renata morresi

Distonia

Daniele Barbieri

 

 

ora, nell’ora dell’ora, di colpo guardarsi attorno,
che non c’è nessuno, nella folla, che mi sia qualcuno,

eppure sono qualcuno tutti, sono io nessuno,

nell’adesso dell’adesso nessuno e qualcuno scorrono,
nessuno vede qualcuno… Leggi il resto »

Armand Robin, il poeta che sfidò la propaganda

di Leonardo Recanatini Satriano

C’è qualcosa di ferocemente romanzesco nella biografia di Armand Robin, nella parabola che lo condusse dagli Champs Élysées della Bretagna rurale di inizio secolo, atavica e analfabeta, attraverso l’incubo espressionista dei kolchoz russi, sino al palcoscenico della Repubblica di Vichy.… Leggi il resto »

Oksana Shachko, morte di una femminista.

di Nadia Agustoni

Alla fine quel “siete tutti finti”, sulla sua pagina Instagram, è il suo testamento. A 31 anni ci ha lasciato, lo scorso 23 luglio,  Oksana Shachko, co-fondatrice del movimento Femen, suicida a Parigi in un appartamento piccolo e spoglio dove viveva e dipingeva.… Leggi il resto »

Ballata

George Oppen

 

Astrolabi e glossari
Un tempo nelle magioni –

Un povero pescatore di aragoste

Incontrato per caso
Sull’isola di Swan

Dov’era nato
Vedemmo la vecchia fattoria

Stagliarsi sulla cima della collina
Su quell’isola
Dove passa il traghetto

Un povero pescatore di aragoste

I denti anneriti

Ci portò per l’isola
Su di una vecchia macchina… Leggi il resto »

Bagatelle su una sciarada in divenire

di Andrea Piccinelli

 

Ciò che assurge a nozione comune
come interazione di interferenze
divergenti, scoordinate nel tempo
e nello spazio. I modelli validi
perché pensati, elaborati,
confrontati, sussunti,
veicolati, introiettati. Fino a
divenire (moriture, ineffabili)
idee prevalenti.

 

 

 

Gli esiti collettivi irrazionali
determinati da moventi
individuali razionali
conformati a pretesto
per ridurre l’impronta dello Stato.… Leggi il resto »

Il leone mise il suo burnus ad asciugare nel fiume

di Armand Robin

Il sorprendente insieme di parole: «Il leone mise il suo burnus ad asciugare nel fiume», incontrato in una raccolta di traduzioni quando studiavo l’arabo letterario, all’inizio mi stupì, ma mi sembrò ragionevole dopo aver visto che lo scopo prefissato era soltanto di far applicare su un piccolo numero di precise parole alcune formule di quell’algebra che è la lingua araba.… Leggi il resto »

After Lorca, di Jack Spicer – una prima traduzione italiana

Caro Lorca,

Vorrei poter fare poesie di oggetti reali. Che il limone fosse un limone che il lettore possa aprire o spremere o assaggiare – un limone reale, come un giornale in un collage è un giornale reale. Vorrei che la luna nelle mie poesie fosse una luna reale, che all’improvviso possa essere coperta da una nuvola che non ha niente a che fare con la poesia – una luna completamente indipendente dalle immagini.… Leggi il resto »

Malcolm Morley (1931-2018)

Rinaldo Censi

Di Malcolm Morley, deceduto qualche giorno fa a ottantasei anni, prima della carriera di artista, mi ha sempre colpito l’infanzia disagiata, quasi dickensiana. Frequenta una scuola navale. Ha una gran passione per i modellini. Durante la Seconda Guerra Mondiale rimane traumatizzato.… Leggi il resto »

Note su L’indifferenza naturale di Italo Testa

di Gianluca D’Andrea

Lo sguardo è lenta costruzione […] la mente rumina le cose
le afferma per sottrazione

L’indifferenza naturale

 

L’ultimo libro di Italo Testa sembra attraversato da una carica metafisica che fa leva sulla sospensione. La parola si fa basilare, tocca il basso e l’umido di una terra di passaggio che solo in lontananza sembra fare risuonare paesaggi realmente attraversati dall’autore.… Leggi il resto »

Elogio del kitsch

Milena Jesenská

[Milena Jesenská (1896-1944), nota come corrispondente di Kafka e sua traduttrice, fu lucida commentatrice della società mitteleuropea tra le due guerre e fine interprete delle pulsioni grottesche e tragiche del suo tempo; venne deportata nel 1940 a Ravensbruck “al fine di essere rieducata”.… Leggi il resto »

I Vladimir Kozlov

Adrián N. Bravi

Georg Duperron, l’allenatore di calcio della nazionale russa dell’epoca presovietica, aveva un amico di nome Vladimir Kozlov che faceva parte della dirigenza della Federazione calcio di tutte le Russie e andava sempre a vedere le partite. Gli piaceva il calcio in un modo inaudito per quei tempi e discuteva con tutti su come doveva essere formata la squadra.… Leggi il resto »

Lighea

Mariagiorgia Ulbar

 

(Lighea è la sirena del racconto di Tomasi di Lampedusa. Il rimando al nome è un ricordo di quel personaggio incontrato anni addietro, che era una donna e nello stesso tempo non lo era, e veniva raccontato come emblema dell’amore: incomprensibile, inenarrabile, indimenticabile e presto perduto.… Leggi il resto »

PartesExtraPartes

1 micro festival, 1 giorno, 24 artisti,
7492 parole, 5647 fotogrammi,
258 piccoli rumori,
5 installazioni, 46 immagini

 

Il 20 Aprile 2018, a Firenze, il Chiasso Perduto – Galleria d’Arte ospiterà la prima edizione di PartesExtraPartes, rassegna di musica sperimentale, scritture e arti visive.… Leggi il resto »

Conchiglia con politica (a Carlo Ginzburg)

di Giovanna Frene

Museo d’Arti Applicate “ICTY”, L’Aia

che la storia non è un fatto, è invece un permesso,
a volte casuale:
attorno alla tazza madreperlacea si snoda un bassorilievo scolpito e inciso nella primavera del 1946 a Norimberga dal fattorino del Pubblico Ministero, tale Slobodan, durante i tempi morti, tra una consegna e l’altra, una fascia a narrazione continua come in un rocco della colonna di Traiano, un fregio in parte traforato in parte inciso sull’esterno di un ‘Nautilus pompilius’ incastrato a bocca all’insù tra un ampio piedistallo e una statuetta sormontante prensile, entrambi in argento dorato, cosicché la coppa, montatura e conchiglia, raggiunge la considerevole altezza di 48,5 cm.… Leggi il resto »

10 marzo, Ancona – Assemblea nazionale unitaria di movimento

Sono passati pochi giorni da quando la mano armata di un neo-fascista ha sparato all’impazzata nelle vie di una nostra città alla ricerca delle sue vittime “di razza”. Sono passati pochi giorni da quando migliaia di persone hanno deciso che ad ogni costo il silenzio e le ritualità andavano frantumati, che il clima di complicità con quel gesto infame e l’arroganza di un potere convinto di poter imporre i suoi diktat andavano rovesciati.… Leggi il resto »

Neofascismo, antifascismo, la (non*) manifestazione, e una passeggiata per Macerata

Macerata, monumento ai caduti

di Renata Morresi

Se esco dal portone e giro a sinistra, basta qualche metro umido di viale per arrivare alla sede del PD che è stata colpita da due colpi di pistola. A destra, ugualmente, una breve passeggiata mi separa da un supermercato dove vado spesso: lì davanti si è accasciato Mahamadou Toure, l’uomo raggiunto al fegato dal primo proiettile sparato in strada sabato scorso.… Leggi il resto »

Lettera aperta alla comunità maceratese (a tutela di quanto si è lasciato fuori)

[ricevo e pubblico la lettera di Giorgiomaria Cornelio, giovane autore che da due anni vive a Dublino, ma ha vissuto i precedenti 19 a Macerata. E’ un appello complesso, che stasera mi pare tanto più prezioso. Dopo aver vissuto il panico e lo choc di una città sotto assedio ieri mattina, la furia e i fattoidi dei social, la solidarietà irresponsabile di alcuni, e poi le parole semplificatorie e roboanti di vari commentatori politico-televisivi, e ancora la rabbia e l’incredulità a ripensare alla messa in scena dell’attentatore, la foto fattagli in caserma che gira tra i social in stile rivendicazione jidahista, dopo questa massa di pulsioni incontrollate, bisogna subito tornare a pensare, e profondamente, e a rinsaldare una tradizione antifascista e una vocazione all’apertura che qui è ancora ferma, compatta, anche tra i più giovani.… Leggi il resto »