giacomo sartori

Quel diablo di Baldrati

di Mauro Baldrati

L’inglese camminava veloce, col suo passo regolare.
Marcia sostenuta, livello 3, uno-due, uno-due, braccia sincronizzate con gambe e respiro. Mani semichiuse. Zaino bilanciato.
Percorreva il vialetto che costeggia il canale tagliando un parco lungo e stretto, immerso nel bosco delimitato da case e da una strada molto trafficata.… Leggi il resto »

chi ne parla ai bambini

di Giacomo Sartori

Duemila e cinquecento anni fa i nostri eminenti filosofi hanno deciso che gli animali non hanno cervello, o insomma non lo sanno usare, e noi ce ne siamo subito convinti, mettendo a tacere i pochi, per esempio Plutarco e più tardi

Generazioni

di Roberto Antolini

Appena entro nel negozio, Diego mi fa un cenno d’intesa «Sì sì – mi dice – il pacco da Milano mi è arrivato ieri. E dentro c’era anche il tuo disco dei Country Gazette». Già uscendo dal negozio strappo subito via la copertura in cellophane, e salito in macchina schiaffo il CD nel lettore.… Leggi il resto »

La codardia e il silenzio

di Michele Toniolo

Tu sei codardo, figlio mio. Non riuscirai mai a conquistarti un posto nel mondo. Tu sei codardo.

Mio padre è sconfitto. Queste parole iniziano la sua malattia. Si arrende alla sesta notte d’insonnia e le spinge verso di me.… Leggi il resto »

Eugenio Cambaceres

Immerso nel suo pessimismo, scavato dai più grandi demolitori meccanici moderni, affondato nel più profondo nulla delle nuove dottrine, trascinava la vita nella più nera solitudine.
Era come morto, chiuso tra le pareti di casa, giorni interi senza voler vedere o parlare con nessuno, portato dalla corrente rovinosa del suo secolo. Pensava a se stesso, agli altri, alla miseria di vivere, all’amore (un maldestro richiamo dei sensi), all’amicizia (un disastroso sfruttamento), al patriottismo (un dovere o un residuo di barbarie), alla generosità, all’abnegazione, al sacrificio (tutte chimere, o

Sudeste

di Haroldo Conti

Il vecchio morì proprio all’inizio dell’estate. Come se avesse continuato a ritardare il momento, per aspettare quel periodo e non un altro. E così successero tante cose, in qualche modo notevoli e definitive, anche se passarono inosservate.
Il Colorado Chico venne a cercarli con la lancia e tutti pensarono che il momento era arrivato.… Leggi il resto »

Danilo De Marco: lo stile della libertà

di Fulvio Dell’Agnese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«Che accadrebbe – si chiedeva un artista – se l’universo fosse leggibile? Forse c’è questo, nascosto dietro alla spaventosa bellezza della realtà. Ci accorgiamo che qualcosa parla con noi. Conosciamo quella lingua. Eppure non capiamo una parola»1.

Le palme mozzate di Magliani

di Marino Magliani

Boomerang

Quando ti penso è perché non ti vedo

non perché mi manchi.

E se da quassù getto uno sguardo

la tua bocca triste inventa un sorriso.

Liguria tutta vallate l’una afffianco all’altra

come un pettine rotto.

La vergogna non è di essermene andato via

dai tuoi costoni bruciati.… Leggi il resto »

Da Genova a Istanbul

di Marino Magliani

Genova. La città da cui si può solo partire, forse perché sembra non accogliere, con i suoi imbuti stretti e le sue fungaie di palazzi rosi dal salso, e soprattutto con subito dietro le montagne. Strana città, Genova, le cui comunità di emigranti hanno trovato il loro spazio nel centro storico e non nelle periferie.… Leggi il resto »

Una lettera a Norbert Conrad Kaser

di Roberta Dapunt

A settembre dell’anno scorso è stato presentato a Brunico un libro che raccoglie i versi tradotti in italiano di Norbert Conrad Kaser, poeta dell’Alto Adige, enfant terrible di un territorio che non gli ha voluto bene, perché in balìa della sua voce poetica che graffiava profondamente tutto ciò che toccava.… Leggi il resto »

Inventare (e osservare) se stessi

di Enrico Palandri

Io e mia sorella Olga siamo stati bambini insieme e siamo finiti in ambienti sociali molto diversi. Quand’era piccola le facevo fare il portiere di calcio o il traditore russo di una guerra napoleonica. Ci sposavamo, morivamo eroicamente su qualche campo di battaglia, ci imbarcavamo in velieri costruiti con un pigiama e una scopa, impiantati su una piramide di cuscini, attraversando insieme oceani in tempesta per lasciarci alla fine, in lacrimosi addii, lungo le banchine di porti atlantici.… Leggi il resto »

Norbert Conrad Kaser

di Valentino Liberto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In autunno, i boschi d’alta quota del Sudtirolo si punteggiano di giallo. Sono i larici, unici tra le conifere a non essere sempreverdi, ad accendersi di colore

La cattiva scuola

di Giovanni Accardo

 

 

 

 

 

Credo che lo slogan “buona scuola”, con cui il governo Renzi ha chiamato l’ultima riforma scolastica, sia speculare allo slogan berlusconiano “forza Italia”: cioè superficialmente sottoscrivibile da tutti, nella sua genericità. Chi, infatti, potrebbe auspicare una cattiva scuola? Eppure quella disegnata dalla legge 107, nei fatti e nei giudizi di moltissimi insegnanti, è una cattiva scuola. Ne sono convinte due insegnanti di Palermo, Stefania Auci e Francesca Maccani (quest’ultima in realtà trentina trapiantata nel capoluogo siciliano), che su tale riforma hanno scritto un agile libretto intitolato, appunto, La cattiva scuola (pp. 105, 8,00 euro), pubblicato lo scorso ottobre da Edizioni Tlon.

GLI SCRITTORI PREPOSTUMI

di Giacomo Sartori

(Questo testo fa parte di un dossier curato dal Cartello (Forlani, Inglese, Schillaci e il sottoscritto) uscito nella rivista francese “La Revue Littéraire” e ora nel numero 68 di “Nuova Prosa” col titolo Esercizi di sopravvivenza dello scrittore italiano.)

Il mio quinto romanzo, l’ultimo venuto, è stato rifiutato da tutti gli editori, come del resto i precedenti.… Leggi il resto »