giacomo sartori

Aren’aria

di Marino Magliani

Preso posto sulla corriera per Caprasottana, il geometra P. Prensotti aprì il suo libretto su Santa Maria Maddalena.
Pensò a un torrente lontano, ma poi successe una cosa che gli tolse il sorriso: si era accorto che i passeggeri maschi usavano uno strano protettore di cuoio, un cinturone, evidentemente a doppio uso, che reggeva regolarmente i pantaloni e nello stesso tempo proteggeva i genitali.… Leggi il resto »

mater (# 8)

di Giacomo Sartori

 

Portavi i fiori

portavi i fiori

sulla tomba di famiglia

brullo muro

nel cupo del colonnato

(neoclassicismo malmesso

dei cimiteri)

dov’è il dandy

che tanto t’è mancato

cinéDIMANCHE #26 FRANCESCO DAL BOSCO Amnesia (I morti ritornano)

 

di Francesco Dal Bosco
(con una intervista al regista curata da Giacomo Sartori)

Cos’hai voluto fare con questo lavoro?

Con questo video, che dovrebbe essere il primo di una serie, ho cercato di riattivare e restituire energia a un’iconografia altamente significativa degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, quando queste figure e queste parole proiettavano nel mondo una volontà di resistenza e cambiamento.… Leggi il resto »

mater (# 6)

di Giacomo Sartori

Adoravi i risotti

adoravi i risotti

il prosciutto di Parma

i formaggi cremosi

i bianchi secchi

i rossi leggerini

la frutta gonfia di succo

e i dolci

tutti i dolci

morbidi o crostosi

Il cinese

di Stefano Zangrando

E va bene, stia a sentire: mio nonno paterno fu il figlio bastardo di un’avventura di guerra con un soldato austro-ungarico.
La notizia fu diffusa tra i parenti più stretti, poco dopo la morte del vecchio, da una cugina di mio padre, una distrofica di fede comunista.… Leggi il resto »

Domenica pomeriggio sul ponte (un racconto)

di Giacomo Sartori

à Gilles Weinzaepflen

Un poeta con un corpo leggero e come sospeso nell’aria da poeta camminava su un ponte che scavalcava un fiume tranquillo ma anche greve di marrone determinazione, perché nelle settimane precedenti aveva invaso le rive, quasi scavallando nelle vie della cittadina.… Leggi il resto »

Quel silenzio assordante che copre tutti i naufragi

Giovanni Accardo intervista ALESSANDRO LEOGRANDE

Alessandro Leogrande, giornalista e reporter, da alcuni anni racconta le tragedie dell’immigrazione, lo ha fatto con “Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud” (Mondadori 2008) e con “Il naufragio. Morte nel Mediterraneo” (Feltrinelli 2011), lo fa col nuovo libro, “La frontiera” (Feltrinelli 2016), un’inchiesta che si può leggere come un romanzo e che in parte si svolge anche a Bolzano.… Leggi il resto »

Viaggio in Bosnia (2/2)

di Giovanni Accardo

Zijo Ribic e il massacro di Skočić

Skočić era un villaggio della Bosnia orientale, abitato prevalentemente dal clan familiare di Zijo Ribic, rom musulmani, una fiorente comunità stanziale di agricoltori, operai specializzati e artigiani che vivevano in ottimo rapporto con Serbi e Bosgnacchi (i musulmani di Bosnia).… Leggi il resto »

mater (# 3)

di Giacomo Sartori

 

come foglie di novembre

 

non mi dicevi ch’era morto

l’amico d’una vita

o l’ultraconfidente

crollato un altro bastione

dissertavi e divagavi

murata nella logorrea

(stizziti guizzi del mento)

Viaggio in Bosnia (1/2)

di Giovanni Accardo

Una domenica pomeriggio a Sarajevo

Il centro storico di Sarajevo, la nostra prima meta, non presenta tantissimi segni dei quasi quattro anni di assedio da parte dei serbi, anche la biblioteca nazionale incendiata nell’agosto del 1992 è stata completamente restaurata.… Leggi il resto »

mater (# 2)

di Giacomo Sartori

 

come facciamo con le sedie

 

come facciamo con le sedie

ci tenevi tanto

a regalarmele tu

ma poi mancava il tempo

per andare a sceglierle

veniva la festa successiva

avevo altre urgenze

l’anno seguente ero  via

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29 marzo 2012

Giacomo Sartori” Nuovi autismi 18 – Le bugie degli scrittori

Nei miei testi cosiddetti narrativi ho scritto un mare di bugie. Ho scritto per esempio che mio padre è morto per aver mangiato molta verdura contaminata dall’incidente di Chernobyl, il che è una smaccata falsità. Certo mio padre ha mangiato tantissima verdura altamente radioattiva, perché aveva uno spirito di contraddizione assai sviluppato, che lo pungolava a fare l’opposto di quello che facevano tutti,

 
waybackmachine

La Romagna di Baldrati

di Mauro Baldrati

Nel fiume Lepre c’è la “buca di Filippi”, un punto dove l’acqua è profonda e si può nuotare. Qui siamo sempre una ventina di bambini e di ragazzi già sviluppati tutto il giorno a fare bagni, lotte, immersioni, tuffi, a pescare “a manaccia”.… Leggi il resto »

gli orrori che i paesaggi europei ci nascondono

di Martin Pollack

Quando oggi scriviamo di una zona, di un paesaggio, sembra indispensabile tenere sempre conto anche del passato. Questo ci mette davanti a un compito difficile. Vogliamo cercare di scoprire che cosa successe qui settanta, ottanta o addirittura cento anni fa, anche se guardando di sfuggita, quando siamo di passaggio, in un’atmosfera rilassata di vacanza, non percepiamo niente che susciti la nostra diffidenza.… Leggi il resto »