Categoria: A gamba tesa

poveri curdi

di Antonio Sparzani

Me lo immagino Erdogan, quando qualche suo manutengolo gli racconterà che ieri a Milano, davanti al consolato turco, c’erano tante persone volonterose che gridavano a favore dei curdi, con tante bandiere, con dozzine di sigle diverse, la maggior parte insignificanti (dei 5 stelle neanche l’ombra), me lo immagino dire al suddetto manutengolo di non seccarlo con queste inezie senza senso, magari ridacchiando un poco e pensando a come meglio far fuori il più Curdi possibile, con tutte le armi e il denaro che l’Europa allegramente gli fornisce.… Leggi il resto »

Note movie: C’era una volta…a Hollywood

di

Franco Bergoglio

 

Prima che Vincent Vega mi spappoli il cervello e arrivi Mr. Wolf a infilarmi in un sacco nero per lesa maestà tarantiniana premetto che C’era una volta…a Hollywood è un buon film. Quale città nell’immaginario universale rappresenta meglio di Los Angeles il crimine, dalla carta di Raymond Chandler alla celluloide di chiunque, alla realtà della rivolta conseguente al pestaggio di Rodney King.… Leggi il resto »

Delirio e potere

di Pino Tripodi

 

Chi volesse comprendere le vicende del potere, di qualsiasi forma di potere, dovrebbe tenere bene in mente questo vocabolo: delirio. Il potere politico, in particolare, ha con   il delirio una relazione privilegiata. Pur non essendo da molto tempo la forma più acuta del potere di potere, il potere politico nel suo moto inerziale contemporaneo assume più di ogni altro potere la caratteristica quintessenziale del delirio.… Leggi il resto »

Popcorn e imbarbarimento

di Giorgio Mascitelli

Vedendo le immagini della comandante della Sea Watch che scendeva dalla nave arrestata dagli uomini della guardia di finanza, mi è venuta in mente la battuta di Renzi dell’anno scorso sul fatto che con il nuovo governo si sarebbe seduto comodamente coi popcorn in mano a vedere cosa avrebbero combinato.… Leggi il resto »

Caroliade. Invective.

di

Francesco Forlani

Je soy poète e v’aggia mannà affancul
vuje qui agressez les filles qui combattent
site hommes em’merde hommes sanza pisci
et fimmine pittate ca alluccate site sanza core

St’humanitade blanca est brutta assay e la và battue
de port en port, de plagia en plagia va affunnate
n’do gorgo malin des mala paroles à strakke
e nu ferry boat nun v’adda fa passà a nuttate

 

Vive les pirates, les brigantèss, les Jeanne D’Arc
ca s’enfilano armures pour sauver les autres
et vos autres da Liga qui parulate en vrac
v’anna purtà luntane luntane de nosotros.… Leggi il resto »

Osservazioni marginali sulla cultura europea contemporanea

di Giorgio Mascitelli

 

 

 

 

Con la morte di Jean Starobinski il marzo scorso arriva probabilmente a estinzione o quasi quella tradizione plurigenerazionale di studiosi novecenteschi, di formazione storicofilologica, in grado sia di muoversi con rigore specialistico su singoli aspetti sia di padroneggiare  una visione d’insieme dei fenomeni culturali e letterari, di cui il più autorevole esponente è stato, a parere di molti, Erich Auerbach.  … Leggi il resto »

“Migrazioni nel Mediterraneo”: per sfidare gli stereotipi sulle migrazioni

a cura di Gabriele Sirtori

L’immigrazione è stato il tema in assoluto più trattato nelle campagne elettorali degli ultimi anni. Clandestini, rimpatri, respingimenti, sicurezza: queste sono alcune delle parole chiave della politica oggi. Ogni giorno almeno un telegiornale o un talk show affrontano questo argomento e quotidianamente sono proposti al pubblico dibattiti, grafici, dirette, numeri.… Leggi il resto »

I am the Revolution

di Giuseppe Acconcia

Abbiamo assistito al Cinema Rex di Padova alla proiezione di “I am the Revolution”, documentario di Benedetta Argentieri, realizzato da Possibile Film. La regista che aveva realizzato “Our War”, insieme a Bruno Chiaravalloti e Claudio Jampaglia, raccontando le storie degli internazionalisti che si sono uniti ai combattenti del Rojava, Joshua Bell, Karim Franceschi e Rafael Kardari, torna sul tema dei movimenti curdi.… Leggi il resto »

Dalla parte di Catilina

di Pierluigi Cappello

Ama le biciclette e la polvere degli sterrati, la Repubblica. Magari una solida Bianchi con i freni a bacchetta. D’estate, quando si accendono interminabili veglie, si racconta sotto i bersò, davanti ad un bicchiere di rosso, pane croccante, salame ben stagionato.… Leggi il resto »

Scuola o mai più

di Pino Tripodi

Gli studenti, i giovani – a sentire i tempi e i padri – appaiono anestetizzati, una carovana di moribondi in viaggio verso la fine. Sono inetti, ignoranti, sciocchi, superficiali, maleducati, delinquenti, fannulloni, narcisisti.

La sciocchezza del paradigma passatista li tratteggia così.… Leggi il resto »

Lettera a scrittori, aspiranti scrittori e presunti critici

di Lettore Anonimo

(Un giovane lettore, 19 anni, che vuole restare anonimo, ha inviato questa lettera chiedendone la pubblicazione su Nazione Indiana. Anche il titolo è dell’autore. La pubblico aggiungendo due righe di considerazione alla fine. d.o.)

Gentili Signori e Signore,

l’anonimato che mi garantisce la qualifica di Lettore Anonimo mi permette di parlare a nome di un intero esercito di lettori, e di farlo con schiettezza.… Leggi il resto »

Penultimi ( note fuori dal coro )

 

 

Nota (continua)

di

Francesco Forlani

 

 

I

Può capitare alla fine dei corsi
quando mi aggiro tra i banchi
vuoti, di ritrovare dei tappi di penne
righelli sbrecciati, piccole carte selvatiche.
Come quando l’Oceano di certe spiagge
in Bretagna o in Alta Normandia
si ritira lasciando per miglia e miglia
di sabbia, monili incerti dei fondi, fossili
o allora creature viventi che il moto d’acqua
ha sorpreso e fatto prigionieri.… Leggi il resto »

Il monumento

di Davide Orecchio

Molti italiani hanno amato Montanelli perché ha dato loro una grossa mano a mettere in parentesi il fascismo passato, a normalizzarlo e banalizzarlo. Sin dai primi libri, a regime ancora “fresco” (Qui non riposano, 1945) Montanelli fu “uno dei principali artefici di una memoria consolatoria del fascismo, che andava incontro al desiderio degli italiani di cancellare il ricordo delle passate responsabilità” (Luca La Rovere, L’eredità del fascismo: gli intellettuali, i giovani e la transizione al postfascismo, p.… Leggi il resto »

Tempi bui per la storia

di Giorgio Mascitelli

Tra i frutti che la sua luminosa vita ci offre il deciso impegno di Liliana Segre per evitare il ridimensionamento dello studio della storia nella scuola non mi sembra certo il meno importante. Non deve ingannare l’apparente minuzia dell’oggetto del suo intervento, ossia l’eliminazione del tema storico dalle prove per l’esame di maturità, perché Segre ha colto perfettamente che esso non è che la spia di un progressivo ridimensionamento dell’insegnamento della storia nell’ambito di una riduzione di tutte le materie ‘inutili’ alla formazione del perfetto lavoratore e del perfetto consumatore.… Leggi il resto »