donna è una cellula germinale che prolifera nella città, ma sta per autocancellarsi, ero nel sole, ero sulla strada, ho visto che la donna si ferma, poi lasciò cadere il bastone, portò la mano sul cuore, per questo ho frenato, chiesi Ha bisogno di aiuto?; non rispondeva, sta per autocancellarsi, non conosco bene la procedura ma credo includa dei gesti come camminare in salita sul serpente d’asfalto, nella corsia delle auto, non sul marciapiede, e lasciare il bastone, e portarsi al cuore la mano, e restare nell’angolo ottuso, la paura viene un momento prima dell’autocancellazione, poi anche quella svapora, noi siamo cellule germinali che proliferano nella città, ci insegniamo l’un l’altra a morire

ma sono sceso dal motorino, l’ho parcheggiato, salgo verso la donna e quando le sono vicino lei mi sussurra Non respiro, ho dolore al petto; allora le mostrai i giardinetti poco sopra di noi dove c’è una panchina sotto l’ombra degli eucalipti, e una fontanella per dissetarsi: Vogliamo andare su insieme?; la donna fa cenno di no: non riesce più a muoversi, forse questa cellula mi sta insegnando a morire, le cellule germinali della città, nel momento in cui imparano a morire, insegnano a morire, ma io ero nel sole, ero sulla strada, non ho voglia di imparare quest’oggi io/l’ho presa in braccio come una sposa, come Benigni con Berlinguer e con la donna ho scalato i gradini di marmo fino alla panchina nell’ombra dell’eucalipto, l’ho messa a sedere, andai alla fontanella dell’acqua e ne raccolsi nelle mani serrate, tornai dalla donna che bevve dalle mie mani, così lei ora respira e dice Forse ho meno dolore,

aspettiamo nell’ombra, le cellule germinali sanno occasionalmente fermarsi, allora l’autocancellazione va in pausa, non c’è ancora la morte, c’è stata, ci sarà, ma non adesso, e questo si chiama presente, e chiedo alla donna Ha un numero che possa chiamare?; lei mi porge il telefono dalla borsetta e disse Cerchi “Serena nipote”, non “Serena portiera”, non si confonda; così chiamai “Serena nipote” che disse Arrivo; così l’aspettiamo, la donna sdraiata, io seduto sulla panchina, offro il mio grembo alla testa grigia di lei, si fermò una Fiat Cinquecento ed ecco “Serena nipote”, ho dato alla ragazza sua nonna, la ragazza l’ha fatta sdraiare nell’auto, le cellule germinali proliferano nella città egoisticamente ma occasionalmente offrono riparazioni alle sorelle gratuitamente, hanno la facoltà di fermare l’autocancellazione delle sorelle, questo solo nel presente, non vale per il futuro, e la ragazza portò via la donna dell’angolo ottuso, e ne raccolse il bastone, ma prima che vada le lascio il mio numero per sapere la fine.… Leggi il resto »

Filosofi per lo ius soli

[Un appello]

Ci rivolgiamo alle senatrici e ai senatori della Repubblica affinché venga approvata la legge che conceda finalmente la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati non solo per ius soli, ma anche – com’è giusto che sia – per ius culturae.… Leggi il resto »

Reagan e Heston (dedicato a Kim e Trump)

di Davide Orecchio

 

Ecco una vita di Reagan dal Dizionario del Se alla Possibilità numero seicento sedici di Reagan che ce lo mostra nascere, con simmetria di falso gelsomino e puntualità di pungitopo a Natale, nell’anno undici del secolo venti e morire nell’anno undici del ventunesimo, condurre magistero di attore (e premio Oscar nell’ottantanove), regista (e Leone d’oro nel novantuno, e Leone d’argento nel novantaquattro) e uomo politico di terroir nordamericano (ma diede lezioni al pianeta), per poi correlarne l’exemplum alle voci sulle Quattro svolte vocazionali (nelle «Intersezioni esistenziali» dello stesso compendio) e sul Trasformismo atlantico (nelle «Intersezioni politiche»)1

Il secolo ha solo undici anni e scherza infantilmente coi petali dei suoi fiori puerili, dai banchi ridotti di una classe d’asilo s’alza un iris e fa una pernacchia, poi arrossisce quando a Tampico nell’Illinois, secondogenito di John Edward e Nellie Clyde, il sei febbraio Reagan affiora nei giorni del secolo, e questo secolo è appena un bambino.… Leggi il resto »

La Scouting Night Live di Oblique

Una serata di scouting dal vivo, per mettere in contatto gli aspiranti autori con editori, editor e altri addetti ai lavori. Riceviamo la segnalazione dell’evento:

«È ora che il tuo manoscritto esca dal cassetto.

Hai cinque minuti per raccontare il tuo progetto a editor, scout e curiosi.… Leggi il resto »

I «Sogni» di Mari e Baruchello

di Antonella Falco

Humboldt Books è una casa editrice milanese specializzata in narrativa di viaggio il cui nome si ispira alla poliedrica figura di Alexander von Humboldt, esploratore, botanico, geografo ma anche grande narratore delle proprie esperienze di viaggio, vissuto a cavallo fra XVIII e XIX secolo.… Leggi il resto »

Rovine al tramonto

di Danilo Laccetti

Quando Čechov non sparò. Da Ivanov al Giardino dei ciliegi fa sempre la sua comparsa, autentica primadonna, una rivoltella; quattro volte su cinque spara, incidendo il corpo del racconto, ma, quando spara, non fa mai la sua apparizione in scena prima.… Leggi il resto »

Esordire

di Davide Orecchio

Assumo il punto di vista del non esordito1.

Si trova davanti a un confine. Deve attraversare la frontiera. Cerca cittadinanza in una terra che dia asilo alla sua scrittura. È un profugo. Nessuno lo vede. Lo circonda un muro di ghiaccio.… Leggi il resto »

Città dei porci. La costruzione dell’ignipotens

di Davide Orecchio

– Cosa si fabbrica qui?

– Ignipotens. Puoi definirle anche auto del cielo. O micronuvole. Oppure succhiasole, al modo dei maiali quando ce l’hanno coi normoarto. Perché consumano l’energia della stella. Molta energia. E qualche porco sostiene che in presenza, o incombenza, di troppi ignipotens la temperatura s’abbassa e arriva il freddo.… Leggi il resto »

Stracci

di Fiammetta Galbiati

Sono strisce di colori, acquosi e vaghi, le testimonianze del loro passaggio in questo giorno di pioggia; sono veicoli e ragazzi in bicicletta, il torso proteso in avanti, i denti graffiati da fiotti di fango spruzzato al minimo transito: le bocche gravide di insulti, che liberano sonoramente tra gli sputi, a scacciare tutto lo schifo che c’è.… Leggi il resto »

In soffitta, con Binet

di Danilo Laccetti

La voglia di far sapere che sappiamo
ci brucia la lingua – nel mio caso la penna
Alberto Savinio, Alcesti di Samuele

1. Nell’Ars amatoria Ovidio sollecita le belle e giovani ragazze ad uscire di casa per trovare marito, postillando così (III, vv.397-8): «Ciò che sta nascosto, rimane ignoto; nessuno desidera l’ignoto; /quando una bella faccia manca di testimone, i frutti ritardano».… Leggi il resto »